Su Assange i “difensori del giornalismo” tutti muti

epa07498371 (FILE) – Wikileaks founder Julian Assange speaks to reporters on the balcony of the Ecuadorian Embassy in London, Britain, 19 May 2017 (reissued 11 April 2019). Reports state on 11 April 2019 that Wikileaks founder Julian Assange was arrested at the Ecuadorian Embassy in London. Assange claimed political asylum in the embassy in June 2012 after he was accused of rape and sexual assault against women in Sweden. EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA *** Local Caption *** 55004940

(lanotiziagiornale.it) – Cosa aveva detto Lilli Gruber riferendosi all’Occidente? «Da noi i giornalisti non vengono messi in carcere». Eppure la corte di Londra ha appena autorizzato l’ordine di estradizione di Assange negli USA dove rischia qualcosa come 175 anni di detenzione per avere detto la verità e avere fatto il suo lavoro, come dovrebbe farlo chiunque si occupi di giornalismo, ovvero dire le verità soprattutto se sono scomode al potere. 

Anche questa volta, vedrete, i seguaci di Voltaire non troveranno le parole per esprimere la loro contrita solidarietà che non negano quasi a nessuno per non dover ficcare il naso negli orridi affari degli USA (e di sguincio anche della NATO) che in nome dell’esportazione di democrazia hanno finito per fare dei civili carne da macello e dei suoi prigionieri di guerra vere e proprie cavie di tortura. 

Julian Assange verrà estradato negli USA dal Regno Unito

Dentro ci sono gli USA ma c’è anche Londra che con la sua ministra degli Interni Primi Patel è pronta per dare il via libera finale all’estradizione di Wikileaks, tra l’altro in un momento in cui il rapporto tra i due alleati è rinsaldato dalla guerra in Ucraina. La storia di Assange, scavandola con l’unghia, mostra anche una Svezia che è molto diversa dalla patina della patria del Nobel ma che si è distinta negli anni per una detenzione che nel 42% dei casi utilizza l’isolamento (come scritto nelle critiche ufficiali dell’ONU) e che con Assange si è mostrata velocissima il 20 agosto 2010 nell’emettere un mandato di arresto per stupro che poi è stato derubricato dalla stessa procura svedese in fretta e furia come molestia. Quella denuncia è stata utilissima al Regno Unito per incarcerare l’11 aprile del 2019 Assange presso la Prigione Belmarsh e servirlo caldo agli USA. 

Ora la Westminster Magistrates’ Court di Londra ha emesso l’ordine formale di estradizione negli Usa per Julian Assange, durante l’udienza a cui l’attivista australiano ha assistito in videocollegamento. L’ordine è stato emesso dopo un’udienza durata sette minuti: «in parole povere, ho il dovere di inviare il caso al ministro per una decisione», ha dichiarato il giudice Paul Goldspring. Resta la possibilità da parte dei legali di Assange di un ricorso all’Alta corte di Londra ma le probabilità di successo sono però ridotte al minimo dopo il lungo iter legale della magistratura britannica e soprattutto il fatto che il mese scorso la Corte suprema si era rifiutata di riesaminare il caso.

Regno Unito, Svezia e USA uniti nell’accerchiamento di Assange

Come giustamente ricorda il presidente della Fnsi Giuseppe Giulietti «la cosa scandalosa è che Assange rischia il carcere per aver rivelato gli imbrogli e i dossier falsificati che hanno provocato l’invasione dell’Afghanistan e dell’Iraq. Ma i governanti che hanno prodotto quei dossier girano per il mondo lautamente retribuiti». 

Eppure proprio in quest’epoca in cui la guerra così vicina ci propone spaventose forme di propaganda, proprio mentre il mondo discute della veridicità delle narrazioni del potere e delle ricostruzioni giornalistiche al servizio del potere il più grande “informatore non allineato” di questi decenni, colui che ha smascherato la bugia come miccia per le guerre viene dimenticato. Non solo non si vuole imparare dalla sua lezione ma si accetta che la libertà delle sue parole (riscontrate nei fatti) gli costi la privazione della sua libertà personale. E i cantori delle libertà nostra i tacciono quasi tutti. Curioso, vero?

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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16 replies

  1. Siii,la gruber si riferiva a Giannini,ieri sera sarebbe stato da mettercelo… comunque da noi chi fa parte del sistema e del pensiero unico deve essere libero… per seminare!

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  2. Sono MUTI perche’ il mestiere del giornalismo deontologicamente non lo esercitano piu da anni, fanno un’altro mestiere adesso e ogni “lampione” e’ buono per illuminare la loro “MERCE”.

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  3. Ha risposto bene Conte alla ennesima domanda del cazzo se era spionaggio o meno, posta sempre dal Santo Inquisitore Giannini
    “(Brutto decerebrato), ma come (cazzo,) si fa a dare la prova negativa di questo fatto?
    Ovviamente tra parentesi quello che gli avrebbe voluto dire.
    Il livello è stato da terza elementare. Gruber compresa

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    • Ho smesso di guardare la puntata di ottoemezzo di ieri… attacchi a Conte pretestuosi e indecorosi. Che persone squallide, accendere sospetti senza uno straccio di elemento probatorio.
      Davvero qui chi cerca la pagliuzza nell’occhio altrui dovrebbe preooccuparsi della putrella chilometrica nel proprio.

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  4. DEMOCRAZIA, bellissima parola
    ma rimane sempre UNA parola
    ne oivrebbero inventarne delle altre per descrivere veramente quello che intendono certe nazioni, leaders, politici, ecc…ecc..
    dicono la stessa parola per descrivere cose diverse tra loro
    praticamente è una DEMOCRAZIA à la carte
    dov’è finito il primo emendamento con cui si riempono la bocca?
    per il quale danno sempre lezione agli altri paesi?
    dov’è finita la “democrazia” inglese, patria, secondo loro, della prima CARTA DEI DIRITTI?
    il primo che mi parla di DEMOCRAZIA occidentale lo prendo a pernacchie e gli sputo in un occhio alla TOTO’

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  5. Strana storia comunque…la Svezia che si presta a questo squallido giochetto è qualcosa di anomalo!!
    Finirà sui manuali su come distruggere una vita su pretesti e reati inventati di sana pianta!!
    ASSANGE subito libero…a giggino fatti sentire se sei un uomo!!
    ( Poi per gli argomenti trattati e le strane similitudini tipo merda nel ventilatore, rimanda al Grillo e famiglia!!)

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    • Perché, che cosa ha la Svezia di migliore?
      Ancora con l’idea degli Svedesi liberalissimi ed “apertissimi” a mille esperienze?
      In realtà tutta la nostra “democrazia” liberale occidentale si limita ad obbligarci ad essere woke.
      Modus operandi che porta un tanta farina nei sacchi di chi sa sfruttarlo per i propri fini e di chi ci marcia…

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      • Secondo Wikileaks, la Svezia è una SATRAPIA degli USA.

        Già il fatto stesso che il fenomeno del femminismo moderno sia partito dagli USA e sia sbarcato in Europa dalla Scandinavia qualcosa dovrebbe insegnare.

        Ps no, Giggino non è un uomo. E’ un caporale di quelli scarsi.

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  6. La notiziagiornale ha anche la possibilità di dire il vero ? Attenti a non essere richiamati all’odine di scuderia da Pedullà ! Da quando ha sposato la teoria Dimaiana-Draghiana secondo la quale gli ucraini sono povere indifese vittime del mostro Putin, non c’è d’aspettarsi ripensamenti.

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  7. Cosa vuoi che protestino i giornalai nostrani, vivono a 90, appecoronati alle regalie dei politici e delle loro fondazioni.
    Draghi per un po’ li ha messi a posto con il fondo pensioni.
    Che je frega de Assange! Magari more, così se lo levano dai cojoni e non hanno termini di paragone se non al ribasso.

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  8. Eh, questa storia di Assange è una bella spina nel fianco (leggasi cazzincù-eccetera) perché scompagina tutti i discorsi fatti da secoli circa la democrazia e il diritto all’informzione libera-e-bella. Tutti a riempirsi la bocca facendo discorsi su discorsi e dandoli per assodati, ma alla fine dei conti, con Assange, questi conti non tornano più manco per il piffero. Ed eccoci, come sempre, al fallimento dell’informazione (P)unica, che nel suo tentativo di annientarci la capacità di comprendere, probabilmente (ma qui direi ‘sicuramente’) ci riesce. Non abbiamo speranza, ma non più di tanto per colpa nostra, eh? Bensì per colpa di chi ce la manda a raccontare… E noi, dietro, come idioti a fare il tifo: muuuu, muuuu! (con tutto il rispetto per i manzi: lo sapete, son vegano).

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  9. Del resto, non si capisce lo stupore.

    Da noi, in effetti, i giornalisti non vanno in galera.

    Due esempi?

    1- Alessandro SALLUSTI, condannato per diffamazione e prontamente graziato da NAPOLITANO nonostante che lo stesso si fosse rifiutato a suo tempo la stessa mossa con Sofri, perchè è incongruo che la grazia intervenga prima dei 2/3 della pena. In questo caso, invece, l’ha commutata da condanna penale a multa. E Sallusti può continuare a dirigere un giornale, anzi IL GIORNALE (di Montanelli eh), senza che nemmeno l’abbiano buttato fuori dall’Ordine dei giornalisti. Ma la condanna e i fatti restano, non sono stati nemmeno annullati da Napo Orso Capo, ma solo commutati che non è la stessa cosa!

    2- l’Agente Betulla, vi ricordate? Un disinformatore a libro paga CIA (certamente non il solo). Vi risulta che l’abbiano incarcerato?

    Un’ultima cosa: ma l’AUSTRALIA, non ha mai mosso un dito per il suo concittadino Assange? Sembra che sia figlio di nessuno e dire che pure il babbo è venuto qua in Italia a fare una conferenza per esortare a sostenere il figlio!

    Ah, dimenticavo: UDO ULFKOTTE, prima di morire ci ha raccontato come funziona il ‘giornalismo’ in Occidente e come mai è così tanto ‘antirusso’.

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    • Ecco come fanno ad indirizzare l’opinione pubblica.
      È impressionante.
      Conoscevo già la storia di questo giornalista e questi video, ma, nell’attuale momento storico, le sue parole danno la misura dell’enorme apparato della propaganda che ci martella per condurci ad una guerra catastrofica.
      Che angoscia.
      E dire che c’è tanta gente che si beve ogni singola menzogna e fa il gioco di chi gliela instilla, rifiutandosi persino di SENTIRE qualsiasi eventuale versione differente.
      Non c’è logica, non c’è prova che tenga.
      Arriveranno a dubitare anche di questa confessione, se sono persino riusciti a trasformare, ai loro occhi, i nazisti in eroi, in povere vittime del male assoluto: la Russia.
      Tutto falso, per loro, tranne ciò che gli propinano a ritmo serrato, senza tregua, non sia mai che abbiano il tempo di formulare un pensiero o, magari, un dubbio.
      Sono affranta… affranta.

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  10. Un pò è demotivante, in effetti.

    Purtroppo il gioco è sempre più chiaro, ma non c’é modo di evitarlo, tanto che sembra sempre più la favola del Lupo e dell’Agnello, dove quest’ultimo è la Russia, e il primo gli USA, per i quali qualsiasi cosa faccia l’agnello vale la pena di sbranarlo.

    Nel mentre superMario è oramai la macchietta di se stesso e tra un pò chissà se lo sostituiranno e sarà interessante sapere con chi, sicuramente però sarà un’altra manovra di palazzo alla faccia nostra.

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