I guai del Governo dei Migliori: la povertà aumenta più del PIL. Il rapporto

Il benessere equo e sostenibile negli ultimi due anni è una fotografia impietosa del paese del “governo dei migliori”

(Stefano Marrone – true-news.it) – L’Istat ha pubblicato il rapporto Bes, Benessere equo e sostenibile. Istruzione e cultura, salute e conciliazione vita-lavoro, occupazione e aspettativa di vita: è una fotografia impietosa del malessere che regna nel paese del “Governo dei migliori”.

Malessere diffuso

Il documento, a detta dell’Istat che lo ha redatto, “è un ritratto in profondità dello stato del Paese, disegnato dalla statistica ufficiale attraverso la lente del benessere dei cittadini.

Il benessere è, o dovrebbe essere, l’obiettivo finale delle politiche. Un traguardo impegnativo, a volte arduo, soprattutto quando le circostanze sono avverse: per una pandemia devastante, per la crisi ambientale, per le minacce alla pace in Europa”.

“Il quadro è ancora adombrato dalla pandemia. Molti divari si sono mantenuti o addirittura allargati” ha commentato Gian Carlo Blangiardo, il presidente dell’Istat. “La pandemia ha comportato arretramenti nel benessere della popolazione femminile: ad esempio, nei livelli di benessere mentale e di occupazione, soprattutto per le madri con figli piccoli.

Ma sono stati anche i bambini, gli adolescenti e i giovanissimi a pagare un altissimo tributo alla pandemia e alle restrizioni imposte dalle misure di contrasto ai contagi”.

I giovani hanno pagato un tributo altissimo in questi due anni. Il Bes denuncia un peggioramento delle condizioni psicologiche degli adolescenti: 220 mila ragazzi tra i 14 e i 19 anni si dichiarano insoddisfatti della propria vita e hanno basso benessere psicologico.

In due anni sono raddoppiati, arrivando ad essere più del 6% degli adolescenti italiani.

Povertà assoluta, tra i giovani e al Sud

La crescita economica del 6,6% del Pil sull’anno precedente non basterà a ridurre la povertà assoluta, che in Italia colpisce oltre 5 milioni e mezzo di persone. Il dato sul Prodotto interno lordo – per quanto sbandierato da politici e media – non dovrebbe stupire: altro non è che un rimbalzo tecnico dopo il crollo a meno 8,9% del 2020.

La bilancia segna -2,3% rispetto all’indicatore pre-pandemico, un dato che ha notevolmente aumentato le disuguaglianze.

In situazione di indigenza vivono il 7,5% dei nuclei familiari. E’ un lieve calo rispetto al 2019-20, quando si era registrata la peggior crescita dal 2005, con oltre 1 milione di persone cadute in povertà assoluta a causa della pandemia. Ma anche quest’anno aumenta la povertà al Sud. Il Bes registra come “nel Mezzogiorno le persone povere sono in crescita di quasi 196mila unità e si confermano incidenze di povertà più elevate e in aumento, arrivando al 12,1% per gli individui”.

Lavoro povero e senza cultura

Il lavoro, rispetto al crollo del biennio pandemico, nel complesso aumenta, ma il merito è solo di quello precario. Nel 2021 sono stati creati 980 mila nuovi posti di lavoro, ma di questi solo 164mila sono a tempo indeterminato. Ultimi tra gli ultimi nel mondo dei lavoratori precari continuano a essere il 50% delle donne con figli piccoli e i Neet: lo scorso anno i giovani che non studiano e non lavorano nel nostro paese hanno raggiunto la quota record del 23,3%, due punti percentuali in più rispetto al 2020.

Chi è in fondo rimane impantanato, e rischia di venir raggiunto da chi teoricamente dovrebbe rappresentare un’eccellenza del nostro paese. I lavori culturali e creativi hanno perduto 55 mila occupati in due anni di pandemia. Un dato su cui incide come un macigno la migrazione dei giovani tra i 25 e i 39 anni con un titolo di studio: l’anno appena concluso il Mezzogiorno ha perso 21.782 giovani laureati.

Speranze ridotte

Insieme agli investimenti nel mondo culturale, rimane ridotta anche la speranza di vita. L’indicatore segna un rialzo rispetto al 2020 – da 82,1 a 82,4 anni – ma nel 2021 è rimasta inferiore agli 83,6 anni raggiunti prima della pandemia.

Il quadro di insieme è composito e ancora adombrato dalla pandemia, ma permette di dare risposte puntuali e di insieme alla domanda, semplice e al tempo stesso difficilissima: “Come va la vita in Italiail paese del governo dei migliori?“.

IL RAPPORTO BES DELL’ISTAT

8 replies

  1. In attesa di spulciare il report, mi viene da dire che consiglio ai nostri politici, ai nostri sciacalli, massoni, agnelli e benetton &co di iniziare a allenarsi a correre 🏃‍♀️ 🏃‍♂️ 🏃!!!!!

    "Mi piace"

  2. Degli altri partiti mi interessa zero.
    Quello che ho votato, cioè il (fu) m5*, è pronto ad assumersi la responsabilità delle conseguenze prodotte dalle scelte del governo rispetto a questa sporca guerra? L’invio di altre armi e le sanzioni creeranno un deserto economico nel nostro paese poiché il conflitto potrà solo prolungarsi.
    Il (fu) m5* si ricordi che ad un certo punto il banchiere mollerà tutto per dedicarsi al suo personale destino e a chi verrà dopo di lui spetterà il gravoso compito di raccoglierne la eredità.

    Piace a 1 persona

  3. Non c’è da stupirsi, è solo un “effetto Draghi”. L’ultimo dei tanti che, forse, abbiamo già dimenticato.
    Io ricordo benissimo, invece,che dopo l’arrivo di Super Mario nell’hinterland milanese sono riapparse le farfalle, le mimose sono fiorite in anticipo, e ho scoperto nel giardinetto un alveare di api.
    Ma soprattutto non dimenticherò mai che a Marisa, una mia carissima amica di 78 anni, dopo aver ascoltato un discorso del neo presidente Draghi, è tornato il ciclo! Un nuovo ciclo!
    Tu non puoi immaginare l’effetto che mi ha fatto, mi ha confessò commossa. Cara Marisa, è l’effetto Draghi, uno dei tanti, le risposi.

    Piace a 1 persona

  4. “Il suo nome è comparso nelle liste contenute nei Pandora Papers, la maxi-inchiesta sui beni registrati offshore dalle persone più ricche e potenti del pianeta. Sui social è stato spesso descritto come un multimiliardario. Ma a quanto ammonta realmente il patrimonio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky? Secondo Forbes, non si avvicina nemmeno a quello degli uomini più facoltosi del mondo.

    Zelensky: «L’Ucraina è solo l’inizio, Mosca vuole invedere altri Paesi». Kiev: uccisi 21.600 soldati russi

    Zelensky, a quanto ammonta il suo patrimonio?
    Forbes Ucraina riporta che il patrimonio di Zelensky è di circa 20 milioni di dollari ed è principalmente basato su una quota del 25% in Kvartal 95, gruppo di società che produce spettacoli comici, da lui fondato insieme a Serhiy Shefir, primo consigliere pubblico della presidenza ucraina, e Ivan Bakanov, capo del servizio di sicurezza del Paese. Le azioni sono state trasferite ai partner dopo l’elezione. Kvartal 95 ha prodotto e detiene la serie “Servant of the People”, nella quale Zelensky veste i panni di un insegnante di scuola superiore ucraino che viene eletto presidente. Netflix aveva trasmesso lo spettacolo tra il 2017 e il 2021, ed ha recentemente acquisito di nuovo i diritti. Il fatturato dell’azienda è stato stimato da Forbes in 30 milioni di dollari all’anno. E non è escluso che Zelensky torni in possesso delle quote una volta terminato l’impegno politico. Oltre a quello con Zelensky protagonista, la casa di produzione ha creato diversi altri programmi per le tv di Ihor Kolomoisky, banchiere ucraino il cui patrimonio si aggira attorno a 1,8 miliardi di dollari e che avrebbe finanziato attivamente la campagna elettorale del presidente nel 2019.

    Ucraina diretta, missili russi su Odessa: «Colpiti numerosi edifici». Ripresi anche gli attacchi all’acciaieria di ​Azovstal

    I rapporti con PrivatBank
    Kolomoisky è il fondatore e presidente della PrivatBank, un istituto messo sotto inchiesta dal Fondo Monetario Internazionale. All’epoca della campagna elettorale, un avversario politico di Zelensky, Volodymyr Ariev, aveva diffuso un grafico che accusava Zelensky e i suoi partner di avere ricevuto 41 milioni di dollari proprio dalla Privatbank di Kolomoisky. Dai Pandora Papers era poi emerso che molte società riconducibili al presidente e ai suoi soci sarebbero state foraggiate dall’oligarca ucraino.

    Ucraina, Draghi valuta visita a Kiev. Ue prepara nuove sanzioni

    La verità del Forbes

    Sul web a Zelensky sono stati attribuiti cinque yacht di lusso e tre jet privati, oltre a 60 milioni di dollari in azioni in società come Saudi Aramco, Meta e Tesla. Per Forbes non esisterebbero prove dell’esistenza di questi beni. Il presidente condivide con la moglie Olena Zelenska un conto bancario che contiene circa 2 milioni di dollari tra contanti e titoli di stato. Possiedono anche auto e gioielli per un milione. Poi ci sono gli immobili: l’intero portafoglio immobiliare del presidente Ucraino, sempre secondo Forbes, vale circa 4 milioni di dollari. Sempre dall’inchiesta Pandora Papers è però emerso che il presidente ucraino, Serhiy Shefir e Ivan Bakanov, avrebbero avuto a disposizione una rete di società con sede tra le Isole Vergini britanniche, Cipro e Belize. Alcune di queste aziende sarebbero state usate per acquistare immobili di lusso a Londra”
    Di Michela Allegri dal Messaggero

    Andrà spiegato ai 5 milioni di poveri italiani ,in aumento con la guerra in Ucraina, chi è il comicoattore presidente che ha rifiutato di andare a trattative prima dell’ inizio della guerra, evitandola. …..

    "Mi piace"

  5. Ma come! Così egoisti da lamentarsi per i condizionatori spenti?
    Non sarete mica dei maledetti filo-Putin ( e anche no-vax che è la stessa cosa…)?
    Certo che bisogna fare sacrifici, non vorrete mica essere complici di chi trucida i bambini ucraini!
    Chi non subisce la qualunque senza lamentarsi ha le mani sporche di sangue!

    E’ ironico, ovviamente (non si sa mai…)

    "Mi piace"