Dilettanti ai comandi

(Massimo Gramellini – corriere.it) – Se il pilota dell’aereo su cui vi siete improvvidamente imbarcati avesse la pessima idea di svenire ad alta quota e voi foste l’unico passeggero a bordo e non sapeste distinguere una cloche da una fetta di melone, che cosa fareste?

È la scomoda situazione in cui è venuto a trovarsi un tizio in viaggio di dispiacere tra le Bahamas e la Florida. Insisto: che cosa avreste combinato, al posto suo? Pregare tanto, anche se atei, sembra l’ipotesi più realistica. Perché buttarsi col paracadute, condannando il pilota svenuto a morte certa, sarebbe una bassezza da cattivo dei film di James Bond, e comunque è assai probabile che, così come non sapete guidare un aereo, non sappiate nemmeno usare il paracadute.

Il passeggero in questione ha invece scelto una soluzione semplicissima, per quanto miracolosa, considerate le circostanze: ha mantenuto la calma, senza compiangersi né inveire contro il destino. E ha provato a fare qualcosa che non sapeva fare. Pilotare lui l’aereo.

Fin qui non rilevo particolari differenze con certi ministri sovranisti che si sono ritrovati nella sala dei bottoni senza avere esperienza neanche delle asole, e neppure con certi leader mondiali incautamente seduti sopra un’atomica. Ma una differenza esiste ed è l’umiltà.

Il passeggero ha pensato: uno non vale uno, meno che mai a ottomila metri. E ha chiamato la torre di controllo, seguendo le istruzioni o interpretandole come meglio poteva. Così è atterrato sano e salvo. Speriamo anche noi.

19 replies

  1. In parlamento abbiamo vecchie volpi, politici di professione, eppure i risultati di questi raffinati condottieri sono davanti ai nostri occhi.
    Gli uno vale uno sono durati come un gatto in tangenziale e, a parte Giggino che fa’ l’americano, sono ormai assai irrilevanti.
    E poi, voi élite ci avete commissariato ponendo sul trono Draghi, banchiere ammanicato, incensato e leccato come mai nessun altro Premier dai tempi del Dux……eppure i risultati sono, e stati, nefasti e fallimentari. Siamo talmente nella merda che a noi, a differenza della torre di controllo del privilegiato viaggiatore sul jet privato che Gargamella racconta, non ci salverà nessuna torre di controllo, infatti anche la stampa, che questo ruolo dovrebbe ricoprire, è morta.
    Gargamella, tra l’altro, ci stai dicendo che Draghi è svenuto? Che è mentalmente collassato e non è in grado di pilotare la nazione verso un comodo atterraggio?
    Occhio che rischi una querela! Oppure rischi che ti tolgano il posto fisso, ormai dovresti aver capito che a Dragula non piace chi lo critica, vedi Orsini.
    E poi caro Gargamella tu non vai manco uno, vali mezzo: sei un ominicchio o un un quaquaraquá.

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  2. Ci sono milioni di torri di controllo in Italia e spesso trasmettono messaggi del tipo: vattene via da questo paese figlio mio, cerca un posto che ti assegni il giusto valore, il nostro è un paese oramai fallito.

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  3. Non so perché ma ogni volta che leggo Gramellini mi viene in mente il cornetto Algida, quello col cuore di panna nei momenti teneri.

    Oppure mi viene voglia di urlare.

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  4. Eccallà! Come rovinare una interessante quanto bella notizia con commenti da persona con deficit cognitivo mentalmente incapace. L’avevo letta per puro caso l’altra sera da un sito americano leggendo anche parte del log (trascrizione) dell’audio intercorso tra il pilota e i vari ATC, che sarebbero i controllori delle varie torri a terra, ascoltando anche parte degli audio. La notizia ha davvero dell’incredibile (e, come anche si dice originariamente, pare davvero un miracolo), ma l’ho beccata per puro caso, essendo io anche appassionato di volo simulato. Il Gramella coglione di turno la deve usare, rovinandola, per dire le sue misere idiozie. Che poi son di solito tranquillo, ma quel che mi manda fuor di sentimento è l’idea che questo scribacchino prezzolato… venga pagato con soldi pubblici. È lì che il mio cervello va in corto circuito, mannaggia!

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    • non sono casi così straordinari come sembrerebbero.

      Durante una missione in Australia, un bombardiere giapponese venne colpito con entrambi i piloti morti o feriti.

      Il posto di pilotaggio lo prese uno dei mitraglieri e riportò l’aereo alla base con un volo che probabilmente durò circa 1.000 km a velocità minima.

      Saburo Sakai, cieco da un occhio e con mezzo corpo paralizzato, riuscì a ritornare da Rabaul con il suo Zero dopo un volo sul mare di circa 1.000 km.

      Sono cose che capitano.

      Il problema è quando ai comandi trovi gente come il baldo pilota della Germanwings, altro che Ted Striker.

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      • Eh, ni! Immaginati uno che non sa NULLA non solo di “volo”, né certamente di fluidodinamica, ma proprio nulla di nulla di cosa sia un aereomobile, salvo che ci si salga sopra e ci si vada da qualche parte, orientativamente lontano (cioè, “più lontano di quel che potresti fare in auto o in treno”). Immaginati di dover prendere i comandi di un aeromobile, per piccolo che sia – si parla di un “aereo da turismo”, un Cessna, quindi un General Aviation a singolo motore a pistoni, presumo. Non è che dai gas e voli, come penso che tu sappia. C’è la storia pazzesca del muoversi in tre dimensioni e di solito a velocità considerevoli (anche 80/100 nodi, ll’è un bel viaggiare!), c’è da sapere quel minimo che sali e scendi con la manetta e acceleri e deceleri col volantino (o stick), che è l’opposto di quel che tutti pensano. C’è la questione della velocità di salita/discesa, dell’apparato idraulico, di quello elettrico, c’è da considerare un miliardo di fattori, tra cui quello climatico (ok, erano in Florida, ma beccala nel momento sbagliato e da quelle parti il cattivo tempo può fartela fare addosso; da dire che col “bad weather” non ci sarebbe stato il volo in prima analisi probabilmente, ma tant’è, il fattore climatico È da mettere in conto)! Ma poi c’è la faccenda della radio, del sapere dov’è, come accenderla, come sintonizzarla, insomma, c’è un mondo da sapere! Non ti puoi improvvisare pilota neanche se qualcosuccia sai, figurati uno che non sa una mazza di niente!
        A me farebbe paura salire su di uno di questi SUV moderni fantascientifici (ho una Smart 451 del 2014 che mi fa godere, ma mi fermo lì!) e premere un pulsante qualsiasi da fermo nonostante abbia la patente B da più di trent’anni, figuriamoci su di un GA in volo per farlo atterrare col pilota “incoherent”: puoi aver fatto tutte le ore di volo simulato che ti pare, ma se non sei fatto su misura per ‘ste robe, vai nel panico in sei nanosecondi garantito al limone verde!! Uno come me, che pure qualcosina se la ricorda ancora dopo gli anni a pilotare “per finta sul computer”, in quel frangente sarebbe andato nel panico totale, per come sono iper-ansioso io. Ecco, pensa tu uno che non sa nulla! Dai, è praticamente un miracolo! Poteva andare malissimo, è andata bene, ma ci son state persone giuste al posto giusto nel momento giusto. Uno solo dei tantissimi particolari fuori posto, e probabilmente qualcuno s’era fatto molto male, se era ancora vivo… Poi, d’accordo, è fattore C (!!), e una casistica variegata a mille, ma insomma, a me non pare che nella storia dell’aviazione civile (o militare, vabbè), ste cose siano poi così frequenti. Anche tu mi riportassi cento casi analogamente “finiti bene” da quando l’uomo vola, son comunque un numero minuscolo, un’inezia, direi.

        Non me ne volere, scrivo tutto questo non per fare il maestrino: odio chi fa il paternalistico e chi fa il saccante, non ti dico chi fa entrambi, e lungi da me! Scrivo tutto questo solo perché davvero CREDO che sia stato oggettivamente l’equivalente (non son religioso, non son credente) di un “miracolo”.

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      • Dici che è tanto difficile controllare un apparecchio del genere? Mmmh, non lo so mica. Io so che un bombardiere Betty era molto più difficile da portare di un Cessna, specie se crivellato di colpi e i vetri in frantumi.

        Ma poi, chi ti dice che il passeggero non sapesse niente di come si manda un aereo? Anche solo vedendo il pilota, perché c’era solo lui a bordo ed è facile che fosse anche lui nell’abitacolo, non mi pare così misterioso come metodo.

        E poi, non ti hanno mai detto che gli aerei più che con le mani, si pilotano col sedere?

        Un Cessna a 200 km/h non è tanto peggio di un’auto in autostrada, la stabilità è ottima, l’unica cosa che devi evitare di fare è manovre brusche, che potrebbero portarlo facilmente giù in picchiata oppure in stallo. Ma non è così difficile nondimeno.

        Sembra tanto strano?

        Beh, a Baghdad un Airbus venne riportato a terra dai piloti dopo avere perso tutta l’idraulica, con un’ala in fiamme e i comandi dei due motori come unico sistema di pilotaggio rimasto, con cui riuscirono dopo pochi minuti, improvvisando una cosa mai insegnata prima, come girare l’aereo e farlo abbassare sulla pista.

        Quello sì, che fu un miracolo.

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