Sala & Tabacci

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Stavamo per cascare nella trappola dello scoop della Stampa sul ruolo dell’ambasciata russa nella decisione di Salvini di negare la fiducia a Draghi. Poi ci ha aperto gli occhi una prova più rocciosa della smentita di Gabrielli: la firma di Jacopo Iacoboni. Noto negli ambienti del fantasy perché vede Putin dappertutto, anche nella siccità e […]

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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25 replies

  1. Sala & Tabacci

    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Stavamo per cascare nella trappola dello scoop della Stampa sul ruolo dell’ambasciata russa nella decisione di Salvini di negare la fiducia a Draghi. Poi ci ha aperto gli occhi una prova più rocciosa della smentita di Gabrielli: la firma di Jacopo Iacoboni. Noto negli ambienti del fantasy perché vede Putin dappertutto, anche nella siccità e nell’acidità di stomaco, il commissario Iacoboni è il segugio che smascherò la Mata Hari putinian-grillina Beatrice Di Maio, salvo scoprire che era la moglie di Brunetta (che ora si spera segua il marito nei Democratici Progressisti cari anche a Iacoboni). Del resto, se la caduta di Draghi l’avesse voluta Putin, il suo primo complice sarebbe Draghi, che vi si è impegnato molto più di lui: per fare un dispetto a Putin gli sarebbe bastato non insultare la Lega e i 5Stelle mentre chiedeva loro la fiducia. Invece s’è sfiduciato da solo, putiniano che non è altro.

    In attesa del prossimo scoop del commissario sul ruolo di Putin dietro la triade monnezza-cinghiali-incendi a Roma ora che non c’è più la Raggi, la notizia del giorno la dobbiamo al Foglio. Infatti riguarda un fenomeno clandestino quasi quanto il Foglio: il Partito dei Sindaci che impegna Di Maio, Tabacci e Sala. Impegno comprensibile per Di Maio e Tabacci, a caccia di un posto al sole e soprattutto a sedere; meno per Sala, che già fa il sindaco. Tabacci porta il simbolo Centro democratico che, già presente in altre elezioni (dal Pleistocene), non necessita di firme e viene offerto ogni volta in franchising al bisognoso di turno: nel 2018 la Bonino, ora i postulanti dimaiani che, non arrivando a 73,5 elettori, 73.500 firme se le scordano. Lo scopo dichiarato è “dare voce ai 2mila sindaci per Draghi”. Ma, nota sconsolato il Foglio, “all’accordo manca il punto fondamentale: trovarli questi benedetti sindaci. Almeno uno”. Be’, dài, almeno un paio su 2mila si troveranno, no? No: “Nessuno vuol fare la figura del fesso che mette la faccia su un cartello che rischia di servire solo a rieleggere Di Maio, Tabacci e qualche altro fedelissimo” (un pensiero commosso alla Azzolina e agli altri 62 geni che fanno da poltrona a Giggino). Si dava per scontato Pizzarotti (che fra l’altro non è sindaco), ma si defila persino lui: “Non ho aderito a progetti elettorali”. Ah ecco. Sala sindaco lo è, ma proprio per questo non può: “Do una mano a Di Maio, ma non farò parte di nulla”. Mannaggia. “Manca il front runner”, qualunque cosa significhi: Sala potrebbe prestare Stefano Boeri, che però fa l’architetto, non il sindaco. E andrebbe perlomeno interpellato: mica è un ficus. La notizia più ferale è che si sta scoglionando pure Tabacci: “Non parlo di cose elettorali, non ho tempo da perdere, sto lavorando al Cipess”. O al Cipress.

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  2. Tabaccino mio, se non ci fossi tu…
    quanti mangiapane a tradimento dovrebbero lavorare.
    ogni volta, quando dovevo andare a Roma, mandava una richiesta di incontro prima che andassi al ministero, ma non si faceva mai vedere.
    Alla terza volta gli risposi, sempre tramite il suo intermediario, che se voleva gli mandavo un taxi, non mi ha mai risposto.
    Secondo voi che voleva il democristiano di vecchia scuola?

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      • i progetti li presentavo fatti e finiti, era una proforma, potevo anche non andare, ma poichè il servizio era chiavi in mano, non volevo che finissero in qualche cassetto, per cui seguivo l’iter passo passo.
        I progetti erano per una palestra, per un piano di recupero, l’ampliamento di una scuola, piste ciclabili ecc..
        i piccoli comuni non hanno abbastanza risorse, personale ed esperienza per svolgere tutto in autonomia.
        Ebbene il Tabaccino, prometteva ai politici ed amministratori locali di interessarsi, faceva la mossa, poi non si faceva vedere ma faceva la mossa.
        Un sindaco, una volta mi ha chiesto lo sconto, perchè secondo lui il progetto e i relativi finanziamenti, sono stati ottenuti grazie all’intervento del Tabaccino.
        Una fatica a fargli capire che il Tabaccino non c’entrava niente.
        Questa è la vecchia scuola politica democristiana, travasata nel PD.
        Tutti quelli che ho avuto la sventura di incontrare sono tutti così.
        Gli altri invece vanno al sodo, regali o favori, Forzamafia e Legaioli i più esosi.

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  3. Grazie Raf.
    Ma pure sta cosa del simbolo che Tabacci offre in uso comodato da anni, è di uno schifo ma di uno schifo che non si può vedere, sentire o raccontare; ma sul serio, nasceranno i forconi che cacceranno a calci e forconate nel culo questa gente?

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  4. Non ho grandi pretese dalla vita. In politica mi basterebbero solo due cose per vivere sereno anche se mi trovassi in un mare in tempesta forza 10. La non elezione di Di Maio e di Renzi. Poca cosa, direte voi. Ma io mi sento modesto, mi accontento di questi due obiettivi per me entusiasmanti. Se poi nei trombati ci fosse anche Calenda, sarebbe come toccare il cielo con un dito. Giuro che mi converto se succede. Poi magari verrà il fascismo, il terremoto, una pandemia decuplicata… ma intanto per almeno una settimana porterei un cero alla madonna e mi riconcilierei con la vita. Una volta si diceva: vivi l’effimero! Ecco, per l’appunto.

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  5. La foto di tal Jacopo Iacoboni può suscitare una sola domanda : ma lei esce con quella faccia anche di domenica? Avverta che teniamo i bambini in casa……più che la guerra vista da Mosca, è la guerra vista dalla mosca , che è ben noto dove alla fine si posa. ….caro Gae basta guardare Jacopo Iacoboni e sei già oltre l’ effimero di Di Maio, Renzi e Calenda. …ecco sei proprio oltre e basta…..Iacoboni icona del giornalismo italiano, Di Maio, Renzi e Calenda icone della politica italiana, mi rimane la filosofia del conte Mascetti in Amici miei ” tranquilli che tanto poi mi suicido” ….prima però esigo gli schiaffoni alla stazione. …..

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    • Fin troppo gentile! Gli schiaffoni son ben poca cosa per questi ” arroganti ladri ” mi piacerebbe essere una mosca per vedere chi vota sta melma!

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      • Il “commissario” Iacoboni, che pare faccia il giornalista, in un Paese serio dopo “l’affaire” Brunetta – Di Maio, non potrebbe scrivere neanche su un giornalino scolastico. In un Paese serio, e, sopratutto su un quotidiano serio.

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  6. Da un lato, credo che le prossime elezioni saranno uno spettacolo comico senza precedenti, visti i tanti e soliti pagliacci in campo che ci faranno ridere con i loro vecchi slogan e le solite vecchie pseudoidee su come risolvere i loro problemi, spacciandoli per nostri, e facendo finta di litigare solo per spartirsi il bottino a urne chiuse. Dall’altro lato, sarà una vergogna penosa sapere che questi qui sono gli stessi da decenni, che ci rappresentano (si fa per dire), rubano e rovinano il nostro presente e futuro, servi dei veri poteri forti che ci ammorbano l’esistenza da sempre. Povera patria.

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    • L’unica magra consolazione consiste nel fatto che le ganasce da sfamare sono le stesse o di più e le poltrone di prima fila sono un terzo di meno. Sai gli sganassoni che vedremo!

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  7. ITALIANI!
    Qui è il Gran Consiglio del Draghismo che vi parla….
    Per celebrare i 100 anni della gloriosa marcia su Roma…..quando Sua Maestà Re Vittorio Emanuele Sergio consegnò la patria nelle mani di Sua Eccellenza Onorevole Draghito Mussolini…..

    Vi comunichiamo che abbiamo sostituito l’inno di Mameli ( che ricorda troppo da vicino la meloni) con una canzone molto più orecchiabile e celebrativa della nostra totale devozione e sudditanza coloniale all’impero centrale del Draghismo di Bruxelles…..
    La musica già la conoscete:

    All’aaaaaarmi! All’aaaaaarmi!
    All’armi siam draghisti
    Terror dei pacifisti

    Noi del draghismo siamo i componenti
    La causa sosterrem fino alla morte
    E lotteremo sempre forte forte
    Fin quando avremo il VOSTRO sangue in corpo

    Sempre inneggiando L’europa nostra
    Noi tutti uniti asseconderemo
    Contro chiunque non sia d’accordo
    Che ad uno ad uno sputtaneremo

    All’aaaaaarmi! All’aaaaaarmi!
    All’armi noi draghisti
    Terror dei pacifisti…….

    Saluto a Draghi!
    AIA AIA VACCAGÀ!

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  8. Appena intravista la foto pensavo fosse Cetto La Qualunque.

    Invece era Iacoboni!

    Domanda per chi ne sa di più: ma Calenda, Renzi, Toti ecc… non le devono raccogliere le firme?

    O anche loro hanno trovato il loro Tabacci nel mercato dei simboli usati?

    No perché in questo caso avremmo che nell’Italia libera e democratica (non siamo mica la Russia): se hai soldi, o agganci, o favori da far valere, rimedi un bel simbolo usato e partecipi alle elezioni, e sennò o t’attacchi o devi raccogliere (a ferragosto, grazie a Mattarella che s’è svegliato di botto elezionista) una vagonata di firme.

    Molto bene.

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