Elezioni, salta il duello in tv Letta-Meloni da Bruno Vespa. L’Agcom: viola la par condicio

Per il Garante vanno coinvolte anche tutte le altre liste. Dopo quelle di Calenda, sono arrivate le proteste alla Rai anche di Conte e Fratoianni

(affaritaliani.it) – Il duello finale in tv tra Giorgia Meloni ed Enrico Letta, è ormai quasi definitivamente saltato. I due leader si erano accordati per un confronto a due negli studi Rai e avevano anche scelto il mediatore, Bruno Vespa. Ma l’Agcom- si legge sul Giornale – ha stoppato tutto. Oggi pomeriggio toccherà all’Autorità per le comunicazioni di pronunciarsi sui criteri della “par condicio” in campagna elettorale, ma – a leggere il comunicato già emesso dalla stessa Authority – si intuisce che difficilmente il segretario Pd e la leader di Fratelli d’Italia riusciranno a coronare il proprio sogno «bipolare»: un confronto tutto per loro, nelle ultime ore della campagna elettorale, con la riduzione al ruolo di comparse di tutti gli altri capi-partito. Un confronto che, è l’orientamento che sembra emergere dall’Agcom, rischia di violare le regole del fair play.

La legge elettorale, fanno notare gli esperti, non prevede l’«esistenza giuridica» delle coalizioni, che potrebbe giustificare il match diretto tra i loro leader e eventuali candidati premier. Dunque – prosegue il Giornale – i confronti televisivi, devono riguardare tutte le singole liste, e a condizioni parità. Dopo Calenda, che ha parlato di “accordo a lume di candela“, sono arrivate anche le proteste alla Rai del leader del M5s Conte e dei rossoverdi Fratoianni-Bonelli. Un preavviso che non promette nulla di buono per il confronto tv concordato tra Enrico Letta e Giorgia Meloni, già preannunciato con rulli di tamburo per l’ultimo giorno di campagna elettorale, il 23 settembre.

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12 replies

  1. Il vero motivo per cui è saltato il duello non è perché viola la par condicio ma perché a seguito di questo duello molti indecisi si sarebbero convinti ancor di più a votare 5STELLE. In effetti a pensarci bene sarebbe stata violata la par condicio ma a favore di CONTE.

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  2. Si sveglia l’Agcom dopo che Pedullà ieri li ha punzecchiati? E non dice niente sul TG1 che puntualmente ci fa vedere e ascoltare direttamente le parole di Salvini, Meloni, Calenda ecc., ma quando è il momento del M5S, riferiscono soltando quanto da lui espresso, ma sempre a modo loro, evitando i concetti più spinosi? Anche questa è violazione di par condicio. Vorrei vedere i tempi esatti e il numero di comparsate dei vari leader, per me riferire e basta non vale. Conte al TG1 non compare mai.

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  3. Lo sapevano già dll’inizio che non era ne legittimo ne lecito farlo. È stato solo un espediente,un modo furbesco di polarizzare gli sprovveduti.

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  4. Cmq con tutte le par condicio assenti la volta scorsa abbiamo fatto il 33! Mai dimenticarlo! Quando la credibilità viene meno non c’è par condicio che tenga. Credibilità non sulle scelte impossibili, no tap ad esempio, ma sulle cose semplici semplici come l’onestà intellettuale. Quando perdi quella non c’è par condicio salvifica. Hanno evitato di fare una della tante loro porcate, specialmente il vespone, il maggiordomo del pregiudicato.

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  5. S’erano apparecchiati zi’ prete e la piccolafiammaiferaia con la benedizione del bitorzoluto vespa e degli ignobili dirigenti rai
    Che schifo di paese a pedate nel cubo vanno presi

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  6. La volta scorsa si presentava alle elezioni il movimento grillino. Oggi, il partito di Conte, può solo sperare che, a via di prendere calci nei denti, induca qualche elettore ad avere compassione per quei quiattro disgraziati esterni che si sono lasciati convincere a candidarsi.

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