Viale Mazzini diventa Casa Vianello

(Giorgio Gandola – La Verità) – Casa Vianello. Manca Sandra Mondaini, per il resto avviene tutto in famiglia. Nella Rai che non finisce di stupire, sulla scrivania dell’ad Carlo Fuortes è planata come un foulard una nuova grana: il direttore di Radio Rai e del Giornale radio, Andrea Vianello è nella bufera per una scelta come minimo inopportuna. Avrebbe assegnato Francesca Romana Ceci a una nuova redazione, quella del Coordinamento programmi giornalistici del Gr.

Il problema è che la Ceci è sua moglie.

La signora avrebbe ottenuto l’incarico con ordine di servizio del 4 maggio (come ha anticipato il quotidiano online L’opinione delle Libertà) suscitando la sorpresa della redazione e l’attenzione della commissione di Vigilanza.

L’esponente di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone, ha reso pubblica la vicenda con un’interrogazione e un comunicato nei quali domanda ai vertici dell’azienda pubblica «se esista una policy che regola i rapporti di lavoro fra coniugi/conviventi in situazione di dipendenza gerarchica e se l’Audit interno Rai per l’anticorruzione e la trasparenza, atto a monitorare i potenziali conflitti d’interesse, sia stato preventivamente consultato prima di procedere alla nomina di Vianello a direttore di testata in cui è inquadrata la moglie».

La polemica arriva dopo l’insurrezione piuttosto anacronistica (così fan tutti) scatenata dal Pd e da Italia Viva per la partecipazione del direttore del Tg2, Gennaro Sangiuliano, alla convention milanese di Fratelli d’Italia, protagonista Giorgia Meloni.

Mollicone aggiunge: «Presenterò un quesito in Vigilanza per appurare se l’azienda abbia gestito correttamente questa delicata commistione di rapporti famigliari e professionali». La Ceci è inviata e conduttrice di programmi nella redazione diretta dal marito, quindi potrebbe esistere (ma solo i vertici sono in grado di appurarlo) un problema di incompatibilità con il nuovo ruolo.

Nella Rai piddo-grillina, Vianello ha ottenuto due promozioni in meno di un anno.

Prima è diventato direttore di Rainews24, poi numero uno dell’informazione di RadioRai. Brillante, volitivo e molto presente sui social (dove mescola la fede milanista all’afflato progressista), il nipote di Raimondo Vianello e di Edoardo Vianello è una risorsa affidabile per il Nazareno.

Cresciuto nella comfort zone della sinistra catodica (fu direttore di Rai 3, vicedirettore di Rai 1, poi firma parcheggiata alle dipendenze di Rai 3, molto ben visto dal sindacato Usigrai), all’inizio della guerra è stato protagonista di un’iniziativa tutt’ altro che conservativa: per alcuni giorni ha trasferito la redazione in Ucraina e ha raccontato il dramma dei profughi in diretta da Leopoli, commuovendo la direttrice del Tg1 Monica Maggioni.

Ora Fuortes, già incalzato dalle bizzarre richieste di Palazzo Chigi (il decalogo del bravo intervistatore continua a essere congelato), dovrà sbrogliare questa singolare questione di famiglia. Una tegola arrivata ad avvelenare un ambiente già destabilizzato dalle liti dei partiti e dalle richieste piddine di far convergere i talk show sulla «narrazione unica della guerra». Un diktat che sta creando non pochi problemi a Bianca Berlinguer, additata come «fuori linea», a tal punto che il suo Cartabianca è a rischio per la prossima stagione. Nel frattempo, la guerra interna segna un punto a favore di Bruno Vespa proprio nei confronti di lady Maggioni: ieri sera Volodimyr Zelensky era ospite di Porta a Porta. Della serie, il ruggito del vecchio leone.

2 replies

  1. Razza padrona che non ha nessun problema a superare qualsiasi barriera di decenza ed etica. In qualsiasi paese occidentale, lo butterebbero fuori a calci in culo. Qui, qualcuno si indigna?

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