Io sono l’Eni e voi non siete un c…

(Gaetano Pedullà lanotiziagiornale.it) – Ai tempi della Prima Repubblica, quando la politica che molti oggi rimpiangono faceva da tappetino (pieno di soldi) alla grande industria privata, l’avvocato Agnelli mise in chiaro le cose, sostenendo che quello che andava bene alla Fiat andava bene al Paese, e non viceversa. C’era un padrone, insomma, e lo Stato si doveva adeguare.

È passata un’era geologica e ai privati – scappati all’estero – si sono sostituiti alcuni colossi pubblici, ormai talmente autoreferenziali da infischiarsene di tutto, senza eccezione per le sanzioni alla Russia che il Governo dovrebbe far rispettare.

Dunque, le medie imprese possono pure fallire ma hanno il divieto assoluto di muovere un copeco, mentre l’Eni apre conti correnti in rubli, facendo prima a pagare il gas a Mosca direttamente in bombe e carri armati, perché piegarsi al cambio della valuta fissato dai contratti, come pretende Putin, significa allontanare lo spettro del default russo e allungare la guerra.

Il gas ci serve e se non lo paghiamo come vuole il Cremlino ci chiudono i rubinetti, è la facile replica, ma allora che le abbiamo decise a fare le sanzioni, al cui costo dobbiamo aggiungerci la perdita della faccia.

Semmai all’Eni ne sia rimasta una, dopo la promessa di una svolta Green poi rimangiata facendosi autorizzare a bucare l’Adriatico per i prossimi dieci anni, per estrarre idrocarburi ad alto costo e bassa qualità, quando il futuro è nelle rinnovabili, e qui – al di là della propaganda aziendale – il gruppo guidato dall’Ad Descalzi (nella foto) ha fatto passi da nano rispetto ad Enel e, in proporzione, persino alle utility comunali dell’energia.

7 replies

  1. Altrove i colossi con soldi pubblici li chiamano oligarchi. Putin ci ha messo una pezza come ha potuto: potete fare soldi ma non occupatevi di politica.
    In tanti non l’ hanno dimenticato: soldi + politica…il massimo. Berlusca ne sa qualcosa.

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  2. L’ENi da Mattei in poi, si è sempre comportato come uno stato indipendente.
    Lo dovrebbe smettere proprio ora, che i politici ci vanno col cappello in mano e lacrime agli occhi?
    L’Eni produce LNG, ma non lo vende all’Italia, ma in mercati più redditizi,
    L’Eni si è sempre opposta ai rigassificatori in Italia, temeva di perdere il quasi monopolio dell’importazione di gas via tubo.

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  3. Infatti, le sanzioni sono una presa in giro, servono solo ad arricchire pescecani e speculatori e impoverire la gente comune. Toglierle subito!

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  4. Gentile,@alfredo, lo dice lei stesso: le sanzioni arricchiscono solo pescecani e speculatori: e lei pensa che per questo le toglieranno?

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  5. https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/01/25/ucraina-scoppia-il-caso-italia-i-top-manager-italiani-in-video-colloquio-con-putin-mentre-ue-e-usa-studiano-sanzioni-alla-russia/6468468/

    Gli accordi li hanno fatti prima del 24 febbraio…. L’Italia, da sempre, tiene il piede in due scarpe.
    Tempo addietro qualcuno ha postato un link di un profilo Twitter russo, c’era un video splendido a proposito della rinuncia al gas: tutti i Paesi Ue stavano su un muraglione e stabilivano di buttarsi di sotto, si partiva con la conta e allo scadere tutti si buttavano….tutti tranne due, ossia Italia e Germania.
    Ho perso il link!!!! Peccato.

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