Un senso

(Massimo Gramellini – corriere.it) – «Solo a una domanda, che lo investiva a ondate regolari con affanno, il principe Mishkin non sapeva rispondere: perché, Signore, i bambini muoiono?». (Dostoevskij, L’idiota).

Nella smania di dare un senso a qualcosa «che un senso non ce l’ha» (questo invece è Vasco Rossi), quando un bimbo muore di morte violenta la nostra mente si affanna alla ricerca del Cattivo.

Il maniaco assassino, lo scafista senza scrupoli, il gestore sciatto della funivia, il pirata della strada. Qualcuno a cui addossare la responsabilità dell’evento più inesplicabile e inaccettabile della condizione umana. Se proprio non si trova nessuno, si dà la colpa allo Stato, che sembra messo lì apposta.

Ma nella storia del piccolo Tommaso investito all’Aquila da una macchina parcheggiata mentre giocava nel cortile della scuola, il Cattivo semplicemente non c’è. Possiamo provare a prendercela con la signora che ha parcheggiato l’auto su una rampa senza magari sincerarsi che fosse scattato il freno a mano. Con il figlio rimasto a bordo che peraltro nega di averlo disattivato lui. Con la scarsa robustezza del cancelletto che l’auto ha divelto nella sua corsa o con l’ubicazione della scuola in una strada troppo stretta per consentire parcheggi comodi.

Possiamo prendercela con il mondo intero, ma in cuor nostro sappiamo che è stata una disgrazia. E di fronte alle disgrazie si rimane senza capri espiatori, quindi senza parole. Si può solo andarle a cercare in un libro sacro o in Dostoevskij.

13 replies

  1. … oppure pensare che, esattamente come per gli altri animali e tutto ciò che accade nell’ Universo, esistono le leggi della fisica associate al caso. Nessuno di chiede come mai una formica rimanga schiacciata sotto la nostra scarpa: semplicemente, se ci pensassimo, constateremmo che casualmente un oggetto pesante si è trovato sul cammino di un esserino molto fragile. Stessa cosa per l’ auto.
    Senza scomodare Testi Sacri e tanto meno Dostoevskij… ( Ma vuoi mettere la “spiritualità” del buon Gramellini? Tutto scritto nella Volontà di Dio… Il Cattivo per eccellenza, a questo punto…)

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  2. Caro Gramellini, è inutile cercare un senso a questa vita perché questa vita un senso non ce la… O meglio , il senso che c’è nella morte di un bambino è lo stesso che c’è nella morte di qualsiasi cucciolo.L’errore sta nel fatto che noi si pensa che l’uomo occupi un posto privilegiato rispetto arresto delle specie di generi.David Hume ha dimostrato addirittura che non esiste nemmeno il principio di causalità che sarebbe solo una nostra invenzione.

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  3. Gramellino Massimo idiota, Dostoevskij e russo non puoi citarlo altrimenti diventi putiniano. Visto che ci doni della tua infinita saggezza sulla fatalità della morte, a noi viene da chiederci ma sarà stato un fato che sei un giornalista oppure perché sai usare la lingua per leccare il €ulo.
    “Se proprio non si trova nessuno, si dà la colpa allo Stato, che sembra messo lì apposta.”

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    • Ma cosa ti mangi la mattina? Premesso che di Gramellini non me ne può fottere di meno, ma chiunque faccia una riflessione sul senso della vita merita che gli venga vomitato addosso tutto il veleno che ti mangi la mattina?

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  4. “cancelletto”

    In realtà, dalle immagini disponibili, risulta essere un semplice recinto a rete metallica, di quelli che si usano per recintare animali di piccola taglia.
    Con un muro o una cancellata solida si sarebbe evitato il peggio.

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    • Infatti. Col senno di poi. Magari per la cancellata solida “non c’erano i soldi” come succede sempre nelle scuole di ogni ordine e grado.
      Una amica insegnante elementare mi raccontava che ogni anno ( mi pare, se ricordo bene) le insegnanti devono segnalare per iscritto le criticità ( possibili pericoli) presenti nelle aule e nella scuola ( termosifoni sporgenti, ringhiere basse, per non parlare delle aule affollatissime in cui ad ogni passo si rischia di inciampare nelle sedie e sbattere negli spigoli dei banchi di formica, questo le era capitato più di una volta,, ecc…). Ovviamente, mi diceva, è un lavoro fine a se stesso, perché per ovviare alle segnalazioni ( moltissime nelle costruzioni vecchie) non ci sono mai i soldi. Ogni anno è così.
      Se c’è qualche insegnante nel blog lo potrà confermare.

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    • Anche a te, con piu’ seguito e forse un insegnante di sostegno, si sarebbe potuta evitare l’umiliazione di quello che scrivi.

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  5. Vedi questi semplicisti come ti diventano all’improvviso complessisti.

    Da un teorico del ‘c’è un aggressore e un aggredito’, e punto, uno si aspetterebbe ‘c’è un’investitrice e un investito’, e punto.

    E invece…

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  6. E anche oggi Fra’ Cacchio da Corsera trova la maniera di infilarsi di una tragedia per mostrarci la giusta strada dell’impunità dei potenti. Se vi sembra normale quella cancellata, se vi sembra normale quel cortile, se vi sembra normale la progettazione di quella stradina di accesso, allora, come dicono in Veneto, possiamo assolvere tutti con “fatajità”.
    Queste non sono disgrazie, questa è cattiva progettazione, pianificazione e gestione. Questo vuol dire che dall’architetto, all’ufficio tecnico comunale, al provveditorato, tutti sono responsabili.

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  7. Tutti responsabili, nessun responsabile. Alla fine, dopo un bel po’ di trasmissioni TV con tanto di “opinioniste” ed ” inviati sul posto”, l’unica a pagare sarà la proprietaria dell’auto, auto evidentemente vecchia perché aveva ancora il freno “aano’.
    Per il resto…le colpe si perderanno nei meandri della burocrazia e dei tribunali.
    Perché?”Non c’erano i soldi”.
    Ormai la scusa per tutto: se non ci sono, non ci sono…Come al solito “inevitabile”.

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  8. Vedo ora che l’auto era una VW abbastanza nuova. C’è il freno a mano automatico
    A meno che non lo si tolga.

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