La questione morale

(Massimo Gramellini – corriere.it) – Non è la prima volta che l’Italia delle piazze e degli studi televisivi è animata da chi contesta l’Occidente a guida anglosassone. Però è la prima volta che la contestazione avviene non in nome di ideali e ideologie, ma di calcoli di bottega. Appena in certi consessi qualcuno osa parlare di libertà e democrazia, e lascia intendere che sia stato l’accostamento di quelle due paroline all’Ucraina a innervosire Putin più dei missili Nato, viene guardato come se fosse uno sprovveduto o un venduto, e zittito con un’obiezione ribadita fino allo sfinimento: «In questa guerra noi non abbiamo gli stessi interessi degli americani». Il che, in parte, è pure vero.

Ma forse abbiamo gli stessi valori. E un tempo ai valori si replicava sventolando altri valori. Specie da parte degli esponenti di quella sinistra che, negli anni Ottanta del secolo scorso, alla concezione della politica come «sangue e merda» del socialista Formica contrapponeva la «questione morale» di Berlinguer.

Venivano tacciati di idealismo e ne andavano fieri. Ma sono talvolta gli stessi che oggi parlano soltanto di gas e, nel pretendere che l’Ucraina rinunci a un pezzo di sé in cambio di una pace inevitabilmente vessatoria, mostrano di dare più importanza alla geografia che alla libertà. Come se, dopo avere fatto il pieno di emozioni in gioventù, ne avessero il terrore. Tanto da diffidare di ogni immagine e notizia che possa indurli a prendere in mano il cuore e non solo la calcolatrice e la cartina del Donbass.

31 replies

    • Quali valori?? Quello di strozzare i neri con il ginocchio???o quello di allontanare i bambini dalle madri sud americane quando arrivano in Usa???quello di distruggere una intera nazione come l’Iraq??

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      • Terribile, anche senza ricordare tutte le merdate che tu giustamente hai soltanto cominciato ad elencare (perché l’elenco è pressoché infinito) basterebbe solo sapere che negli USA ci sono 270 mln di armi(quelle dichiarate dico io) pari al 42% di quelle esistenti nel mondo, cioè 89 armi ogni 100 abitanti, nonostante gli USA rappresentino il 4,4% della popolazione mondiale. Gente che pertanto non ha fiducia nemmeno del vicino di casa, il popolo sicuramente più xenofobo del pianeta Terra.

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  1. Mena-Gramollini non sa più come invocare la guerra e convincere i pluri-in(o)culati, già asserviti alle logiche del “sciur padrun da li beli braghi bianchi” che non caccia li palanchi ma ci fa indebitare sine die, a chiedere a gran voce l’invio di giovani militari italici sul fronte ucraino e nella successiva campagna di Russia….ecco, possibilmente verso ottobre-novembre.
    La terra russa chiama il tributo di sangue delle generazioni presenti e future….così si eviteranno rivolte o rivoluzioni nel suolo patrio, dei tanti che vivono già con le pezze al culo e le rate in protesto.
    Varsace n’artro litro:

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  2. Il libro di maggior successo di Gramellini si intitola “Fai bei sogni”.Come quelli che l’autore riesce a realizzare con i suoi corsivi.
    Con i quali riesce perfino a raddoppiare i suoi sogni e… a fare quindi i suoi bi-sogni.

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  3. Gramellini, lasci perdere la sinistra con le sue contraddizioni. Spieghi quali sono i suoi valori. Liberta’ e democrazia all’americana?
    Cioe’, piu’ o meno, li rispettiamo a casa nostra, ma fuori dai nostri confini facciamo cio’ che vogliamo?
    Ma ci fate o ci siete?

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  4. È proprio cosi, Putin ha dichiarato guerra alla democrazia, la favoletta di difendere i “suoi” russofoni, che poi tra l’altro ha allegramente bombardato (allegramente, perché lui continua a definirla operazione speciale) è solo una fandonia per i beoti NE NE NE che se la bevono

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    • Tu hai dichiarato guerra invece all’intelligenza, all’umanità e alla bontà. Ma perché non parti una volta buona per tutte sul fronte a difendere la libertà e la democrazia, visto che dici di avere (in maniera spaventosamente ipocrita) questi ideali. Altrimenti è veramente vigliacco dire “armiamoci e partite”.

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  5. Se la “questione morale” di Enrico Berlinguer fosse ancora nei pensieri di politici e giornalisti che un tempo militavano nel PCI o scrivevano sull’Unità, oggi, noi italiani, saremmo gli alfieri di una richiesta seria di pace nella disputa territoriale postsovietica tra russi e e ucraini.

    Invece siamo qui ad ascoltare giorno e notte masse di instupiditi convertiti a lacché della Nato a far da trombettieri ad un comico fantoccio con nazisti al seguito che chiede armi, armi, armi, non disdegnando di arrivare alla 3a guerra mondiale per assecondare i disegni egemonici dei guerrafondai angloamericani sul mondo.

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  6. il babbeo crede di essere figo in posa da macho?
    paolabl e santoloquasto siete proprio nati servi, cresciuti servi e morirete servi, per la gioia del peluche in posa.
    Neanche vi sfiora l’idea che sta menata della “guida dell’occidente anglosassone” è solo una metafora ad uso e consumo dei creduloni per definire servi e padroni.
    Io non ho bisogno di guide e men che meno di un padrone

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  7. «In questa guerra noi non abbiamo gli stessi interessi degli americani. Ma forse abbiamo gli stessi valori».
    ———–
    Quali sono questi valori?
    – Sterminio delle popolazioni native che popolavano il territorio USA;
    – Due bombe atomiche lanciate senza alcun motivo: la guerra volgeva al termine;
    – Guerre USA – Gli Stati Uniti dal 1776, data in cui fu dichiarata l’indipendenza, sono stati in guerra 222 anni su 246. Fra i conflitti più significativi citiamo: prima guerra mondiale (1914-1918); seconda guerra mondiale (1939_1945); guerra di Corea (1950-1953); guerra nel Vietnam (1953-1975); (invasione di Cuba (1961); questione dei missili a Cuba (1962); bombe sull’ex Iugoslavia con nostra partecipazione (1999); prima guerra del Golfo (1990-1991); Operation Restore hope in Somalia (1992-1994); guerra irachena con nostra partecipazione (2003-2011); bombe sulla Libia, con nostra partecipazione (2011); guerra afghana con nostra partecipazione (2011-2021).
    Tra l’altro, come molti documenti dimostrano hanno anche favorito il terrorismo, fomentato disordini, comminato sanzioni ovunque.

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    • Hai dimenticato di aggiungere all’elenco dei “valori” che disprezzi uno, “marginale & trascurabile” che ti riassumo sinteticamente: “Se avessi pubblicato un analogo elenco in Russia, entro pochi minuti ti avrebbero arrestato e deportato in Siberia…”.

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      • Ok Alessandro… mi sono sbagliato, in Russia non esiste alcuna dittatura e tutte le nazioni che hanno lasciata il Blocco Sovietico, appena ne hanno avuto l’occasione, hanno commesso un terribile errore! Per fortuna il nuovo Zar ha iniziato a ricondurli sulla “retta via”… esclusivamente nel “loro” interesse!

        p.s. in passato ho avuto occasione di parlare con un professore russo il quale mi ha spiegato che, tra i motivi che impediscono a Putin di abbandonare la sua posizione, vi sarebbe anche la difficoltà che avrebbe nel giustificare la provenienza delle ingentissime risorse finanziarie di cui dispone. Diciamo che si è venuta a creare una certa sovrapposizione tra il “pubblico” e il suo “privato”.

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      • Quante cavolate in poche righe,
        In Russia come in America esiste una classe politica radicata,
        In America i politici sono espressione dei petrolieri, banche e armi,
        In Russia eredi del PCUS, Putin è un presidente paragonabile a Netanyahu, che ha governato x 25 anni nella democraticissimo Israele, e di cui, ad eccezione per i suoi scandali, nessuno ha avuto niente da ridire,
        L’odio verso Putin è dovuto al fatto che in meno di 30 anni è riuscito a bloccare le rapine ad opera di oligarchi, riduzione della corruzione, e soprattutto è riuscito ad evitare che la Russia cadesse sotto gli artigli dello zio Sam, e che sia riuscito a riportare la Russia allo stato che gli compete, lo avessimo in Italia un presidente come lui invece dello scendiletto draghi.
        Io ricordo bene quando i soldati russi sotto eltsin rientravano in Russia su carri bestiame, e che Odessa e Sebastopoli erano dei discaunt di armi aperti a tutti, altro che chiacchiere

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      • Perché rispondere sempre con un’altra domanda e/o osservazione? Abbiamo capito e sappiamo tutti che Putin è un cazzo di criminale che fa fuori i suoi avversari col polonio, e allora? Ciò giustifica le nefandezze degli USA che abbiamo elencato(in cui peraltro la Russia non c’entra un’emerita mazza)?
        Dobbiamo sempre scegliere tra chi è una merda meno maleodorante per tutta la vita? Siamo proprio sicuri che una terza via non esista?

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  8. Certo, certo… la fialetta di Powel era un elisir di moralità, ad esempio.
    Cattivone qull’Assange, che te te l’ha svuotata…
    Io, personalmente, per la morale che mi ritrovo, sbiancherei e non mi farei più vedere. Ma forse è questo il punto: “dovremmo aspirare alla morale plastica, quella alla Barbie e Big Jim

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  9. “«In questa guerra noi non abbiamo gli stessi interessi degli americani». Il che, in parte, è pure vero.
    Ma forse abbiamo gli stessi valori. ”

    Ringrazio chi mi ha preceduto nel rimarcare questo concetto espresso dal Gramo, per aver trovato le parole per commentarlo…
    La mia reazione è stata solo questa: 😳

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  10. Azz, ma ‘sto Gramella è veramente matto, ha proprio perso la ragione. Neanche se un matto si impegnasse a far di tutto per apparire matto… riuscirebbe ad apparire matto come Gramella. Roba da… matti! 🤦🏼‍♂️

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  11. Intellettuali e pensatori hanno affidato i loro prodotti alla storia; in alcuni casi si tratta di compiti per casa, esercizi assai complicati.

    “Quando ti rendi conto che sei dalla parte della maggioranza, sappi che è ora di cambiare”.
    (Mark Twain)

    Tu, fuori dalla maggioranza, all’improvviso, verresti trovato all’angolo della strada a succhiarti il pollice e bisognoso di pannolone.

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  12. Gli ameri cani da 8 anni stanno armando e addestrando gli ucraini.Ma ci hanno bombardato i coglioni con le immagini delle molotov,uniche armi difensive ucraine.,non è la prima volta che travestono il lupo da agnello,vedi laguerra del1967 israeliana.Ma arrivati a questo punto che aspetta Putin a mandare una bombetta termica su New York e Washington,tanto per farli capire che significa una bomba nella propria città?? Fatto sconosciuto per gli yenki.

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  13. Sono a disagio a commentare Gramellini poiché sembra veramente di sparare sulla Croce Rossa,ma lui non è la Croce Rossa,ma un “giornalista servo” che criminilazza Putin,ma se fosse in Russia sarebbe il suo più integerrimo portavoce

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