(Dott. Paolo Caruso) – In una Italia alla deriva con una crisi economica che morde sempre più il portafoglio dei cittadini, una inflazione calcolata al 3% annuo, un aumento non più sostenibile dei prodotti energetici con ricadute sulle bollette e sui carburanti, non può che fare rabbia l’ attenzione morbosa dei media rivolta al cosiddetto ” risiko bancario “, un Monte Paschi di Siena conteso tra Banca Intesa San Paolo e banco BPM e ciliegina sulla torta Assicurazioni Generali. Una arrampicata finanziaria che scivola apparentemente senza interessi particolari sui destini dei non addetti ai lavori e dei comuni cittadini che subiscono grazie ai sovranisti meloniani i contraccolpi economici per il mancato intervento sugli extra profitti bancari, su quelli assicurativi, e su quelli energetici. Un danno non indifferente per l’ erario, un giusto ritorno di capitali che avrebbe potuto risolvere almeno i problemi insoluti della sanità pubblica. Uno schiaffo a tutti coloro che trepidano per arrivare a fine mese. Gli “zii Paperoni ” si sono riuniti per fare affari, rafforzare le proprie posizioni e fondare una banca più potente. Gioverà a loro come diventare sempre più “Paperoni”. Pagherà qualche altro. I soliti noti. Cioè noi cittadini sempre più ” tartassati “. Quanto profitto, ci chiediamo, in termini di miliardi non hanno guadagnato le banche e i ricconi in questi anni di guerra e con il rincaro dei prodotti energetici? Una economia di guerra che ha affossato una intera popolazione. Intanto questa destra di governo interessata ai giochi finanziari e alla scalata degli “amici banchieri ” non fa nulla, se non propaganda, per risolvere i problemi reali che più stanno a cuore ai cittadini, la sanità pubblica e le lunghe liste di attesa, la disoccupazione giovanile e non solo, la perdita delle migliori intellighenzie che emigrano in Paesi esteri, la sicurezza, un giusto sistema fiscale, la lotta alla corruzione e alla evasione. Corruzione e Evasione infatti rappresentano due facce illegali della stessa “moneta”. Un tarlo che a poco a poco ha logorato il telaio socioeconomico della Nazione, alterando le stesse regole del vivere civile. Un vero e proprio cancro la cui capillarità è diventata oggi un vero problema sociale. L’evasione fiscale (100 miliardi di euro l’ anno sottratti al fisco) e la corruzione (in maniera più subdola) sono aumentate notevolmente nel corso degli anni e nulla o poco è stato fatto da questo governo per ridurre il fenomeno. Anzi…… Opportunità corruttive e di evasione che hanno permesso di depredare sempre più soldi alla collettività. Spesso questi nostri concittadini privilegiati, tenutari di ingenti ricchezze economiche, che dovrebbero contribuire a consolidare il ” salvadanaio ” del Paese rappresentano i gradi più alti dell’ evasione con attività societarie, finanziarie off-shore, conti bancari nei cosiddetti paradisi fiscali. Ora alla riesumazione della patrimoniale si è assistito ad una levata di scudi senza neppure pensare al modo e alla stessa utilità. Basterebbe che la politica del “fare” invece di strombazzare a destra e a manca terapie miracolose per la risoluzione definitiva di questa piaga sociale, attuasse finalmente riforme efficaci in grado di contrastare la corruzione, l’evasione in tutte le sue componenti, “economia sommersa” e “riciclaggio”, che si potrebbe porre la parola fine a questo sistema perverso così da recuperare migliaia di miliardi e ridurre le tasse ai tanti cittadini vessati.