Guerra Russia-Ucraina, le scandalose parole del Papa

(DOMENICO QUIRICO – lastampa.it) – E adesso? Adesso che il Papa da scandalo? Le sue parole, con il travaglio dei giorni e dei mesi che passano senza pace, sulle colpe, le omissioni, i silenzi sulla guerra scottano e infiammano. E urtano. Che cosa faranno gli intellettuali immaginari, i politici, quelli che sanno tutto fin dal primo giorno e che pensano che la soluzione alla guerra scatenata dall’aggressione criminale di Putin sia solo la guerra? Metteranno in fila, a loro volta, le parole e diranno: incredibile, il Papa è diventato putiniano! ma cosa conta in fondo quello che dice? È il suo mestiere quello di essere fuori dalla Storia, di pronunciare innocue e paradossali parabole…

I maestri del sospetto, i cacciatori di quinte colonne ed infiltrati, per cui ogni distinguo e ragionamento (che è «il ridurre la complessità alla distinzione tra buoni e cattivi senza ragionare su radici e interessi che sono molto complessi…» come ha detto Francesco parlando ai direttori delle riviste culturali della Compagnia di Gesù) è automaticamente tradimento, diserzione, delitto, non lo attaccheranno frontalmente. Forse faranno come quando Francesco fece riferimento «all’abbaiare della Nato alle porte della Russia…» e lo striminzirono nel silenzio. Francesco procede imperterrito per la strada dei suoi ritmi: vita morte guerrieri vittime deportati e profughi. Dolore si chiama il mistero verso cui ci chiede di camminare. Dall’inizio della guerra la sola cosa che ha un significato per lui è il dolore di una terra coperta di sangue. E per questo rende omaggio agli ucraini «un popolo coraggioso che sta lottando per sopravvivere e che ha una storia di lotta». Se tutti gli uomini avessero operato per il bene e solo per il bene non ci sarebbe la guerra, neppure questa guerra. Ma questa verità al Papa impone la domanda: se questo male sono gli atti degli uomini o il non fare degli uomini di chi sono le colpe, tutte le colpe? Pronuncia parole di una tale immensità che, a ripensarle una ad una, paiono osatissime. Frusta la Russia e la sua guerra «imperiale e crudele» e cita i mercenari con cui la conduce, ceceni e siriani. Ma poi impavido sfida anche la nostra verità di Occidente, il nostro sentirci sempre automaticamente dalla parte della ragione.

Un errore che ci è costato guerre perdute, vittime tradite e abbandonate al loro destino, isolamento dall’Iraq all’Afghanistan. Il 24 di febbraio è l’inizio di tutto e Putin ha imposto con la violenza questo inizio su cui dobbiamo come democrazie, obbligatoriamente, fare la nostra scelta: aiutare l’Ucraina e fermare l’autocrate. Il Papa lo conferma, non ci chiede certo di restare vuoti e inerti. Ma aggiunge: ci può bastare? Non rischiamo di «vedere solo una parte e non l’intero dramma che si sta svolgendo dietro questa guerra che in qualche modo è stata provocata o non impedita»? Non è una domanda teologica o apocalittica, è una domanda politica. E forse è proprio questo lo scandalo.

Chi critica il Papa vorrebbe una chiesa che non da scandalo, che si accoda, che fa la crocerossina della Storia, che invia aiuti umanitari e distribuisce prediche. Le si ingiunge di essere giudiziosamente savia e non più di portare la distruzione e il sovvertimento di una verità folle, di ripetere stancamente che tutto quelle che si può fare è attendere che la grande quaresima del dispotismo , per miracolo, alla fine arrivi . La tollerante rassegnazione che rende a vita più sopportabile è il porto dove approdano, purtroppo, tutti i fallimenti anche quelli della fede. Il Papa deve imporci semmai lo Scandalo di mettere insieme nella processione russi e ucraini, di non mettere segni sulle bandiere della Nato, di incontrare chissà! gli aggrediti di Kiev e Kirill, «il chierichetto di Putin».

Le scandalose parole del Papa sono una riflessione sulla natura della guerra, di questa guerra. La si può fare per odio, per desiderio di preda, per rovesciare un avversario che diventa pericoloso, per pazzia e sadismo, per amore del potere, per mestiere. Si può fare la guerra per obbedienza ,perché sei stato aggredito e non hai altra possibilità o per un progetto di unificazione e di gloria o per il desiderio di vendicare una ingiustizia. O come dice il Papa per «l’interesse di testare e vendere armi… e alla fine è proprio questo a essere in gioco». Tutte queste ragioni, prima o dopo, vi sono mescolate, si confondono e talora si corrompono reciprocamente Il Papa ci impone di ricordare che a guerra giusta non esiste, è un mito insipido che non dobbiamo condividere con le bugie dei prepotenti. E che alla fine, rende tutto, anche il dolore, insignificante.

9 replies

  1. Che dire, complimenti.
    Con sentimento poco cristiano c’è da sperare che tutta quella gentaglia molto criminale, scriba chini compresi, venga chiamata al creatore.
    Alla loro redenzione credo poco.

    "Mi piace"

  2. Non mi ricordo più chi scrisse “primum vivere deinde philosophare”. Cioè: prima vivere, poi filosofare. E Quirico, come il papa, non fa altro che filosofare, mentre in Ucraina si continua a morire e i carri armati russi avanzano. Il problema non è che il papa dia o meno “scandalo” con le sue affermazioni, ma è che aggiunge confusione dove ce ne è già tanta. Non sapendo come fermare il Male con le preghiere e le parole, arriva a negare la distinzione tra il Bene e il Male, tra Buoni e Cattivi, che per il capo di una religione è la negazione del fondamento stesso del proprio essere. Nella speranza di vedere in processione insieme russi e ucraini e ” gli aggrediti di Kiev e Kirill, «il chierichetto di Putin»”?? Oddio, sperare si può e si deve sempre, non costa niente. Ma contarci, magari cospargendosi il capo di cenere e confessando le proprie colpe passate a chi ci picchia, per chi ha la responsabilità di decidere che fare, è un bell’azzardo. Papa Francesco non può non sapere che quella del suo amato Francesco di Assisi che ammansiva il lupo con le parole e le carezze era una bella favoletta per bambini; e la storia vera del Francesco che incontrò il Saladino per parlare di pace finì con un nulla di fatto, la guerra tra musulmani e crociati cristiani continuò e la “Terra santa” in cui nacque Gesù rimase per secoli sotto le insegne di Maometto ed è tuttora teatro perpetuo di conflitti.

    "Mi piace"

    • Complimenti, secondo lei il Papà dovrebbe stare zitto oppure unirsi alla propaganda Nato! Si unisca ai combattenti ucraini così farà qualcosa di “buono”!

      "Mi piace"

  3. “dobbiamo come democrazie, obbligatoriamente, fare la nostra scelta: aiutare l’Ucraina e fermare l’autocrate. Il Papa lo conferma, non ci chiede certo di restare vuoti e inerti.”

    Dopo aver aspettato le parole del Papa per capire alcune verità taciute dalla narrazione a senso unico filo Nato dei nostri media su questa guerra, riesce ancora ad infilare di traverso parole non dette dal Pontefice (e a farle sembrare sue) a supporto della linea pro armi del nostro governo che ha abdicato dal suo ruolo di promotore di Pace che i principi della nostra Costituzione indicano forte e chiaro.

    Piace a 1 persona

    • Infatti, Gsi, fingendo di difendere le ragioni del Papa, Quirico infila qua e là gli opportuni “oboli” dovuti alla Stampa per continuare a scriverci.
      -“La guerra scatenata dall’aggressione criminale di Putin” (è il suo lasciapassare: lo scrive ogni volta, come doverosa premessa)
      -” Il 24 di febbraio è L’INIZIO di TUTTO e Putin ha imposto con la violenza questo INIZIO su cui dobbiamo come democrazie, OBBLIGATORIAMENTE, fare la nostra scelta: AIUTARE l’Ucraina e FERMARE l’autocrate.”
      (cioè esattamente il contrario di ciò che dice il Papa)
      -Il Papa lo conferma, non ci chiede certo di restare vuoti e inerti.(Ah, lo conferma? Mi sembrava che avesse parlato di” abbaiare della Nato”…)
      “… di incontrare chissà! gli AGGREDITI di Kiev e Kirill, «il chierichetto di Putin».”

      Queste “punteggiature”, deposte con regolarità a salvaguardia del suo posto caldo, fuori da eventuali liste di proscrizione, mi rendono indigeribile un articolo che vorrebbe essere di apparente difesa… e pare invece un’operazione di reindirizzo, di copertura di ciò che, del discorso del Papa, non gli è gradito.
      Ma su un concetto è stato sincero:
      “… non lo attaccheranno frontalmente.”
      Ecco, appunto. Così ha fatto, lui.

      "Mi piace"

  4. Interpretazione assolutamente di parte la tua!!!
    Se il significato di certe parole non è un’opinione, il papà ha detto altro che tu in modo soft ha sorvolato, non ha parlato vsolo della “ragione dell’occidente” ha parlato di espansione della Nato, ha detto non esistono i buoni e cattivi ha parlato di complessità…
    Tu hai dato un’interpretazione di parte….

    "Mi piace"

  5. Hai definito bene, Anail: “oboli” dovuti al giornale per cui Quirico scrive. Ma che probabilmente lui eroga piuttosto volentieri…

    "Mi piace"

  6. È vero, questa “dell’aggressione criminale di Putin” ormai è diventato uno standard. Una specie di tessera da mostrare per essere ammessi nel club dei bravi ragazzi.

    Tra l’altro uno si potrebbe chiedere: ma a che serve ogni volta specificare che l’aggressione è criminale?

    Per caso esistono anche aggressioni non criminali? Che ne so, aggressioni simpatiche e pacioccone?

    Toccherebbe sentire il Quirico.

    "Mi piace"