Si parte alle 9.30 con la SUMMER SCHOOL SCRITTURA al Museo Diocesano a cura di Linda Barone e Arianna Lombardo. Alla stessa ora TEMPO VIDEO a Palazzo Fruscione a cura di Roberto Pisapia.

Nel pomeriggio, alle 18, a Palazzo Fruscione, incontro con Luisa Merloni, autrice di Piccolo manuale di comicità femminista (Einaudi). Conducono Daria Limatola e Barbara Cangiano. Luisa Merloni svela i meccanismi della comicità e come usarla per fare una piccola rivoluzione. Perché far ridere, in fondo, è una cosa serissima. Attingendo alla sua lunga esperienza teatrale, alla lettura dei testi femministi e al dialogo costante con amiche, studiose e grandi comiche del passato, Merloni costruisce una guida preziosa e folgorante. Comiche non si nasce: lo si diventa. E nel diventarlo, si scopre uno sguardo nuovo sul mondo e un seme inaspettato di gioia nel corpo.

Alle 18.30 all’Addolorata incontro con Gianni Riotta, autore di Generose anime di eroi (Mondadori). Conduce Gennaro Carillo. All’ombra del Cremlino, il Partito della Guerra sabota l’Occidente servendosi di ex soldati dispersi e diffondendo in rete video fake catastrofici prodotti da hacker abilissimi. A New York, l’ispettore Joey Dallera e il detective Steve Ernst, veterani di Falluja, indagano sul cadavere di un uomo colossale trovato davanti a un topless bar di Brooklyn, con un antico nome latino tatuato sull’avambraccio. Osteggiati dall’FBI e dai servizi segreti, i due collegano presto il delitto alla saga virale dei cadaveri abbandonati vicino ad ambasciate da New York a Madrid. Sarà l’analisi dei tatuaggi a portarli nei sotterranei del Vaticano, sulle tracce dei cosiddetti Gladiatori. Lo stesso gruppo che, intanto, tiene in ostaggio la figlia della prima Presidente donna degli Stati Uniti. Gianni Riotta – a lungo inviato in Usa, Russia e Medio Oriente – firma un romanzo travolgente, dove politica, conflitti e amori del nostro tempo prendono forma in un mondo sull’orlo del caos.

Alle 19 a Palazzo Fruscione arriva Riccardo Maisano, curatore dell’Odissea (Edizioni di storia e letteratura). Conduce Anna Rotunno. «Tu ora cerca al più presto la luce; però tieni a mente / tutto, affinché poi tu possa ripeterlo alla tua sposa». Così l’ombra di Anticlea congeda Odisseo nell’oltretomba. La madre esorta il figlio a non dimenticare e a raccontare, come il poeta dell’Odissea, che rinnova il ricordo dei suoi personaggi perché divenga promessa di riscatto e invito a guardare avanti. Questa traduzione segue il suono dei passi del Narratore, conservando traccia del ritmo originale per riscoprire la cadenza dattilica e l’emozione del timbro epico. L’introduzione e il commento mostrano l’intensità degli echi del poema nelle letterature di ogni tempo, invitando ogni lettore a riconoscere il fiabesco e l’onirico dell’Odissea.

Alla stessa ora all’Arco Catalano ci sarà Carmen Gallo, autrice di Procne Machine (Einaudi). Introduce Giovanna Pace. Procne Machine è una raccolta poetica che ripercorre il mito di Procne e Filomela — stuprata, mutilata della lingua e trasformata in usignola — per interrogare la violenza che ancora oggi minaccia i corpi e le voci femminili. Attraverso versi, microsaggi in prosa, un poemetto dalle suggestioni leopardiane e libere traduzioni di classici, Gallo compie una ricognizione sulla cultura occidentale, guidata dal canto degli uccelli: da Eschilo a Shakespeare, Keats, Eliot, fino a Laurie Anderson e Lou Reed. Una macchina di metamorfosi nata da una paura autobiografica — l’ornitofobia — che si apre al collettivo. Esercizi di violenza e compassione, con la speranza di un canto a venire e una domanda che percorre tutto il libro: «Com’è possibile difendersi da ciò che ci minaccia o ci reclama dall’alto».

Alle 19 a Largo Pomona, l’ospite è Eduardo Savarese, autore di Una piccola luce (Alter Ego). Conduce Corrado De Rosa. Bibo è un bambino senza memoria, trovato come tutti i figli della Grande Adozione vicino alle acque di un lago: non sa chi è né da dove viene. Guidato dalla Maestra Pazienza, accompagnato dalla gatta Susanna, dal suo violino e da una lampada di bronzo, intraprende un viaggio verso le Città dei Sensi Ottusi: cinque luoghi dove l’uso di un senso è vietato e la bellezza è dimenticata. Il tempo non ha dimensione: passato e presente, veglia e sogno, vita e morte si fondono in un unico flusso.

Alle 19 al Museo della Scuola Medica Salernitana incontro con Marianna Esposito, autrice di Gli spazi di mezzo. Pratiche e politiche dei corpi (Mimesis). Conduce Monica Trotta. Rileggendo tre pensatrici del Novecento – Simone Weil, Audre Lorde, Gloria Anzaldúa – si trova una comune domanda di giustizia che prende forma nei luoghi che marcano i corpi: la fabbrica, il margine, le terre di confine. Spazi di subordinazione storica che diventano, al tempo stesso, punto di leva per aprire nuovi orizzonti di senso. Gli spazi di mezzo si trasformano in ponti solo attraverso corpi reali, che si fanno soggetti attivi del cambiamento: le donne, primi soggetti storici colonizzati dal patriarcato. Contro la logica di guerra che ha occupato il campo della mediazione, queste pensatrici e attiviste rispondono a un bisogno fondamentale: nutrirci di immagini, simboli e racconti capaci di ispirarci in pratiche contro-egemoniche all’altezza delle sfide del presente.

Alle 19.30 nell’Atrio del incontro con Antonio Mattone, autore di Il casalese di Dio (EDB) e Mons. Andrea Bellandi, Arcivescovo di Salerno. Conduce Rosario Pellegrino. Il 19 marzo 1994, nella parrocchia di San Nicola a Casal di Principe, don Giuseppe Diana fu assassinato con quattro colpi di pistola mentre si preparava a celebrare messa. Aveva 35 anni. A oltre trent’anni dal delitto, mentre è in corso il cammino verso il riconoscimento del suo martirio, Antonio Mattone – editorialista de “Il Mattino” e portavoce della Comunità di Sant’Egidio a Napoli – riparte da quei luoghi per rispondere a una domanda: perché don Peppe è stato ucciso? Un viaggio tra case, chiese e carceri, incontrando chi gli fu più caro e chi fu coinvolto nel suo omicidio. Il risultato è un libro coraggioso da cui emerge il ritratto a tutto tondo di una personalità complessa, per la quale «prete anticamorra» si è rivelata un’etichetta troppo piccola: don Peppe Diana fu soprattutto un prete leale alla sua missione e un uomo votato al bene della sua gente.

In contemporanea al Diocesano IL SABOTATORE INTERNO. I MASOCHISMI SECONDO LINGIARDI – Incontro con Vittorio Lingiardi, autore di Farsi male. Variazioni sul masochismo (Einaudi). Conduce Gennaro Carillo. Tutti ci facciamo del male, ma c’è differenza tra le sofferenze che arrivano senza preavviso e quelle a cui ci consegniamo, più o meno consapevolmente. Vittorio Lingiardi esplora questo territorio oscuro, tracciando un confine sottile tra convivenza e connivenza col dolore. Il termine “masochista”, qui, non evoca fruste e manette, ma stanze interiori arredate con gli spigoli dell’autocritica, le mensole inaccessibili dell’ideale dell’Io, le casseforti del sabotatore interno. Un racconto sulla vita quotidiana che si allarga fino al masochismo politico e al dolore collettivo, scritto con le parole della psicoanalisi, della poesia e del cinema.

Alla stessa ora a Palazzo Fruscione, incontro-performance con Giorgio Rizzo, autore di Il Velo (Il Viandante). Conduce Giada Trebeschi. Il Velo non è solo un libro d’arte: è una finestra su ciò che non osiamo guardare. Giorgio Rizzo, attraverso disegni in carboncino su carta di lino, affronta il valore storico e soprattutto simbolico del velo: quello islamico, che opprime milioni di donne, e quello invisibile delle convenienze occidentali, fino a quello dietro il quale si nascondono le lacune di ogni civiltà. L’arte di Rizzo abbandona ogni intento decorativo, per intraprendere piuttosto un percorso civile: sono opere che interrogano, non consolano. Siamo tutti velati da qualcosa che non ci appartiene.

Alle 20, al Museo Virtuale Scuola Medica Salernitana arrivano Roberto D’Avascio e Annamaria Sapienza, co-curatori con Bianca Del Villano di Harold Pinter. Il teatro del potere, il potere del teatro (UnionPress). Conduce Linda Barone. Cosa resta di Harold Pinter, oggi? Premio Nobel 2005, drammaturgo, regista e attore, Pinter ha cambiato per sempre il modo di scrivere e pensare il teatro – eppure la sua opera continua a essere sorprendentemente poco studiata e rappresentata. Questo volume prova a colmare il vuoto: attraverso analisi critiche e testimonianze dirette di chi ha attraversato l’universo pinteriano, i contributi raccolti restituiscono il ritratto vivo di un artista capace di interrogare la scena contemporanea con la stessa forza inquietante di sempre. Uno sguardo a tutto campo – critica, spettacolo, dibattito pubblico – per riconoscere le tracce indelebili di uno dei riformatori più radicali del Novecento teatrale.

Alla stessa ora all’Arco Catalano incontro con Stefano De Bellis ed Edgardo Fiorillo, autori di L’accusa di Cicerone (Einaudi).Conduce Ester Cafarelli. Nel 70 a.C., mentre si prepara a essere eletto edile, Marco Tullio Cicerone si trova ad affrontare il caso più pericoloso della sua carriera: portare davanti alla giustizia Gaio Licinio Verre, ex propretore della Sicilia, accusato di aver devastato la provincia con estorsioni, peculato, torture e persino omicidi. A difenderlo c’è Quinto Ortensio Ortalo, suo rivale storico e avversario di pari talento. Ma il processo nasconde un pericolo ancora più grave: Verre è nel mirino del più letale fra i sicari, un mostro implacabile e spietato deciso a eliminarlo prima della sentenza. Per svelare il complotto e difendere l’integrità della Repubblica, Cicerone si affida all’ex centurione Tito Annio Tuscolano, al veterano Astragalo e all’indecifrabile Lafreno. Tra ballerine arriviste, avidi pubblicani, parassiti intriganti e mercanti di schiavi, i tre si addentrano nei vicoli bui della Suburra, dove la legge spesso non arriva. La verità è a portata di mano, ma potrebbe costare un prezzo altissimo.

Sempre alle 20 a largo Pomona, l’ospite è Marco Ansaldo, autore di Mare nero. Sei paesi, le leggende, la guerra (Marsilio). Conduce Giso Amendola. Confine dell’Impero romano, teatro di guerre medievali e moderne, il Mar Nero è oggi un’area cruciale dello scacchiere politico mondiale. Non solo epicentro del conflitto tra Russia e Ucraina, ma crocevia di interessi globali di primaria importanza. Con gli strumenti del cronista, la competenza dell’esperto di geopolitica e lo sguardo del viaggiatore, Marco Ansaldo ci guida tra i paesi del «grande lago salato»: dalle coste martoriate dell’Ucraina a Varna, in Bulgaria; dalla Georgia, dove i vacanzieri si affollano all’ombra della minaccia russa, alla Romania, cerniera tra Europa e Oriente. L’itinerario tocca anche l’Abkhazia, la Crimea e Trebisonda, da cui la Turchia parte alla ricerca di giacimenti di gas. Mitologia e geopolitica, guerra e pace si mescolano in questo antico bacino: è dalle sue acque scure che forse emergerà anche il nostro futuro.

Alle 20.45 nell’Atrio del Duomo, Emanuele Trevi e Aldo Schiavone in conversazione con Gennaro Carillo e Paolo Di Paolo. Introduce Corrado De Rosa. Alla luce dei fatti recenti che hanno interessato il Festival, Emanuele Trevi, fra gli ospiti più attesi, ha preferito che in luogo della presentazione del suo ultimo libro si tenesse una discussione su questioni più generali: il pervertimento e la manipolazione del significato delle parole, la polarizzazione dell’agone verbale, la ormai sostanziale indistinzione tra i social e la stampa, la semplificazione eccessiva, sconfinante nella banalizzazione estrema, di un discorso pubblico dal quale sono scomparse le sfumature. O comunque nessuno sembra disposto a coglierle. Tutto questo davanti a tragedie che non si possono in alcun modo ridurre a rumori fondo. E ovviamente senza eludere il problema spinoso della libertà e dei suoi limiti.

Aldo Schiavone, dalle pagine del “Corriere del Mezzogiorno”, ha sollecitato il Festival a non perdere l’occasione di un confronto sullo scenario – l’unità dell’umano in un mondo mai così diviso – nel quale si svolge la disputa sulla parola pubblica e la sua potenziale perdita di senso. Di qui, l’idea di coinvolgere Schiavone, oltre ai direttori artistici, nel dialogo con Emanuele Trevi.

Alle 21 all’Addolorata arriva  Giovanni Covone, autore di La vita e le stelle. Viaggio alla ricerca di altre vite nel cosmo (HarperCollins). In collaborazione con ANISN Sezione Campania. Conduce Rosanna Rosapepe. Siamo figli delle stelle: gli atomi che compongono le nostre cellule furono forgiati nel nucleo di astri antichi. Ma questo legame cosmico basta a rendere la vita inevitabile? L’astrobiologia esplora una delle domande più radicali della scienza: dove e in quali condizioni può esistere la vita? Il cosmo non è generosamente ospitale, ma selettivo e difficile: la vita è un equilibrio fragile tra energia, materia e tempo. Giovanni Covone, dopo Altre terre, ci guida tra abbagli storici e scoperte inattese, mostrando come non siamo passeggeri passivi, ma capaci di coevolvere col pianeta. Esplorare l’universo è, in fondo, un modo per comprendere noi stessi. Forse la vita è comune. O forse è una rarità cosmica.

Alle 21 all’Arco Catalano incontro in musica con Claudio Bartolomeis e Diana Ronca, autori di Si, ma…il lavoro vero? Storia di chi si è svegliato per realizzare i propri sogni (Casa Sanremo). Claudio e Diana, insieme da 39 anni, musicisti professionisti da 35 sono qui per raccontarci che le cose belle accadono a chi ci crede fino in fondo, a chi non ha paura di cadere, a chi ci crede davvero, a che è convinto che “Il miglior modo per predire il futuro, è crearlo”. Lettura scenica e “posteggia” si alternano stasera in questo spettacolo.

Alle 21.30 al Bar Verdi SALERNO RIMA D’ETERNO: PRIMO ‘900, L’ETÀ DELL’ORO – Passeggiata narrativa con Carmine Mari. Mari, autore tra l’altro di Hotel D’Angleterre (Marlin) e Morte sulla Joannis (Homo Scrivens) si sperimenta in un inedito ruolo da guida, accompagnando i presenti in una passeggiata lungo i luoghi in cui, nei primi anni del secolo scorso, ferveva la vita della città. Il Porto, centro nevralgico del trasporto di filati e tessuti; l’Hotel d’Angleterre, approdo di affaristi e turisti di passaggio; i vicoli, le piazze e i luoghi in cui si sono realizzati sogni e speranze di chi credeva che Salerno sarebbe uscita dall’ombra di Napoli.

Alle 21.30 a Largo Pomona, incontro con Alessandro Gori (Lo Sgargabonzi), autore di Vendo tiroide causa doppio regalo (Nottetempo). Conduce Gennaro Carillo. Vendo tiroide causa doppio regalo si apre con un dialogo tra Natalia Ginzburg e Alessandro Gori: un confronto serrato in cui la scrittrice incalza lo scrittore con un’ironia affilata, ne mette alla prova la sicurezza e lo spinge a continui scarti e divagazioni. È all’interno di questo scambio che affiorano – quasi loro malgrado – i due nuovi libri dell’autore: I dolori del giovane redneck e Il Canzoniere del danno catastrofale. Tra prose che rievocano un’infanzia e una giovinezza scombinate ma luminose, e poesie in cui la malattia e la finitezza emergono con una ilarità isterica e vertiginosa – nasce un libro originale e inquieto, in cui l’umorismo nero non consola ma illumina, con precisione crudele, ciò che a volte è meglio non guardare.

Alla stessa ora al Diocesano arriva Serena Bortone, autrice di Le dirimpettaie (Rizzoli). Conduce Francesca Salemme. Prima del Sessantotto, la vita delle donne era un copione scritto dal marito. Poi tutto è cambiato, ma per chi era già sposata la rivoluzione è arrivata come un vento improvviso contro esistenze già ordinate. Tina, Gabriella e Maria si incontrano su un pianerottolo romano e diventano indispensabili l’una per l’altra: tre amiche legate da confidenze, silenzi e destini intrecciati. Cresciute in un mondo di ruoli rigidi, affrontano matrimoni di convenienza, maternità ambivalenti, desideri repressi e fughe improvvise, mentre l’Italia cambia intorno a loro. Serena Bortone firma un romanzo corale e vorticoso: una storia sulle nostre madri e su tutto quello che ancora ci portiamo addosso quando proviamo a scegliere la nostra vita.

Alle 22.30 al Museo Diocesano omaggio a Miles Davis con Stefano Giuliano Quintet. Formazione: Stefano Giuliano (Alto Sax), Donato Verace (Tromba), Bruno Salicone (Piano), Francesco Galatro (Basso e Contrabasso), Luca Mignano (Batteria), Voce recitante Brunella Caputo. Per dirla con Marvin Gaye, in qualunque posto Miles Davis abbia posato il cappello nel Novecento, questo posto sarebbe stato casa sua. Con la sua tromba, negli ultimi anni di colore nerissimo, Miles ha lasciato la sua impronta sulla musica del XX Secolo: dall’Hard Bop agli arrangiamenti di Gil Evans, da Coltrane a Monk, al quintetto con Hancock, Shorter, Williams, Carter, dagli esperimenti elettrici e dai loop di Bitches Brew fino alle frequentazioni del Pop, tra Michael Jackson e Cindy Lauper… Ma si potrebbe continuare. Basti pensare al suo apprezzamento per la sezione fiati degli Earth, Wind & Fire. Un genio, un uomo difficile, sofferto, capaci di imporsi, per sottrarsi alla dipendenza da eroina, il metodo del «tacchino freddo» (legarsi al letto). Ma soprattutto il sound inconfondibile, ora malinconico ora frenetico, della tromba per eccellenza del Jazz. Per queste, e infinite altre ragioni, SalernoLetteratura festeggia con Stefano Giuliano e il suo gruppo il centesimo compleanno di Davis.

Si chiude alla stessa ora a Largo Pomona  con Alfonso Amendola e Carlo Pecoraro, autori di Per sempre Squallor! Fenomenologia di una ghost band italiana (Arcana). Conduce Ermina Pellecchia. Gli Squallor sono stati il gruppo più audace, provocatorio e irresistibile della musica italiana: una «ghost band» capace di trasformare la volgarità in arte e la risata in pensiero. Dietro le oscenità, gli eccessi e il nonsense si celava una raffinatissima operazione musicale, costruita da musicisti di straordinario talento, produttori visionari e autori che conoscevano a fondo la forma canzone. Tra disco music e parodia, hanno smontato i tabù dell’Italia perbenista, rivelando l’ipocrisia di un Paese che ride solo di nascosto. Questo libro ne ripercorre la storia, le intuizioni sonore e l’eredità artistica: perché ridere, quando si sa davvero come farlo, resta il gesto più serio e rivoluzionario che ci sia.

Il programma aggiornato è consultabile sul sito di Salerno Letteratura.

Francesco Acampora – 3803245848

Barbara Cangiano – 3488043180