Armi di distrazione di massa

(Andrea Zhok) – Riassumendo.

La Corte Costituzionale del paese che comanda la Nato ha deciso che l’aborto non è un diritto costituzionale, ma un eventuale diritto legale sancito dalle legislazioni dei singoli stati, se così ritengono di fare.

Manco si è asciugato l’inchiostro che parte una delle usuali battaglie ideologiche dell’era proverbialmente “senza ideologie”.

Senza esclusioni di colpi si schierano gli eserciti dell’opinionismo a molla, ciascuno con il suo bel pacchetto di dogmi predefiniti da far valere, trattando la controparte come barbari infami.

In sostanza.

1) Come al solito le beghe interne di un paese di cui siamo colonia militare e culturale dettano l’agenda del dibattito italiano, e magicamente disoccupazione, inflazione, caos burocratico, deindustrializzazione, ecc. scompaiono dall’orizzonte, perché possiamo piacevolmente distrarci con una bella baruffa dove ci mettiamo la casacca dei Repubblicani o dei Democratici, sentendoci i crociati di chissà quale apodittica certezza.

2) Trasformiamo un dibattito umanamente delicatissimo e bioeticamente complicatissimo, come l’aborto, in un’arena dove far volare stracci e pomodori e insulti, nella più totale mancanza di ogni consapevolezza culturale, psicologica, etica e scientifica.

Et voilà, il gioco è fatto.

Ora tutti sono chiamati tassativamente a dire (telegraficamente) la loro su roba che sono totalmente impreparati a trattare, l’ennesima polarizzazione sul nulla è servita, il paese affonda una volta di più in un chiacchiericcio virtuale che potremmo condurre con eguale soddisfazione nel Metaverso.

4 replies

  1. Aborto morale o immorale non per tutti lo stesso vale per cui nel mare di milioni di opinioni non mi sto a dilungare e mi tacito…a ognuno er suo pensiero lecito…ma quel che mi pare vero è osservare che se tante madri d’eccellenti ladri e vari personaggi non sol d’oggi avessero abortito…chissà magari che tante malefatte più o meno brutte finivano distrutte prim’ancor d’esser nate…meditate…;-)

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  2. “Trasformiamo un dibattito umanamente delicatissimo e bioeticamente complicatissimo, …”
    è proprio qui il punto: essendo umanamente delicatissimo e (bio)eticamente complicatissimo, tanto per esagerare coi superlativi, non possiamo che lasciare la questione alla coscienza dei singoli. Nessuno deve obbligare una donna ad abortire se non lo vuole, nessuno deve obbligare una donna a non abortire, se non lo vuole. Qui sì che è un caso si libero arbitrio.

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  3. Nel sistema prima di questa sentenza l’aborto in America era consentito sino a 24 mesi senza necessità di nessuna legge che lo disciplinasse. Tanto per specificare la legge del Mississippi che ha portato a questa sentenza voleva solo abbassare il limite a 15 mesi, che è sempre di più dei nostri 90 giorni. E in 50 anni il Congresso non è stato in grado di fare una legge come la nostra che, se applicata garantendo l’effettivo diritto all’aborto, credo che ponga un corretto bilanciamento. Insomma questa è vera distrazione di massa.

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