Draghi vuole trasformare l’Italia in un luogo di villeggiatura per i pensionati americani stufi della Florida

(Andrea Zhok) – Draghi non è italiano, se non per accidente di nascita.

Draghi è l’uomo della Nato in Italia.

Dopo i colloqui della nuova “Trojka” (Fra, Ger, Ita) in Ucraina è sempre più chiaro che, nonostante tutti i membri dell’UE siano inclini ad accontentare gli americani, l’unico che intende farlo costi quel che costi è l’Italia.

La gravità di ciò che si sta profilando nell’avere al governo del paese un luogotenente estero è inaudita.

Il “nostro” presidente del consiglio è perfettamente disposto a sacrificare in toto il paese di cui dovrebbe fare gli interessi, la sua economia, i suoi cittadini e il suo futuro. Senza un tentennamento.

Che lo faccia per tornaconto, per incoscienza, o perché ha un piano per il Belpaese come luogo di villeggiatura per i pensionati americani stufi della Florida, poco importa.

L’uomo, da quando si è insediato, prima con la strategia pandemica dettata dalla FDA, ed ora rispetto al conflitto russo-ucraino, agisce come un agente straniero.

Se tra i parlamentari che gli hanno consentito finora di navigare c’è qualcuno che ha ancora un briciolo di coscienza che vada a di là delle proprie sorti personali, deve staccare la spina ora, immediatamente.

Chi non agisce ora, chi, potendolo, non ferma il treno che si sta portando via l’intero paese verso il suo “Cassandra Crossing”, si assume la responsabilità del disastro che sta per arrivare (e le scuse staranno a zero).

14 replies

  1. Grazie Zhock….ma tu urli nel deserto, quello reale della siccità e dell’aumento delle temperatura e quello delle coscienze a cui ti rivolgi, ormai la nostra classe dirigente è costituita da zombie…..caratterizzati da un’insaziabile fame di carne umana.

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  2. Parlare adesso è troppo facile ma vi giuro che ai tempi di “what ever it takes” ( pur di distruggere gli Italiani) ero seriamente straconvinto che il cognome draghi suonasse italiano per puro caso.
    Pensavo ( da come ci ha sempre trattato) che fosse un belga figlio o nipote di minatori italiani emigrati in nord europa nella prima metà del secolo scorso.

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  3. Putin

    1. La rottura con l’Occidente è irreversibile e definitiva. Nessuna pressione da parte dell’Occidente cambierà le cose. Niente più globalizzazione occidentale. No “L’Europa da Lisbona a Vladivostok”. L’occidentalismo ufficiale viene emarginato.
    2. La Russia ha riconquistato la sua sovranità e non la restituirà a nessuno. Il rafforzamento della sovranità politica ed economica è una priorità assoluta. Infatti, alcune organizzazioni da cui è necessario partire non sono ancora partite. Ma è abbastanza chiaro da che parte soffia il vento.
    3. Il vecchio mondo sta crollando e l’era del dominio americano è finita. Ora si sta formando un nuovo mondo. Sì, viviamo in un periodo di formazione di un nuovo ordine mondiale. Cosa sarà – decidere nei prossimi anni, anche nel quadro di varie guerre locali. Non solo in Ucraina.
    4. Nonostante tutto il sostegno dell’Occidente all’Ucraina, l’operazione in Ucraina continuerà fino al raggiungimento di tutti gli obiettivi. È improbabile che la guerra finisca nel 2022, vista la posizione degli Stati Uniti.
    5. Dal punto di vista economico, la Russia non chiuderà: l’enfasi sarà sullo sviluppo economico interno e sul riorientamento del commercio verso paesi indipendenti dagli Stati Uniti. Ovviamente non ci sarà una svolta a sinistra, la Federazione Russa rimarrà nel quadro del modello capitalista.
    6. L’UE non è più vista come un attore soggettivo, unicamente come un insieme di vassalli americani privi di soggettività politico-militare. Mentre scherzano su questo, “il più grande europeo” tra tutti i leader della Russia dall’inizio del XX secolo è stato completamente deluso dall’Europa.
    7. Alle grandi imprese viene nuovamente offerta la possibilità di scegliere: o la “nazionalizzazione” in Russia o la privazione dei beni in Occidente. Quello che succede a chi prova a sedersi su due sedie è stato mostrato chiaramente negli ultimi mesi. Tuttavia, è improbabile che qualcuno nel nostro paese sia stato rattristato dal destino degli oligarchi, che sono stati derubati in Occidente
    Riguarda le riserve auree bloccate, sì.

    In generale, il leitmotiv principale dell’intero discorso è che la nave è sulla stessa rotta, non si tornerà indietro. A coloro che stanno ancora aspettando o hanno paura dei cambiamenti imminenti in Russia e nel mondo viene offerto ancora una volta di fare una scelta: con chi sono.

    In realtà, queste sono tutte cose abbastanza ovvie.
    La Federazione Russa, infatti, ha assunto obblighi crescenti, agendo come uno dei becchini del vecchio ordine mondiale e i costruttori del “bel nuovo mondo del futuro” – il mondo di quei “paesi sovrani molto forti che formano il nuovo mondo ordine.” La cosa principale qui è che il desiderato non si discosta dalla realtà.

    Questo è ciò che osserveremo nei prossimi anni della Guerra Fredda, che, ovviamente, non sarà esaurita dalla sola guerra in Ucraina. Tuttavia, è ormai ovvio per quasi tutti che viviamo nell’era della formazione di un nuovo ordine mondiale. È bello che quando scrivi della demolizione del vecchio ordine mondiale per diversi anni, e poi sia messo in pratica. Viviamo in un’era di grandi cambiamenti

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    • Indipendente come si giudica Putin qui c’e il discorso completo e vale la pena leggerlo con attenzione ,e se ci sono esperti
      è gradita l’opinione , perchè di esperti come Draghi , economisti illustri che si sono pronunciati non per ultimo Bini Smaghi: perché le sanzioni funzionano, BCE. FMI, conosciamo il pensiero e le azioni in questi ultimi 30 anni. Il nemico dell’occidente racconta e
      leggerlo almeno può aiutare a contestarlo o eventualmente riflettere sulle sue considerazioni riguardo la crisi globale e a chi eventualmente imputarla.

      discorso di Vladimir Putin allo SPIEF il 17 giugno 2022:
      https://www.kp.ru/daily/27407.5/4603800/
      (traduzione automatica)

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  4. FRANCESCO NERI
    Ogni generazione ha il suo Piave
    Spogliare la Grecia è stato uno scherzo.
    Aeroporti, qualche isola, industrie zero, terre poche, risparmi privati ridicoli, demanio interessante.
    Comunque la Grecia aveva un Pil inferiore al Triveneto
    E’ bastato un sol boccone.
    Per l’Italia è diverso.
    Un capitale assolutamente enorme.
    Secondo al mondo in quanto a risparmio privato, primo come abitazioni di proprietà, terre di valore assoluto e coste meravigliose.
    Quinta potenza industriale al mondo prima dell’euro, ottava oggi. Il Made in Italy è ancora oggi il marchio numero uno al mondo, davanti a Coca Cola.
    Biodiversità superiore alla somma di tutti gli altri paesi europei.
    Come capitale artistico monumentale, non ne parliamo neanche: è superiore a quello di tutto il resto del mondo.
    Francia e Germania, più qualche fondo americano, cinese o arabo hanno fatto la spesa da noi a “paghi uno e prendi quattro”.
    Tutto il lusso e la grande distribuzione sono passati ai francesi insieme ai pozzi libici passati da Eni e Total.
    Poi anche Eni è diventata a maggioranza americana.
    Anche il sistema bancario è passato ai francesi insieme all’alimentare.
    I tedeschi si sono presi la meccanica, e il cemento.
    Gli indiani tutto l’acciaio.
    I Cinesi si son presi quote di Terna, e tutto Pirelli agricoltura.
    Se ne sono andate Tim, Telecom, Giugiaro, Pinin Farina, Pernigotti, Buitoni, Algida, Gucci, Valentino, Loro Piana, Agnesi, Ducati, Magneti Marelli, Italcementi, Parmalat, Galbani, Locatelli, Invernizzi, Ferretti Yacht, Krizia, Bulgari, Pomellato, Brioni, Valentino, Ferrè, la Rinascente, Poltrona Frau, Edison,
    Saras, Wind, Ansaldo, Fiat ferroviaria, Tibb, Alitalia, Merloni,
    Cartiere di Fabriano…..
    Ma…non hanno finito.
    Ci sono rimaste ancora le case e le cose degli italiani.
    E i loro risparmi. Circa 4300 miliardi di euro.
    Ora vogliono quelli.
    I fondi di investimento, i mercati, che, come ricordavo raccolgono i soldi delle mafie, tutte, grandi e piccole, dei traffici di droga, di umani, di truffe internazionali, si salvataggi bancari, del “nero” delle grandi multinazionali, siano esse del commercio, dei telefonini, della cocaina o delle armi, questi fondi di investimenti dicevo, non hanno finito.
    Ora tocca alle poche industrie rimaste, ai fondi pensioni, ai conti privati, agli immobili.
    Ora tocca a noi.
    Ecco perché non serve a nulla mediare, arretrare un po’.
    Non si placheranno, l’abbiamo già visto.
    Bisogna fermarli ora.
    Il 24 maggio non vi è venuto in mente nulla ?
    Ogni generazione ha il suo Piave.
    Questo è il nostro.

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    • Sì, tutto giusto, ma un paio di discorsi mi sembrano necessari:

      Biodiversità superiore alla somma di tutti gli altri paesi europei.

      R: e chi e come l’hanno calcolata? Che l’Italia abbia più biodiversità degli ALTRI è un conto, che sia addirittura superiore alla SOMMA è un altro discorso. Ma scherziamo o cosa?

      Provate a vedere solo la biodiversità della foresta (o quel che ne rimane da qualche anno a questa parte) di Bialowesja, tanto per dirne una.

      Come capitale artistico monumentale, non ne parliamo neanche: è superiore a quello di tutto il resto del mondo.

      R: e chi lo dice? Stesso discorso di cui sopra.

      Solo la Germania ha 8.000 castelli, tanto per dirne una. Quanti castelli ci sono in Italia? Più di tutti gli altri messi insieme?

      Non penso proprio.

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  5. Se non siamo disposti a rischiare ciò che abbiamo adesso,ci spoglieranno piano piano di tutto,nel nostro silenzio assordante.
    Attendiamo il lupo nascosti in mezzo al gregge,sperando che si sazi sbranando prima quelli all’esterno,ma prima o poi saremo anche noi al margine e il lupo avrà ancora fame

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  6. Intanto comntinuano, ogni giorno, gli sbarchi e gli arrivi clandestini da Nord.
    Si vede che di risorse ne abbiamo ancora tante, ma non sono per noi.

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