Nomina del Presidente del Consiglio: la Costituzione spiega che non c’è alcun automatismo

(Marzio Breda – il Corriere della Sera) – «Lasciamo che i morti seppelliscano i morti». L’aria che tira al Quirinale quando la politica tenta di chiamarlo in causa fa ripensare al famoso passo evangelico di Luca, traducibile con un: non perdiamo tempo con faccende che al momento non si pongono. Applicata al presente, quella logica di distacco significa che la campagna elettorale non provocherà reazioni dal Colle, neanche a fronte a prese di posizione che in qualche modo potrebbero coinvolgere il presidente. La dichiarazione di Giorgia Meloni suscita «stupore» sul Colle.

«Se vincesse il centrodestra e ci fosse l’affermazione di FdI, non ho ragione di credere che Mattarella possa assumere una scelta diversa rispetto alla mia indicazione» a premier. Fonti del Quirinale fanno notare che è una prerogativa del capo dello Stato nominare il presidente del Consiglio e che non è possibile autoproporsi. Anche Matteo Salvini ha infatti dichiarato «io aspetto il voto, poi il presidente sceglierà, com’ è giusto che sia Non impongo nomi e ruoli a nessuno, tantomeno al presidente della Repubblica». E qui scatta il punto chiave del problema.

La Costituzione spiega che in casi come questo non c’è alcun automatismo. A Mattarella compete, dopo aver consultato le forze politiche presenti in Parlamento, e dopo averne ascoltato indicazioni e programmi, affidare l’incarico di formare un nuovo governo a chi offra maggiori garanzie sulla base di un saldo consenso degli alleati e di una maggioranza in Parlamento. Tra i diversi fronti che Mattarella dovrà considerare procedendo alla nomina, c’è pure la cornice geopolitica e delle alleanze nella quali l’Italia è inserita, essendo il capo dello Stato garante dei trattati internazionali

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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16 replies

  1. Si ma la meloni si porta sempre avanti nel lavoro…è una vita che è in politica e lei sa come un politico si deve comportare.
    Supplica al PdR!
    Huèèèèèè..hueèèèèè…
    Noi f.dI facciamo una proposta e la buttiamo lì…se nessuno si lamenta andiamo avanti!
    Alla ciuccher!

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  2. Non credo che il presidente della repubblica si metterà contro la Meloni che potrà diventare primo ministro tranquillamente ma di sicuro gli legherà le mani quando ci sarà da scegliere ministri nei punti chiave del sistema

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  3. E’ chiaro che il PDR concede l’incarico dopo aver sentito le forze in parlamento: se queste, (ad esempio PD, FI, Lega ala governista, qualche polo e un pò di cespugli) indicassero Draghi con numeri da maggioranza, la Meloni ( pur primo partito) resterebbe dov’è ( e pure Conte, si spera)

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  4. @salvo-….. prima ci sono le consultazioni e la nomina dei ministri è di competenza del PdC… ma tutto è legato ministri e PdC… debbono essere come ha SEMPRE DETTO MATT atlantisti e europeisti… si si ,lo sono tutti ,vuoi mettere che qualcuno si permetta di dire fuori dall’UE e dalla Nato? Si brucerebbe subito anche senza consultazioni.
    Poi più sono esperti di atlantismo e europeismo … tutti almeno con una esperienza trentennale del sistema!
    ASlle giovane speranza è precluso il cammino politico.
    L’unico che si è asservito che ha buone prospettive è gigino!Solo Lui !L’Unico! Insupperabbile!Er mejo der biconcio!

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  5. Io penso che, in caso di vittoria della destra, il pdr abbia già un nome in testa come pdc: giorgetti.
    La coalizione si spacca. giorgetti rinuncia. Ariecco il banchiere. Quasi tutti felici e contenti.
    È solo fantapolitica.

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    • Giansenio,
      Mia (orrida )previsione, per quel che vale:
      Meloni ( prima donna) vicepresidente del consiglio con qualsiasi premier, e le deve bastare ;
      Cdx non raggiunge comunque il 51%, quindi i Calendari vanno in soccorso del cdx con le frattaglie che hanno recuperato: a quel punto Uno dei due galletti ( Renzi-Calenda) pretendera’ di essere il secondo vicepremier poiché avranno potestà di ricatto sulla nuova coalizione( è la specialità della casa) , non si accordano e i vicepremier diventano 3.
      Letta scornato e defenestrato dal Pd , a Parigi nuovamente, oppure al posto di segretario alla NATO che voleva Renzi ;Conte unica opposizione.
      Premier? Draghi o qualcuno da lui indicato, cui fare da tutor ; in questo ultimo caso , Pronte le dimissioni di Mattarella “perché ormai il nuovo parlamento bla bla-bla”…elezione di Draghi Pdr.
      Sigla.
      Pubblicità .
      Biglietto per il Burundi.
      P.S.: occorrerebbe ricordare alla Cocomera che visto che dice che la volontà popolare si deve rispettare e se lei raccoglierà la maggioranza relativa l’incarico sarebbe suo, Ci si aspetta anche , come nel caso del referendum popolare sul nucleare che ha dimostrato una netta contrarietà, di avere altrettanto rispetto della volontà popolare!Ma lei se ne frega e rivuole il nucleare!

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  6. giansenio, io credo che la coalizione di destra possa spaccarsi più dalle parti di FI che dalla Lega di Giorgetti. …..altrimenti non si spiegherebbe il passaggio di alcuni forzisti nelle liste del PD. …..insomma sono pronti al salto della quaglia in base al risultato elettorale della coalizione di destra……se le dovessero mancare voti per una maggioranza di governo potrebbe trovarli nel duo Renzi/Calenda e nei collegi forzisti eletti altrove, ma questo ovviamente con un pdc che non potrebbe essere la Meloni. ….se viceversa la destra avrà autonomia governativa il pdc sarà espressione di un equilibrio tutto interno alla coalizione di destra, quello in grado di tenerli insieme per governare da soli per 5 anni ed in questo caso sarà fondamentale Berlusconi o almeno il potere che gli sta intorno, cui la Meloni dovrebbe, ob torto collo, adeguarsi. …non sta mandando messaggi al PdR, ma a quel potere che poi passa dalla mediatizzazione della politica di cui Meloni e Salvini sono il prodotto. ……Se poi i sondaggi padellassero e la Meloni non dovesse sfondare, FI non sarebbe forse pronta a passare in una maggioranza centrista insieme a PD ed il duo Renzi/Calenda, riunendosi ai colleghi, magari con un pdc come Cottarelli ? È già accaduto dal 2013 al 2018 con i governi Letta, Renzi e Gentiloni, che senza la fronda forzista prima di Alfano e poi Verdini, cioè FI, non avrebbero avuto la maggioranza per governare!

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  7. Meloni potrà giustamente rivendicare l’incarico di PdC se la coalizione di dx vincerà le elezioni e se FdI sarà il partito più votato. Voglio vedere che si inventerà questa volta la Santa Mummia per negare l’incarico alla signora. L’ultima volta ebbe la bella pensata di incaricare l’uomo dei tagli e del trolly, ma Di Maio e Salvini minacciarono l’empeechment e il furbetto fece dietro front. Non senza aver posto il veto su Savona perchè troppo autonomo, poco europeista, cioè. La mummia tentò una forzatura e dovette ingoiare il rospo. A febbraio 2021 Tutankamon silurò Conte che aveva appena ottenuto la fiducia delle due camere, con l’aiuto del Saudita, e con l’obiettivo di installare il Drago a Palazzo Chigi. Così portava a termine il disegno di cacciare il partito che aveva vinto le elezioni e rimettere in sella il Pd che, più idiota di sempre, era finito sul divano a mangiare i popcorn. Non sarà Caio Marcio Braeda a cambiare i processi reali.

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    • Già dimenticato che Savona non andava bene?
      Già dimenticato che era pronto sui blocchi di partenza Giorgetti?

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  8. escluderei uno della triade, b è impresentabile, felpetta inaffidabile, melona se la fa sotto, si accordano per nominare uno pseudo quasi tecnico, tipo sfasciacarrozze, poi mica si possono permettere di accollarsi tali pseudo responsabilità che li penalizzano a livello di elettori. In mano non hanno nessun jolly, direi una coppia di due/tre. Lo stesso vale per gli altri scappati dal tso. Mi tapperò il naso 5 volte e bdca, bus dal c.. aiutam

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  9. Mattarella, che è fazioso e del PD, cercherà in ogni modo di segare le gambe alla destra e di impedire che vadano al governo personalità a lui sgradite. già lo ha fatto nel 2018 rifiutando la nomina di Savona, nel 2019 negando le urne per consentire al PD di tornare al governo e nel 2021 per consentire a Draghi di diventare PdC.
    se il cdx dovesse risultare vittorioso con una maggioranza risicata, Mattarella non darà l’incarico alla Meloni ma a una personalità di secondo piano, moderata, verosimilmente più vicina a FI che a FdI o alla Lega.
    se il cdx dovesse risultare vittorioso con una maggioranza netta, Mattarella probabilmente accetterà di nominare Meloni (salvo che se ne esca con qualcosa di clamoroso come per Savona, dicendo che i risparmi degli italiani sono in pericolo, l’UE ci isolerebbe, la NATO ci caccerebbe a pedate o altre minchiate varie), ma zapperà i ministri più importanti proposti da FdI, imponendo di fatto nomi di suo gradimento.
    se poi il cdx vincesse con una maggioranza ballerina, non c’è da dubitarne: Mattarella ricorrerà alle stesse minchiate di cui sopra, strillerà “ce lo chiede l’Europa” e darà l’incarico all’ennesimo tecnico, forse allo stesso Draghi, o al Cottarelli della situazione. e ovviamente, neanche a dirlo, riciccerebbe fuori la formula del governo di larghe intese, in modo che ancora una volta il tanto amato (da Mattarella) PD, pur avendo perso le elezioni, possa governare lo stesso l’Italia.
    non c’è che dire: la rielezione di Mattarella è stata un capolavoro del PD. coi numeri che avevano, non potevano sperare in niente di meglio, nemmeno rieleggendo Napolitano avrebbero potuto avere un alleato così efficace.

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  10. Bisogna vedere la situazione del paese a inizio Ottobre.

    Se girasse male, siamo proprio sicuri che la Meloni sia cosi fessacchiotta da accettare l’incarico di PdC per poi essere defenestrata dagli eventi (o manovre di palazzo) dei quali non si sente sicura di affrontare con la sua faccia ?
    Sarebbe il suicidio politico più breve della storia della Repubblica.

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