Il prossimo libro di Renzi: “Il Killer”

Esiste una certa quota di italiani che odiano i magistrati e la magistratura. Molti per ragioni sordide: naturale che per i ladri un Paese senza guardie sia quanto mai desiderabile. A parte chi si ritiene, in buona fede, vittima […]

(DI ANTONIO PADELLARO – Il Fatto Quotidiano) – Esiste una certa quota di italiani che odiano i magistrati e la magistratura. Molti per ragioni sordide: naturale che per i ladri un Paese senza guardie sia quanto mai desiderabile. A parte chi si ritiene, in buona fede, vittima di un torto subito per una sentenza ingiusta (la cosiddetta malagiustizia) non sono pochi coloro che considerano l’ordine giudiziario una lobby potente che dispone della legge in maniera proprietaria, una casta ancora più detestabile di quella politica.

In questa fascia di antipatizzanti, prosperano i furbetti del quartierino, che usano gli argomenti di cui sopra per regolare i loro conti in sospeso con l’ordine giudiziario.

Non so quanto questa tipologia di lettori sia sufficiente a spiegare il successo in libreria de Il Mostro, ultima fatica letteraria di Matteo Renzi. Accostabile per l’argomento trattato (i pm brutti, sporchi e cattivi) ai libri-intervista a Luca Palamara di Alessandro Sallusti, anch’essi a lungo in testa alle classifiche. Lo schema renziano è semplice, ma originale: tra voi magistrati che indagate per svariati reati me e la mia famiglia, il più pulito c’ha la rogna. Uno molesta le colleghe, l’altro a Siena ha inquinato con la sua sola presenza l’ufficio del povero David Rossi, caduto o spinto dalla finestra, e così via sputtanando. Un po’ come se io m’introducessi nella casa del vicino per rubare e poi colto con le mani nel sacco dicessi che è tutta una montatura perché il derubato mette le corna alla moglie. Visto il metodo Renzi, è consigliabile che il gip di Genova (che ha archiviato le accuse del senatore contro i pm che osano accusarlo) stia bene in campana: nella prossima edizione del libro, potremmo apprendere che si mette le dita nel naso e dice le parolacce.

Giovedì sera, a Piazzapulita, Corrado Formigli provava a spiegargli che il mondo è pieno di imputati che si lamentano delle sentenze avverse, ma non per questo si mettono a scagliare volumi sulla testa dei giudici. Invano, perché poi lo “scrittore” si lanciava in terrificanti pipponi boriosi (povero Bin Salman). Come se fosse ancora un premier, e non il capo di un partitino superato in tromba nei sondaggi perfino dai parenti stretti di Paragone. Lui ne gongola perché, così sostiene, col 2 per cento ha mandato a casa Giuseppe Conte. Infatti il suo prossimo best-seller ha già un titolo: “Il Killer”.

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9 replies

  1. Non comprerò il libro del tronfio 2%. La cosa che mi impressiona è che, in un paese in cui non si legge, questo personaggio sia in cima alle classifiche di vendita di questo suo prodotto.
    Arrivati a questo punto, mi auguro toglieranno il reddito di cittadinanza e continui a impennarsi l’inflazione…..noi italioti ci meritiamo tutto il peggio, Renzi incluso.

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  2. Renzi rappresenta la pinguedine della politica cioè quella vena oziosa che riesce a trasformare l’acqua in vino e a tirare il sangue dai sassi e questo lo rende uno dei politici più spregiudicati e pericolosi sul panorama politico; il potere e il denaro accumulato che si condensa in quel risibile 2% ma si espande quasi ad esponente, in alcune aree, come quelle limitrofe a Firenze, fanno carburare il suo piedistallo volante che lo conduce ad altezze così vertiginose da non temere manco la nemesi di Icaro.
    La pinguedine politica è una virtù acquisita e consiste nella capacità rapace di spremere come limoni o Arancini, sia i territori che le organizzazioni sociali, dimezzando tutele, pilotando gli annessi anatomo /comunisti e deviando risorse verso il popolo degli squali, veri e sacri cani da guardia in grado di divorare pure la selezionata razza del doberman tedesco.
    Il gigante, da buono sta divenendo altro, ma non credo che raggiungerà mai, le vette letterarie e artistiche della città, forse in un ipotetico inferno rovesciato spacciato per paradiso a suon di ottoni.

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  3. Che nel 2000 un politico mezza cartuccia abbia fatto tabula rasa di ciò che poteva rendere umano il vivere e lavorare nei paraggi, è alquanto triste, Manca lavoro e non ci si approssima né alle idee, di tutto rispetto, né ai decreti, “” strozzapreti”” per dirlo in modo goliardico e cameratesco , che hanno portato la civiltà industriale alla sua massima potenza.. e allo stesso tempo avvilito quella scintilla che …
    E pensare che è cresciuto con i voti di OPERAI e CONTADINI oltre ai sindacalisti e annessi comunali che dal 45 erano di colore rosso, la rossa toscana, divenuta in un sequel di lustri, mezza nera.. con l’ultima sconfitta e la perdita del fortino aretino.
    STRANO. mutano i colori e mutano le politiche interne alle istituzioni, e se prima erano rosse e adesso nere fa lo stesso, perché ormai il Renzi ha il suo fortino personale dall’alto del quale, spernacchia tutti.

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  4. È un cazzaro, punto. Anche solo il parlarne è tempo buttato. Non per niente lo chiama(va)no il Bomba: non so altrove, ma a Firenze e dintorni, tipicamente un “bomba” è uno che spara cazzate pazzesche, talmente pazzesche che nessuno ci crede. Il Bomba-di-Rignano però ha una speciale dote: alle cazzate che diffonde… ci crede per primo (ove non anche ultimo). 🤣

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