Facciamo un voto. Elettronico

(Pietrangelo Buttafuoco) – Dal 2023 si partirà con la sperimentazione del voto elettronico. Non si capisce – leggendo le notizie – chi mai l’abbia deciso, ma va benissimo così. Praticamente è un passaggio epocale dai ludi cartacei a quelli digitali ed è, di fatto, la fine della democrazia. Ed è, Platone alla mano, una magnifica notizia. Quantomeno finisce l’ipocrisia di una stucchevole pantomima. Tanto tutto ­– senza neppure vincere alle elezioni ­– è già cosa loro. Tutto.

30 replies

  1. Io eviterei volentieri anche quello elettronico! Basta ipocrisie!
    Facciamo cadere il velo e lasciamo I potente in prima linea, senza continuare a incaponirci con questa finta democrazia della finta maggioranza che, se vota chi vuole il potere hai i loro rappresentanti, e se, non sia mai, vota qualche outsider non gradito, viene commissariata o prontamente sostituita con qualche governo tecnico con bocconiani e banchieri.
    Togliamoci dall’imbarazzo! Risparmiamo soldi e dispiaceri, pie illusioni e la farsa della campagna elettorale e delle false promesse…sempre le stesse dalla nascita della Repubblica e la certezza delle solite mazzette, dei voti di scambio, dei gatti elettorali e delle spese solidali a 50 € a voto, delle regalie a loro insaputa, dei ricchi che finanziano gruppi di fasci e contestualmente quelli del PD, e dei raccomandati, dei mazzettati, degli imparentati e dei graziati, e pure degli appaltati, dei benedetti e dei ciellini, dei gruppi di potere e dei genuflessi allo Zio Sam.

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    • La democrazia muore sotto i nostri occhi. Quando ci sono persone la considerano un lusso, quando ci sono persone che hanno, solo loro, una idea geniale per migliorarla.

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  2. Non ho particolare simpatia per il voto su carta e neppure per quello digitale, a meno Il voto digitale è opportuno si vota secondo la mia proposta che però non altera le intenzioni di voto(la farò pervenire a chi é interessato). DOVE STAI LA STUCCHEVOLE PANTOMIMA? PERCHÉ È GIÀ COSA LORO? Non capisco. Chi può spiegarmelo? GRAZIE

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  3. PERCHE’ SAREBBE LA FINE DELLA DEMOCRAZIA ? NON CAPISCO. POTETE SPIEGARMELO? MA DAVVERO NON SI SA CHI L’HA DECISO ? NON CI CREDO, VI SARA’ SFUGGITO.

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  4. Si potrebbe ritornare all’epoca di Clistene 508 AC.Per quanto riguardava il diritto di voto, esso, spettava agli uomini adulti e proprietari di beni, non che aristocratici. Ne erano escluse le donne, gli schiavi (che sarebbero i lavoratori che oggi per le paghe misere, non riescono nemmeno ad arrivare alla fine del mese) e gli stranieri, ossia gli immigrati.
    Poi se si volesse introdurre il voto elettronico, visto la capacità di imbrogliare da parte di una certa componente del popolo italiano, soprattutto quella politica, questo, sarebbe l’ideale per avere sempre i soliti al potere nei secoli dei secoli proprio come sta avvenendo adesso, anche se vince chi non deve vincere, o se per caso gli italiani si sbagliassero a votare, come si dice, si fa un golpetto e si mette a governare il drago di turno.
    La nostra costituzione è la più bella del mondo perchè la si può interpretare come ci pare.
    I costituzionalisti che dovrebbero difenderla se ne stanno zitti zitti, e gli italiani, visto che non si tratta della loro squadra di calcio, per la quale farebbero fuoco e fiamme, se ne fregano. E’ troppo stressante organizzarsi e andare in piazza,fare casino…

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  5. GENTILE GATTO, CHI E’ CHE DOVREBBE REGALARE ED A CHI? UNA TASTIERA DI COMPUTER O UNA TASTIERA DI PIANOFORTE DIGITALE ? CHI E’ IL MITICO ARCHITRAVE E PERCHE’ VIENE CHIAMATO COSI’? NON SO SE SI PUO’ FARE.

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  6. Vorrei conoscedre a priori i nomi (saranno centinaia: piatto ricco mi ci ficco) che chi creerà e gestirà il tutto…
    Già immagino i “problemi tecnici indipendenti dalle loro volontà”…
    Per non parlare degli hakeraggi…

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  7. Credo esistano due modi diffusi per comprare voti in alcune aree del Paese.
    Il primo è pretendere la foto della scheda votata.
    Il secondo metodo richiede complicità più diffusa e consiste in questo: alcune schede elettorali vergini vengono fatte filtrare all’esterno; una volta in mano a certi soggetti, le schede saranno marcate con la croce nel posto “giusto” e consegnate agli elettori prima di entrare al seggio; quando ogni singolo elettore riceverà la scheda legittima, la metterà in tasca e metterà nella urna (dopo aver fatto finta di segnarla) quella già votata e ricevuta fuori; l’ultimo passaggio è consegnare la scheda legittima (vergine) al delinquente che lo aspetta fuori, e il trucco si perpetua.

    Credo siano chiacchiere senza fondamento, a mio parere😂

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  8. In un seggio le schede scrutinate sono state più di quelle corrispondenti ai votanti, allora le hanno prese e le hanno cestinate a pezzi piccoli piccoli:
    Il voto elettronico è roba da paesi nordici, non da paesi mediterranei e mafiosi.
    A Giuseppe del zotto che chiede perchè la democrazia sparirebbe, voglio rispondere che in realtà noi abbiamo una pseudo democrazia, in quanto come abbiamo visto, la nostra costituzione non viene del tutto applicata, come nell’art.11 che dice che l’Italia ripudia la guerra e noi mandiamo le armi per fare la guerra….Questo già costituisce un precedente e quindi la si può violare senza troppi problemi anche in futuro. Poi lo inviterei ad informarsi del perchè il ministro Speranza sia stato indagato con altri ministri con accuse pesantissime fra le quali sequestro di persona, abuso d’ufficio….etc. Se fossimo stati in democrazia questo presumibilmente non sarebbe successo perchè non ci avrebbero costretto in casa e a vaccinarci e via dicendo…

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  9. Gentile veronicabellisario, le fornisco un’informazione: l’illegalità spadroneggia anche nei Paesi nordici. La Swedbank nel 2019 ha licenziato la sua amm. delegata per operazioni in odore di riciclaggio per 4.3 MILIARDI di dollari, ramo del più grande scandalo per soldi sbiancati russi dalla Danskebank per 200 MILIARDI tra il 2007 e il 2015. A non parlare dei titoli tossici della Deutsche Bank. Così, per dire…

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    • A PAOLO DIAMANTE . GRAZIE DELL’INFORMAZIONE. AUSPICHEREI CHE TUTTI I PRIVATI CHE HANNO CONOSCENZA DI CIO’ CHE AVVIENE ALL’ESTERO E CHE NON COMPARE (PERCHE’ NON FA SCOOP) SUI MASSMEDIA NOSTRANI, LO DIVULGASSE. RIGUARDO ALLA REALTA’ ESTERNA SIAMO ANCORA TROPO PROVINCIALI ED INVECE DOVREMMO SAPERNE DI PIU’ , SPESSO PER IMPARARE DAGLI ALTRI.

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  10. Io non ho paura tanto dei brogli quanto… dell’ incompetenza.
    In mente la qualità, la chiarezza, l’ accessibiliutà dei siti della PA ( ma non solo)?
    Insomma, non tanto del “ci fanno” quanto del “ci sono”.

    Non siamo un popolo di Nerd. Da noi la complicità col computer h24 per anni fino dall’ infanzia non paga. Qui ci vuole il “titolo” e soprattutto le “amicizie” per trovare lavoro. Un qualunque smanottone sedicenne con pochi soldi e del tempo libero (cioè abituato ad ingegnarsi con hardware e software, ad interagire worldwide con altri Nerd scovando notizie e novità ovunque, e con una gran passionaccia) fa un baffo a qualsivoglia dottorando. Ma non viene preso in considerazione.

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  11. E che si vota a fare? Tanto andrà sempre al potere chi del nostro bene se ne frega e il programma elettorale se lo metterà sotto i piedi per fare gli interessi loro e che ci darà ad intendere che sostiene i nostri nemici solo per il nostro bene. E ci saranno sempre degli idioti che diranno che finché ci si può lamentare siamo sempre in democrazia. O ci saranno altri idioti che diranno: “E quindi?”

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  12. Giuseppe, hai rotto!
    Copio da un articolo di Libre del 2020:
    Usa, brogli informatici: milioni di voti taroccati da Dominion
    «Le evidenze stanno arrivando così velocemente che non riesco neanche a processarle: non posso rivelarvi cosa so, ma non farei mai affermazioni che non posso provare». Lo afferma l’avvocato Sidney Powell il 15 novembre: la donna fa parte dello staff legale di Trump, che sta analizzando i volumi (impensabili: 3,8 milioni di voti) della frode elettorale che sarebbe stata commessa per via elettronica. «Trump ha vinto con milioni di voti in più rispetto a Biden», dice l’avvocatessa, in una dichiarazione ripresa da “Fox News” e rimbalzata su Facebook. Parla dei voti che «sono stato spostati a Biden grazie al software Dominion, che era stato concepito esattamente per quello scopo». Aggiunge Powell: «Abbiamo prove che risalgono anche al 2016, che ci stanno arrivando come fossero sparate con un idrante. Ho un sacco di prove per dimostrarvi questo, ma non posso dirle sulla Tv nazionale. Vi dico solo che potevano prendere tutti i voti di Trump e, con quel software buttarli, essenzialmente nel cestino». Precisa la donna: «Abbiamo identificato matematicamente l’algoritmo esatto per modificare i voti. Più “backdoor”, “patch usb”, monitoraggio di Internet e anche tangenti ai funzionari corrotti per l’adozione del software Dominion. Tutto comincia a sembrare un “Major Cyber Attack” contro gli Stati Uniti».

    E’ buio pesto sui sistemi elettronici di voto, sui quali incombono pesantissimi sospetti di brogli “scientifici”: occorre che gli inquirenti e la giustizia americana facciano luce, riassume “La Voce delle Voci“, citando il “Business Journal”. «Nonostante i Sidney Powellmedia mainstream e Big Tech continuino a segnalare e sopprimere le informazioni riguardanti il coinvolgimento di Dominion nella frode elettorale, enormi prove continuano a dilagare». Il rappresentante Louie Gohmert ha confermato su “Newsmax” che la società informatica spagnola Scytl, titolare del software sotto accusa (ha raccolto i dati delle elezioni in modo improprio attraverso la Spagna), è stata «perquisita da una forza dell’esercito americano». La notizia: «I server sono stati sequestrati a Francoforte, in Germania». Sulle sue sigle, Scytl e Dominion, «aleggia l’ombra di George Soros, il miliardario-filantropo a bordo della sua voracissima Open Society Foundation». Scytl Secure Electronic Voting nasce nel 2001, come gemmazione dell’Università Autonoma di Barcellona, impegnata in un progetto di ricerca crittografica. Nel 2006 dà lavoro a 600 addetti e l’anno dopo decolla in piena regola, dividendosi in tre segmenti.

    Il primo fa riferimento alla società madre e si occupa di sviluppare il software, scrive sempre “La Voce delle Voci”. Il secondo si chiama Scytl Voting Harware Sc e fa capo – come proprietà – al primo, ma anche ad una misteriosa società anonima acquartierata a Dubai. «I misteri cominciano a infittirsi». Il terzo segmento si chiama Civiti, e si focalizza sui servizi. «Il tris d’assi fa incetta di incarichi in molti paesi, ma ha subìto non poche rogne per le elezioni in Australia, in Norvegia, in Svizzera e in Ecuador». Il suo capitale, col tempo, si è progressivamente irrobustito: vi hanno investito milioni di dollari «una sfilza di sigle impegnate nel “venture capital”, ma anche fondi e finanziarie: Baldaron Capital, Neuta Capital, Vulcan Capital, Saphire Ventures, Ug Capital, Adam Street Partners, Industries Venture». Ma la tappa fondamentale, aggiunge il newsmagazine online, «sta nell’incontro con Paul Allen, grande amico di Bill Gates e co-fondatore del colosso Microsoft». Sei anni fa Allen piazza, come “start”, 40 milioni nelle casse di Scytl. «Nello stesso periodo è da segnalare una strategica acquisizione, ossia la Bezosdivisione di Gov2V, una compagnia legata al National Democratic Institute. Una ciliegia tira l’altra, ed eccoci all’ennesima tappa strategica: un incrocio da novanta, stavolta con Jeff Bezos, il padrone dell’altro colosso Amazon: uno strumento strategico per veicolare i propri servizi, anche tenuto conto delle sinergie con Amazon Web Services».

    Alle presidenziali del 2016 le tecnologie di Scytl sono state usate in 12 Stati e in quasi 1.000 giurisdizioni di altri 28 Stati. Poi compare la Germania: mel 2019 viene creato a Francoforte un centro per le emergenze informatiche, “for emergency back up”, altra tappa da non poco. «Ma ecco la doccia fredda, solo pochi mesi fa: a maggio 2020, infatti, per la improvvisa mole di debiti fino a quel momento mai emersi, la società è costretta alla procedura per bancarotta. Si tratta di 75 milioni di dollari, neanche una montagna, e l’unica prospettiva è, tramite un percorso giudiziario, finire tra le braccia dell’Us Investment Fund Sandton Capital». Improvvisamente, però, «spunta un salvatore, il classico Cavaliere Bianco che con un colpo di bacchetta magica risolve tutti i problemi: si tratta di “Paragon Banking Group”, della quale si sa poco o niente». Per la “Voce delle Voci”, «è la taumaturgica soluzione che permette alla agonizzante Scytl di risorgere come la classica araba fenice e librarsi subito nei cieli del voto presidenziale di novembre. Un vero miracolo a stelle e strisce!». Così, l’autunno 2020 «si George Soros e Bill Gatestrasforma in una catena di successi, scambi azionari e vorticosi giri di sigle». Entra in scena una certa Soe Software Corporation, che poi risulterà come una sussidiaria di Scytl acquartierata a Tempa.

    Poi c’è la vicenda parallela della seconda società, la Dominion Voting Systems Corporation con sede a Toronto, in Canada: fondata nel 2002 da James Hoover e da John Poulos, ancora oggi sul ponte di comando. L’altra base operativa è ubicata a Denver, in Colorado. Si è sempre occupata di software e hardware per i sistemi elettronici di voto. «Il salto dieci anni fa, quando acquisisce Premier Election Solutions dalla Election System & Sotfware, la quale aveva ceduto il suo sistema Pes al Dipartimento di Giustizia degli Usa. Un anno fortunato, il 2010 per Dominion, perché compra anche il Sequoia Voting System, proprio quel sistema che adesso Donald Trump accusa di aver dirottato centinaia di migliaia di voti in direzione Biden». Non solo: «Trump accusa Dominion di avere coltivato nel tempo grossi legami con Bill e Hillary Clinton e, of course, e con il Partito Democratico. Ma nel 2018 c’è stato un cambio di proprietà, perché la società è passata nell’orbita Staple Street Capital, l’ennesima sigla dai contorni non poco opachi di questa story». Trapela solo che il management di Staple è per una certa parte di formazione Lehman Brothers, la famigerata società che ha dato il via al maxi-crac finanziario Usa nel 2008. Per l’altra parte proviene da Carlyle Group, «che si è sempre caratterizzata per i suoi più che stretti legami con George Bush senior ma anche con il suo presidenziale rampollo». Da rammentare che i Bush «sono stati i primi repubblicani a complimentarsi con Joe Biden per la “conquista” della Casa Bianca».

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