Massimo Fini: “Zelensky vuole l’Ue, ma fa l’amerikano”

L’agenda di Kiev è la stessa che Washington da sempre vuole imporre all’Europa, che l’ha pagata un occhio della testa. Oggi questa fanfara rischia di far diventare putiniano pure chi non lo è affatto […]

(Massimo Fini – massimofini.it) – Volodymyr Zelensky vuol dettare l’agenda politica all’Unione europea: bacchettata a Macron perché si è permesso di definire totalmente fuori luogo l’affermazione con cui Joe Biden ha definito quanto sta accadendo in Ucraina a opera dei russi “un genocidio”, sgarbo istituzionale al presidente della Repubblica tedesco Frank Walter Steinmeier definito “persona non gradita” perché considerato in passato, ma ancora oggi, “troppo dialogante con la Russia”.

Il segretario del Pd, Enrico Letta, ha fatto giustamente notare che un Paese come l’Ucraina che vuole entrare nell’Ue non può definire “non gradito” il rappresentante di un Paese che nella Ue già ci sta.

L’agenda politica che Zelensky vorrebbe imporre alla Ue è la stessa degli americani per i quali la questione ucraina è diventata, con tutta evidenza, un pretesto per indebolire il nemico di sempre, “l’orso russo”, e nel contempo rimettere in riga l’Europa che negli ultimi anni, dalla famosa affermazione di Angela Merkel (“Gli americani non sono più i nostri amici di un tempo, dobbiamo imparare a difenderci da soli”) aveva manifestato segni di insofferenza non solo nei confronti della Nato, ma degli Stati Uniti e, in definitiva, dello stesso ”atlantismo”. Insomma Zelensky, consapevole o no, è un pupazzo nelle mani degli Stati Uniti.

Gli americani prendono di mira soprattutto la Germania e la Francia (il vassallaggio dell’Italia lo considerano assodato) perché sono i due Paesi europei che più hanno cercato di dare all’Europa un’identità che non coincidesse con quella degli Stati Uniti. La storia è lunga. Già a metà degli anni Ottanta del secolo scorso, tedeschi e francesi cercarono di costituire un primo nucleo di esercito europeo, che avrebbe poi dovuto allargarsi agli altri Paesi del Vecchio continente. Ma gli americani imposero il loro niet: “Che bisogno c’è di un esercito europeo quando esiste già la Nato?”. Ma da allora molta acqua è passata sotto i ponti. È diventato sempre più evidente che la Nato è stata lo strumento con cui gli americani hanno tenuto in stato di minorità l’Europa in tutti i sensi, militare, politico, economico e alla fine anche culturale.

Dopo la caduta del Muro di Berlino gli interessi americani ed europei non solo non convergono più, ma divergono in modo pesante. Gli americani, col paravento della Nato, approfittando della momentanea scomparsa della Russia dalla scena geopolitica internazionale, ci hanno trascinato in guerre sanguinarie e disastrose non solo, direttamente, per i Paesi aggrediti Serbia 1999, Iraq 2003, Libia 2011, ma indirettamente per l’Europa che ne ha subito le conseguenze. Dal punto di vista economico gli americani sono dei competitos sleali e pericolosi. Mentre l’Europa sotto la guida di Angela Merkel praticava una politica di austerità per evitare deflagrazioni inflazionistiche, l’America allargava a dismisura il credito provocando la crisi della Lehman Brothers, 2008, che ha investito in pieno il Vecchio continente e di cui stiamo pagando ancora le conseguenze e la cosa continua anche oggi. Il debito delle famiglie americane ammonta a 15,5 trilioni di dollari. Come se ciò non bastasse Joe Biden ha immesso sul mercato altri 1.200 miliardi “per rifare il Paese”, il suo, perché questa montagna di credito inesigibile finirà per abbattersi, prima o poi, più prima che poi, non solo sugli Stati Uniti, ma su tutti i Paesi a loro economicamente e finanziariamente legati provocando una crisi rispetto alla quale quella del 2008 sembrerà un sorbetto al limone rispetto a una colata di whisky. Di passata gli americani hanno proibito all’Italia, e non solo all’Italia, non si capisce sulla base di quale legge internazionale che non sia la prepotenza di una Superpotenza, di avere scambi commerciali con l’Iran. Ora noi con l’Iran degli ayatollah avevamo, attraverso l’Eni, ottimi rapporti. Non si capisce davvero per quale motivo dobbiamo sacrificarli solo perché l’Iran è visto come fumo negli occhi dagli Stati Uniti in funzione del loro grande alleato, ma sarebbe meglio dire quinta colonna, nella regione, Israele. E quando il nostro ministro degli Esteri, ha aperto agli scambi commerciali con la Cina (“la via della seta”), un mercato enorme particolarmente interessante per le nostre imprese, il buon Di Maio è stato sommerso non solo dalla disapprovazione della stampa internazionale, che gli Usa tengono saldamente in mano, ma anche da quella soccombista italiana.

Zelensky sostiene che la vera intenzione di Putin è di cancellare l’Ucraina dalle mappe. Ed è probabilmente vero. Ma ugualmente lo stesso Zelensky sta cercando di cancellare la cultura russa nel Vecchio Continente. Il governo di Kiev ha proibito ai ballerini ucraini di danzare Il lago dei cigni di ČCajkovskij al comunale di Como, al comunale di Ferrara, alla Tuscany Hall di Firenze, al teatro Rossini di Trieste, al comunale di Lonigo. Cosa sia successo l’ha spiegato al Corriere del Veneto Natalia Iordanov, la direttrice dell’Ukrainian Classical Ballet: “Uno dopo l’altro, i nostri ballerini sono stati contattati dalle direzioni dei rispettivi teatri e si sono sentiti dire: ‘Visto che la Russia sta compiendo un vero e proprio massacro, non potete mettere in scena le opere di autori russi, altrimenti saremo costretti a licenziarvi e potreste essere arrestati per tradimento’”. È una direttiva del ministro ucraino Oleksandr Tkachenko, che ha affermato: “La Russia usa la sua cultura, anche del passato, balletto compreso, come strumento di propaganda, quindi quella cultura va messa al bando”. Sembrerebbero direttive vagamente naziste. Ma non è così. Quando si è in guerra con un Paese i cittadini non possono collaborare in alcun modo col nemico. Per lo stesso motivo non è condannabile Putin (ora, in stato di guerra, non prima) quando mette la mordacchia a quel che resta dei media indipendenti del suo Paese. In guerra è legittima la censura. Tutto ciò è reso più confuso dal fatto che, a differenza dei vecchi tempi, non c’è oggi una formale dichiarazione di guerra fra Russia e Ucraina. Ai vecchi tempi, cioè fino al Secondo conflitto mondiale, si dichiarava guerra al nemico e si davano 48 ore di tempo agli ambasciatori per sloggiare, dopodiché non era più possibile nessun rapporto, né culturale né tantomeno economico, fra i belligeranti (si veda il discorso di Mussolini del 10 giugno 1940 in cui il Duce dichiarava guerra alla Gran Bretagna e alla Francia). Oggi invece, scomparso dallo scenario qualsiasi jus belli, si vive nella più grande confusione: Zelensky, spalleggiato dagli Stati Uniti, pretende di proibire all’Europa di usufruire del gas russo, ma nello stesso tempo lo stesso Zelensky non rinuncia al gas russo e nemmeno al miliardo e mezzo di euro l’anno di diritti di transito del gasdotto russo-ucraino.

L’enorme enfasi data dai media occidentali e dai soccombisti italiani, in verità più dai giornalisti che dai politici se si eccettua Mario Draghi che, da buon finanziere, è sdraiato come un tappeto ai voleri Usa, ha finito per nuocere, in una sorta di eterogenesi dei fini, proprio all’Ucraina e ad avvantaggiare Putin. In quest’orgia di consenso unilaterale, di retorica, di ipocrisia, chi in partenza non era “putiniano” rischia di diventarlo.

26 replies

  1. good evening zelensky… and putin, how are u? u have so much in common… in the things u do…
    and here comes joe biden… he talks of common ground… does that common ground include me? or is it just a sound? a sound that shake… oh brandon u must watch the sounds u make

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    • Io non ci capisco più niente, dagli articoli del fatto mi pare che sia stata l’Ucraina ad invadere la Russia.poi, in ogni articolo del fatto si ricorda che l’Ucraina accetta l’1,5 miliardi di euro per l’affitto del gasdotto europeo (ribadisco europeo).cioè, dovrebbe far passare il gas per gli altri gratis sul suo territorio ,mentre tutti gli altri accettano il gas e pagano profumatamente. Questa è propaganda pro Putin e anti America , E detta da un antiamericano come me deve essere qualcosa di molto grave.

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  2. Rilegga, con calma.
    Se ancora ritiene di avere dubbi, rilegga ancora. Come scriveva Giordano Bruno, l’unica possibilità di conoscenza viene dallo studio.

    L’opportunità, o meno, di prendere denaro da chi ti uccide la popolazione, se è questo di cui si tratta, è in mano ai Padroni dell’Ucraina. L’Europa è solo un partner commerciale, in uno stato di guerra non esistono vincoli di sorta.
    Il punto è che i Padroni dell’Ucraina vogliono le armi, vogliono i soldi, vogliono aiuti, vogliono emigrazioni agevolate, quindi non fermano il gas in transito.
    Se poi lei vuol credere alle fiabe, può sentirsele raccontare quotidianamente a reti unificate.

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  3. Ho capito l’Ucraina ha invaso la Russia. E E deve pure far passare il gas gratis per l’Europa, per evitare che l’Ucraina usi quei soldi per comprare armi…
    PS-ma in questa chat è una prassi quella di offendere l’intelligenza, poco tanta che sia, di chi non è d’accordo con le vostre idee?

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  4. Quando Fini elenca le porcate degli USA e della NATO lo fa per difetto (solo sulla Serbia non sono d’accordo). Poi però continua con un ragionamento poco chiaro e lucido, con un mescolamento di pensieri che confonde e non aiuta a capire il suo pensiero.

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      • 🙄Hai capito l’allusione ironica al tuo italiano improbabile o hai attribuito la canzoncina di Checco Zalone ad altra mia intenzione, magari autoincensatoria?
        No, perché, visto il tuo grado di comprensione di un testo scritto, ogni ipotesi può essere valida.
        Mi arrendo, guarda.
        È un dialogo inutile.

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    • Purtroppo quei poveri abitanti non hanno nemmeno un santo in paradiso o in qualsiasi parlamento! Hanno distrutto un paese meraviglioso , come la Siria ! Ma non c è un coglione qualsiasi che si spenda a fare nulla ! Sono indignata , stiamo distruggendo secoli di bellezza e storia e nessuno se ne occupa ! L Ucraina non è mai stata culla di democazia e pace ! Abbiamo permesso di distruggere la storia umana ! É vergognoso ! Adesso sta fregola per l Ucraina…

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  5. oh! sono affascinato dalle analisi politiche sul conflitto che una persona semplice riesce a formulare, la ballerina ospite ormai fissa di cartabianca. Suggerisco la ricerca di un nano altrettanto competente da affiancarle in modo da completare il quadro.

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    • Grazie per averlo scritto.
      Lei e i suoi vestiti/bandiera mi urtano a prima vista.
      Ma poi apre bocca o annuisce giuliva… e la sua profonda e, soprattutto, oggettiva analisi politica del conflitto mi dà ragione della sua indispensabile presenza.
      Poi arriva Caprarica, in pausa dal gossip sui reali inglesi, a cui dovrebbe tornare velocemente, e mi finalmente mi risolvo a cambiare canale.

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