La guerra al bar, nei salotti o sui giornali: come salvarsi dagli imbecilli

Per dare un senso a questo spazio, troppo spesso abusivamente occupato, oggi ci dedichiamo a un piccolo gioco di società dal titolo: “A proposito della guerra in corso alcuni accorgimenti per salvarsi dalle liste di proscrizione al bar, nei salotti o sui giornali” […]

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – “Dove fonda questa gente, la pretesa di disporre così di me? Chi ha dato loro questo diritto? Forse il Cielo? No, questo è il loro mestiere, la loro piccola occupazione borghese. Li pagano per questo. Perciò conquistano titoli e rango. Non sono esposti a nessun pericolo; non hanno nessuna responsabilità”. Ernst Von Salomon, “I Proscritti”

Per dare un senso a questo spazio, troppo spesso abusivamente occupato, oggi ci dedichiamo a un piccolo gioco di società dal titolo: “A proposito della guerra in corso alcuni accorgimenti per salvarsi dalle liste di proscrizione al bar, nei salotti o sui giornali”.

1. “Sul mettere le mani avanti”. Attenzione, non è più sufficiente affidarsi alla premessa canonica (“esiste un aggressore, Putin, e un aggredito, il popolo ucraino”) se poi il successivo ragionamento andrà da tutt’altra parte (e abbiamo capito quale) poiché ci sarà sempre un custode dei valori dell’Occidente che subito ti sgama. Perciò, chiunque voglia surrettiziamente confondere le acque, o menare il can per l’aia con argomentazioni non previste dal catechismo Nato, potrà uscirne alla grande, per esempio con la proposta di consegnare il macellaio di Mosca alla Corte contro i crimini di guerra. Un’ iperbole che spiazzerà i vostri critici che non potranno che assentire.

2. “Sul colpo al cerchio e alla botte”. Vivamente sconsigliato il famoso né-né, ampiamente inflazionato, che un interlocutore ostile potrebbe ritorcervi contro con le accuse di ipocrisia e viltà. Molto meglio allora attestarsi sul fronte del pacifismo più intransigente. Onde evitare dei testacoda alla Pagliarulo (Anpi) che dopo settimane di strenua resistenza equidistante, alla vigilia del 25 aprile dichiara “legittima la resistenza armata” degli ucraini e “condanna l’invasione senza se e senza ma”.

3. “Sull’Ipse dixit”. Provare a esternare i propri dubbi attraverso le parole di un testimonial autorevole e insospettabile. Esemplare Michele Serra che su “Repubblica” cita Adriano Panatta (“Le persone non sono le Nazioni”) a proposito delle decisione di escludere i tennisti russi e bielorussi da Wimbledon. Funzionano anche Nicola Pietrangeli, Paolo Bertolucci e in generale i campioni dello sport (dove per vincere non serve portare il cervello all’ammasso).

4. “Sul sacrosanto diritto di esprimere il proprio pensiero senza doverne rendere conto a qualche occhiuto censore”. Per esempio, l’incipit di Paolo Rumiz su “Robinson”: “Scusate ma vorrei capire Putin. Forse entrerò in una lista di proscrizione: pazienza. Possibile che non ci si renda conto che capire l’avversario non significa giustificarlo, ma indovinarne in anticipo le mosse?”. E via a passo di carica fino a prendere di petto, in contrapposizione con la “narrazione monomaniaca del Cremlino”, l’autocensura della democrazia “tale da bollare come ‘russofilia’ qualsiasi tentativo di indagare un evento complesso di simile portata”. Ecco un modo colto, elegante e liberatorio di mandare a quel paese gli imbecilli.

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14 replies

  1. Padellaro che diventa anti-atlantista è una novità non da poco eh.

    Ad ogni modo, a chi ti rompe le 00 sulla guerra e le sue ragioni, ecco a voi il Grande Mazzucco Z:

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  2. DOMANDA: Perchè dovremmo fare dell’ipocrisia il nostro credo?
    La mia onestà intellettuale non me lo permette perchè la storia va raccontata onestamente…
    Mauthausen non era un villaggio delle vacanze, e Guantanamo non è qualcosa che assomiglia a Disneyland.
    Il così detto politically correct è un’ipocrisia…
    Vorrei chiedere a Mattarella, cosa Le abbiamo fatto di male per meritarci questo presidente del consiglio?

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    • Veronica, se posso, condivido ciò che hai scritto e, a proposito di Mr Mattarella, vorrei che mi aiutaste a diffondere un raro documento video in cui il nostro Presidente della Repubblica manifestava solidarietà ai russi per le vicende del Donbass esattamente 5 anni fa.

      Aprile 2017: la posizione ufficiale dell’Italia sulla questione Ucraina

      Ascoltate bene cosa affermava il presidente della repubblica, Mattarella, cinque anni fa in merito alla questione Ucraina: ecco perché ci considerano inaffidabili e traditori.

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  3. Due domande, per capire un po’ di più: se l’Austria ci invadesse per riavere il Trentino Alto Adige, il Friuli Venezia Giulia e parte del Veneto (che erano dell’impero austro-ungarico) non dovremmo reagire solo perché ha un esercito 8 volte più grande del nostro? Se venisse violata la sovranità di uno Stato (per esempio: l’Iraq con il Kuwait) la comunità internazionale come dovrebbe comportarsi?

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    • Ma è ancor più importante sottolineare che quasi certamente Saddam agisce dopo aver ricevuto in via informale la garanzia che gli Stati uniti non interverranno a contrastare il piano di invasione del Kuwait, che pure conoscono in tutti i particolari.”
      Un po’ di informazione non fa mai male

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    • Antòn se vuole tue regioni un esercito 8 volte più grosso del tuo gli dai le regioni, naturalmente dopo aver tentato di mediare, aver cercato aiuto, denunciato le cose all’ONU eccetera, altrimenti si prende le tre regioni, più altre 4 o 5 che gli fanno comodo, e in più ti stermina la poplazione e ti fa danni mostruosi alle altre 12.
      E’ buonsenso in una situazione ingiusta.

      Mi sembra che si mostri un po’ troppo coraggio col culo degli ucraini però.

      Se per strada 8 uomini malintenzionati ti chiedono il portafoglio come reagisci?
      Gli dai il portafoglio o inizi una rissa furibonda che ti porta nel migliore dei casi in ospedale e ovviamente senza portafoglio? Tu cosa faresti? E se hai un amico nelle viinanze questo cosa fa? Prova a aiutarti a mediare, o ti passa un coltello e poi si siede lì vicino e vede come va a finire?

      Certo che non è giusto (anche se l’Ucraina ha un sacco di colpe reali, ma non sto a cercare di spiegartele perchè ci vorrebbe troppo tempo e temo non mi ascolteresti neppure. Se vuoi informarti per esempio potresti cominciare a guardarti il video postato sopra da sparviero), ma fra gli stati vige ancora la legge del più forte e questa ha le sue regole ingiuste, e se non le segui è ancora peggio.

      Non è il mondo buono e giusto che dovrebbe essere? Purtroppo non lo è.

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    • Esiste il referendum, le minoranze possono chiedere un referendum e vediamo cosa dice quella popolazione.
      Siamo sempre lì, non si da peso al fatto che le popolazioni del Donbass sono state massacrate per 8 anni, gli hanno imposto un’altra lingua, mentre la loro era il russo,e hanno cercato di cancellare la loro cultura di riferimanto. Noi non abbiamo imposto l’italiano, possono parlare la loro lingua tedesca, non abbiamo cancellato i loro usi e costumi e fin anche la loro cultura, hanno anche un partito in parlamento, se si sentissero discriminati forse si rivolgerebbero alla Germania ma non sta succedendo…
      In Donbass ci sono stati 14000 morti e 500 bambini uccisi…

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      • Veronica,
        il referendum in Donbass si è svolto l’11 maggio 2014, con sparatorie sui votanti da parte dei soliti neonazi.
        Risultato, col 70% di affluenza nonostante le repressioni armate: 93% di sì per l’indipendenza.
        Adesso, indovina se il referendum è stato riconosciuto, secondo il tanto proclamato principio di autodeterminazione dei popoli, che vale solo per chi ci fa comodo!

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  4. @ANTON 9.07
    Esattamente come si comportò durante e dopo la ” guerra dei 6 giorni” del giugno 1967. Essa venne scatenata, senza dichiarazione, da Israele a fronte della sola minaccia militare costituita da Egitto e Siria. La ” guerra preventiva ” portò all’ingrandimento di Israele di 4 volte e all’occupazione completa e DEFINITIVA di Gerusalemme non più condivisa con la Giordania e dichiarata da subito Capitale dello Stato ebraico.
    Nei rapporti internazionali valgono solo due fattori:
    – rispettare i patti
    – la forza
    Personalmente, poi, sono per la ricostituzione dell’Impero Romano nei confini del 2^ sec. d.C.

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