No, quarta dose, dice la vox populi

(Marcello Veneziani) – “Ora basta, la quarta dose non la faccio”. È il passaparola spontaneo che sento ripetere dappertutto. Non riguarda solo il popolo dei no vax o di quanti cercarono di sottrarsi al vaccino anti-covid sin dagli inizi, scettici sugli effetti salvifici e preoccupati sugli effetti collaterali. Ma è il diffuso pensiero espresso da chi i vaccini li ha fatti. Molti precisano di aver fatto convintamente la prima dose, per disciplina e senso civico la seconda, e di aver fatto pur recalcitranti pure la terza per accedere al green pass e non avere problemi nella vita e sul lavoro. Ma la quarta no, dicono in tanti, che mi capita di ascoltare. Non è una posizione ideologica o politica, i terrapiattisti non c’entrano; ma gli argomenti che sostengono questo rifiuto di massa sono di tipo pratico, attinti dall’osservazione della realtà e dall’esperienza comune. Il vaccino, sostengono ormai in tanti, è inefficace contro le varianti, lo vediamo ogni giorno, e in modo obliquo lo confermano pure gli esperti, salvo ripiegare quasi tutti su un fideismo finale sul dogma-vaccino, che è poi un cieco allinearsi per non avere problemi e subire ritorsioni. Tanti tra i colpiti dal covid, o ricaduti nel contagio, sono pluri-vaccinati. E dopo aver sostenuto a lungo la tesi che il vaccino comunque attenua gli effetti e diminuisce le probabilità di contagio, ora si arriva a dire – davanti a troppe smentite della realtà- che il vaccino resta l’unica risposta (seppur poco efficace o del tutto inefficace) alla circolazione del covid. Se abbiamo senso civico dobbiamo farlo, come se fosse un imperativo morale di tipo kantiano. La scienza non ci è più di aiuto, resta la morale assoluta.

L’inoculazione ripetuta del vaccino, nota la gente dopo tre anni di pandemia, non ha dato i frutti sperati, anzi rischia di abbassare ulteriormente le difese del sistema immunitario mentre si allarga sempre più la platea di chi ha vissuto o ha visto esiti tragici seguiti al vaccino. Anche in questo caso, come fu già per il covid, post hoc non vuol dire propter hoc, ovvero non c’è alcuna certezza scientifica che si sia un nesso tra il vaccino e le varie patologie che sono seguite. Ma il racconto di molti, si ripete con insistenza: casi direttamente conosciuti, anche di familiari, che a due settimane o comunque dopo la terza dose hanno avuto problemi cardiaci importanti o fatali, aneurismi e altre patologie gravi e a volte letali. E non sono quasi mai persone anziane o cagionevoli, con precedenti sanitari.

È facile attribuire alle dosi reiterate di vaccino tutti i mali possibili e immaginabili che sono accaduti; ma quando si verificano casi frequenti e inspiegati, il minimo dubbio che il vaccino sia stato almeno la causa scatenante di patologie latenti, insorge. Non ci sono basi per affermarlo scientificamente, ma tantomeno per escluderlo. Non ci sono studi in materia di qualche rilevanza scientifica, anzi si evita la questione, sicché i dubbi restano.

Persone del tutto ragionevoli, che non soffrono di complottismo o dietrologia, escludono di farsi propinare la quarta (e poi la quinta) dose che viene ogni giorno annunciata, caldeggiata, se non prescritta, a partire dalle categorie a rischio, dai fragili agli anziani. Non avendo alcuna certezza, vedendo il fronte dei virologi e dei medici molto diviso, disorientato e spesso con pareri privati molto critici anche se pubblicamente temono ritorsioni a esprimere la propria divergenza, non ci sentiamo di dare consigli a nessuno. Certo non alzeremo steccati e barricate tra frenatori e oltranzisti del vaccino. Però in tutta onestà, per quel che mi riguarda, cercherò di sottrarmi alla quarta dose. 

Quella vox populi, probabilmente, col passare dei giorni e il tambureggiare della campagna mediatica, istituzionale e sanitaria, con le misure restrittive che presto seguiranno per imporre l’ulteriore richiamo, si ridimensionerà. Qualcuno ci ripenserà, qualcuno chinerà la testa ai diktat e ai divieti; anche se non è impossibile immaginare una diffusa obiezione di coscienza e “di realtà” che magari costringerà la cupola mediatico-sanitaria-istituzionale a fare passi indietro. Il tema non può essere liquidato come un riemergere del populismo, altrimenti si potrebbe affermare anche il contrario: che si vuole imporre un vaccino periodico contro il populismo, non contro il covid, di cui è palese l’inefficacia, almeno rispetto alle sue ultime varianti.

L’atteggiamento dogmatico sul vaccino, nonostante i risultati, rischia anzi di sfociare in chiave di ribellione sociale e politica combinandosi con le altre emergenze che si intrecciano in questo brutto momento per l’Italia e per l’Europa. Per esempio quando sentiamo gli effetti enormi sulla situazione economica, energetica e sociale che stanno avendo le posizioni italo-europee sul conflitto russo-ucraino, a fronte di modestissimi risultati: tanti sacrifici prescritti, tante restrizioni, una crisi galoppante d’inflazione, energia e lavoro, ma la guerra non viene frenata, la Russia nemmeno e i governi occidentali vacillano più che il Cremlino. A cosa servono tutti questi sacrifici, si chiede la gente? E ancora una volta si tratta di una considerazione di puro buon senso, non discesa da letture faziose o ideologiche. Si può essere fermamente contro Putin e l’invasione in Ucraina, e trovarsi a dire: ma noi che ci stiamo martellando i nostri organi vitali e riproduttivi ogni giorno, che effetto abbiamo prodotto sulla guerra? Zero. Volevamo tagliare il gas russo e ora temiamo che lo facciano loro e li denunciamo per questo…

Se il disagio davanti all’obbligo della quarta dose, dovesse intrecciarsi alla serie di restrizioni e sacrifici a fronte di nessun risultato, allora sì, la vox populi potrà esplodere, anche sul piano della rivolta sociale. Fatevi una dose di senno, ogni tanto.

16 replies

    • “col cavolo che LA faccio”
      la = complemento oggetto (riferito a “la quarta dose”)
      faccio = predicato verbale

      A Polife’ ogni vorta che sortisci da a’ grotta spari na’ cazzata via l’artra.
      Torna in grotta!

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  1. Ah Venezia’ il vaccino non è la pozione di Panoramix…riduce le intensive!!! Mi dirai: a settembtre avremo un vaccino aggiornato?

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    • L’aggiornamento sarà sempre in ritardo rispetto alla mutazione: stiamo rincorrendo l’inafferrabile e indeterminabile. Varrebbe la pena continuare a guardare alla fonte e capire quale chimera hanno partorito i laboratori di potenziamento di specie, potenziare la rete sanitaria, proteggere i fragili, mettere a disposizione cure e plasma iperimmune, investire in ricerca, pubblicare e condividere dati e studi e soprattutto i reali indici di mortalità per fascia d’età, aggiornandoli al mutare delle varianti.
      Continuare a vaccinare è solo un favore alle multinazionali del farmaco e al suo indotto.

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  2. Cito dall’articolo pubblicato ieri su Draghi Gruppo dei 30:
    “Nell’ambito della distruzione creativa, le aziende devono adattarsi alle nuove dinamiche del settore. Pertanto, possono chiudere linee di business per aprirne di nuove. Quelle aziende che non si adattano dovranno cambiare la loro attività o semplicemente scomparire. In altre parole, “distruggi” qualcosa per “creare” qualcosa di nuovo e di solito migliore.”

    Forse, oltre al documento economico sulle imprese, dovreste trovare i progetti, con le evidenti medesime finalità di accompagnamento alla dipartita, relativo ai cittadini.

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  3. Ho avuto problemi cardiaci meno di 24 ore dopo la terza dose e due cardiologi mi hanno confermato che la causa era il vaccino. C’è poi uno studio pubblicato su Nature di qualche mese fa, fatto con dati di Israele, in cui trovano correlazione tra vaccino e aumento di gravi patologie cardiache negli under 40. Come potrei anche solo pensare di farmene una quarta?

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  4. Non ci sono basi per affermarlo scientificamente, ma tantomeno per escluderlo. Non ci sono studi in materia di qualche rilevanza scientifica, anzi si evita la questione, sicché i dubbi restano.”’

    Ma neanche per idea! Ci sono ormai fior di studi sugli effetti avversi, se Veneziani si degnasse di studiarli intendo. E a parte questo: vox populi, vox Dei, basti dire al riguardo che conosco il caso di una persona di 29 anni che con 3 dosi di vaccino si è beccata il COVID 5 volte. Ditemi voi: ma che xazzo di vaccino sarebbe questo?

    Parliamo poi di casi accertati di correlazione? Francesca Tuscano, Camilla Canepa, Stefano Paternò tra i più famosi, e che hanno condotto all’ABBANDONO DI ASTRAZENECA, implicito e reale effetto della pericolosità di un vaccino fatto per gli under 55.

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    • Io dopo aver fatto la terza dose
      Ho avuto problemi di circolazione agli arti inferiori
      E il tendine del tallone completamente infiammato
      A causa di allergia al vaccino,ma nessuno me l’aveva detto.
      Bastardi

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  5. L inps festeggia ! 110 morti al giorno sono una manna dal cielo! Dobbiamo mantenere la cassa dei giornalisti che è miseramente fallita , si deve fare posto ai privilegiati!!

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