“Sistema Napoli Servizi”: chi dissente viene picchiato dai sindacalisti filo aziendali

La gravissima aggressione di Francesco Intocci ‘colpevole di avere segnalato violazioni delle normative sulla sicurezza e l’igiene del lavoro

(Ciro Crescentini – ildesk.it) – Ancora bufera sul “Sistema Napoli Servizi” ovvero il meccanismo di gestione politica e di consociativismo sindacale della principale azienda partecipata del Comune di Napoli trasformatasi negli ultimi anni in una sorta di feudo elettorale, un “paradiso” per alcuni sindacalisti filo aziendalisti e dipendenti privilegiati, sponsorizzati da esponenti politici e consiglieri comunali, un inferno di vessazioni per i lavoratori, le lavoratrici che osano rivendicare il rispetto dei diritti collettivi.  Addirittura mercoledì scorso alla Galleria Principe, negli uffici di Napoli Servizi sarebbe stato aggredito un delegato dell’Usb, un sindacato indipendente, Francesco Intocci da un delegato sindacale della Cgil, Francesco Miano e da un “capetto” di una cosiddetta Unità Operativa Complessa

“Intocci, è stato vilmente aggredito e picchiato da un RSA Cgil per aver semplicemente chiesto un incontro alla responsabile Risorse Umane – sottolinea in una nota la federazione campana dellìUsb – Il nostro delegato voleva esprimere il dissenso di USB sul divieto di sostare nei locali non ancora ristrutturati per usufruire dei servizi igienici. Dissenso più che comprensibile, perché nel locale assegnato dalla società ai lavoratori, distante 4 chilometri, i servizi igienici sono assenti. Tanto è bastato perché i due responsabili, iscritti ad altri sindacati, gli contestassero la legittimità della sua presenza, invitandolo in malo modo ad allontanarsi. Francesco non si è dato per vinto ed è tornato a chiedere un incontro con la dirigente per risolvere la questione”. “Cosa risultata non gradita agli interlocutori, che evidentemente si ritengono signori e padroni del luogo di lavoro – continua la nota dell’Usb –  Uno dei due, un RSA Cgil, ha infatti aggredito prima verbalmente (“Ti vengo a prendere fino a casa, ti faccio metà e metà”) e poi fisicamente il nostro delegato, colpendolo con una testata in bocca e con un pugno”.  Francesco è stato costretto a raggiungere l’ospedale Vecchio Pellegrini per le cure del caso e, dopo le dimissioni dal pronto soccorso, si è recato a denunciare l’aggressione alla stazione carabinieri San Giuseppe”.

E non solo. “La vertenza che ci contrappone alla direzione aziendale di Napoli Servizi dura ormai da un anno e a più riprese ci siamo dovuti scontrare con l’ottusità di chi ritiene le relazioni sindacali una formalità inutile, riservata ai sindacati subalterni e remissivi – sottolinea ancora l’Usb – Inoltre sono affiorate vere e proprie strumentalizzazioni, nonché atteggiamenti ostili nei confronti di USB da parte della direzione aziendale. Non solo hanno volutamente ridimensionato la nostra linea sindacale, ma hanno anche sfrontatamente cercato di scegliersi gli interlocutori che meglio si adattassero alle loro esigenze”

Dunque, a quanto pare i responsabili delle “risorse umane” di Napoli Servizi avrebbero deciso di ignorare segnalazioni e denunce dei lavoratori e delle lavoratrici presenti sui posti lavoro, avallando e legittimando “sindacati e sindacalisti aziendali di comodo” che avrebbero il compito di spegnere sul nascere ogni forma di conflitto e dissenso. Sindacalisti aziendali che spesso vengono premiati con promozioni di sesto e settimo livello e l’affidamento senza criteri oggettivi di ruoli di “coordinatori”

Il  “Sistema Napoli Servizi” si regge sulla violazione dei diritti che producono effetti devastanti sui lavoratori e le lavoratrici dissidenti: trasferimenti immotivati, demansionamenti, vessazioni e mobbing nei confronti di lavoratori e di lavoratrici. Ingiustizie che hanno prodotto effetti devastanti per la salute e lo stato psico-fisico di decine di dipendenti. Andrebbe fatto un serio  approfondimento da parte della magistratura circa il ruolo dei sindacati e della politica dentro Napoli Servizi, le dinamiche interne, le promozioni, i trasferimenti, gli ordini di servizio, le cosiddette Unità operative complesse quelle inventate e quelle cancellate, i cambi profilo senza interpello, gli operai diventati con un colpo di “bacchetta magica” impiegati  di ‘alto livello’, le rappresentanze sindacali che non si eleggono più da anni, e anche alcune  “assunzioni” in aziende esternalizzate.

E non finisce qui. Tanti sono i ricorsi presentati al Tribunale del Lavoro dai lavoratori e dalle lavoratrici assistiti da avvocati indipendenti. Tante le condanne per Napoli Servizi.

Infine, ci permettiamo di formulare alcune domande per i vertici della Cgil campana e napoletana: da quando non vengono rinnovate le rappresentanze sindacali nelle aziende partecipate comunali e regionali? Perchè da anni operano sempre gli stessi sindacalisti aziendali? Quali iniziative intende assumere la Confederazione di Via Toledo in merito all’aggressione di Francesco Intocci?

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