Le fake news del giornalismo italiano: il superbonus

(Stefano Rossi) – Il Riformista è diretto da Piero Sansonetti. Sansonetti, quello che se la prende con gli “odiatori” cioè i famigliari stretti delle vittime di omicidi, rapine, aggressioni che non perdonano gli assassini.

Egli, dal basso della sua intelligenza, non se la prende con i rei ma con le vittime.

Difendeva ad oltranza il terrorista Cesare Battisti. Andava dicendo che era stato perseguitato da una magistratura politicizzata. Quando poi il terrorista comunista confessò gli omicidi commessi, lo difese ancora, ribadendo la politicizzazione delle sentenze di condanna. E niente. Lui difende i rei non le vittime.

Ora, sulla misura del superbonus al 110%, cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle, che cosa potrebbe dire mai il suo giornale?

31 luglio 2022, dalle colonne de Il Riformista si legge: “Il flop dei superbonus: in crisi un’impresa su tre e boom di contenziosi…. sta paradossalmente portando al collasso proprio le aziende che doveva risollevare”.

I poveri sfortunati che leggono questo quotidiano che idea si potranno fare?

Ma prendiamo un quotidiano che di economia se ne intende.

3 giugno 2022, Il Sole24Ore: “Ance: Fisco boom con il superbonus”. Lo stesso quotidiano, il 7 luglio scorso ci informava: “Investimenti boom a 35,2 miliardi, 4,6 miliardi in più rispetto a maggio Già lo scorso mese era emerso come il valore avesse superato lo stanziamento previsto dal governo”; questi i dati secondo l’Enea.

L’Ance è l’associazione dei costruttori, la quale, per mezzo del suo presidente Federica Brancaccio, precisa: “Il nostro giudizio è assolutamente positivo. Il superbonus è stato introdotto nel 2020 per far ripartire un settore martoriato da almeno 12 anni di crisi e per rimettere finalmente in sesto un patrimonio vetusto, inefficiente sotto il profilo energetico e non sicuro dal punto di vista delle misure antisismiche. I risultati si sono visti concretamente: in termini di crescita del Pil, dell’occupazione e della riqualificazione sostenibile degli edifici, se si considera che al 30 giugno risultano avviati quasi 200.000 interventi, di cui il 71% già completati.”

Draghi si è lamentato più volte che questa misura non funziona. Proprio Ieri sera, su La7, il Prof. Conte precisava che il governo ha più volte modificato il superbonus. “Potevano fare le modifiche per migliorarlo” è l’unica logica risposta che si può dare a Draghi e al governo.

Difatti, ecco cosa dice il presidente dell’Ance: “È chiaro che procedere per strappi, cambiando continuamente le carte in tavola, è assolutamente deleterio sia per le imprese sia per le famiglie. Lo abbiamo visto chiaramente con i bonus edilizi oggetto di continui ripensamenti. La certezza delle norme è un principio fondante di ogni buona democrazia: se le regole del gioco cambiano continuamente poi diventa inevitabile un clima di sfiducia e il tentativo di barare da parte di qualcuno”.

Queste parole, ripeto, non sono di un politico del Movimento bensì del presidente dell’associazione dei costruttori italiani.

Da più parti sento dire “Ci sono troppe truffe per ottenere la restituzione del danaro senza avere i requisiti”.

Ma come si fa ad essere così stolti?

È come prendersela con il signor Pietro Beretta, titolare della Beretta Holding S.p.A, quando viene ammazzato un tizio con una Beretta.

Cioè, il problema non è il reo. È l’imprenditore ignaro!

Per il superbonus il problema è una misura che ha rilanciato il Pil e l’economia ma, guarda un po’, lo hanno voluto quei maldestri e incapaci dei grillini.

4 replies

  1. Ripeto: Caro Conte devi comunicare e sottolineare fino al 23 Settembre il tanto di buono che hai fatto. Su, forza!

    "Mi piace"

    • Lo sta facendo a ritmi serrati su ogni trasmissione possibile e immaginabile.
      Se, per incredibile sfiga, te lo stai perdendo, io ho postato vari link e, comuque, puoi digitare “Conte facebook” e controllare di persona!

      "Mi piace"

      • Grazie. Dal cellulare sto cercando di seguire quasi tutto, ma hai fatto bene a segnalarli. Non so voi, ma ho notato un “cambio di marcia” positivo nella comunicazione, soprattutto social. Può fare ancora meglio e, soprattutto, lo possono fare anche gli altri volti 5S da schierare nelle “battaglie televisive”.

        Anche sui contenuti stanno migliorando; anzi, spero si concentrino ancor più su quelli, dove ci sono, a mio modestissimo parere, ulteriori ampi margini di miglioramento comunicativo/esplicativo, in particolare sui temi economici.

        Piace a 1 persona