
(Stefano Rossi) – Questa sera, a “Dritto e Rovescio”, Massimo De Manzoni, de “La Verità” (si fa per dire), ha sproloquiato vaneggiando un potere istruttorio del Quirinale per la concessione della grazia, in forza della nota sentenza n. 200 della Corte Costituzionale.
Questo, credo, giornalista, farneticava di una responsabilità di Mattarella più che del ministro Nordio, se non altro, per salvare dalle critiche il governo Meloni.
Poveri lettori de La Verità! Non capiranno mai nulla se pensano di informarsi attraverso certa gente.
Spero di sbagliare, ma credo che ci sia in atto un tentativo di delegittimare l’unico baluardo di legalità che frena questo governo: Sergio Mattarella, in assenza di una opposizione debole e divisa.
Riassumo brevemente.
L’allora presidente Ciampi voleva concedere la grazia ad Ovidio Bompressi, di Lotta Continua, condannato all’ergastolo per l’omicidio del dott. Luigi Calabresi, funzionario dell’ufficio politico della questura di Milano.
Le ragioni erano fondate sulle gravissime condizioni di salute del terrorista di sinistra.
Poiché il ministro della Giustizia Castelli, della Lega Nord, si rifiutò di controfirmare l’atto di grazia, Ciampi sollevò Conflitto di attribuzione innanzi la Corte Costituzionale.
Non posso qui ripercorrere i problemi tecnici, ma i vari poteri del presidente della Repubblica sono spesso poteri esercitati in comune con altri poteri dello Stato, spesso con il governo, e necessitano della firma di un membro del governo stesso. Anche i pochissimi poteri che può esercitate in perfetta autonomia, come quello di inoltrare un messaggio alle Camere, necessitano la controfirma per essere efficaci.
Questo prevede l’art. 89 della Costituzione che così inizia: “Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità”.
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 200 del 2006, ha ben chiarito le posizioni, ed i rispettivi poteri, del Capo dello Stato e del Guardasigilli.
Quando il potere esercitato dal presidente della Repubblica è formalmente presidenziale, ma sostanzialmente di un altro potere, come la promulgazione di una legge, la controfirma ha valore di efficacia giuridica, senza la quale, l’atto è privo di efficacia.
Invece, quando l’atto è sostanzialmente presidenziale, come la nomina dei senatori a vita, la controfirma è puramente formale; segue solo per concludere un iter burocratico, ma l’atto è perfettamente valido anche senza di essa.
E la Corte Costituzionale, chiamata a dirimere il conflitto, sopra citato, decise che il potere di concedere la grazia, spetta esclusivamente al Capo dello Stato anche contro la volontà del ministro della Giustizia.
Ne consegue che, la controfirma del Guardasigilli è puramente formale, ma rimane la sua responsabilità giuridica verso il decreto di grazia in forza dell’art. 89 della Costituzione.
Ad abundantiam, l’art. 90 della Costituzione prevede: “Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione”.
Tutti coloro che ritengono che sia Mattarella responsabile di quanto successo nella concessione dell’atto di grazia verso la Minetti, dovrebbero leggere, e capire, la Costituzione.
Ed è proprio la sentenza n. 200, cit., che spiega bene cosa deve succedere prima dell’emanazione del decreto di grazia.
“Ciò significa che, a fronte della determinazione presidenziale favorevole alla adozione dell’atto di clemenza, la controfirma del decreto concessorio, da parte del Ministro della giustizia, costituisce l’atto con il quale il Ministro si limita ad attestare la completezza e la regolarità dell’istruttoria e del procedimento seguito.
Da ciò consegue anche che l’assunzione della responsabilità politica e giuridica del Ministro controfirmante, a norma dell’art. 89 della Costituzione, trova il suo naturale limite nel livello di partecipazione del medesimo al procedimento di concessione dell’atto di clemenza”.
Quindi, l’istruttoria spetta al ministero della Giustizia; la responsabilità è del ministro della Giustizia.
Il resto sono chiacchiere di chi non vuol capire.
Non serve scomodare la storia, lo Statuto Albertino nel suo articolo 8, serve solo capire dove siamo, chi siamo e cosa vogliamo.
Certo, se leggiamo La Verità, va da sé che tutto diventa falsità.
Mi sembra un ragionamento contraddittorio… 🤔
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l’unico baluardo Mattarella …Si stiamo freschi ! Ma come si fa’ ad essere così faziosi ? La destra e i suoi giornali sappiamo che roba sono , ma pensare che Mattarella non conoscesse una certa Minetti ci vuole un coraggio da leoni . E perché mai il nostro presidente ci ha tenuto allo scuro o almeno ha cercato di farlo ? Poi potrei ricordare a Rossi gli strali contro la guerra di Putin dimenticando completamente il suo ruolo nel bombardamento di Belgrado . Una cura però c’è per lo scrivente pdino : lettura di articoli di Travaglio mattina ,giorno e sera per tutta la vita .
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Questa grazia deve essere stata sponsorizzata da qualcuno perchè nessun avvocato si sognerebbe mai di avviare un iter che non ha alcun presupposto.
La Minetti non mi pare abbia questa influenza. Io punterei su Cipriani e le sue amicizie.
Se trovi l’amico di Cipriani, trovi quello che ha sponsorizzato la grazia.
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