I Cinque Stelle nel mirino più di Mosca

Più i 5 Stelle promettono lealtà al governo in cambio di altrettanta cortesia sui propri provvedimenti bandiera, più Draghi li punisce.

G7 GERMANIA

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Più i 5 Stelle promettono lealtà al governo in cambio di altrettanta cortesia sui propri provvedimenti bandiera, più Draghi li punisce. L’ultimo sfregio è arrivato ieri, con lo stop a qualunque proroga sul Superbonus 110%, cioè la misura che più di tutte ha contribuito alla crescita del Pil, e che vede già impegnato l’intero stanziamento di 33,3 miliardi previsto fino al 2026.

La copertura è finita, e pazienza se questi soldi fanno girare l’economia: Palazzo Chigi non caccerà più un euro, non sia mai che manchi qualcosa alla montagna di miliardi promessi alla grande impresa, all’immensa spesa pubblica improduttiva e ai miracolati del sistema, tipo i sindacati che incassano centinaia di milioni attraverso i Caf, quei Centri di assistenza fiscale da cui guarda caso partono le maggiori truffe sul Reddito di cittadinanza.

Nulla cambia, insomma, in questa gigantesca restaurazione dei poteri, dopo qualche anno di ricreazione in cui è stato commesso il peggiore dei peccati: redistribuire più equamente le risorse, ammettendo per la prima volta a tavola la povera gente (col Reddito di cittadinanza), le aziende minori (quelle che ristrutturano gli immobili sono in gran parte artigiane), i sostenitori dell’Ambiente (proprio il Superbonus è la più grande opera di efficienza energetica mai realizzata nelle città).

Certo, disturbare Draghi mentre minaccia la Russia, che ricambia con l’Italia, non sembra il caso, ma se persino in una tale circostanza il premier trova il tempo di tagliare il Superbonus, allora è qui che vuole colpire, più che a Mosca.

4 replies

    • Al contrario
      È Draghi che ha chiesto di commissariare Conte
      Cmq il Pedullà si ricordi che il ranocchio ha punito nella stessa misura la lega

      Piace a 1 persona

  1. Questi comportamenti comunque hanno il merito di avermi aperto gli occhi. Da quando questo governo ha messo mano al superbonus lo ha fatto solo per ostacolarlo. Pare evidente che il lievitare dei costi fosse dovuto anche alla contrazione temporale che concentra in modo innaturale la richiesta provocando sbilanciamenti. Tutte le modifiche apportate sono state complicazioni ma senza che potessero risolvere le criticità anzi accentuandole.

    Se era sacrosanto imporre dei limiti di spesa sui cosiddetti bonus minori che ne erano completamente e incoscentemente sprovvisti, in primis il bonus facciate quanto di più futile e costoso sia mai stato pensato causa esso sì dell’aumento di spesa incredibile dei ponteggi ed altre forniture e volto a dare una banale e temporanea imbelletta per il DECORO, non lo era intervenire così violentemente sul superbonus che pareva già fortemente sottocontrollo. Poi senti il ministro Franco che ne parla come la più grande truffa di stato della storia per poi scoprire che le truffe erano concentrate su tutti gli altri bonus edilizi, ma faceva gioco omettere questi dettagli, non menzogne, ma banali omissioni.

    Le modifiche che sarebbero state utili invece non sono mai state apportate: come una proporzionalitá del valore del bonus rispetto al reddito dei richiedenti per esempio che avrebbe ripristinato il valore della contrattazione altrimenti inutile, oppure l’apertura del credito bancario con l’impegno del soggetto che acquisiva il credito (es. la banca) per l’intero importo presunto poi asseverabile preliminarmente all’inoltro della pratica edilizia. Con controlli preliminari da parte della banca e magari anche dei tecnici comunali.
    Si sarebbero evitate aperture di cantieri non più finanziabili con le conseguenze che presto vedremo sui piccoli proprietari.

    Adesso la possibilità di aprire il cantiere conservando il credito per la propria capienza fiscale, per altro ridotta ai soli prossimi 4 anni, renderà l’accesso allo strumento superbonus possibile solo a chi le opere potrebbe già pagarle rendendolo quindi solo a favore dei “ricchi” come ho sentito dire a giornalisti tutt’altro che tecnici ma ben allineati alle posizioni governative, questa diverrà quindi una misura veramente iniqua a favore dei soliti, perché piove sempre sul bagnato.

    Piace a 1 persona