Kiev rivuole la Crimea, ci porta alla guerra mondiale

(DOMENICO QUIRICO – lastampa.it) – Oggi in Crimea può sembrare un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno di questa guerra: bombe che cadono, colonne di fumo, depositi distrutti, qualche morto, comunicati che si smentiscono reciprocamente, rumori, voci, silenzi propagandistici e tattici. In fondo da settimane sembra che il conflitto si sia accasciato su se stesso, abbia raggiunto un suo tragico equilibrio e non possa salire a una nocività superiore. Invece lì, in Crimea, tutto è pericolosamente diverso. Perché c’è il rischio concreto che la guerra ascenda al suo estremo, che diventi ancor più totale nei mezzi impiegati, iperbolica. Spalancando arsenali apocalittici finora solo evocati come remota minaccia. Quello che accadrà in tutti gli altri giorni che verranno può dipendere da quello che gli ucraini hanno intenzione di fare. Perché se Zelensky, come ha annunciato in una delle ultime serali prediche alla nazione, ha deciso di iniziare proprio dalla Crimea la riconquista di tutti i territori ucraini occupati dai russi, questi sei mesi saranno solo una tappa, un inferno provvisorio.

Forse Putin, e i russi, intendo i russi che ne sostengono l’Operazione Speciale per antica convinzione imperialistica o per evitare guai, possono accettare di dover retrocedere nel Donbass di fronte a una grande controffensiva ucraina immuscolita, forse non soltanto con i cannoni, da Stati Uniti e Gran Bretagna. Qualche villaggio, qualche cittadina si può conquistare o perdere. Ma la Crimea è un’altra cosa. Non nel senso burocratico-amministrativo che un referendum di nessuna legittimità e trasparenza ne ha imbullonato il ritorno nella Grande Madre russa. Mentre per il Donbass finora non si è andato a di là del riconoscimento della loro scardinata “indipendenza’’.

Per la Russia una invasione della Crimea significa un attacco diretto alla propria integrità territoriale, l’equivalente di una marcia su Mosca, la prova di quella volontà di annientare la unità russa su cui Putin armeggia con efficace successo interno da venti anni. Bugia? Trucchi grossolani a cui peraltro nel 2014 abbiamo opposto solo un brusio ingenuo: la Crimea in fondo… Sebastopoli, gli assedi, il bastione Malakoff, il conte Tolstoj… ? Inutile discuterne storicamente. Quando la leggenda diventa realtà vince la leggenda. Per difenderla ogni mezzo, anche il più estremo finora tenuto di riserva come minaccia e possibilità, diventerebbe per Putin legittimo. Gli stati totalitari possono violare linee che è mostruoso attraversare. La guerra non sarebbe più una chirurgia che reca le sue punture sui gangli dell’avversario, ma una prefazione dell’Apocalisse. Siamo di fronte al contrasto fondamentale e pericolosissimo tra l’arte dello Stato e il mestiere della guerra. Cercare di riprendersi la Crimea, svolta che non può avvenire senza il via libera degli americani, vuol dire che la parola imperante diventa lotta a oltranza, totale senza limiti di mezzi; e la liquidazione di quel poco che resta di possibilità di conciliazione e composizione di interessi, l’unica via che porta quanto meno a una tregua. Bisogna che questo sia chiaro. Putin non ha diritto a tenersi le sue conquiste. È una questione di giustizia. Ma attenzione a non consentire agli ucraini di metter troppe cose in second’ordine pur di vincere la guerra. Se questa guerra sarà perduta tutte quelle cose saranno perdute.

11 replies

  1. Probabile sia una manovra diversiva per fare togliere truppe russe dal Donbass. Se invece è una mossa vera, zelenski dovrà fare i conti con una pioggia di missili su Kiev.
    Tutto questo è incoraggiato dai criminali oltreoceano, senza alcun dubbio.

    "Mi piace"

      • E, a quanto pare, ora che ho letto l’articolo, anche Quirico lo dimentica, o meglio FINGE di non saperlo…

        “Non nel senso burocratico-amministrativo che un referendum di NESSUNA LEGITTIMITÀ e TRASPARENZA ne ha IMBULLONATO il RITORNO nella Grande Madre russa”

        Ecco certo… Sono illegittimi e opachi SOLO i referendum che non piacciono agli USA.

        “Per la Russia una INVASIONE della Crimea SIGNIFICA un ATTACCO DIRETTO alla propria integrità territoriale, l’equivalente di una marcia su Mosca, la prova di quella volontà di annientare la unità russa su cui Putin armeggia con efficace successo interno da venti anni.”

        MA VA’??? E non ti eri accorto che è iniziata COSÌ, la faccenda? (a parte gli 8 anni di guerra in Donbass)

        ” Putin non ha diritto a tenersi le sue conquiste. È una questione di giustizia.”

        Invece avrebbe diritto l’Ucraina a tenersi una terra REGALATALE da un presidente ucraino, senza legittimazione del parlamento russo, e che ha scelto LIBERAMENTE (da Repubblica autonoma), senza” imbullonamenti” di sorta, dopo un referendum con risultato plebiscitario e maree di gente in festa, di “attraccare al molo storico della Russia”…

        Quirico, semini di saliva ogni singolo articolo, anche quelli in cui vorresti esprimere, FORSE, un pensiero più indipendente… ma, alla Stampa, immagino che sia difficile.
        Anche leggere, però, diventa difficile… e soprattutto DIGERIRE.

        Piace a 1 persona

  2. Non puoi fare un’analisi realistica su un giornale Gedi, inutile anche leggere.

    Negli ultimi giorni gli ucraini stanno cercando, con le armi che gli abbiamo mandato noi per difendersi, di far saltare la centrale atomica di Zaporizhzhia, che se non sbaglio è la più grande d’Europa, e nel frattempo dicono che sono i Russi che si autobombardano, tanto i media rilanciano la loro propaganda senza filtri e la gente se la beve.

    Mi sembra un bel salto di qualità.
    In pratica la cosa farebbe danni enormi innanzitutto in Donbass, dove vivono i russofoni, razza inferiore pare, poi in Russia, che confina, e in Ucraina, dove abitano gli ucraini ariani, ma evidentemente anche loro sacrificabili, e poi in Europa, che non abbastanza indebolita dalle sanzioni economiche, pur boccheggiando respira ancora e quindi ha bisogno di un bel colpo di grazia.

    Mi piacerebbe sentire coloro che in Marzo si schieravano senza se e senza ma con l’Ucraina, aggredita dalle forze del male, hanno cambiato almeno in parte opinione, o se restano convinti che l’Ucraina sia solo una vittima e vada aiutata ad ogni costo nelle sue politiche.

    Piace a 2 people

  3. Leggendo qua e là

    “In altre parole, le informazioni pubblicate da Kiev sono solo a scopo di PR. Non ha bisogno di basi di fatto. Questo è stato ammesso dalla stampa americana qualche tempo fa, anche se a malincuore. e giustificato con l’affermazione che ha aiutato la causa ucraina.

    E sono soprattutto le informazioni di Kiev che arrivano al pubblico qui, attraverso il Ministero della Difesa, che in ogni caso è spudoratamente partigiano, e poi ai giornalisti.

    Credo che sempre più persone inizino a sentire l’odore del topo, in particolare in quella che considero la contea centrale del conflitto, la Germania. L’idea che l’Europa possa essere considerata semplicemente come un’appendice involontaria di Washington è abbastanza comune, in particolare negli Stati Uniti, ma l’Europa è la chiave per la guerra delle sanzioni e la Germania l’attore centrale in quella guerra.

    Sto aspettando di vedere cosa succede quando il tedesco medio scopre che Scholz e Habeck – e anche UvdL – hanno venduto loro un cucciolo sulla guerra in Ucraina. E che i loro politici e media sono stati, in linea di massima, solo un canale per l’IPSO proveniente da Kiev. Potrebbe essere interessante.”

    "Mi piace"

  4. Cacchio, non avevo letto l’articolo,
    Ma Domenico Quirico dove vive? Dove si informa?
    L’impressione leggendo il suo articolo è
    1 strafatto di sostanze allucinogene
    2 si è svegliato con le mutande bagnate dovute ad un sogno erotico
    3 ha copiato di sana pianta una velina psyop fornitagli da un ucronazi in vena di caxxate
    Una sintesi di cosa sta subendo l’esercito ucronazi

    “A seguito delle azioni offensive delle forze alleate nell’area di Soledar, le perdite della 14a brigata meccanizzata dell’AFU ammontarono a oltre 2000 persone. I resti del personale della brigata furono ritirati dal comando ucraino nelle retrovie.

    Nelle aree degli insediamenti di Opytne e Nevelskoye della Repubblica popolare di Donetsk, a seguito di attacchi di alta precisione da parte delle forze aerospaziali russe, le perdite in termini di manodopera della 56a brigata di fanteria motorizzata delle forze armate ucraine hanno superato il 70% del il numero della lista.

    Il personale del 23° battaglione della brigata in piena forza lasciò volontariamente le proprie posizioni di combattimento e partì per le retrovie.

    Un attacco di alta precisione delle forze aerospaziali russe al punto di dispiegamento temporaneo della 28a brigata meccanizzata delle forze armate ucraine nell’area dell’insediamento di Novogrigoryevka nella regione di Mykolaiv ha distrutto fino a 100 militanti e nove unità di equipaggiamento militare.

    A seguito di attacchi di fuoco concentrati sulle posizioni di combattimento dei nazionalisti ucraini nell’area di Marinka della Repubblica popolare di Donetsk, le perdite di manodopera del 3 ° battaglione della 66a brigata meccanizzata ammontavano a oltre il 50%.

    Inoltre, a seguito della sconfitta della roccaforte della 58a brigata di fanteria motorizzata, fino a 40 nazionalisti e cinque unità”
    La lista continua e non a favore degli ucronazi

    "Mi piace"

  5. Er Tronco pensa: Quirico ha scritto tutto ed il contrario di tutto sulla guerra in Ucraina, anche se negli ultimi tempi ha cambiato registro. Inoltre ha per colleghe “la beneficiaria a sua insaputa del gas russo” Nathalie Tocci, che invece di dimettersi dal consiglio di amminastrazione di ENI che fa affari con la Russia, ne incassa i dividendi, e la equilibrata esperta di poltica internazionale Nona Mikhelidze, sul cui giudizio nutro qualche dubbio essendo Georgiana.
    Invece di scrivere questi piagnistei apocalittici, che purtroppo prefiguarano uno scenario possibile, chieda conto della linea assunta dal suo giornale sulla guerra.

    Piace a 1 persona

  6. Non è Zelensky che vuole la Crimea.
    Quello appena potrà – p
    cioè potrà smettere di recitare la sua parte – se ne scapperà all’estero in una delle sue ville milionarie, magari negli US.

    "Mi piace"

  7. Di fronte a un pazzo che tenta di bombardare una centrale atomica attribuendo sfacciatamente la colpa all’invasore che quella centrale ha già in mano da mesi, è ora che Putin lanci l’ultimatum atomico.

    "Mi piace"