Se il quadro economico – nazionale e internazionale – dovesse deteriorarsi ulteriormente e la situazione precipitare il Quirinale potrebbe essere chiamato a scelte cruciali: sciogliere le Camere e mandare il Paese al voto, oppure favorire la nascita di un nuovo esecutivo. Decisioni che richiedono una credibilità intatta

(Marco Antonellis – lespresso.it) – Qualcuno ha tentato di “sporcare” l’immagine del Colle? Oppure siamo davanti a qualcosa di più sottile, quasi chirurgico: un tentativo di condizionare in anticipo le prossime mosse del Quirinale nel momento in cui il Paese, con un governo sempre più indebolito, potrebbe trovarsi davanti a un bivio drammatico — elezioni anticipate o nuovo governo di salvezza nazionale?
Domande che, dopo la fragorosa esplosione del caso Minetti, non trovano risposta ufficiale, ma che iniziano a circolare con una certa insistenza nei dintorni del Quirinale, dove in questi ultimi giorni l’aria si è fatta improvvisamente più densa. Formalmente, nulla si muove fuori dai binari della prassi. Ma dietro le porte ovattate dei corridoi quirinalizi, dove il silenzio pesa più delle dichiarazioni, si registra una tensione diversa dal solito. Non esplosiva, piuttosto glaciale. E proprio per questo ancora più significativa.
La parola che gira sottovoce, ma con insistenza crescente è una sola: “polpetta avvelenata”. Non è una teoria, né un’accusa ma un sospetto che prende forma attorno a uno dei terreni più delicati dell’intero equilibrio istituzionale: gli atti di clemenza. Materia tecnica, certo. Ma anche altamente politica, perché alla fine della catena decisionale c’è sempre la firma del Capo dello Stato. La metafora della polpetta avvelenata rende bene l’idea: qualcosa di confezionato con cura, presentabile, persino rassicurante. Ma con dentro un elemento destabilizzante, destinato a emergere solo dopo il passaggio decisivo.
La posta in gioco, oggi, è altissima. Se il quadro economico — nazionale e internazionale — dovesse deteriorarsi ulteriormente e la situazione precipitare il Quirinale potrebbe essere chiamato a scelte cruciali per il futuro del paese e quindi per il corso della politica italiana: sciogliere le Camere e mandare il Paese al voto, oppure favorire la nascita di un nuovo esecutivo per arrivare a fine legislatura. Decisioni che richiedono una credibilità intatta, non scalfita da ombre o sospetti.
Ecco perché l’eventuale “incidente” su un atto di clemenza non sarebbe solo un caso isolato, ma potrebbe trasformarsi in un elemento di pressione più ampio. Fuori dal Colle, intanto, il rumore cresce. Interpretazioni, retroscena, letture incrociate. Un brusio costante che non chiarisce, ma amplifica. E quando il rumore aumenta, al Quirinale scatta automaticamente il riflesso opposto: meno parole, più verifiche. Perché in questo tipo di partite non conta solo ciò che accade, ma il momento in cui accade.
E se davvero qualcuno avesse deciso di “servire” una polpetta avvelenata, il messaggio sarebbe chiaro: mettere il Capo dello Stato in una posizione scomoda proprio alla vigilia di scelte che potrebbero ridisegnare gli equilibri politici del Paese per gli anni a venire (compresa l’elezione del futuro capo dello Stato che verrà scelto dal prossimo Parlamento). Insomma, un’operazione a “bassa intensità”, di quelle che non fanno notizia subito e proprio per questo, quando emergono, fanno ancora più male. Al Colle per ora non parlano. Ma osservano con attenzione. Per cercare di capire se da qualche parte (fosse anche da oltre oceano) qualcuno ha veramente “acceso” un fiammifero.
“Se il quadro economico — nazionale e internazionale — dovesse deteriorarsi ulteriormente ..”
Polpette o non polpette, nella scala gerarchica nostrana nessuno ha mosso un solo dito per prevenire (per quanto possibile) i disastri che vediamo.
Siamo figli delle (50 + 1) stelle e pronipoti di sua maestà il denaro.
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Di solito le polpette avvelenate vengono servite ai nemici non ai collaboratori .
Questa è l’ ennesima storiella da porgere all’ ignoranza del pubblico tenuto all’ oscuro di raggiri e porcherie fatte dalla casta nel suo complesso e non da quello di destra o di sinistra (ovviamente: entrambi per modo dire visto che appartengono all’ elite degli str..zi al potere).
Un aeroporto internazionale italiano è stato intitolato a un criminale senza che nessuno in alto abbia avuto niente da dire . Anzi tre giorni di lutto nazionale alla sua dipartita .
Ma che ca…significa essere di sinistra ? Me lo spiegate per favore ,voi che fremere per il campo largo ?
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Purtroppo per il quirinale la storia della polpetta avvelenata non regge perchè era molto evidente dal nome e dal cognome della destinataria della grazia che sarebbe stata una porcata.
E non regge neanche il discorso che non è lui che firma direttamente. Nella mia piccola PA, noi che maneggiamo la chiavetta con la firma elettronica del dirigente, sappiamo bene fino a dove possiamo arrivare e che se superiamo quel limite commettiamo non solo una imprudenza ma un reato bello e buono.
Mettiamoci anche che hanno provato a tenere tutto nascosto, segno evidente della malafede.
Il PDR c’è dentro fino al collo e questa storia macchia tutti e due i suoi mandati (sempre uno di troppo, a mio avviso).
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Imprudenza di chi pensa che il giornalismo sia tutto addomesticato.
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