Lo stipendio

(Giuseppe Di Maio) – Il peccato originale dei 5 stelle è la mancanza di un’ideologia, la cui migliore definizione è quella di origine marxista, cioè il complesso delle idee e delle mentalità proprie di una società o di un gruppo sociale in un dato periodo storico. Più spesso però si pensa all’ideologia come a un obiettivo politico e sociale dichiarato. Io mi riferisco a questo secondo.

A dimostrazione di questa fondamentale mancanza, sta l’evidenza che il M5S è un’accozzaglia con le idee più disparate che per ogni scelta politica e strategica ha subito un dissanguamento, una scissione. Si divise sul governo con la Lega, sul governo col PD, sulla partecipazione al governo Draghi, e si dividerà sull’uscita. Le separazioni più numerose, però, non sono state causate dalle complesse e a volte obbligate scelte strategiche, ma da ciò che era stato condiviso esplicitamente, ovvero un paio di regolette che rappresentavano l’osso pentastellato, regole di una morale politica per una democrazia che si rifondava dal basso.

In mancanza di altri obiettivi veramente condivisi, la creatura di Grillo praticava la libertà d’opinione e del senso di giustizia. Ma è inutile dire che l’una e l’altra sono il prodotto involontario di un interesse di classe, e più spesso di un volontario interesse personale. Ho quasi litigato con un portaborse che dopo l’elezione del suo datore di lavoro sosteneva che lo stipendio dei parlamentari fosse persino scarso, a tutto svantaggio della democrazia. Quanto tempo è passato da quando Pietro Abbo, deputato-contadino che non poteva permettersi il pernottamento a Roma, usufruiva del “permanente” per dormire sul treno Roma Firenze; o da quando Pietro Chiesa era mantenuto alla Camera dai colleghi portuali di Genova? Dal 1912, dopo cento anni e più di indennità, e meglio ancora dal ’47, lo stipendio dei parlamentari è passato dalla parità col salario di un operaio, a 13 volte tanto. Da allora, non si è mai accennato a definire ciò che è finanziamento dell’officio politico e ciò che è stipendio, non si è mai separato il servizio neutrale del parlamentare, dalla sua discrezionalità a incassare e distribuire fondi pubblici.

Un costo della democrazia così concepito ne causa la morte per asfissia. I partiti, sedi originarie delle idee e delle dottrine, sono diventati comitati elettorali. La vita politica è fondata sui sondaggi, sulle candidature, e dunque, sulle scissioni; l’obiettivo è l’occupazione dello Stato e delle sue prebende stipendiali; il programma è la concussione e la rielezione. Selezionare una classe dirigente-portavoce nella più totale confusione tra garanzie e privilegi non solo è arduo, è impossibile; specie se assordati dagli ayatollah della libertà di mandato. La rappresentanza democratica è diventata il più valido ascensore per l’avanzamento di classe, e tra i 5S dalla selezione impersonale, ronza un vespaio di aspiranti a più ricchi guadagni. Un tumore che consuma il Movimento dalla base ai vertici, dai meetup ai dimaiani. La speranza di riscatto per tanta gente si è arenata ancora una volta nelle secche della dimensione privata.

12 replies

  1. Le regole attuali sono nettamente a favore di coloro (eletti) che pensano al destino personale piuttosto che a quello collettivo.

    L’occasione fa l’uomo centrista
    (semi cit.)

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  2. Caro Di Maio (entrambi) cosa sono le ideologie?
    Ci dica Dabacci quali ideoligie,ci dicaCasini quali ideologie
    Ci dica quali ideologie aveva Giulio.
    Ci dica quali ideologie aveva B.
    Se le ideologie sono quelle dimostrate da costoro e tutti i loro addentellati… ebbene credo che il Movimento5s abbia il diritto di non averne.
    Solo una buona parte dei cittadini credono alle ideologie….si quelli dentro al recinto a belare!

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      • No grad, anche a me aveva incuriosito il nick, ma non sono io. Sono solo un po’ di giorni che non riesco a commentare perché non ci sono più gli spazi da compilare con l’email e il nick (solo ora sono riapparsi), ma bisogna logarsi con twetter o facebook.

        Buon motivo per salutare…

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  3. E si, senza risposte i punti interrogativi rimangono…ma il discorso rimane sempre lo spesso perchè?
    sono 70 anni che con una @ e l’altra ci governano sempre gli stessi: mandano avanti le prime linee,ma dietro comandano sempre gli stessi.
    Gli stessi che creano il problema e poi ti danno le loro soluzioni.
    Ancora a prendere per i fondelli gli italiani.
    La colonia italiana che prende ordini salvo poi lamentarsi della mancanza della propria identità e audeterminazione.
    La lingua italiana(rinascimento) messo sotto i piedi: feisbuc,compilescion.werfar,lochescion,maistrenmen,menù,app,convenscion,premier,streming,new, ecc… ma l’italiano che brutta fine che ha fatto.
    Il nuovo che avanza e i vecchi che arretrano…quale futuro,Quale scuola.Quali insegnanti,quali cittadini quale società ci aspetta.
    A proposito di problemi : siccità…deve diventare emergenza…così avranno le mani libere.
    Eppure esistono i dissalatori…tutti sordi.
    Le fontane le hanno chiuse… ma esistono fontane con il riciclo della stessa acqua…. ssss…silenzio assoluto.
    Gasolio e benzina a prezzi esorbitanti. E perchè il fotovoltaico è stato penalizzato…ahh si, ma abbiamo le colonnine….ma vanno con gli idrocarburi.
    Il gas lo prendiamo da altre parti …azz… chissà costerà meno di quello russo se arriva con navi da raffinare…ho dei dubbi.
    Il prezzo “il grande “non è roiuscito a fissarlo,tutto rimandato a fine anno,e quindi lo pagheremo di meno …ho dei dubbi.

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