Alessandro Di Battista: “A riveder le stelle!”

(Alessandro Di Battista) – Della nuova scissione del Movimento 5 stelle (ricordo che ne avvenne già una dopo l’ok al governo Draghi) e della nascita del nuovo gruppo “atlantisti e europeisti” o “moderati e liberali”, non mi importa nulla. Ho lasciato il Movimento esclusivamente per questioni politiche quando venne presa la decisione scellerata (e suicida) di entrare nel governo dell’assembramento. Ciò che avviene oggi è soprattutto frutto di quei giorni.

Un movimento nato per non governare con nessuno ha il diritto di evolversi e governare con qualcuno (mantenendo, ovviamente, la maggioranza nel consiglio dei ministri) per portare a casa risultati. Non ha alcun diritto di governare con tutti per portare a casa comode poltrone. Si chiama ignobile tradimento. Non senso di responsabilità.

Forse adesso, e soltanto adesso, alcuni attivisti del Movimento stanno comprendendo le ragioni delle mie scelte passate (e anche di quel che dicevo in passato). Ma, per l’appunto, è il passato.

Oggi sono preoccupatissimo per una guerra che in pochi vogliono che finisca (ancor di più ora che il predominio russo è particolarmente visibile).

Sono preoccupatissimo per quel che sta avvenendo intorno a Kaliningrad (città natale di Immanuel Kant e Dio solo sa quanto bisogno abbiamo di ragionare in questi giorni).

Sono preoccupato per gli effetti delle sanzioni in Europa (Quando si guadagnano 14.000 euro al mese non ci si rende conto della tragedia dell’inflazione al 7%).

Sono preoccupatissimo per l’inesorabile scivolamento dell’Europa verso la più totale inutilità e sudditanza. Anche perché, è bene rammentarlo, europeismo ed atlantismo, mai come ora, non sono affatto la stessa cosa. Gli interessi americani non coincidono con quelli europei.

Sono preoccupatissimo per le violazioni costituzionali che vengono perpetrate con disinvoltura. L’invio di armi in Ucraina non è solo un drammatico errore strategico è anche una vile profanazione dell’articolo 11 della nostra Carta costituzionale. Un articolo pensato dai padri costituenti con i cadaveri della II guerra mondiale ancora caldi.

Sono preoccupato per Assange del quale in pochi hanno il coraggio di parlare.

Sono preoccupatissimo per la finanziarizzazione del crimine organizzato in Italia, perchè nel nostro Paese i colletti bianchi hanno licenza di delinquere e per le conseguenze della legge Cartabia. Conseguenze che presto, ahimè, proveremo sulla nostra pelle.

Sono altresì preoccupato per i tentativi di delegittimazione che vengono messi in atto verso tutti coloro che non osano pensarla come vuole il “sistema”. Le randellate mediatiche che subisce chi osa pensare con la propria testa (esercitando il dubbio e coltivando la memoria) hanno un obiettivo: silenziare più voci possibili.

Grazie a Dio ho le spalle larghe e dirò sempre quel che penso. Non è più solo un diritto, è un dovere. A riveder le stelle!

40 replies

  1. Dibba, le stelle ne vedremo e pure tante, con i chiar di luna che il governo draghi sta organizzando per gli itaggliani, miseria, miseria e solo miseria per la più parte della popolazione ma se domani andassimo a votare il 70% rivoterebbe sempre i soliti, unico perdente il mv5s e il popolo.

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  2. Credo che la maggioranza degli italiani sia proccupata…intendo maggioranza di disgraziati,l’altra maggioranza di opportunisti gli va bene così!
    Infatti Bonomi è andato a Kiev per la futura ricostruzioni ,,,per i morti…e chisse!!!

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  3. Un movimento nato per non governare con nessuno ha il diritto di evolversi e governare con qualcuno (mantenendo, ovviamente, la maggioranza nel consiglio dei ministri) per portare a casa risultati. Non ha alcun diritto di governare con tutti per portare a casa comode poltrone. Si chiama ignobile tradimento. Non senso di responsabilità.
    ESATTAMENTE

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  4. “Sono preoccupato per Assange del quale in pochi hanno il coraggio di parlare.”

    Comunque a Roma manifesti su Assange ce ne sono.
    E sono tutti collettivi di sinistra, che si sappia!

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  5. A CIALTRONE!
    sarà pure vero quello che dice il Dibba, ma la domanda è: che cazzo ha fatto lui?
    continua a fare il Che Guevara de noantri, a pontificare coi suoi post da controtendenza de stamminchia, ma intanto si è ritirato dai 5S (sui quali però continua a mettere becco), si è rifiutato di fondare un partito suo, non fa nulla se non dare le sue perle di saggezza.
    se si vogliono cambiare le cose, stare a fare l’umarell e criticare non serve a un cazzo. occorre rimboccarsi le maniche e darsi da fare in prima persona, non baccagliare.
    Dibba, cresci e fa qualcosa. oppure rimani nel mondo dei bambini e smettila di scassare.

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    • rispondo agli imbecilli che, quando qualcuno critica i loro idoli, commentano in maniera idiota e benaltrista.
      – Dibba non fa un cazzo? e tu cosa fai?
      – il medico ha sbagliato la cura? e tu sai curare meglio?
      – Irama canta male? e tu sai cantare meglio?
      – Amadeus presenta male Sanremo? e tu lo sai presentare meglio?
      – il barbiere ti ha tagliato male i capelli? e tu li sai tagliare meglio?
      ecc. ecc.
      e ti assicuro che è un lavoro sfiancante.

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      • Cazzuolatore, ma perché, secondo te fare la coscienza critica del Movimento non è utile?

        O lo preferivi intruppato assieme agli altri, a parlare di equlibri e poltrone, con giacca personalizzata e cravatta Marinella?

        Ma no, ci pensi tu a castigare il Dibba, dall’alto della tua eloquenza.

        Meno male che Cazzuolatore c’é.

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      • @ SM Sparviero

        io non voglio fare la coscienza critica di nessuno, commento e basta, senza pretendere un cazzo: anche se scendessi in piazza non mi seguirebbe nessuno, quindi il mio contributo è irrilevante.
        ma il Dibba no.
        il Dibba un seguito ce l’ha.
        e lo spreca facendosi bello coi post da rivoluzionario dei me cojoni.
        il M5S sta tirando le cuoia: a che serve fare la coscienza critica di un morto?
        se il Dibba ci tenesse, farebbe qualcosa per tenerlo vivo. invece lo lascia nelle mani del Bamboccio con la pochette, tutto fumo e un cazzo di arrosto, il maestro dei penultimatum, che – se non ve ne siete accorti avete un bel po’ di prosciutto casaliniano sugli occhi – sta inchiodando la bara del Movimento. per salvarsi i suoi bei punti percentuali di gradimento personale, il Bamboccio fa finta di opporsi a Draghi, mentre lascia tranquillamente che il Governo rottami il 110%, passi la Cartabia, passi la riforma del CSM, faccia qualunque porcata, e il Bamboccio fa solo finta di mettersi di traverso. come ha fatto oggi con la famosa risoluzione.
        e nel frattempo il M5S sprofonda (vedansi le ultime elezioni amministrative).
        e dovremmo osannare il Dibba perché fa la coscienza critica senza muovere un dito? anche no grazie.

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  6. Mazzuolatore scusa ma Di Battista ha scelto di non candidarsi nel 2018. Probabilmente per gestire la regola dei 2 mandati in modo intelligente. Era riconosciuto come leader quanto, se non più, di Di Maio. Quindi meglio non chiudere la parabola di entrambi nella stessa legislatura. Ha fatto la sua efficace campagna elettorale per il Movimento ( sono certo che abbia portato tanti voti) che ha raggiunto il 33%. È rimasto nel Movimento fino a quando i 5stelle hanno deciso di appoggiare Draghi. Scelta per lui inaccettabile. Cosa doveva fare? Se credi che si erga a censore, non facendo un cazzo, sbagli. Pone temi, parla di cosa dovrebbe essere il vero Movimento, fa la coscienza critica. Le leve del “comando” dei 5 stelle , pur non da parlamentare, come sai gliele hanno scippate. Avrebbe garantito altro. Ora potrebbe intestarsi una nuova battaglia politica, con una sua creatura. Ma deciderà lui i tempi e i modi.

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    • Aggiungo: “a riveder le stelle” a me sembra una promessa, una solenne promessa. Promessa del suo ritorno alla politica attiva. Esce Caino e rientra Abele? Speriamo.
      Al momento giusto l’annuncio dell’uscita del resto del M5S dal governo e quindi del rientro di Di Battista potrebbe richiamare una folta schiera di elettori. Speriamo non sia solo un sogno a occhi aperti.

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  7. Sto sentendo la conferenza stampa di Di Maio.
    È DA VOMITO.
    Che schifo, gente, che schifo.
    Niente da commentare: solo menzogne, banalità, pensiero unico, lecchinaggio disgustoso, frasi fatte “contro l’odio, contro il populismo…”, soddisfazione MAL repressa per aver tolto la maggioranza al m5s, soddisfazione NON repressa per l’aggiramento della regola dei 2 mandati (vera motivazione di tutto ciò), ma soprattutto slealtà e TRADIMENTO, solo per il proprio sporco interesse.
    🤮

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    • L’obiettivo, dichiarato espressamente in conferenza stampa, è stato quello di scalzare il M5S dalla posizione di prima forza politica in parlamento.
      Io sono felice di perdere a’ Giggino o’scissiunista, spero che di capriola in capriola finisca schiantato contro un muro. A Conte pure sta bene, poteva uscire dal Governo settimane fa, così fotteva pure a’ Giggino e non si intestava la risoluzione di oggi.
      Io stappo una bottiglia!
      Vaffa ‘n Di Mario

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    • Capisco il tuo stato d’animo Anail.

      A me, purtroppo, questo film visto stasera mi ha portato alla mente una sfilza impressionante di “tradimenti” in politica, in tanti anni… Da demolire una montagna.

      Mai però perdersi d’animo.

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  8. Dai Dibba!!!!!!
    Adesso che luigino è fuori dalle balle è il momento giusto per tornare all’ovile.
    Lo so che non ne hai nessuna voglia ma provaci lo stesso.
    Ti prometto che se ti candidi ti voto.
    ( anche perchè altrimenti dovrei votare VAFFA come ho fatto per anni quando l’alternativa era solo tra pd e forzaitalia).

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    • Concordo, Silvio, ma temo che le abbia cantate bene il Mazzuolatore, sopra, anche se assume toni eccessivi per me, soprattutto contro Conte. Ma comunque in fondo Dibba secondo me ha scelto la strada più comoda: da fuori puoi fare tutte le battaglie che ti pare, tanto non scontenti nessuno (ma se scontenti qualcuno, non perdi i suoi voti). Il suo tragitto attraverso il Parlamento l’ha fatto, qualche soldo se l’è messo in tasca, ha potuto andare in viaggio dove voleva e mettersi a scrivere. È tornato e ormai è opsite fisso in alcuni show TV dove chiaramente prenderà dei compensi. Insomma, non è che ce l’abbia con lui, anzi!, tuttavia non si può oggettivamente fare a meno di notare che abbia appunto scelto una strada molto comoda. Vuoi mettere quando doveva lavorare tutti i giorni nell’emiciclo e prendersi le sberle della Boldrini, rispetto a oggi? Guadagnerà qualcosa meno, forse (forse), ma almeno è libero. Di dire, di fare, di scrivere quel gran cazzo che gli pare. Mentre invece potrebbe FARE qualcosa per il M5S, ma non la fa. POTREBBE, MA NON LA FA. A me questo piace poco, meno sicuramente di quando lo vedevo salire sulle panchine in mezzo a una piazza per farsi sentire da tutti meglio, per andarsene via facendo due chiacchiere con gli ultimi rimasti, poi accendere il motorino e andarsene… Successe a Scandicci (FI) molti anni fa, ho visto coi miei occhi, e ho partecipato carico di entusiasmo. Ora invece… :/

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      • Cosa potrebbe fare ora, “dentro”? Non è un parlamentare… parlare e scrivere? Lo sta già facendo. Ha rispettato il limite dei due mandati, GIUSTAMENTE non ha accettato l’ingresso nel governo Draghi, puttanata maxima che supera persino l’aver accettato il rinvio di un anno della spazzacorrotti di Bonafede, il voto pro-salvini e non aver sistemato la questione del TAV quando si poteva per farsi inculare quando era troppo tardi.

        Rimproveriamo agli altri di non essere stati coerenti coi principi fondanti del M5S e poi rimproveriamo a Di Battista di essere coerente coi principi fondanti del M5S? Forse siamo noi ad avere bisogno di coerenza, no?

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      • Ho sempre criticato Dibba perché, secondo me, non voleva sporcarsi le mani…ma intanto ha “risparmiato” un mandato.
        Non dimentico la sua dichiarazione di disponibilità a tornare nel m5s, qualora si uscisse da QUESTO governo.
        Quindi… anche se temo che Conte non lo farà durante questa legislatura, anche se ormai è palese lo scopo di DEPOTENZIARE il movimento, anche per mano del vile Di MaRio, c’è sempre la PROSSIMA.
        Sarebbe candidato eccome…e rientrerebbe in pompa magna, riportando valanghe di voti, tra cui, sicuramente, il mio!

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      • Si Cekko…..
        Lo so e credo che il Dibba più che rientrare in politica aspiri a diventare l’erede di Travaglio.
        Però continuo a sperare.
        Non tanto che rientri nei 5s anche perchè( nonostante l’innegabile carisma) da solo non potrebbe fare un granché.
        Sono convinto che questa storia delle armi non dia fastidio solo a Orsini Dibba e gli altri pacifisti.
        Penso che in tutti i partiti ( pd compreso) ci sia qualcuno che storce il naso e/o se lo tappa per non sentire l’odore della morte.
        In un Paese dove cambiare casacca non solo è permesso ma è all’ordine del giorno, tutti i pacifisti dovrebbero formare un nuovo partito ( luigino ha dimostrato che si può fare in pochissimo tempo).
        Ecco.
        Quel nuovo partito secondo me sarebbe l’unico degno di raccogliere con certezza un numero di voti sufficiente per darci ancora un briciolo di speranza.

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  9. Sentire parlare adesso Di Maio e Spadafora in tv è terribile…rende evidente che hanno SEMPRE recitato, dei valori e dei contenuti del Movimento a questi non glien’è mai fregato niente: dicevano quello che gli serviva per stare al centro del potere del Movimento.

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    • Non sono d’accordo con te Onoda. Io penso che Di Maio fosse sincero e che restando nelle stanze del potere a contatto di tante canaglie e anche di brava gente che però PUÒ TANTO sia stato corrotto dal sistema. Una sorta di ultracorpi che entrano dentro di te… è molto difficile resistere alle lusinghe del diavolo. Faust docet.

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      • L’avranno affiliato a qualche super loggia? Perché ha fatto quelle dichiarazioni? Che cosa dei progetti del Movimento non si può realizzare? E in base a cosa lo dice? Ci sono cose che i nostri politici ci nascondono, e ora anche lui? Perché mai più sovranismo e populismo? Quindi solo Eu e NATO? Anche a discapito dell’Italia? E perché?

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  10. Ma è anche (l’ennesima) lezione per Conte: altro che “diffida”, invece di mandare Di Maio a quel paese (come strameritava) ci si trova mandato lui…speriamo che impari qualcosa…

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  11. La fine del progetto 5stelle è nei fatti. Di Maio ( che da almeno un anno disprezzo, ma gli riconosco abilità) lo ha sancito chiaramente. Non potrà Conte ridargli fulgore, Conte che non è neanche parlamentare. Perché il consenso teorico di cui l’ex Premier godrebbe non si concretizzerà in un marchio fallito e infamato addirittura da un suo protagonista fino a ieri. Quindi Di Maio dà il colpo di grazia al Movimento. Non perché gli sottrae in prospettiva tanti voti, ma perché con questa mossa brucia comunque nell’immaginario la speranza di un cambiamento, perché se tanti a cui hai dato fiducia con il logo M5S se ne vanno in direzione opposta a quella auspicata dai suoi elettori, questi ultimi, e altri potenziali, si asterranno dal voto per molto tempo. Oggi Di Maio e i suoi potrebbero valere il 3-4% ( e in seguito spiegherò perché), e Conte altrettanto con un marchio fallito. La somma non farà nemmeno l’8%. Quindi fine del sogno.

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  12. Non mi resta che votarti, Di Battista, sempre che tu scenda in pista. Altrimenti ho già deciso, mio malgrado, che a votare più non vado…Dio non voglia ma ho raggiunto ormai la soglia della mia sopportazione e ormai è solo delusione.

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  13. Di Battista dice cose ineccepibili, tutti lo apprezziamo (e secondo me meritatamente), c’è poco da fare, ma se non rientra/entra in politica con Conte… son solo discorsi al vento. Bei discorsi, bellissimi!, ma al vento.
    Mi dispiace, ma lo penso.
    La posizione sua attuale è comoda, mentre è ben arrivato il momento di rimboccarsi le maniche. E lui lo sa benissimo,ma rimane inerte.
    Star fuori dal giro della politica standoci quasi-dentro, seppur senza guadagnare, ma certamente senza il rischio di perdere, alcun voto…ripeto, è strada troppo comoda. Si (ri)metta in gioco e rischi di suo proprio.

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    • ADDENDUM

      NOTA BENE

      Non sto dicendo che Dibba debba (hahahaha, dibba-debba, ehm… 🤗) rientrare nel M5S: se non gli piace più quel Movimento, posso ben capirlo. Ma allora che si fondi il proprio partito. Ora senza Di Maio, la strada con Conte potrebbe aprirsi molto di più e molto meglio, e magari si butta. Oppure faccia roba lui. Perché il concetto è, come ho scritto sopra, che stare fuori a ringhiare serve a zero.

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    • Caro Cekko Bilecco (bel nick!)
      secondo me quel “a riveder le stelle” è il suo modo di dire che è pronto a ritornare. Spero tanto di non sbagliarmi, per una volta vorrei non tener fede al mio nick.

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      • @Rassegnato e Anail

        È da ieri che ci penso e ripenso, e credo di aver preso un abbaglio. Ci ho riflettuto un po’: potrebbe essere anche chiaro (ma fino a ieri non me ne ero reso conto), che Di Battista stia “solo” invitando Conte a uscire dal governo attuale E POI semmai, da QUEL momento, Di Battista sarebbe pronto a rientrare. Ieri, nel tumulto dei casini varii… non me ne ero reso ben conto, ripeto.
        In effetti è una cosa che potrebbe aver un senso. Il problema però allora è nelle decisioni di Giuseppe Conte: se rimane dentro al governicchio dei migliori… condanna il M5S alla scomparsa, o comunque alla sua sempre più decisa irrilevanza. Capisco però che costui possa (ipotizzo: se fossi al suo posto questo dubbio me lo starei ponendo da mesi e mesi) aver anche il terrore di far cadere il governo. Gli danno addosso per QUALSIASI cosa da sempre, anche per una scorreggina finta, figuriamoci se facesse cadere questo governicchio mafio-nazi-lobbista! Oltretutto darebbe la stura alla Meloni come se non ci fosse un domani. Quindi comprensibilmente tentenna. D’altra parte è anche vero che rimaner dentro alla fine della fiera produce comunque lo stesso effetto nocivo verso il paese. E invece, uscendone, se non altro – è appunto una mia speranzella – potrebbe avere il Dibba dalla sua parte, e allora le cose cambierebbero moltissimo. Tirare avanti ancora fino alle elezioni del 2023. E in un annetto, dandosi da fare entrambi, in maniera succosa e insieme, potrebbero fare una buona campagna elettorale ricca e funzionale per la causa del M5S finalmente sotto a una nuova luce. In fondo… è Di Maio la mela marcia (e pochi altri: mi son stupito di Manlio di Stefano, ma vabbè) e ora che s’è allontanata dal cesto… 💪🏼

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      • Infatti il problema di Conte è uscire per un qualcosa di veramente grave e lo sparviero si guarda bene dal dargliene motivo. Ecco perché non ha toccato il RdC. Hanno osato solo con la schiforma Cartabia, perché ne avevano assolutamente bisogno, e si sono affrettati a dare a Conte il contentino accogliendo le sue proposte di modifiche. Conte non poteva fare come Salvini con il Papeete e apparire irresponsabile senza un super valido motivo. La Cartabia era l’unica possibilità… ora però l’uscita sarebbe possibile perché grazie ai dimaiani il governo non sarebbe in pericolo. Ci vuole solo un buon motivo… magari al momento della finanziaria?

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  14. @nessuno

    Gli opportunisti in realtà sono una minoranza.
    Comanda sempre la cassiera del supermercato.
    Torniamo ancora una volta al 1789 in Francia.
    Se si vota per testa vinciamo noi.
    Se si vota per classe vincono loro.
    Purtroppo le regole del gioco le fanno loro.
    Nel 2018 li avevamo quasi battuti ma con tutti i soldi ( rubati a noi) che hanno si sono riorganizzati e ci hanno messo nell’angolo..
    L’unica cosa che teoricamente potrebbe salvarci è la Costituzione ma visti gli ultimi eventi pare che ne abbiano fatto carta straccia quindi non resta che pregare affidandosi al Signore.

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  15. Con la scissione il M5S non è più partito di maggioranza…per questo motivo hanno avuto più ministri e sottosegretari ecc
    Ne consegue che tutti i ministri sottosegretari ecc o che facciano parte del partito BF( bibite fresche) o del m5s non essendo più forza di maggioranza non possono continuare ad avere tante poltrone

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  16. Ritengo che sia stato un errore permettere a dimaio e al suo seguito, di uscire con le loro gambe dal Movimento. Dovevano essere sbattuti fuori.
    Che dolore, per me stesso, averlo ritenuto una persona per bene ed essermi fatto infinocchiare da un volgare Iscariota uguale a cento, mille altri.
    Non mi resta che tirare lo sciacquone.

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