I 5 trascinatori di folle

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – La ridicola disfatta dei cinque referendum contro la Giustizia merita un De Profundis degno della sua catastrofica spettacolarità. Ancora una volta il popolo italiano s’è rivelato molto più maturo della classe politica e intellettuale, seppellendo sotto una coltre di sprezzante indifferenza l’ennesimo tentativo di lorsignori di regalarsi l’impunità col plauso dei cittadini. Si temeva che […]

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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  1. I 5 trascinatori di folle

    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – La ridicola disfatta dei cinque referendum contro la Giustizia merita un De Profundis degno della sua catastrofica spettacolarità. Ancora una volta il popolo italiano s’è rivelato molto più maturo della classe politica e intellettuale, seppellendo sotto una coltre di sprezzante indifferenza l’ennesimo tentativo di lorsignori di regalarsi l’impunità col plauso dei cittadini. Si temeva che la gran quantità di criminali d’alto e basso bordo operanti in Italia alzasse l’affluenza, rispondendo alla chiamata alle armi dei poteri marci travestiti da “garantisti” contro i magistrati cattivi: invece nemmeno la maggioranza di chi vive di illegalità s’è scomodata. E i votanti sono stati così pochi che non si sarebbe raggiunto il quorum neppure se si fosse votato per un mese e le tv ne avessero parlato “h24” per un anno. Il merito della strepitosa débâcle si deve anzitutto ai presunti leader del Sì: i soliti radicali (Bonino in testa), ormai caricature di ciò che furono; i noti trascinatori di folle Salvini, B., Renzi, Calenda; alcuni noti frequentatori di se stessi del Pd (i sindaci Ricci e Gori); le trombette della stampa di destra e dei signorini grandi firme di Rep (Merlo), del Corriere (Panebianco), del Messaggero (Nordio); e la lobby degli avvocati (da non confondere con l’intera categoria). La Meloni s’era tenuta a debita distanza, pur predicando tre sì e due no. Solo Conte, Letta e Leu avevano osteggiato la follia di chiamare i cittadini a pronunciarsi su temi tecnici che spettano al Parlamento.

    Ma la presenza nel fronte del Sì di quei Re Mida all’incontrario che trasformano in cacca tutto ciò che toccano non basta a spiegare questo disastro di proporzioni bibliche, destinato a screditare vieppiù l’unico strumento di democrazia diretta di cui disponiamo. C’è di più: i finti garantisti che pretendevano di scandalizzare la cittadinanza per le manette facili (in realtà difficilissime), l’esclusione dei condannati da Parlamento, governo, enti locali e regionali, la carriera unica di giudici e pm (consigliata dall’Ue e difesa dai veri garantisti), l’assenza di avvocati nei consigli giudiziari che valutano i magistrati e financo le 25 firme richieste ai togati per candidarsi al Csm, sono gli stessi che da trent’anni lavorano per convincere gli italiani che le indagini sui reati dei politici sono una “guerra fra giustizia e politica”: un derby fra guardie e ladri che non riguarda i cittadini, i quali se ne devono bellamente infischiare. Guai a ricadere nell’errore “giustizialista” di Tangentopoli e Mafiopoli, quando gli italiani tifavano per le guardie perchè sapevano di essere le vittime dei ladri e dei collusi. Hanno ridotto milioni di persone da protagonisti a spettatori, da cittadini a sudditi: ora non si meraviglino se gli elettori stanno a guardare.

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  2. Una bella vittoria di chi non si vuol far prendere in giro da politicanti da palcoscenico televisivo.

    Il non voto al referendum è una legittima e chiara indicazione del rifiuto dei cittadini a farsi prendere in giro da politicanti che usano l’Istituto del Referendum per ottenere visibilità mediatica a buon mercato fingendo anche di delegare agli elettori un compito che spetta alla politica:
    quello di formulare leggi dopo i necessari iter e approfondimenti che competono ad essa.

    I Referendum devono tornare ad essere una cosa seria e, per farlo bisognerebbe anche, a mio parere aumentare il numero delle firme da raccogliere per poterlo ammettere.

    Che non possono essere il numero scritto sulla Costituzione tre quarti di secolo fa quando non c’era nemmeno il telefono nelle case degli italiani.

    La fatica che si fa a raccoglierle è la garanzia dell’importanza del quesito che si propone.

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    • Non credo sia un problema di numero di firme: in questa stessa tornata, il referendum sulla cannabis ne ha raccolte molte più del necessario in pochissimo tempo, quello sull’eutanasia addirittura il doppio (entrambi promossi dall’Associazione Luca Coscioni).
      La rilevanza di tali quesiti era (e resta) indubbia, eppure abbiamo visto la fine che gli è toccata: cassati senza pietà, in nome di cavilli da azzeccagarbugli, in questo caso per mano di Amato (che ha anche il physique du rôle).

      Probabilmente il risultato non sarebbe stato molto differente, ma se fossero passati ci saremmo almeno potuti togliere lo sfizio di vedere i sopracitati Salvini, B., Renzi, Calenda (oltre ai tre quinti della Triglia con zucchine di mare) tifare contro sé stessi, incitando all’astensionismo pur di scongiurare una simile iattura (specialmente per gli interessi della malavita organizzata, che spesso e volentieri coincidono con quelli dei suddetti).

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      • Anche quei temi, J.D.

        avrebbero bisogno di essere sviscerati e analizzati dalla Politica (fosse più seria e meno ostaggio di slogan e sceneggiate televisive come è oggi) in ragionamenti e approfondimenti che dovrebbero arrivare anche a coinvolgere in profondità i cittadini a tutti i livelli, prima di essere evenutalmente catapultati agli elettori e decisi con un tranciante si o un no referendario.

        Se la Politica manca di coinvolgere le corde della società su un determinato argomento, il ricorso al referendum appare all’elettore mancante di quel passaggio necessario che gli serve per capire bene l’importanza di quel si o di quel no che deve esprimere. E rifiuta di aderire all’appello.

        I Referendum sul divorzio e aborto sono stati preceduti da anni di di dibattiti e dispute che hanno coinvolto in profondità ogni strato della società, prima di arrivare a dover ricorrere al referendum.

        Che dev’essere sempre un’ultima stazione a cui arrivare quando la politica, nel suo ruolo di interprete di istanze reali e sentite davvero dai cittadini., ha mancato di trovare una sintesi per realizzarle.

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  3. Grande Travaglio as usual ! Anche per non avere mai espresso una indicazione di voto ! Probabilmente visto le libere gabbie a nessuno fotteva una beata minchia ad andare a votare un chiaro inghippo legislativo ! Avendo tolto gli unici 2 referendum che potevano eventualmente interessarci da vicino ! Si continua a consumare la presa per i fondelli di questa classe politica che vale 2 lire ! Anche se ci costa una fortuna!!

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  4. Speriamo in una veloce estinzione da parte di chi ha promosso questa immane porcata dei quesiti con relativo sperpero di denaro pubblico. I soliti pagliacci del circo politico italiota, che anziché sparire nell’iperuranio per la vergogna, gridano già al gombloddo! Sento fischiare in lontananza il meteorite a forma di urna elettorale che si sta abbattere nel 2023 su certi giovani vecchi dinosauri della politica italiota.

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    • Debbono continuare a rubare per mantenere la loro stirpe ! Non c è nessuna speranza! Hanno già piazzato tutti nei gangli importanti e non se ne esce !! Quando entri nel giro ti pianti dentro e porti tutta la famiglia e non ne esci piu !! 3 milioni di persone viivono cosi!! Lavoriamo e paghiamo le tasse per mantenere sti poveri incompetenti che ci portano alla rovina !

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    • A loro non fotte un cazzimo di niente! Speriamo di mandarli tutti a casa , soprattutto quelli che stanno li a dormire da 40 e passa anni! Andate a tutti a curare le vigne che avete comprato! E liberateci della vs presenza! Anche in rai! Persone moleste come Mannoni e Vespa !!! Fine !

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    • Speriamo che finalmente capiscano che bisogna spazzare via una classe politica che considera la gente sudditi e non liberi cittadini

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  5. E diciamo pure che chi ha votato per il sindaco (come me) è stato “costretto” a votare i referendum (ovviamente 5 “NO”), sennò altro che 20%, non arrivavano al 2.
    Però la giustizia è tutt’altro che salva, servirebbero 5-10 anni di Bonafede ministro della giustizia per riaggiustare quello che i ladri in politica hanno lentamente ma inesorabilmente sfasciato.

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    • Al contrario🤦🏻‍♀️… Basta sentire Calderoli che sta millantando una CHIARA VITTORIA del SÌ.
      (perché ovviamente chi si è precipitato a votare, come avevamo previsto?).
      “Se si fosse trattato di amministrative, staremmo festeggiando la vittoria del sindaco!”
      Ma peeeensa!
      Peccato che si trattasse di REFERENDUM e necessitasse di quorum, “usabile” anche per dare un forte segno del cz stratosferico che ce ne può FREGARE delle vostre luride faccende.
      Ma non ho sentito uno, uno solo, anche soltanto ipotizzare che i cittadini NON siano andati a votare APPOSITAMENTE per far fallire il referendum.
      Hanno parlato di difficoltà di comprensione, di materie tecniche, di poca pubblicità, ma soprattutto di disinteresse per lo strumento del referendum.
      Eeeeehhh? Volete screditare L’ISTITUTO del Referendum, per evitare il vostro?
      Guardate che abbiamo capito, eh?
      Magari non tutti i cavilli e i minimi risvolti dei quesiti, ma lo SCOPO di fare i comodacci dei criminali “garantisti” dei nostri cgln, ci è arrivato forte e chiaro!
      Per cui beccatevi la risposta: TIÉ!!!

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  6. RISULTATI DEI 5 REFERENDUM- Viviana Vivarelli

    Anche questi orribili referendum nemici della Giustizia sono passati, ma il M5S doveva farsi vivo di più per indicare le mostruosità giuridiche e morali dei quesiti che dovevamo votare. Sarebbe stata una occasione d’oro per farsi notare e far vedere il grado di delinquenza degli altri partiti, invece Conte ha detto solo una volta di votare, e il silenzio di Grillo ormai è assordante, per cui l’occasione è stata persa. Meglio ha fatto Travaglio a indicare come opzione migliore l’astensione dal voto e il non ritiro delle schede per non raggiungere il quorum.
    Mi dispiace per il M5S perché è stata una occasione di farsi valere e non ha fatto nulla per utilizzarla, direi che la strategia di essere invisibili è disastrosa, anche se gli elettori comuni a 5 stelle si sono dati da fare molto sui social per invitare all’astensione.
    Per me è stata la prima volta nella vita che non sono andata a votare ma sono fiera di questo.
    La sconfitta di Berlusconi, Salvini, Meloni, Calenda, Renzi più quel che resta dei radicali è stata storica.
    Hanno calcolato che sia andato a votare solo il 17% dei leghisti. Anche qui la cosa che si evidenza è il calo di consenso di Salvini, benché i sondaggi lo premino comunque.
    I capi dei partiti che volevano stortare ancor più la giustizia per premiare i delinquenti al potere non hanno avuto la faccia di fare dichiarazioni e anche questa fuga attesta la loro vigliaccheria. Salvini aveva detto di non voler personalizzare il referendum, lo disse anche Renzi quando propose la sua mostruosa riforma della Costituzione, ma balza agli occhi che questo fallimento dimostra la lontananza del Paese reale da questi personaggi da grand guignol. E, se il M5S, fosse stato in modo chiaro all’opposizione o avesse chiarito con precisione agli elettori i danni dei 5 incomprensibili referendum, a avrebbe fatto un passo avanti sulla strada del consenso con gli Italiani ergendosi come paladino della giustizia e della lotta contro i malfattori politici. Peccato aver perso anche questa occasione, ma chi dirige il Movimento è ormai tarato da poca chiarezza, da incapacità di lotta e da ambiguità ricorrente. Non è così che si fa una campagna elettorale.
    Siamo ridotti ad avere una base elettorale sana con una dirigenza incapace o bloccata nelle cattibe scelte. È come avere un esercito senza capo. E anche il modo con cui sono state gestite le amministrative lascia l’amaro in bocca. I 5 stelle si sono presentati in pochissimi Comuni, dove per di più hanno regalato i loro voti al candidato del Pd, comportandosi in modo perdente, come se non credessero più nei propri valori. Anche qui un’occasione persa, mentre l’azzeramente dei meet up ha sancito la lontananza dei dirigenti dalla base e in un anno, invece di rafforzare i legami col territorio, questi si sono ancor più indeboliti e i risultati hanno dimostrato che Conte che da solo fa la campagna elettorale e riempie le piazze non paga e non è sufficiente a rialzare le sorti di un Movimento che era nato per essere senza capi e con la partecipazione di tutti. Ma la lezione non è stata capita e il nuovo assetto verticistico del Movimento che fa di tutto per imitare nel peggio gli altri partiti, risulta perdente in partenza. Si può avere tutta la simpatia e la stima del mondo ma se manca una buona strategia di propaganda e di lotta, la simpatia e la stima da sole non faranno vincere nessuna battaglia e sul piano della strategia, purtroppo, siamo scesi così in basso che non riusciamo nemmeno a sfruttare in modo utile occasioni come questa.

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    • Viviana, col 17% non si intende la percentuale dei leghisti rispetto a se stessi, ma rispetto al nr complessivo dei votanti.
      Probabilmente ciò rispecchia la composizione attuale delle intenzioni di voto. Se guardi bene, infatti, i numeri sono pressappoco corrispondenti alle percentuali dei partiti… Mi preoccupa quel 23% di FDI e quel 10% di M5S, che spero sia dovuto al fatto che non si siano recati alle urne.
      Hai ragione, comunque, era argomento da M5S, il referendum, specie in questo caso, e forse non ci sarebbe stato nemmeno quel 10%, anche se sicuramente sono tutti NO.
      Oppure sarebbe stato il solito tiro al bersaglio contro i 5s, in tv e nelle urne, con una “personificazione”, che avrebbe indotto alla chiamata alle armi a favore del voto…
      Ma chi non risica…

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    • @ Viviana condivido: il “suggerimento” di Conte a votare “NO” sui referendum è stata veramente poca cosa….!!! Che tristezza….!!

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  7. Cercare il mv5s e giuseppi è come cercare un ago in un pagliaio,
    Introvabili, indistinguibili dalla massa informe di invertebrati che galleggiano in quel mare di merd@ che sono le istituzioni itaGGliane.
    E chi spera nel nulla giuseppi spera male.

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    • L’hai detta la tua prevedibile preghierina anticontiana? Sei contento?

      Forse quel che ci ritorna nel nulla è proprio questa tua.

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    • Zumblet
      Classica zucca senza semi riempita di spazzatura
      Aspetta e spera che brancaleon giuseppi ti faccia la grazia di mettertelo nel fondoschiena,
      Spero che almeno tu abbia pensato di fare scorta di vasellina.

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  8. Io sono meno fiduciosa: in un modo o nell’altro, troveranno il sistema per realizzare i loro sogni di impunità.
    Tra un po’ ci racconteranno che ce lo chiede l’Europa oppure Dio per sua viva voce. Al grido festante di “Impunità” realizzeranno i loro papelli.

    Questo referendum ha raggiunto il record negativo di sempre….nonostante in molti seggi, chi votava le comunali, ha votato, non sapendo di poter rifiutare, pure per questa porcata.

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      • Mauro
        Io sono stato un fervente attivista e sostenitore,
        Posso assicurarti che non ho mai sperimentato una delusione così cocente,
        Giuda traditori sotto tutti i punti di vista, spero solo che il Dibba e personaggi come la Lezzi possano dare vita ad un nuovo mv,
        Sicuramente non appoggerò un unione con conte, vista la sua vigliaccheria e la sua inconsistenza, e soprattutto visti i legami di sudditanza verso i pdioti,

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  9. Non servono tante parole per dire quello che il popolo ha stigmatizzato solennemente : questi signori ( che hanno promosso i referendum) vadano a casa.
    Grazie Travaglio

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  10. Come leggere la defezione al referendum?
    “Che i ladri, i corrotti, gli evasori, i bugiardi non hanno ancora raggiunto il 51% ”

    Grazie a Raf 2.
    Grazie a M. Travaglio.

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  11. Personalmente da me c’era solo il voto per il referendum e ci sono andato. Ho votato “No” e debbo rilevare che se c’è una cosa che non sopporto di alcune litanie mistificatorie, è leggere o sentir dire che chi vota “no” non vuole cambiare le cose. La stessa propaganda della scorsa riforma costituzionale. Chi vota “no” desidera comunque un cambiamento, ma non accetta il tipo di cambiamento che si avrebbe abrogando le leggi o parte di quelle proposte.
    Lo dico perché girano video su youtube che si proponevano di spiegare la cosa, che per i meno attenti potevano sembrare del tutto imparziali (a prescindere dall’intenzione voluta o meno).
    Salvini se ne faccia una ragione, anche se tutti sanno che gliene frega relativamente, non che la Lega non abbia i sui da difendere, ma questa roba serviva come collante con Berlusconi in funzione anti Meloni. La Meloni è sostanzialmente il Letta della destra, cioè dice “forse” o “ni” agli alleati, in più passa per opposizione, anche se alla fine non disdegna Draghi e sta più nel governo lei che i 5S. Così anche con il referendum lei non ha vinto, ma non ha perso, perché ha detto sì ma anche no, lasciando “l’alleato” schiantarsi come una mosca sulla lampadina colma delle sue bizzarre idee.

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  12. consapevole del rischio, rigoroso con la mia coscienza, ho fatto 5 crocette sul no. Non avevo le comunali. Ho pensato: se tanto mi da tanto vista la diserzione al voto, fatta la considerazione su quorum, ero molto fiducioso sul buco nell acqua. Sinceramente, ho tirato un respiro di sollievo leggendo la percentuale. Non credo molleranno l osso, il popolo è contrario? Chemmefrega, i cogl.. i beoti mi hanno votato, quindi posso proporre e votare leggi antipopolari. dagli torto. La forza, la potenza dell elezione, il travaso tra una cloaca e l altra, lo faccio e me ne sbatto. Se veramente non siamo manipolabili, dai non generalizziamo, troppo ottimismo, consideriamo sempre che solo i sassi non cambano opinione. Il M5* ci ha tradito, più di pentirmi, più di imprecare, più di non votarli ancora, non posso fare. Tutti alla ricerca come attuali Diogene.

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  13. Adesso che per lennesima volta ha perso, a me dispiacerebbe sinceramente se Roberto Giacchetti decidesse di togliere il disturbo, e si dimettesse da tutto…
    Sono convinto che sarebbe un bene se, invece, decidesse di continuare le sue battaglie politiche.
    Non bisogna mai scoraggiarsi per aver mancato un risultato.
    Giacchetti è ancora abbastanza giovane avrà tante altre occasioni per rifarsi.
    E si rifarà. Eccome se si rifarà!
    Il campo largo della sinistra ha bisogno di valorizzare le diversità esistenti al suo interno.
    Roberto Giacchetti, ne sono sicuro, riuscirà a distinguersi molto presto.
    Non mi stupirei se iniziasse subito uno sciopero della fame.
    Uno dei famosi scioperi ” a staffetta”:quando i suoi colleghi, nella pausa pranzo, andranno a mangiare, Giacchetti durante la pausa digiuno andrà a fumare.
    E quando, al termine della pausa pranzo, i suoi compagni ricominceranno a fumare, Giacchetti, finita la pausa digiuno, ricomincerà a mangiare.
    Forza Roberto!

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  14. “Hanno ridotto milioni di persone da protagonisti a spettatori, da cittadini a sudditi: ora non si meraviglino se gli elettori stanno a guardare.”

    Giusta conclusione. Se trasformi i cittadini in sudditi perché tanto le decisioni le prende la UE, o le prende l’OMS, o le prende l’EMA, o le prende il WEF, o le prende Goldman Sachs, o le prende la NATO, o le prendono direttamente gli USA, quelli ti fanno il gesto dell’ombrello e se ne vanno al mare.

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  15. Pubblicato: 13 Giugno 2022
    Visite: 2938
    Il fallimento dei referendum era nell’aria. Da un lato gli argomenti poco interessanti per la gente, dall’altro la mancanza di chiarezza nel modo stesso in cui erano posti i quesiti referendari, hanno portato al voto sì e no un 20% degli aventi diritto.

    Ma c’è qualcosa di più, a mio parere, che ha causato questo flop mastodontico: è la sempre più diffusa convinzione che votare non solo serva a poco, ma che sia diventato addirittura una presa per i fondelli. Quando una nazione ha votato, nel 2018, due partiti “antisistema” come Lega e Cinque Stelle, e poi si ritrova al governo uno come Mario Draghi, è chiaro che anche il meno attento capisce che il suo voto è servito soltanto a legittimare la presenza in parlamento di alcune centinaia di mangiapane a tradimento.

    A conferma di questo diffuso sentimento, c’è anche il fatto al voto amministrativo si sia recato solo il 51% degli aventi diritto, mentre in Francia la percentuale dei votanti è stata addirittura di meno della metà: solo il 48% degli aventi diritto ha votato per il rinnovo del Parlamento francese.

    In queste situazioni, c’è sempre chi ripropone la solita citazione di Mark Twain “Se votare servisse a qualcosa non ce lo lascerebbero fare”. Ma la cosa non è così semplice, non è una questione di bianco o nero. Il voto può servire a qualcosa quando è bene utilizzato, ma chiaramente serve a poco se lo si utilizza in modo sbagliato.

    Cerco di spiegarmi: se si va a votare semplicemente per mettere una crocetta su un partito – senza poter scegliere il candidato eletto – allora chiaramente si tratta di un voto sprecato, perché quel partito è poi in grado di ricattare i membri del parlamento che LUI deciderà di mandare in quell’aula. Soltanto i più docili e più ubbidienti entreranno in parlamento, e i partiti potranno manipolarli a loro piacimento, per tutto l’arco della legislatura.

    Se invece il voto venisse dato solo in presenza di chiari strumenti che permettano al cittadino a) di assegnare il mandato ad un individuo preciso, e b) di revocagli quel mandato se il parlamentare non mantenesse gli impegni che ha preso, allora si tratterebbe di una cosa molto diversa.

    Negli Stati Uniti esiste lo strumento del “recall”, ovvero della revoca di un mandato da parte dei cittadini prima della sua scadenza naturale. Proprio l’anno scorso il governatore della Califoirnia, Newson, ha dovuto affrontare un voto di recall perchè molti cittadini non erano contenti del suo operato.

    Così spiega l’Enciclopedia Britannica lo strumento del recall: “Elezione di revoca, metodo di elezione in cui gli elettori possono estromettere i funzionari eletti prima della scadenza del loro mandato ufficiale. Come la maggior parte delle innovazioni populiste, la pratica di revocare il mandato agli eletti era un tentativo di ridurre al minimo l’influenza dei partiti politici sui rappresentanti. Ampiamente adottato negli Stati Uniti, il richiamo era originariamente progettato per garantire che i funzionari eletti agissero nell’interesse dei loro collegi elettorali piuttosto che nell’interesse dei loro partiti politici o secondo la propria coscienza. Il vero atto di revoca è solitamente una lettera di dimissioni firmata dal rappresentante eletto prima di assumere la carica. Durante il mandato, la lettera può essere evocata da un quorum di elettori se la prestazione del rappresentante non soddisfa le loro aspettative.”

    Pensate se da noi esistesse uno strumento del genere: dopo due mesi dalla formazione del governo giallo verde, quando ci siamo accorti tutti che i cinque stelle non avevano nessuna intenzione di promuovere il referendum che avevano promesso sull’uscita dall’euro, un numero sufficiente di italiani avrebbe potuto rimandare a casa questa banda di traditori in modo assolutamente legittimo e giustificato.

    Invece abbiamo dovuto restare seduti e immobili per 5 anni ad osservare questi infami che calpestavano, uno dopo l’altro, tutti gli impegni che avevano preso con i propri elettori, mentre si portavano a casa uno stipendio di lusso, pagato sempre da noi cittadini.

    Ovviamente, resta un grosso problema da risolvere: una tale modifica del sistema elettorale dovrebbe essere fatta proprio da quel parlamento che, una volta insediato, rischierebbe di essere mandato a casa prima del previsto dai suoi stessi elettori. Quindi loro, di loro spontanea volontà, non lo faranno mai.

    E siccome in Italia non esiste nemmeno lo strumento del referendum propositivo, una legge del genere non potrà mai essere nemmeno il risultato di una richiesta popolare.

    A noi elettori non resta quindi che una possibilità: non dare più il voto nessuno, finché a) non sarà stato creato un sistema di “recall” anche per noi, oppure b) non sarà stato introdotto il referendum propositivo, ovvero la possibilità da parte dei cittadini di proporre loro stessi una regola come appunto quella del “recall”.

    Fino ad allora, ogni voto dato sarà comunque un voto sprecato, anche da parte di coloro che continueranno a dare il voto al “meno peggio”, con la giustificazione che “tanto sono se non li voto io li vota qualcun altro”.

    È proprio questo meccanismo su cui fa conto il potere, che cerca di perpetuarsi grazie al fatto che siamo sempre noi, in un modo o nell’altro, a legittimarlo.

    Finchè, appunto, non smetteremo di farlo.

    Massimo Mazzucco

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  16. Non sono d’accordo con Mazzucco. Ritengo che il Potere abbia tutto l’interesse affinché chi ne disprezza i detentori, garanti dello status quo, si tenga alla larga dalle urne. Non mi risulta che, puta caso, votasse solo il 30% degli aventi diritto le elezioni sarebbero invalidate, con conseguente crisi di Sistema preludio di Rivoluzione. No, il Potere vuole questa falsa democrazia dell’alternanza, meglio se condita dalla presenza quasi costante del partito di Sistema per eccellenza ( il PD) negli esecutivi. Pure se ammucchiate. Quindi abbassare il consenso ai partiti che piacciono ai Bravi, ai contigui, di Sistema, è per me doveroso. Pure votando Potere al Popolo o Italexit. Meglio se c’è una proposta politica con Di Battista protagonista. Insomma non farò quello che fa comodo ai “draghiani” o roba simile.

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    • @Paolo anch’io credo che la bassa affluenza sia una precisa strategia del Potere. Ritengo che la prossima opzione che potrebbero realizzare è relativa all’abolizione del quorum per i referenda….così, come per le politiche, andrebbero a votare i gatti (tecnicamente i detentori del portafoglio votanti), gli interessati diretti, e gli amici del Sistema. Io Paragone non lo reggo, ho votato Alternativa e attendo, anche se spero non scenda in Politica, eventuali future mosse di Di Battista o Santoro, o, e questo è il mio auspicio, un nuovo soggetto politico di rottura.

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  17. I referendum su cannabis e fine vita hanno raggiunto ampiamente le firme necessarie, la caccia no ma di poco, e non so perchè ma l’hanno esclusa dalla raccolta on line (questo regerendum non s’ha da fare … qualche VIP ama la caccia e non voleva fosse abolita? La lobby dei fucili?).
    Poi ci sono questi 5 referendum\propaganda, che al mezzo milione di firme non sono arrivati nè mai avrebbero potuto arrivare e allora sono intervenute le regioni leghiste (non conosco il meccanismo giuridico per cui possano sostituirsi alle firme popolari) per farli tornare in pista.
    Solo che amato, l’utile idiota di turno (o forse meglio l’utile colluso, l’utile confratello, e nel suo caso anche discretamente senilmente demente ormai), li ha bocciati con un giro di parole strampalato e senza senso, una supercazzola da conte Mascetti, che però non fa ridere, ma piangere (di rabbia).
    In pratica ci sono delle regole, che vengono però adattate ai voleri dei padroni come fossero di gomma, e il banco vince sempre, qualsiasi numero e colore esca, per cui non resta che smettere di giocare, e eventualmente, quando ormai sarà troppo troppo troppo tardi, fare qualcosa di drastico.

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  18. La Francia è “entrata in un’economia di guerra per cui credo, dovremo organizzarci in modo duraturo”: lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, inaugurando il salone Eurosatory. “Questo significa anche un’economia in cui dovremo andare più veloci, riflettere in modo diverso”, ha avvertito, aggiungendo che questo cambio di passo servirà anche a “poter ricostituire più rapidamente ciò che è indispensabile per le nostre forze armate, per i nostri alleati, per tutti coloro che vogliamo aiutare”. Un’economia, ha precisato Macron, “in cui non possiamo più vivere al ritmo, e direi con la stessa grammatica di com’era fino ad un anno fa. E’ cambiato tutto. E questo cambiamento non sono solo gli Stati a subirne le conseguenze ma tutti gli attori della filiera”.

    In pratica tirare la cinghia e potere sempre più accentrato nelle mani di pochi.
    E se sono messi così in Francia da noi va certamente ancora peggio …

    Allacciate le cinture …

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  19. Concordo con Elena, in una situazione di controllo e manipolazione dell’ informazione, abolire il quorum ai referendum potrebbe esitare in un risultato simile alle elezioni, va a votare chi viene spinto dai detentori del portafoglio voti oppure i fedeli a vita. ….in realtà anche se astenersi sembra essere quasi una via obbligata, l’ astensione favorisce lo status quo….. anche se votasse solo il 30 % degli italiani, le elezioni sarebbero comunque valide…….in Ucraina con Zelensky è andata così, ha preso il 70% del 30% al primo turno ed il 72% del 40% al secondo turno, in numero assoluto di voti solo 1/3 della popolazione era a suo favore……quindi io per le prossime elezioni spero di dare voce a chi ancora non è entrato in Parlamento, andando contro la narrazione del voto utile, che premia i soliti noti, un voto dato in questo senso credo sia utile, almeno alla mia coscienza e senso civico! Non ho votato per i referendum, prima volta in vita mia, ho sempre votato, per paura di raggiungere il quorum favorendo indirettamente la vittoria del Sì. …….il referendum sarebbe una bella forma di partecipazione democratica, ma va mageggiato con cura e gestito bene. ….con l’ esclusione dei referendum su cannabis ed eutanasia pare evidente che il pesce pezzi dalla testa e che il referendum venga usato strumentalmente dalla classe politica a sua tutela e non nell’ interesse dei cittadini, da cui ovviamente viene meno la funzione decisionale democratica!

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  20. Se avessero indetto un referendum per abolire la fornero non sarebbe bastato un solo giorno per far votare tutti…..forse dopo una settimana continua avrebbero chiuso i seggi

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