Quei giovani col sorriso, candidati e vincenti

Attenzione, questo è un pezzo buonista che parte dall’immagine di Damiano Tommasi all’annuncio della vittoria. Se avete la foto sotto gli occhi, noterete che il nuovo sindaco di Verona viene circondato da una folla di ragazzi con la maglietta gialla, quella indossata dai volontari che hanno […]

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Attenzione, questo è un pezzo buonista che parte dall’immagine di Damiano Tommasi all’annuncio della vittoria. Se avete la foto sotto gli occhi, noterete che il nuovo sindaco di Verona viene circondato da una folla di ragazzi con la maglietta gialla, quella indossata dai volontari che hanno accompagnato la candidatura dell’ex giocatore della Roma. Basta questo per non unirsi al piagnisteo sulla crescita dell’astensionismo, soprattutto tra i più giovani delusi dalla politica sempre più lontana dalla gente, eccetera eccetera? Forse sì. Nella ricerca di un supporto al mio insensato ottimismo, m’imbatto nel blog di Alex Corlazzoli sul fattoquotidiano.it del 15 giugno 2022, dal titolo: “I giovani non votano? Sì, se sono protagonisti. I casi di Crema e Lodi: due esempi da seguire”. Leggiamo. “Cremalab” ha fatto banchetti, certo, ma con un nuovo stile: colorato, fresco, sorridente. Mai una polemica. Persino quando il candidato sindaco del centrodestra ha voluto farsi una foto con loro (chissà il perché?) nessun post “contro”. Risultato? Il capolista Cardile è stato il secondo più votato di tutte le liste. E “Cremalab” ha sorpassato Forza Italia e i 5Stelle: con 1.500 euro circa di spesa elettorale e nessun nome di “peso”. Mentre a Lodi a vincere al primo turno è stato il 25enne Andrea Furegato. Scrive Corlazzoli: “Stavolta un dem sostenuto da ben sei liste civiche che messe insieme superano il risultato del Pd di otto punti in percentuale. Nella città governata dalla Lega ha vinto un volto giovane e il civismo”. Alleluia.

Difficile però che il modello Tommasi (anche da lui nessuna polemica contro gli avversari) o il nuovo che avanza a Crema e Lodi possano essere esportati alle elezioni politiche. Quando il gioco si fa duro e dove manca il contatto diretto con i candidati, paracadutati dai partiti. Però, si potrebbe anche aprire un discorso sulla diversa “qualità” del voto (dopo che l’uno vale uno è stato ufficialmente abrogato da Luigi Di Maio). Il referendum Segni del 1991 contro le preferenze plurime non aveva tra i suoi obiettivi anche quello di stroncare il mercato dei favori elettorali? Se, per dire, all’abbandono del voto clientelare (e di quello stanco e sfiduciato) corrispondesse una crescita, anche in misura più ridotta, del voto giovane, fresco e sorridente, non sarebbe, comunque un buon risultato per la democrazia?

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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7 replies

  1. NON CHE SARA’ DI MENO COME SINDACO, MA A ME , DA EX CALCIATORE, PIACEVA MOLTO COME GIOCAVA TOMMASI

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    • Mi ripeto, Tommasi non solo ha la parvenza, ma è una brava persona, quindi attrae anche i giovani. Candidassero gente tutta così l’astensionismo calerebbe di un buon 20%

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      • PER QUANTO POSSIBILE BISOGNA AIUTARLO, MA NON TIRANDOLO PER LA GIACCA DA PARTE DI QUALCHE SEGRETARIO DI PARTITO

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  2. Attori, calciatori…il consenso si ottiene così.
    Tra l’altro la sinistra (il PD: quello c’è dietro a Tommasi, anche se per opportunità non si dice) fa una politica di destra ( ovunque), quindi a destra va benissimo: ottiene senza prendersene la colpa. Non a caso i candidati “di destra” o sono debolissimi (es. Emilia Romagna) o “litigano”.
    A loro va benissimo così, specie di questi tempi.

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