Michele Santoro dice qualcosa di sinistra: invoca un nuovo partito

(Tommaso Rodano – il Fatto quotidiano) – Michele Santoro raddoppia. Dopo il successo della sua “Pace proibita” – la serata-evento al Teatro Ghione ignorata dai media tradizionali ma capace di raggiungere “più di un milione di persone” – il giornalista parla quasi da leader politico del movimento pacifista.

Nella sede nazionale della stampa, a fianco di Sabina Guzzanti e del direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, Santoro lancia il suo appello ai partiti in Parlamento: “C’è un’opinione pubblica bloccata, non rappresentata. Chiediamo un riequilibrio delle rappresentanze di tutte le posizioni nel servizio pubblico”. Per Tarquinio c’è “un conformismo bellico mai visto con questa intensità nella stampa italiana”, con “liste di proscrizione per chi non si adegua alla narrativa dominante”. Guzzanti denuncia il “linguaggio di guerra” a cui il giornalismo si è abituato dall’inizio della pandemia.

Santoro cita i servizi del Tg1: “Dieci minuti per festeggiare la vittoria dell’Ucraina all’Eurovision, celebrandone lo spirito guerriero. Non una parola di pace. C’è una violazione dello spirito della carta dei servizi Rai”. Secondo i sondaggi – aggiunge – “il 50% degli italiani sono contrari all’invio di armi, eppure per i telegiornali del servizio pubblico non esistono e i giornalisti Rai con un’opinione critica non possono esprimersi. Si faccia un sondaggio per verificare se gli italiani sono soddisfatti della qualità dell’informazione pubblica e poi si proceda a riequilibrare il mondo in cui la Rai racconta la guerra”.

Santoro si è poi rivolto ai partiti con parole di sfida: “Non è mia intenzione fondare un partito, ma c’è un popolo che chiede di essere rappresentato, che vuole risposte. Se non gliele danno Pd e 5Stelle, dovrà dargliele qualcun altro…”.

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3 replies

  1. Non voglio fondare un partito, però…
    Però, però…
    Il problema è che anche lui è ormai “fuori dal mito e fuori età”.

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  2. Stupisce comunque l’assenza totale di Marco Travaglio, di fatto sostituito da Marco Tarquinio. Un MT tira l’altro.

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