
(dagospia.com) – La storia della candidatura di Maurizio Martina al vertice della Fao e molto diversa da come e stata raccontata da Fratelli d’Italia e dai trombettieri di Palazzo Chigi. Trattasi infatti di uno “scherzetto” ben congegnato da parte del ministro dell’agricoltura, Francesco Lollobrigida.
Da tempo, la Spagna ha puntato la poltrona all’organizzazione dell’Onu, che ha sede a Roma: Pedro Sanchez ha proposto un suo fedelissimo, Luis Planas, sostenuto dai socialisti Ue, di cui fa parte anche il Pd.
La “fiamma magica” ha intravisto un’opportunita: sapendo che il futuro direttore generale della Fao difficilmente sara italiano, ha proposto il nome di Maurizio Martina, ex segretario del Pd, per mettere in imbarazzo Elly Schlein. Un attimo dopo, e partita la batteria di dichiarazioni: “Se la Spagna fa l’asso pigliatutto, spetta a Schlein dimostrarsi non subalterna ai socialisti spagnoli”, ha subito colpito Carlo Fidanza.
E Nicola Procaccini, uomo di Giorgia Meloni a Bruxelles, e andato oltre: “Il Pd e disposto a danneggiare e affossare l’immagine dell’Italia anche nelle sedi internazionali, pur di ingraziarsi il paladino delle sinistre continentali. Un atteggiamento politico indegno. La sinistra agisce contro il governo italiano, senza preoccuparsi di colpire l’Italia intera”.
Un’intuizione politica che ha funzionato: il messaggio e passato come voleva lo “spin” meloniano, tanto che all’interno del Pd l’ala riformista, che non vede l’ora di trovare nuove ragioni per punzecchiare Elly, ne hanno approfittato per rinfocolare la polemica interna contro l’ex segretaria.
Scriveva ieri il “Corriere della Sera”: “Se Maurizio Martina si ritrova un ostacolo interno, europeo, alla sua corsa per diventare direttore generale della Fao, la colpa e ‘almeno anche’ di Elly Schlein. Nel Pd l’ala riformista piu ostile alla leader, ha un’altra ragione per essere scontenta della segretaria.
‘Martina doveva avere la strada spianata in Europa — la tesi condivisa nelle conversazioni private — visto che per lui, giudicato autorevole, erano schierati anche i Popolari. Ma se il socialista Sanchez, del quale Schlein parla come del suo principale alleato, gli candida un suo ministro contro…’ […] Significa — continuano le stesse fonti — che l’amico di Schlein, Sanchez, che ha gia sfilato all’Italia il ruolo di capodelegazione in Parlamento, non e poi cosi amico. Oppure che Schlein non ha peso'”.