“Body shaming” e tanto sudore: evviva l’estate

Il toccante (e geniale) feedback di Renato Brunetta che in un nanosecondo ha stappato una confezione gigante di body shaming sulla bionda capigliatura di Marta Fascina (il lungo e giustificato silenzio della signora B. rotto per puro autolesionismo) inaugura ufficialmente la spiaggiata elettorale 2022 […]

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Il toccante (e geniale) feedback di Renato Brunetta che in un nanosecondo ha stappato una confezione gigante di body shaming sulla bionda capigliatura di Marta Fascina (il lungo e giustificato silenzio della signora B. rotto per puro autolesionismo) inaugura ufficialmente la spiaggiata elettorale 2022. Da domenica scorsa, grazie al guizzo del ministro della Funzione Pubblica (che ci perdonerà le sciocche freddure), la “sofferenza di una vita” causa bassa statura si è trasformata in un motivo d’orgoglio da ribaltare sui “violentatori” e dunque spendibile in chiave politica.

A dire il vero, prima di lui, è stato Matteo Salvini a intuire le potenzialità empatiche del corpo mortificato (soffro proprio come voi) quando ha esibito con voluttà una camicia zuppa di sudore (con vasti addensamenti ascellari), causa caldo opprimente, segnando così un punto: “Io sudo, non sono mica come quelli del Pd che non sudano mai, pensandoci non ho mai visto Letta sudato”.

Subìto il colpo (di sole) il segretario del Pd ha replicato, da par suo, con due paginate di dodicimila parole su Repubblica la cui frase chiave va ricercata nei pressi di riga duecento, questa: “Gireremo l’Italia madidi di sudore, nell’afa”. Per poi proseguire: “Nella siccità, tra i roghi, con la paura vera che l’ambiente si stia distruggendo sotto i nostri occhi”.

Catastrofismo, attenzione, da collegare a un incipit lettiano di rara mestizia: “Ad agosto saremo in tutte le città semideserte, nelle periferie, per parlare con chi in vacanza non è potuto andare”.

Notare l’uso funzionale della sfiga penitenziale (Letta madido di sudore che vaga nelle città semideserte con i negozi chiusi e neppure un prete per chiacchierare) in chiave elettorale. Il capo di una sinistra cassandra accusata da sempre di spargere tristezze e cupe profezie che, gratificato, ne rivendica la titolarità.

Sul modello virtuoso di Brunetta, anche Carlo Calenda sembra esibire un soddisfatto sovrappeso, senza vittimismo alcuno, anzi come lo spot di una futura crescita e prosperità del Paese garantita da Azione (e non perché si sia mangiato l’Agenda Draghi). Vedremo se e come Matteo Renzi saprà dare un senso positivo alla boria, Giuseppe Conte alla solitudine, Giorgia Meloni alla nostalgia. Sarà un’estate piena di sorprese, rifornitevi di pop corn.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

Tagged as: , ,

7 replies

      • Mi sono sempre chiesto perché una verve competente, sarcastica, vibrante e ironica come quella di Padellaro rimanga tale solo se espressa nello ( magistrale) scritto e mai sfruttata nelle occasioni in cui lo vedono ospite nelle varie trasmissioni a cui partecipa, dove la postura e’ sempre troppo educata e dimessa, anche verso ignobili individui che meriterebbero ben altro trattamento.Un vero peccato.

        "Mi piace"

  1. Padellaro , scomodare” Paolo Conte ” x Letta mi pare pur blasfemo !! La guerra è guerra ! altro che Ucraina qui vedremo finalmente del vero sudore!!! ( dimenticatevi il resto :ne fame , ne morti e forse solo qualche migliaia di profughi altrui , poiche questi non si scollano dai palazzi Loro!

    "Mi piace"