Di Maio: pensavo fosse amore invece era un calesse

(Roberta Labonia) – Mentre la maggioranza, fino a pochi istanti fa, stava contrattando parola su parola il testo della risoluzione che seguirà al discorso di Draghi sul conflitto russo ucraino di oggi pomeriggio al Senato, l’agenzia AGI ha battuto la notizia, ripresa da tutte le testate, che in entrambi i rami del Parlamento Di Maio sta raccogliendo le firme per la formazione di un nuovo gruppo parlamentare. È il preludio alle sue dimissioni. Voci di corridoio rivelano che al Senato sia già stata superata la soglia critica delle 10 firme necessarie per la formazione di un gruppo autonomo.

Dopo gli ultimi siluri lanciati da pubblica piazza all’indirizzo del MoVimento e di Giuseppe Conte, Giggino sperava di essere cacciato. Ma bene ha fatto il Presidente a non offrire il fianco alle sue provocazioni: ora l’enfant prodige della politica pentastellata è costretto ad uscire allo scoperto e mostrarsi alla sua comunità e al consesso parlamentare per ciò che è diventato oggi: un arrivista senza scrupoli a cui un trasformista sleale come Matteo Renzi, potrebbe solo guardare con ammirazione.

Come titola un film del grande Massimo Troisi, “pensavo fosse amore invece era un calesse”.

9 replies

  1. Già nel 2013-14 c’era un mio amico su FB che incitava ad accoppare Di Maio, in quanto traditore del movimento.

    Forse precorreva un pò i tempi, ma in tutta onestà, che razza di soggetto è diventato Giggino?

    Oggi stava tutto serio seduto alla sinistra di Dragula, mentre uno di Forza Italia faceva la filippica contro Putin e la sua aggressione del 24 febbraio, probabilmente è uno che non è stato mai bombardato dall’esercito ucraino negli 8 anni precedenti.

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    • @SM
      “… probabilmente è uno che non è stato mai bombardato dall’esercito ucraino negli 8 anni precedenti”.
      Ma vedi di andartene a fare in c**o!
      Detto con il massimo rispetto, eh.
      @Labonia
      Di Maio “è costretto ad uscire allo scoperto e mostrarsi alla sua comunità e al consesso parlamentare per ciò che è diventato oggi”.
      Cara Roberta, evidentemente lei non legge i commenti su questo blog. O meglio, SA BENE anche lei che Di Maio è uscito allo scoperto da tanto tempo, ed è stato per questo insultato pesantemente e quotidianamente dalla “sua comunità”. Ieri Travaglio si chiedeva cosa aspettasse il bibitaro (cit) ad andarsene via dal movimento. Bene, oggi pare che il trasloco sia iniziato. Alzate i calici e brindate!

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  2. Certo che un ministro che non riuscì a trovare tre senatori per Conte la dice lunga sull’impossibilità.
    Forse già da li è cominciato il distinguo,poi lo sgambetto a Draghi alla pdr deve essere stato per dimario la goccia che ha fatto traboccare il bicchierino..
    La metamorfosi del nulla con intorno il miente… la storia lo ricorderà come l’artefice del conticidio assieme ad altri nobili politici.
    Il Movimento è stato un soffio di vento fresco,ma col passare del tempo hanno chiuso le finestre..e non c’è stato più ricambio d’aria.
    QWuantoi Italiani avranno apprezzato quello spiffero?Si ricorderanno che si poteva fare politica in modo diverso?

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  3. Se Conte ha nella manica l’asso giusto, al momento opportuno dovrà tirarlo fuori fregandosene della fine di Mattarella e faccia sapere che ha contribuito a fare nascere il governo Draghi per evitare a Mattarella la brutta figura di aver invariato Draghi .

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  4. Embè de che ve meravigliate? La politica è piena de furbate. Che volete? Nun ce state? Er giggino s’è adeguato al sistema radicato e le radici ha ben piantato alla faccia dell’Elevato che nel circo l’ha portato. In politica così va il mondo in alto in basso in largo e in tondo.

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