L’oppio dei popoli

(Francesco Erspamer) – La verità è che a un’ampia percentuale di italiani del cambiamento climatico non gliene frega assolutamente nulla e quasi tutti gli altri, pur di non preoccuparsi e fare qualcosa (fosse pure un minimo sforzo per informarsi, organizzarsi, protestare, anche solo andare a votare), hanno scelto la facile scappatoia del fatalismo. Tanto, quando i 40 gradi diventeranno la norma da giugno a settembre, quando i prezzi dei prodotti agricoli decuplicheranno (e saranno tutti d’importazione), quando l’acqua verrà razionata per metà dell’anno, quando d’estate si potrà lavorare e dormire solo in locali climatizzati, i giornalisti al servizio delle multinazionali che stanno provocando questa catastrofe diranno che è colpa di Putin (o altro mostro inventato nell’occasione), e se è colpa di Putin la gente è disposta a pagare la benzina più di due euro al litro (e con un po’ di allarmismo in più anche il doppio) benché il greggio di Iran, Venezuela e Russia, sgraditi agli Stati Uniti per motivi ufficialmente molto diversi fra loro ma in realtà perché non disposti ad accettarne i diktat a differenza dei conigli italiani ed europei e di conseguenza strangolati economicamente, sarebbe acquistabile a prezzi stracciati. Mentre se il governo avesse aumentato le tasse sulla benzina di 30 centesimi per, mettiamo, rendere più efficiente il riciclaggio dei rifiuti, sarebbe caduto in due giorni.

Bei tempi quelli in cui l’oppio dei popoli erano ideologie complesse e rigorose come le religioni; oggi a drogare i popoli sono i media e a intellettuali e sinistra in genere va benissimo; basta che invochino lo ius soli e la libertà di essere o solo sentirsi quello che si vuole.

4 replies

  1. Magari, proprio “bei tempi” con le religioni al comando… Hanno fatto più morti loro…
    Erspamer si potrebbe trasferire in Afghanistan: lì troverebbe una bella ideologia religiosa e “complessa”.

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    • In compenso il pianeta vivrebbe più a lungo se avessimo i consumi degli afgani. Poi, non saremo succubi di una religione come loro ma, a democrazia, li stiamo raggiungendo. C’è ben poco da stare allegri anche qui da noi.

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  2. Purtroppo la sinistra è solo ius soli, guerra, salari da fame.
    Esparmer ha ragione, Letta giovane è addirittura peggiore di Letta vecchio ed era quasi impossibile.
    Nel frattempo il clima ci raderà al suolo.

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  3. Una cosa è molto preoccupante: l’ abitudine ormai inveterata di vivere sotto padrone. E questo non riguarda solo l’ Italia, ma l’ intera Europa.
    Leggendo i commenti nei vari blog di moltio quotidiani i “filoputiniani” ed i “filobiden” si “affrontano a suono di:
    “Preferiresti essere sotto la Russia o la Cina o sotto gli US”?

    Insomma, la seconda – presto terza – economia del Mondo, con quasi 750 milioni di abitanti (US 330 milioni, meno della metà), le tecnologie più sofisticate, il più alto grado di istruzione dei suoi cittadini, il welfare più avanzato ( un tempo…) deve obbligatoriamente essere “sotto” qualcuno.
    Autonomi, mai? Anche in geopolitica – come tra i nostri politicanti – il terzo non è dato?
    E’ questo pensiero, che ha attecchito soprattutto qui in Italia, che ci indicherà come perdenti ed in balia del dittatore di turno. Vicino o lontano che sia, oppure addirittura tra noi. Sempre.

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