Landini-Monti studia il colpo di grazia all’economia

(Maurizio Belpietro – laverita.info) – Come volevasi dimostrare. Dopo la scoperta che negli ultimi anni i salari sono diminuiti, ieri scrivevamo che dalle parti della sinistra girava l’idea di una patrimoniale o di un prelievo straordinario a carico di quanti non sono ancora alla canna del gas. In pratica si tratterebbe di alleggerire le tasche degli italiani per finanziare un aumento degli stipendi o, più precisamente, una diminuzione delle tasse a carico delle retribuzioni. Detto fatto. A incaricarsi di tenere a battesimo l’infausto progetto è il leader della Cgil, Maurizio Landini, il quale dalle pagine della Stampa ieri ha proposto di tassare le rendite finanziarie per aumentare le buste paga.

Già noto per altre balzane idee, il capoccia sindacale, invece di interrogarsi sulle ragioni per cui il Pil italiano non cresca e perché le aziende facciano fatica a restare a galla, propone di ridurre le tasse aumentandole. Un’ideona, che secondo Landini garantirebbe un gettito invariato per il Fisco, ma secondo noi non per i contribuenti colpiti dalla stangata e non per i cosiddetti beneficiari, i quali potrebbero scoprire di trarre vantaggi minimi.

Le ragioni per cui esprimiamo dubbi su quello che Landini chiama contributo di solidarietà, ma che in realtà è un prelievo forzoso, sono almeno tre. Primo: sulle rendite finanziarie hanno già agito altri governi e non sempre con esito positivo. Secondo: i ricavi potrebbero non essere sufficienti a consentire un vero aumento delle retribuzioni. Terzo: la tassazione delle rendite finanziarie potrebbe indurre le persone a dirottare i propri investimenti verso altri con un’imposizione più favorevole.

Ci spieghiamo meglio: se per esempio aumenti le tasse sul capital gain dei titoli azionari, può succedere che il risparmiatore sposti i propri soldi sui titoli statali che hanno una fiscalità più bassa. Mentre se l’obiettivo del compagno Landini è colpire la cedolare secca sugli immobili, la conseguenza più probabile potrebbe essere un crollo del mercato immobiliare, con gli effetti che si possono immaginare. E dunque l’operazione rischierebbe di non essere affatto a saldo zero come si crede. Per nessuno. Di certo, non per chi ha qualche risparmio accantonato, in quanto vedrebbe assottigliarsi i propri fondi. Ma quasi certamente neppure per i lavoratori che giustamente rivendicano salari adeguati, perché le somme ricavate potrebbero non essere sufficienti per riportare gli stipendi a livelli dignitosi. Perfino il Fisco, alla fine, potrebbe rimetterci, in quanto se si fermasse il mercato immobiliare perderemmo un pezzo di Pil.

L’operazione, del resto, fu sperimentata da Mario Monti, il professore a cui Angela Merkel e Nicolas Sarkozy chiesero di fare i compiti a casa. Da bravo scolaretto, l’ex rettore della Bocconi varò una patrimoniale sulla casa degli italiani, senza fare differenza fra prima e seconda. Risultato: crollo delle compravendite (e dunque anche delle imposte legate agli acquisti) e blocco delle nuove costruzioni (e perciò drastico calo del fatturato delle imprese edili). In più, lo stato di incertezza fiscale legato all’Imu ebbe l’effetto di deprimere complessivamente un’economia che non si era ancora completamente ripresa dalla crisi del 2008, con la conseguenza che dopo anni non ci siamo ancora completamente ristabiliti.

La ricetta di Landini rischia di fare altrettanti danni. Bisogna tuttavia riconoscere che il leader della Cgil non è il solo a coltivare certi propositi. Insieme con il segretario del principale sindacato c’è un’allegra brigata di compagni, che dichiarando direttamente di volere la patrimoniale o inseguendo altri artifizi come la riforma del catasto, in realtà mira soltanto ad aumentare le tasse. Peraltro, nel Pd alzerebbero volentieri non solo le imposte sui capital gain azionari, ma anche quelle sui titoli obbligazionari, che oggi sono meno della metà delle prime. Il Tesoro, per favorire l’acquisto di Bot, Cct e Btp, ha sempre avuto un occhio di riguardo per il debito pubblico, evitando di calcare la mano del Fisco. Ma se alzasse la tassazione, non solo renderebbe meno conveniente l’investimento, ma colpirebbe quel ceto medio che trova sicuro e conveniente dare i soldi allo Stato.

Insomma, invece di far ripartire l’economia per generare più profitti, Landini e compagni dopo due anni di pandemia e tre mesi di guerra vogliono far ripartire la macchina fiscale, con un contributo di solidarietà straordinario (ovvero una rapina mascherata da buoni propositi) e un’imposta del 50 per cento – o anche più – sugli extraprofitti. Detto in parole povere, una manovra suicida per l’economia e per il ceto medio. Anzi: una manovra omicida.

3 replies

  1. Se si volesse davvero inaugurare una prova di forza ” straordinaria” basterebbe impuntarsi duramente perché chi fa affari in Italia paghi le tasse in Italia e non in Irlanda o nei Paesi Bassi. Fine.
    Il resto è aria fritta.

    Piace a 1 persona

  2. Sig.Paolo la fai troppo facile, manca la volontà politica, in questa vita è assai complicato, forse nella prossima 😔

    "Mi piace"