Draghi non ne può più: molla in autunno

L’ex Bce non ha nessuna intenzione di affrontare da Palazzo Chigi le tensioni di una campagna elettorale: si scalda Daniele Franco. Ma ha due appuntamenti cruciali: Volodymyr Zelensky e Joe Biden. Sul piatto un aiuto Usa contro il rigore tedesco in cambio di «no» a Mosca.

(Maurizio Belpietro – laverita.info) – In un’intervista concessa una settimana fa al direttore del Corriere della Sera, Mario Draghi ha negato di essere stanco e di voler lasciare la guida del governo. Anzi, oltre a smentire voci che lo darebbero in fuga da Palazzo Chigi verso incarichi internazionali, il presidente del Consiglio ha lasciato intendere di voler arrivare fino al termine naturale della legislatura, cioè alla primavera del prossimo anno. Salvo poi precisare di non avere intenzione di candidarsi alle prossime elezioni, né di voler proseguire il mandato dopo il voto. Da uomo delle istituzioni quale l’ex governatore della Banca centrale europea è, non ci si poteva aspettare nulla di diverso. In un colloquio da pubblicarsi nell’edizione pasquale del principale quotidiano italiano, il premier poteva regalarci la sorpresa di dire che delle divisioni nella maggioranza non ne poteva più e non vedeva l’ora di mandare al diavolo partiti e partitini della strana coalizione che lo sostiene? Ovvio che questo non era possibile, perché una semplice critica a Giuseppe Conte, a Matteo Salvini, a Silvio Berlusconi o a Enrico Letta avrebbe significato l’apertura di una crisi, per di più in un momento complesso come quello attuale, con una crisi globale economica globale e una guerra alle porte.

L’ex banchiere da un anno prestato alla politica, in pratica, non poteva dire niente di più o niente di meno di quello che ha detto. Non perché avesse intenzione di mentire, ma perché – visto il ruolo ricoperto – non poteva che rispondere come ha risposto. Tuttavia, chiunque conosca il presidente del Consiglio e abbia occasione di frequentarlo ha ricavato l’impressione che Draghi non veda l’ora di togliersi dai guai mollando il governo al proprio destino. Il suo sogno, come ormai tutti sanno, era di passare direttamente da Palazzo Chigi al Quirinale, ma purtroppo Sergio Mattarella gli ha giocato un brutto tiro, lasciandogli credere di essere pronto a farsi da parte quando in realtà era prontissimo a imbullonarsi alla poltrona. Risultato, il premier è rimasto con il cerino in mano di un esecutivo le cui forze di maggioranza sono divise su tutto e nei prossimi mesi, in vista della campagna elettorale, lo saranno ancora di più. Le fibrillazioni che si sono viste sia sul tema delle armi all’Ucraina che sulla riforma del catasto e della giustizia sono niente rispetto a quelle che verranno. Provate a immaginare che cosa succederà quando gli effetti delle sanzioni alla Russia cominceranno ad avere un impatto sulla nostra economia. Per ora abbiamo visto solo che cosa succede con l’aumento dei prodotti combustibili, ma se il conflitto in corso durerà – e purtroppo pare proprio non destinato a concludersi in fretta – sarà peggio, perché oltre alla corsa dei prezzi di gas e carburanti, avremo anche quella delle materie prime, con un aumento dell’inflazione e una diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie. Detto in parole povere, in autunno saranno guai ai quali non sarà facile nemmeno per un banchiere esperto come Draghi porre
rimedio.

Vista la situazione, in molti, anche dentro il governo, sono convinti che il premier abbia messo a punto una sua exit strategy, ovvero una via d’uscita che gli consenta di sfilarsi prima che le cose si facciano troppo complicate. Del resto, lui stesso, in privato, prima che sfumasse la possibilità di divenire presidente della Repubblica, a chi gli chiedeva conto della rissosità nella maggioranza, rispondeva con un gesto eloquente, che equivaleva a un saluti e arrivederci. Il senso era chiaro: se i partiti rompono, io romperò prima. Avvicinandosi le elezioni, è ovvio che i partiti romperanno. Con il voto alle porte vorranno guadagnare consensi e per ottenere il risultato non staranno certo a badare alle reazioni che si potrebbero scatenare sul governo. Più il tempo passa e più Draghi dovrà fare i conti con questa situazione. Ma qui arrivano le riflessioni di chi lo conosce meglio. Il presidente del Consiglio, a differenza di ciò che ha detto al direttore del Corriere della Sera, è stanco di mediare e se si presentasse l’occasione di una crisi coglierebbe la palla al balzo per sfilarsi. Del resto, sa che la legislatura non subirebbe alcun contraccolpo. Arrivati a questo punto, il capo dello Stato non scioglierebbe le Camere, ma affiderebbe l’incarico di formare un nuovo governo al ministro dell’Economia, Daniele Franco.

Liberatosi dagli impicci di Palazzo Chigi, Draghi avrebbe a questo punto la strada spianata per sostituire Jens Stoltenberg alla Nato. Sarà per questo che l’altro ieri il premier ha annunciato una sua prossima visita a Kiev per poi volare a Washington? Forse si tratta di viaggi obbligati prima di spiccare il volo.

14 replies

  1. Spero che Draghi riesca a coronare i suoi sogni. Meglio che rompa i cabasisi a tutta l’Europa o a mezzo mondo piuttosto che solo a noi e all’Italia.
    Io non lo reggo più, qualsiasi cosa faccia o dica.
    I suoi discorsi sono monotoni, le parole secche, didattiche e noiose come il sermone di un pedagogo.
    E tuttavia, quello che mi impressiona maggiormente è il suo modo di ruminare le frasi in orizzontale, come se avesse paura di spalancare la bocca, e si ritenesse per non mostrare pubblicamente i canini…

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  2. Ha fatto la fine del marziano di Flaiano, prima accolto con trombe e fanfare ed alla fine cacciato via a insulti e pernacchie e mollato da tutti…

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  3. più resta e più crea danni
    l’elenco è lungo
    a partire dall’attuazione del PNRR
    I punti chiave

    Ecco come sarà il Pnrr del governo Draghi
    https://www.startmag.it/economia/pnrr-draghi/
    ve li ricordate?
    Ci sono 235 miliardi da investire
    Anni difficili per la pandemia e la crisi economica
    Serve la massima cautela nei prossimi mesi
    L’economia è in ripresa, grazie a lavoratori e imprenditori
    Essenziale ampia partecipazione alla decarbonizzazione
    Una priorità la gestione della crisi sanitaria
    Necessario vaccinare il mondo
    Transizione ecologica è una opportunità
    Fondamentale la piena stabilizzazione della Libia
    Ridurre le contrapposizioni ai confini orientali dell’Europa
    Momento storico la firma del Trattato del Quirinale
    nella realtà
    non ci sono soldi per la sanità e per l’istruzione
    le riforme sono raffazzonate
    i pochi soldi sono spartiti tra i soliti
    i comuni sono in braghe di tela causa aumento straordinario dei prezzi
    non ha imposto prezzi calmierati dell’energia (ne aveva massima facoltà)
    ma i soldi per per le armi li ha trovati in un secondo
    meglio se torna a fare il nonno
    non era quello che ha dichiarato circa 4 mesi fa?

    ancora non ci ha spiegato come intende procedere, perchè si è genuflesso agli USA e la NATO
    perchè non ne ha discusso in parlamento.
    come intende affrontare l’evidente crisi economica
    quali danni l’Italia avrà dalle sanzioni ecc.ecc..
    DILETTANTE INCAPACE SERVO DEGLI INTERESSI POLITICO-ECONOMICI ALTRUI
    purtroppo è stato anche rieletto Mattarella
    che un anno fa non ci ha mandato alle urne, la scusa era per la Pandemia e PNRR, mentre gli altri paesi votavano tranquillamente,
    vivevano in un altro pianeta evidentemente

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  4. Andare ad elezioni pare brutto! Ma tanto ormai, anche con elezioni, Mattarella mette il veto sui ministri e decide il PdC. Ed i miracolati dal voto obbediscono.

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  5. “Draghi non ne può piu” …..sapesse noi! In previsione di tempi bui meglio filarsela all’ inglese. ..anzi all’ americana. ….le macerie in eredità a chi verrà dopo, i “migliori ” fanno così…..temo che in autunno ci sarà da mediare con ben altro di una maggioranza raffazzonata. ….”chi si inchina a qualcuno espone le terga ad un altro” indovinate di chi sono le chiappe. ….

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  6. anche noi non ne possiamo più e prima di lui!! dov’è il migliore? colui che doveva sistemare tutto! danni su danni nessuna politica seria per aiutare il nostro paese.. asserviti malgrado noi agli usa e nato! lo so è polemica spiccia ma sul serio, non ne possiamo proprio più!!

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  7. Perfetto.
    Oltre che incapace e bambino capriccioso ora si mette a nudo rivelandosi per il vigliacco che è.
    Va be…… Meglio cosí.
    Almeno ce lo siamo tolto dalle balle.
    Ciao draghetto…. Non ci mancherai.

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  8. Ma beneeeee, si levi di ‘uloooo! Levarsi dalle palle in autunno è finanche troppo tardi, dannato Drugy, l’uomo non già più inutile, ma anche tra i più dannosi nella storia d’Italia. E ancora, questi cialtroni pezzenti del mainstream lobbista prezzolato dell’informazione, hanno difficoltà a non chiamarlo più “il migliore”! Hanno fifa, piccole merdacce, a dire che si erano sbagliati miserevolmente, per quei misrabili sprovveduti che sono, a ritenerlo un personaggione. Ma un bel vaffa… uuuhh, come ci starebbe bene, a lui e a costoro!
    Oltretutto, alla faccia del “siamo un paese squisitamente democratico et progressista”, vorrei tanto (ma tanto) sapere come mai si sia persa l’abitudine di andare a votare! Roba da pazzi! 😡

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