Onde radio misteriose registrate da una galassia lontana 3 miliardi di anni luce

Un gruppo di astronomi americani ha registrato un misterioso segnale radio ad alta frequenza. Proviene da una galassia nana distante 3 miliardi di anni luce. Intanto la Nasa inizia a studiare gli Ufo.

Astronomi americani registrano strane onde radio ad alta frequenza da una galassia a 3 miliardi di anni luce. E la Nasa studia gli Ufo.

(Fabrizio Grasso – tag43.it) – Un enigmatico segnale radio giunge dallo spazio profondo. La sua fonte sembrerebbe essere una galassia distante circa tre miliardi di anni luce dalla Terra. È l’ultima scoperta che un team di astronomi americani ha pubblicato di recente in un articolo su Nature. Lo studio ha utilizzato la registrazione di un radiotelescopio cinese che nel 2019 catturò alcune onde radio probabilmente frutto di una stella di neutroni ultra densa o una magnetar, corpo celeste con un forte campo magnetico. Si tratta del secondo fenomeno che giunge sulla Terra, ma stavolta presenta caratteristiche uniche che dividono gli scienziati. L’obiettivo è ora studiarlo nel dettaglio in modo da capirne meglio l’origine e l’importanza nel cosmo.

Le onde radio registrate dal radiotelescopio cinese e le anomalie

La scoperta è opera di astronomi che lavorano al Karl G. Jansky Very Large Array (Vla) degli Stati Uniti. Gli scienziati hanno infatti studiato Frb 190520, segnale catturato per la prima volta nel maggio 2019 dal Five-hundred-meter Aperture Spherical radio Telescope (Fast) in Cina. Le tre lettere iniziali sono acronimo di First Radio Burst, traducibile in italiano con Lampi radio veloci. Si tratta di onde radio di grande intensità ma brevissima durata, in genere visibili solo per piccolissime frazioni di secondo. Già note dal 2007 grazie al lavoro dell’osservatorio australiano di Parkes, provengono solo dall’esterno della nostra galassia. Difficile affermare con certezza quale sia la loro origine, tanto che l’unica ipotesi attendibile sembra essere quella che li lega alle stelle di neutroni. Frb 190520 ha però una caratteristica unica: nel tempo, infatti, si sarebbero susseguite frequenti e ripetute raffiche di onde radio di pochi millisecondi.

Astronomi americani registrano strane onde radio ad alta frequenza da una galassia a 3 miliardi di anni luce. E la Nasa studia gli Ufo.
Il Five-hundred-meter Aperture Spherical radio Telescope (Fast) in Cina che ha registrato il segnale (Twitter)

Va da sé che il fenomeno ha subito destato la curiosità degli scienziati che si sono adoperati per decifrarne l’origine. Grazie a osservazioni successive, è stato possibile identificarla con la periferia di una galassia nana distante circa tre miliardi di anni luce dalla Terra. Inoltre, secondo i dati statunitensi, le onde radio cambierebbero intensità fra un’esplosione e l’altra, schema visto solo una volta. Nel 2016, proprio il radiotelescopio Vla individuò Frb121102, in grado di intervallare un’emissione continua a impulsi irregolari. Un evento finora unico, prima della registrazione di Frb190520 che ha sollevato numerose domande. «Si tratta di un evento comune? Le emissioni hanno origine da oggetti diversi dal solito?», si è chiesto parlando alla Cnn Kshitij Aggarwal, coautore dello studio. «Pensavamo che le onde radio provenissero solo da buchi neri o attività di formazione stellare, ma questo cambia tutto», ha concluso Casey Law, altro membro del team di ricerca.

La Nasa sta mettendo su un team per studiare gli Ufo

Intanto novità giungono anche dalla Nasa. L’agenzia americana ha infatti in programma un nuovo studio sugli avvistamenti inspiegabili di Ufo sulla Terra. In partenza nel prossimo autunno, avrà l’obiettivo di raccogliere quante più informazioni possibile sull’argomento e scoprire come utilizzarle. Non vi sarà alcun tipo di classificazione dei dati, in modo da eseguire le analisi alla completa luce del sole. Il programma, che sarà affidato alla guida di David Spergel, durerà nove mesi e avrà un costo superiore ai 100 mila dollari. «Conosciamo il 95 per cento dell’Universo», ha detto l’astrofisico al Guardian. «Pertanto ci sono ancora punti bianchi sulla mappa». Molti hanno preannunciato una caduta di stile della stessa Nasa, che in questo modo potrebbe perdere credibilità. «Non andiamo incontro a un rischio reputazionale», ha precisato Thomas Zurbuchen, capo della missione scientifica. «Crediamo solo che sia un campo povero di dati».

3 replies

  1. Oh, finalmente. Fare ricerche cosmologiche “alla luce del sole”… mi sembra giusto se non addirittura doveroso.

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  2. Ecco.Il segnale proviene da lì, quel puntino lì.

    Nebulosa del granchio, dai su: restituisci il cervello al signore.

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