Credete davvero che il riscaldamento globale a base antropica sia un orizzonte di catastrofe futura?

(Andrea Zhok) – Tra le mille cose che mi sfuggono nei percorsi di pensiero della dirigenza occidentale ce n’è anche uno relativo all’annoso tema del riscaldamento globale.

Ammettiamo che il contributo antropico al riscaldamento globale sia davvero decisivo (so che non è facile provarlo, ma è una possibilità da prendere in considerazione).

Alla luce di questo fatto sarebbe effettivamente raccomandabile ridurre la portata globale di una serie di produzioni e sistemi di produzione ad alto impatto (non solo con riferimento ai gas serra, ma in generale all’inquinamento atmosferico che affligge molti agglomerati urbani.)

Ora, se davvero l’urgenza primaria è quella di contenere globalmente questi processi, la mia domanda è: ma davvero provocare in ogni modo una spaccatura bellica globale, con relativa corsa agli armamenti è una strada astuta?

Cioè, converrete che per riuscire ad ottenere qualche risultato globale abbiamo bisogno di un alto livello di accordo globale sulle strategie da adottare. Altrimenti se gli 800 milioni circa di occidentali adottano la strategia ambientale X e i 6 miliardi e mezzo di non occidentali adottano la strategia ambientale non-X, ben difficilmente un qualunque risultato potrà essere ottenuto.

E dunque, fatemi capire, state chiedendoci in Occidente di andare in bicicletta, spegnere i barbecue, reintrodurre o ampliare il nucleare, rottamare le auto a combustione, ecc. ecc. mentre simultaneamente ci state portando a tappe forzate ad isolarci come occidentali dalla maggior parte della popolazione del pianeta, ad avviare con essi una corsa agli armamenti (industria proverbialmente energivora), a fomentare conflitti diretti come in Ucraina (qualcuno vuole fare due conti sulle “emissioni nocive” di una guerra di artiglieria?), con il conseguente ricorso emergenziale a tutte le fonti energetiche fino a ieri mattina tabù (dal carbon fossile al fracking)?

Detto più semplicemente.

Credete davvero che il riscaldamento globale a base antropica sia un orizzonte di catastrofe futura? Bene, allora abbiamo un dannato bisogno di concordia internazionale e patti coordinati, e dovete fare di tutto per ottenerli.

Se invece cerchi sistematicamente rogne, provochi in ogni modo la maggiore potenza nucleare al mondo (da Maidan, a Kaliningrad), chiedi che i conflitti si concludano solo con la sconfitta finale di uno dei contendenti, dichiari la Cina una minaccia alla sicurezza internazionale, e ordini ai “tuoi” di spezzare ogni legame culturale, economico e diplomatico con i BRICS, beh, caro amico, consentici di dubitare che tu ritenga il riscaldamento globale la minaccia che dici essere.

Dunque, noi possiamo pure andare in bicicletta perché è tutta salute, però per non saper né leggere né scrivere, crederemo alle strategie climatiche occidentali quando vedremo comportamenti coerenti al vertice.

E comportamenti coerenti non sono vestire capetti firmati ecosostenibili mentre alimenti la terza guerra mondiale.

17 replies

  1. Infatti su questo i grandi nemici USA e Cina vanno a braccetto e noi coglioni europei ci crediamo il male inquinante del mondo.
    Greta falli i nomi,pronuncia Cina ,Brasile Stati Uniti D’America,vai a dire bla bla bla a Pechino,che quelli insieme agli yankee sono 20anni che non firmano nessun accordo ambientale,ma lo fanno rispettare a noi

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  2. Juropeans bobolo cojiones.
    Una Audi o una bmw nel 2030, 40, 50 inquineranno meno di una elettrica fatta in gina. Se poi ci tengono tanto a importare le auto elettriche dalla gina, che almeno alzino muri di qualche decina di km per evitare che l’aria pestifera dei genesi arrivi in europa. La coglionaggine degli emeriti imecilli che governano in Europa non ha limiti!

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  3. La logica di Zhok stavolta secondo me non regge.
    Lui dice:: se davvero il clima stesse andando a puttane a causa dell’uomo (cosa che trova difficile da dimostrare e invece secondo me è dimostrabilissima fra l’altro), i potenti si muoverebbero diversamente e cercherebbero l’armonia fra i popoli invece che la contrapposizione e la guerra.

    Partendo dal presupposto che i potenti agiscano secondo logica avrebbe anche ragione, ma i potenti non lo fanno, anzi secondo me sono proprio dei matti.

    Mi fa venire in mente non mi ricordo che mafioso, mi pare in Campania, quindi probabilmente un camorrista, che quando gli facevano notare che stava inquinando le falde acquifere dalle quali anche lui riceveva acqua rispondeva che non gli interessava perchè lui avrebbe bevuto l’acqua in bottiglia.

    Se i potenti seguono una logica simile, il rischio climatico e il cercare guerre possono stare benissimo insieme, purtroppo.

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  4. “Partendo dal presupposto che i potenti agiscano secondo logica avrebbe anche ragione, ma i potenti non lo fanno, anzi secondo me sono proprio dei matti.”.

    Ma infatti: con il suo articolo, Zhok, sta proprio dicendo che sono dei matti.

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    • O, perlomeno, che sono ipocriti, perché fanno cose contrastanti, dimostrando che non gliene può importare di meno del clima, rispetto agli sporchi interessi, neanche nostri, ma degli USA…i quali, tra l’altro, del clima, se ne sono da sempre strafregati alla grande.

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      • Vista da un certo punto di vista, l’ipocrisia è meno peggio della pazzia, in questo senso: l’ipocrita “sbaglia” in mala fede, perché in quel momento gli procura un vantaggio, ma sa quale sarebbe la cosa giusta da fare, quindi, in una certa misura è sempre redimibile, non fosse altro perché, ad un certo punto, potrebbe non convenirgli più.

        Il pazzo sbaglia in perfetta buona fede, ché crede fermamente che sia la cosa giusta da fare, e qui non c’è verso di convincerlo del contrario, perché non sa di essere nell’errore e la sua illusione è incurabile: la peggior cosa che possa esistere!

        Gli avvenimenti che stanno succedendo, impongono quasi istintivamente un rifiuto di credere possano essere la conseguenza della buona fede, tanto sarebbe la stupidità necessaria per perseguirli con tale pervicacia, mentre diventa più facile pensare a un calcolo ipocrita che presuppone quantomeno una certa intelligenza per attuarlo.

        A mio avviso invece, tutto ciò è spiegabile solo ammettendo di aver a che fare con una stupidità mai vista fino ad ora, ché l’ipocrisia non potrebbe mai essere cagione dell’ostinazione e dello zelo con cui vengono perseguite, senza la minima esitazione, le scelte più folli!

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  5. Come al solito da noi il dibattito scientifico è azzerato. C’è chi “ha ragione senza se e senza ma” e chi è un emerito imbecille.
    Non siamo abituati alle feroci zuffe che da sempre infiammano la storia della scienza e che ancora si mostrano pubblicamente ad es. negli US: da noi tutto va sul personale per un posticino al sole più comodo ed una comparsata porta-benefit in più.

    Siamo il Paese degli “obblighi” in cui “alla scienza bisogna credere”: ovviamente quella, e solo quella, che incarna lo storytelling politico vigente. Lo vediamo in tutto: vaccini sui quali non si può esprimere (ancora) il minimo dubbio nonostante come stia andando a finire; riscaldamento globale a causa esclusivamente antropica ( concause, mai?); per non parlare della visione darwiniana dell’ evoluzione, della quale – argomento che all’ estero infiamma gli animi – ci viene descritta e prescritta solo l’ interpretazione simil – Stephen J. Gould, tra l’ altro non invisa alla Chiesa Cattolica ( particolare non da poco…).

    Insomma, siccome siamo ignoranti ( a scuola è prevalente ancora la visione crociano-gentiliana) , dobbiamno “credere”. A chi la propaganda ci mostra, ovviamente: gli altri, tutti “sbagliano”: non sarai mica terrapiattista, no vax ed ora anche putiniano?
    Credere : la parola magica che da sempre funziona: ed anche la “scienza” diviene una religione.

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    • “Ricordiamo la definizione cristiana di fede come «assentimento a una proposizione credibile». Si deve credere al fine di comprendere, e comprendere per credere. Tuttavia, questi non sono atti successivi della mente, bensì simultanei. In altre parole, non vi può essere conoscenza di qualcosa alla quale la volontà neghi il suo consenso, né amore di ciò che non è stato [già] conosciuto. [questo è un riferimento esplicito all’Anamnesi, ndr.]”.

      Ora “Credere : la parola magica che da sempre funziona: ed anche la “scienza” diviene una religione.” non è una parola “magica” che per i moderni, inabili a capire che il verbo “credere” non può sussistere in maniera indipendente dal verbo “conoscere”.
      Da ciò ne consegue che è purtroppo la religione che è diventata, ahimè, una “scienza”, moderna mi affretto ad aggiungere, ché mai nessuna scienza degna di questo nome si è mai ridotta alle condizioni di una vera e propria superstizione, come l’attuale.

      E si badi bene, ciò non riguarda affatto il possibile uso improprio che se ne può fare, ma la sua intrinseca natura, avulsa da qualsiasi vera possibilità noetica.

      Il problema come ho sempre sostenuto è solamente epistemologico: la scienza attuale, con procedimenti analitico-inferenti (guarda caso, alla lettera, “ìnferi”), partendo dalle conclusioni (effetti), avrebbe l’ardire di risalire alle cause, non capendo che i principi non possono trovarsi nel luogo degli effetti, ossia il divenire, né possono esserne una “somma”. Questa visione immanentistica di causa ed effetto, condanna la ricerca moderna delle Leggi, ad essere non solo inefficace, ma anche contraddittoria.

      Solo uno sviluppo tecnologico ipertrofico (mai stato, in passato, degno di una qualche attenzione o interesse…) può dare l’illusione che la faccenda abbia una qualche parvenza di credibilità. In realtà la scienza moderna non ha, non solo nessuna portata veramente conoscitiva, ma ne è la sua definitiva distruzione, quindi, lungi dal rappresentare una eventuale neutralità, assolutamente esiziale.

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  6. Beh, diciamo che è molto più adatto il cattolicissimo “credo quia absurdum”. Impossibile arrivare alla fede attraverso la ragione, non c’è nulla di credibile in alcun tipo di fede religiosa che non sia uno spinozismo naturalistico.
    Esaminiamo anche solo qualche dogma: Maria inseminata dalla divinità ( e qui i richiami mitologici si sprecano: Giove sotto forma di pioggia d’oro, Rea Silvia nella torre…). Oppure la resurrezione dopo la morte. O il dogma dell’Eucarestia come carne e sangue di Cristo realmente presente nell’ostia ( “testimoniato” dal miracolo di Bolsena e antico retaggio dei sacrifici cruenti umani ed animali: umani in questo caso).
    Miracoli di vari tipi ( presenti in tutte le religioni), apparizioni a non finire, … E il tutto a completa discrezione della divinità che ovviamente, per sua imperscrutabile decisione, può palesarsi o meno.
    E qui occorre credere, appunto alle tante assurdità. Dobbiamo proclamarci i “credenti”.

    La scienza ha un sola domanda a cui rispondere: funziona? Nelle condizioni date un esperimento, un processo, funziona in ogni tempo ed in ogni luogo?
    Attenzione, non è necessario che ogni step si conosca, occorre che funzioni. Riguardo la meccanica quantistica restano molte cose ancora da capire, ma ogni giorno quando ad es. accendiamo il computer, tocchiamo con mano che due leggi funzionamo, sempre. Lo vediamo, ci crediamo.
    Il sole al suo interno compie continue fusioni nucleari creando energia : lo vediamo, ci scaldiamo, cerchiamo di riprodurle pari pari nei nostri futuri impianti di energia nucleare “pulita”. A fusione, appunto: a determinate temperature e pressioni, energia produrranno.

    Diverso il discorso diventa quando ci allontaniamo dalle cosiddette scienze “dure” ed entriamo nel regno delle scienze applicate. La medicina ad esempio. E qui il “credere” diventa assai opinabile perché siamo nel regno dell’incertezza, della scelta tra rischio e rischio. Gli ” inganni ” di cui tenere conto sono molteplici: oltre ai bias fallaci, alle caratteristiche comportamentali, psicologiche, sociali ed ideologiche dei molti attori in gioco, le loro reali capacità, e soprattutto la loro reale competenza nel leggere e nel comunicarci i fatidici “dati”, sui quali pare basarsi – come si un Moloch – la medicina contemporanea. Eppure l’ analfabetismo numerico è una costante anche nei nostri tanti e pretesi “luminari”, incapaci di accettare, e comunicarci, l’incertezza ; per ignoranza o temendo di risultare meno …”credibili” ( appunto…)
    Ce ne siamo resi drammaticamente conto in questi due disgraziati anni, e temo non sia finita: di certezza in certezza, ogni volta proclamata ma puntualmente smentita, hanno perso ogni credibilità.

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    • Beh, premettendo che la locuzione latina, lungi dall’essere cattolicissima, se non per il fatto di non essere stata formulata che da Tertulliano e in maniera affatto diversa (sfruttata ovviamente dai Kierkegaard di turno con il solito zelo militante materialista…), la fede non è raggiungibile col razionalismo, non con la razionalità. La Ragione o si arrende a se stessa, collocandosi al posto che le compete (razionalità), ammettendo i propri limiti, fucine di irrisolvibili aporie, che per la loro natura duale, non possono oltrepassare l’antinomia, o è condannata alla capitolazione. Passando attraverso la pia illusione dell’Umanesimo evoluzionistico, porta inevitabilmente al Transumanesimo e alla dissoluzione dell’Umanità, quindi anche di se stessa che ne è una funzione precipua: il sonno della ragione crea dei mostri, ma il suo risveglio di soprassalto (razionalismo), li mette in azione!

      Stiamo precipitando nell’ABISSO (cit.), ma l’importante è che i computer funzionino! E poi non mi si venga a dire che l’infatuazione tecnologica non terrebbe il luogo della vera conoscenza, sia che si parli di scienze “dure” – come dei calli, verrebbe da aggiungere – che di “molli”.

      Evidentemente (cit.) per quelli che “non vi può essere conoscenza di qualcosa alla quale la volontà neghi il suo consenso”, tutto questo diventa semplicemente “inconoscibile” (un errore epistemologico ben visibile, con maggior chiarezza che in altri sistemi di pensiero, nella filosofia di Kant…), con ciò elevando a rango di assioma un loro particolare limite intellettuale, nel quale arrogantemente ritengono di farci entrare a forza anche tutti coloro, passati presenti e futuri, che non vogliono aver nulla a che spartire con questa hybris delirante, mai come oggi pandemica: altro che Covid del ca…o.

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      • “E poi non mi si venga a dire che l’infatuazione tecnologica non terrebbe il luogo della vera conoscenza, sia che si parli di scienze “dure” – come dei calli, verrebbe da aggiungere – che di “molli”.”

        Per carità.
        Quando fai così chi vuoi che ti si metta contro!
        Giusto un ex.

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      • L’umanità (u minuscola, intesa in quanto collettività…) si sta ineluttabilmente, inconsapevolmente e rapidamente dividendo tra eletti e dannati: tu da che parte hai scelto di stare, grad?

        Sai che non è una provocazione la mia e che te lo domando perché, in fondo (molto in fondo…) ti voglio bene e mi sta a ❤️ il tuo destino…

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      • A differenza tua e di nostra signora controcorrente sempre e comunque non mi interrogo molto sulle cose, se le considero inutili.
        Non credo e basta, senza pensarci. Come sai ho vissuto un lutto tremendo e il dolore lo affronto giorno per giorno qui su questa terra.
        Quindi per rispondere alla tua domanda dicotomica sto tra i dannati.

        P.s. Lo so che ti sto a Quore, ma credo che mi salvo comunque. C’è ben di peggio in giro…

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      • Donna orgogliosa! Mi ricordi irresistibilmente Margherita de “Il Maestro e Margherita” di Bulgàkov… Io non mi arrendo e prego per te!

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  7. Mah, gentile Gatto, mi pare che il funzionamento dei computer ( che non ci entra col mio discorso come il resto del suo post) interessi anche a lei, dato che sta qui.
    Ed ha una casa, va da un medico, mangia cibi conservati e trasportati, viaggia in auto ed in aereo, si riscalda e la sua casa è illuminata, gioca a pallone…
    A meno che non pensi sia solo volontà di Dio, le assicuro che la Fisica ci entra qualcosa. E funziona.

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    • Mi tolga una curiosità, Carolina: è imparentata con Odifreddi per caso? No, perché un conto è essere costretti a giocare a pallone (ma come le vengono in mente?) se non te la senti di fare, alla leggera, la fine del sociopatico come il sottoscritto, un altro è credere che sia una conquista dell’umanità, privata fino ad oggi di questa delizia, perché costretta a vivere in un oscurantismo che la rendeva incapace di elevarsi a tali grandezze!

      https://ilsimplicissimus2.com/2021/07/17/pensiero-banale-odifreddi-153087/

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