Begli amici

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Più passano i giorni, più si avvera la frase dell’antropologo Antonello Ciccozzi: “In Ucraina, agli invasi e agli invasori, dovremmo aggiungere gli invasati”. Che popolano le file sia degli invasori sia degli invasi e dei loro alleati. Nelle ultime 48 ore, sia Putin sia Biden hanno evocato un “genocidio”: quello in Donbass per mano degli […]

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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76 replies

  1. Begli amici

    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Più passano i giorni, più si avvera la frase dell’antropologo Antonello Ciccozzi: “In Ucraina, agli invasi e agli invasori, dovremmo aggiungere gli invasati”. Che popolano le file sia degli invasori sia degli invasi e dei loro alleati. Nelle ultime 48 ore, sia Putin sia Biden hanno evocato un “genocidio”: quello in Donbass per mano degli ucraini e quello in Ucraina per mano dei russi. Ora, il genocidio è l’annientamento sistematico di un popolo, un’etnia, una religione: gli ebrei per mano dei nazisti con la Shoah-Olocausto (un unicum nella storia), i pellerossa e altri aborigeni per mano dei colonialisti, gli armeni per mano degli ottomani. Per definire i massacri ucraini contro i russofoni e russofili in Donbass (15 mila morti circa in 7 anni) e quelli russi in Ucraina (2 mila morti circa in 49 giorni, secondo l’Onu) basta e avanza il termine “guerra”, anche se il primo tempo (iniziato nel 2014) viene pervicacemente negato da chi vede solo il secondo (iniziato il 24.2.2022). Perché allora insistere sul “genocidio”? Putin lo fa per giustificare l’ingiustificabile aggressione dell’Ucraina. Biden – sbugiardato da Macron e Scholz, cioè dagli alleati a schiena dritta, quindi non da Draghi – deve alzare ogni giorno l’asticella dell’escalation verbale a supporto di quella armata che deve impedire ciò che più teme: che la guerra finisca presto. Infatti, dopo le sue sparate sul golpe in Russia contro il “macellaio”, nessuno parla più di negoziati. Nemmeno l’Ue che, diversamente da lui, avrebbe tutto l’interesse a riallacciare i fili al più presto.

    Il guaio di Biden e dei suoi servi sciocchi e furbi è che, col trascorrere dei giorni e l’aumentare dei morti e delle distruzioni, l’opinione pubblica occidentale è sempre meno intruppata e sempre più scettica sulla corsa al riarmo. Ormai lo capiscono anche i paracarri che si tenta di spacciare un conflitto regionale sul Donbass per una guerra mondiale contro tutta l’Ue, anzi tutto l’Occidente: altrimenti i governi che riempiono di armi l’Ucraina senza domandarsi che fine fanno in piena guerra e che fine faranno a fine guerra sarebbero già stati cacciati coi forconi; o almeno costretti a levarsi dalla testa la tafazziana ideona di privare i propri cittadini e imprese del gas russo, con recessione, razionamenti energetici, fallimenti di grandi e piccole aziende, boom dei disoccupati e dei poveri, solo perché glielo chiedono Zelensky (che al gas russo non rinuncia, e neppure al miliardo e mezzo di euro l’anno di diritti di transito del gasdotto) e Biden (che vuole rifilarci il suo, molto più caro, scarso e inquinante). Ieri su Rep si leggeva l’ultima good news: “Gas russo, gli Usa minacciano le società Ue che lo acquistano”. Che carini. Meno male che sono amici, sennò li avremmo già bombardati.

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  2. Credo che oramai molti abbiano mangiato la foglia .. il problema è che abbiamo dei pazzi convinti di avere ragione loro e stanno seduti al potere e finanche nel ns parlamento di buffoni ! Come nei manicomi sono tutti convinti di essere Churchill e sono solo dei Napoleoni …

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    • Il problema, Manna, è che i giornaloni e il pensiero-unico mainstream, a iniziar dalle TV di merda di questo paese di imbecilli, si dan da fare come pazzi per rifilarci i discorsi che tornan loro più comodi, completamente a prescindere da quello poi che recepisce/percepisce il popolo-che-non-conta-mai-una-beata-minkia. Che poi è esattamente quel che è successo – e incredibilente ancora succede – con quel padreterno di Drugy alla guida del paese, ed esattamente quel che è successo, viceversa, con Conte, rispettivamente disegnati come il Migliore e il Peggiore, secondo i loro (del mainstream) vergognosi racconti. Finisce poi che qualcuno del popolino, a ’ste stronzate… magari pure ci crede. Ecco la fregatura.

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  3. Stasera altra disgustosa puntata del programma condotto dalla (per fortuna ex) giornalaia del FQ, tale Veronica (grandi poppe) Gentili. Indovinate quante ne hanno dette?

    Mentre noi dobbiamo sorbirci la Tocci, di cui AndreaEX ha probabilmente un poster a grandezza naturale e senza veli, in cameretta.

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  4. Gli operai non fiatano, gli studenti non si muovono, i pensionati rincoglioniti davanti al televisore i bloggers giù a postare……..
    non so come finire quello che ho cominciato……🤦‍♂️una disperazione.

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  5. In un certo senso nel secondo tempo di questa guerra (il primo tempo è iniziato nel 2014 ma i media non lo hanno trasmesso) fra USA e Russia, i russi combattono col proprio esercito integrato con mercenari (ceceni, siriani…), mentre gli USA utilizzano solo mercenari: gli ucraini.
    In cambio li hanno pagati: 5 miliardi circa negli ultimi anni (dichiarati dalla Nuland, più circa il triplo fatti pagare però all’Europa, che come riconpensa viene rovinata dalle sanzioni economiche.
    Del resto siamo sotto occupazione NATO… non è che si possa pretendere di fare i nostri interessi.
    Poi ora è un continuo rilancio, incentivi, premi di produzione, tredicesime … giusto oggi Biden ha promesso altri 800.000.000, ovviamente in armi, perchè evidentemente dei mercenari hanno bisogno solo di quello, non di aiuti, cibo, cure … no, solo armi.

    Aggiungo una ennesimamente interessante intervista a Giorgio Bianchi, che suggerisco di ascoltare a chi ha per ora ascoltato solo la versione occidentale, e potrebbe cogliere chiavi di interpretazione diverse da un giornalista che si occupa di questa guerra da otto anni. Intervistato fra l’altro da una Eather Parisi che non sapevo si fosse data al giornalismo, ma che non se la cava male e dimostra di essere molto libera.

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  6. “Nelle ultime 48 ore, sia Putin sia Biden hanno evocato un “genocidio”: quello in Donbass per mano degli ucraini e quello in Ucraina per mano dei russi.”:

    significato di genocidio a parte, resta il fatto che il primo è documentato, il secondo puzza di Paramount Pictures con un’annaffiatina di Coca cola, lontano un miglio!

    “Putin lo fa per giustificare l’ingiustificabile aggressione dell’Ucraina”? E allora perché mai “Biden – sbugiardato da Macron e Scholz, cioè dagli alleati a schiena dritta, quindi non da Draghi – deve alzare ogni giorno l’asticella dell’escalation verbale a supporto di quella armata che deve impedire ciò che più teme: che la guerra finisca presto”? Inoltre, i negoziati, l’Ue come qualsiasi altro, tranne ovviamente quelli che non vogliono far finire la guerra, non li si fa perché si avrebbe tutto l’interesse a riallacciare i fili al più presto perché non si può più fare la doccia calda in Agosto, ma per fermare i “genocidi” e a bocce ferme, trovare i veri responsabili di queste atrocità.

    Vabbè che siamo in una notte in cui tutti i genocidi sono grigi, però a farsi fare il culo a stelle e strisce senza accorgersene, è un attimo! Se a Travaglio piace il cerchiobottismo per non chiudere il FQ, si accomodi, avrà senz’altro comprensione.

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    • “significato di genocidio a parte, resta il fatto che il primo è documentato, il secondo puzza di Paramount Pictures con un’annaffiatina di Coca cola, lontano un miglio!” Documentato da chi? Questa frase è così sporca di ideologia che fa il paio con chi nega le foibe o peggio ancore nega ll’olocausto senza paragoni e con tutto il rispetto per la ebraica

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      • Qui l’unico che “fa il paio con chi nega le foibe o peggio ancore nega l’olocausto senza paragoni e con tutto il rispetto per la ebraica (qualsiasi cosa significhi)”, sei solo tu, visto che stai negando che non sia documentato. Ovvio che se ti informi su wikipedia che in corso d’opera cambia la storia, come documentato da @SM sotto, allora: buon Qulo a stelle e strisce!

        Stammi bene marionetta…

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      • @Gatto
        “… se ti informi su wikipedia…”.
        E invece TU dove ti informi, sentiamo un po’. Dacci qualche dritta, dai.

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  7. Ria Novosti?
    No, sentiamo gente con i controcz. ma che stanno dall’altra parte dell’Oceano.
    Il soggetto in questione è questo
    https://it.wikipedia.org/wiki/Scott_Ritter
    Il documento che propongo l’ho visionato in parte, perché è lungo e l’orario proibitivo. Mezz’ora, tanto mi basta per definire tale contenuto come eccezionale per la puntualità nelle spiegazioni di ciò che sta accadendo in Ucraina, compresa la tragica vicenda di Bucha e perché c’erano le confezioni di razioni militari vicino ai corpi dei civili morti. I primi trenta minuti mi spingono a consigliare vivamente di dare una occhiata, magari a rate (completamente sottotitolato anche in it)

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    • Ps Scott Ritter (lo spiega nel video) è stato bloccato due volte da Twitter per le sue posizioni (ha il vizio di dire cosa pensa, con estrema competenza), ma questo incidente gli ha fatto guadagnare 30mila followers in un attimo. Tanto per capire chi è il personaggio..

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      • “La guerra è una mafia”
        (Smedley Darlington Butler, 1881-1940)

        Maggiore generale (due stelle), al momento della sua morte era il marine più decorato della storia americana, appartenendo anche alla
        esigua schiera (19 militari) di coloro che meritarono due volte la medaglia d’onore, cioè la più alta onorificenza assegnata a un soldato.
        “War is a racket” è un suo libro di memorie scritto dopo 33 anni di servizio.

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  8. Altro schifo è Wikipedia stessa.

    Fino al mese scorso avevamo l’incipit della voce ‘Rogo di Odessa’ scritto così:

    ”La strage di Odessa è un massacro avvenuto il 2 maggio 2014 ad Odessa presso la Casa dei Sindacati, in Ucraina, ad opera di estremisti di destra, neonazisti e nazionalisti filo occidentali ucraini ai danni dei manifestanti sostenitori del precedente governo filo russo, che si opponevano al nuovo governo instauratosi nel Paese in seguito alle rivolte di piazza di Euromaidan di fine 2013, che il 22 febbraio 2014 portarono il parlamento ucraino a votare, con 328 voti favorevoli e 0 contrari, l’impeachment di Janukovyč e indire nuove elezioni presidenziali previste per il 25 maggio. Nel rogo, preceduto e seguito da linciaggi e violenze nei confronti degli aggrediti,[1] trovarono la morte almeno 48 persone tra impiegati della Casa dei Sindacati, manifestanti contrari al nuovo governo, o favorevoli al separatismo, simpatizzanti filo-russi e membri di partiti di estrema sinistra.[2]”

    Adesso è COSI’:

    ”L’incendio della Casa dei sindacati di Odessa si è verificato il 2 maggio 2014 a Odessa, in Ucraina, a seguito di violenti scontri armati fra fazioni di militanti filo-russi e di sostenitori del nuovo corso politico ucraino determinatosi nel paese dopo le proteste di Euromaidan. L’incendio ha causato la morte di 42 persone.[1][2][3]”

    E quelle caccole degli amministratori se ne fregano o sono complici. Clown.

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    • Smetterò di mandargli denaro…..
      È chiaro che un controllo devono operarlo sui contenuti e su chi modifica ad arte la storia.

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  9. Come tutte le guerre, in questa aggressione ci sono sotto degli schifosi interessi economici. Non credo che siano semplici motivi regionali, altrimenti il democratico dittatore si sarebbe concentrato da subito solo sul Donbass, senza devastare gran parte dell’Ucraina ed il suo popolo. Non sono un geopolitico, ma secondo me in realtà voleva prendersi tutta l’Ucraina (e non solo), ma visto la reazione che ha scatenato in tutti gli stati confinanti (ossia chiedere l’adesione alla NATO di Finlandia, Svezia, Georgia, ecc.) ora rincula sull’obiettivo più semplice, veloce e giustificabile. La resistenza Ucraina ha creato molti più morti e devastazione, ma se avessero accettato l’aggressore russo si sarebbe trasformato in uno stato fantoccio e mandato un pericoloso segnale al democratico dittatore che poteva ulteriormente tranquillamente avanzare verso altre Nazioni. Le sanzioni economiche e le armi inviate su richiesta dell’Ucraina hanno reso più duro lo scontro e reso più difficile la sostenibilità dello scontro per Putin. La speranza ovvia è che questo conflitto si chiuda al più presto e che il popolo ucraino possa riprendere a sperare in una vita migliore, anche se nulla potrà cancellare gli orrori e la tragedia umana vissuta.

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    • Si vede che non si informa sufficientemente! Le cose non stanno come lei crede ..ma sperare non costa niente!

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      • Gentile Manna, ho espresso solo il mio pensiero ed evidentemente lei è più informata di me. Non me ne faccia una colpa. Cordialità.

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  10. le due ultime notizie su gas sarebbero:
    – (fonte Bloomberg) la UE avrebbe stabilito che il pagare il gas con la procedura stabilita dei russi
    ovvero passando attraverso la conversione, del valore in valuta stipulato, in rubli è un meccanismo
    che essendo in mano ai russi gli da il potere di controllo e quindi, di fatto, si pone al di fuori
    dei meccanismi di sanzione.
    traduco, dato che con questo meccanismo il gas lo dobbiamo pagare e non lo possiamo rubare
    con la scusa che le banche coinvolte sono sotto sanzione, non ci sta bene e non dovete utilizzarlo.
    (altro che rafforzamento del rublo, i giornalisti al solito prendono fischi per fiaschi)
    – (altra fonte) l’ENI avrebbe concordato con l’Egitto la fornitura di gas per l’Italia
    se vera, salutatemi Regeni e Zaki, e mandate un cesto con frutta agli attuali detentori del potere locale
    (no, i tortellini e la mortadella non vanno bene)

    sul fatto che “il genocidio è l’annientamento sistematico di un popolo, un’etnia, una religione” e che Putin
    la usi come scusa il punto di giudizio di MT non mi è chiaro?
    se usare la lingua, e dunque l’appartenenza ad un gruppo generalmente chiamato ‘popolo’, come metodo
    per discriminare prima, e opprimere poi, perché la posizione di Putin è una scusa

    per tutti i quelli che non sono attenti (tipo Davide), o si avvalgono solo dei racconti dei media nostrani,
    farei presente che in realtà sono in corso due operazioni separate, ma nello stesso tempo intrecciate
    per la finalità.
    – la prima è il depotenziamento militare della macchina bellica ucraina e questo lo si può ottenere solo
    distruggendo l’armamento, l’uccisione di militari e ‘civili armati’ è quello che gli americani chiamano
    danno collaterale inevitabile (se valeva per il corteo di sposi varrà pure per il ragioniere, o lo studente,
    che, dopo sommaria e improvvisata istruzione, è diventato un Rambo da discount)
    – la seconda è il riportare sotto controllo delle autonominate repubbliche dl Donbass l’area della
    della loro regione come era definita prima del golpe del 2014

    la prima si lega alla seconda dato che toglie alimento alle forze armate ucraine e, soprattutto,
    a quelle paramilitari che le avevano occupate militarmente e politicamente tramite l’ATO
    e che, nel mese precedente all’inizio dell’operazione russa, avevano, contravvenendo agli accordi
    presi con Minsk-2, accordi presi davanti a Francia, Germania e Russia come garanti,
    aveva schierato uomini e mezzi quando l’accordo preso indicava come cosa che non doveva essere fatta
    lo scopo, pure ai più ingenui e puri, era abbastanza chiaro, prepararsi, attendendo la fine dell’inverno,
    a sferrare l’attacco finale per la messa a ferro e fuoco delle due repubbliche e quindi sottometterle
    (i più estremi arrivavano a prevedere pure l’espulsione dei russofoni da quei territori quando non la loro
    uccisione)

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    • Gentile Marco, ho letto con interesse il suo intervento. Io non giustifico mai nessun massacro di civili per attacchi che nascondono ben altri interessi. Pare a proposito che sul confine con la Finlandia si stiano concentrando truppe russe. Anche qui sentiremo parlare di Finnonazi, di presidenti ubriaconi, di genocidi passati o altri inappuntabili motivazioni come per l’Ucraina? Cordialità.

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      • Davide non penso, perchè in Finlandia e Svezia non c’è stato un golpe vero attuato utilizzando forze di estrema destra che si rifanno direttamente al nazismo, e non sono in atto persecuzioni etniche nei confronti di parte della popolazione (se avessi tempo ti invito ad ascoltare l’intervista che ho postato in alto, che tratta vari temi relativi all’Ucraina, e che secondo me è utile ad avere un punto di vista non propagandistico-occidentale).

        Risulta anche a me che la Russia abbia spostato alcune truppe al confine con la Finlandia, ma la interpreto come un semplice avvertimento.
        La Russia ha detto molte volte di aver dovuto attaccare l’Ucraina soprattutto per la sua volontà di entrare nella NATO, e mettersi a dichiarare ora che si vuole entrare a propria volta nella NATO mi sembra provocatorio o inopportuno.
        Non credo proprio (poi tutto è possibile) che la Russia abbia intenzione di invadere la Finlandia, ma solo che le diano fastidio i missili termonucleari al confine (è diverso che averli in giro per il mondo), e quindi sia contrariata da queste dichiarazioni, e mostra i muscoli.

        Per l’Ucraina, che non sia riuscita a prenderla per la resistenza inaspettata incontrata è la versione nostra, perchè la Russia ha forze molto più grandi che potrebbe mettere in campo e non lo ha fatto, e continuo a pensare che volesse solo distruggere un po’ di armi ucraine per sgonfiarla, ammazzare un po’ di nazisti veri e propri per levarseli di dosso (quelli dei battaglioni Azov ecc), aiutare il Donbass (non penso che annetterà neppure il Donbass), ma anche garantirsi la futura neutralità ucraina, cosa che per ora impedisce una soluzione veloce del conflitto visto che gli USA (i reali committenti dell’atteggiamento aggressivo dell’Ucraina nel primo tempo della guerra e ancora ora) non vogliono assolutamente

        Secondo me gli USA inventano mille false scuse mediatiche per far continuare la guerra all’Ucraina, solo perchè loro questa guerra la desiderano con tutto il cuore.

        Se ho rotto fammi un cenno, ti importuno perchè so che sei una persona intelligente e in buona fede e cerco di discuterne con te.

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      • Gentile Fabrizio, leggo sempre con interesse i suoi pensieri e seppur non sempre condividendone il contenuto, apprezzo i suoi modi e sono lieto di confrontarmi con lei. Mi sembra che la Finlandia, la Svezia, l’Ucraina siano stati indipendenti liberi di decidere del loro destino. Non mi sembra una buona ragione aggredirle e devastarle perché chiedono democraticamente di entrare nella NATO. Non mi pare che la NATO abbia minacciato, bombardato e invaso questi stati per portarli con sé, ma che questi cerchino una protezione dai gentili modi del sincero democratico dittatore Putin. Non mi sembra un buon motivo per bombardare, assassinare (perché di questo si tratta, visto che non è stata dichiarata la guerra dalla Russia all’Ucraina, che implica delle regole) civili inermi, stuprare donne e bambini, torturare e deportare, o per lei lo è? Lei potrà anche non credere che i galantuomini dell’esercito russo possano fare queste porcherie, ma io si, perché in tutte le schifose guerre o aggressioni (come questa dell’Ucraina) combattute è una prassi. La cosa che mi spaventa è che, al di là come la di pensi, si tratti dell’argomento come se stessimo parlando di risiko, e non del dramma umanitario che uomini, donne e bambini stanno vivendo. Esseri umani e non figurine. Cordialità.

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      • “Non mi sembra un buon motivo per bombardare, assassinare (perché di questo si tratta, visto che non è stata dichiarata la guerra dalla Russia all’Ucraina, che implica delle regole) civili inermi, stuprare donne e bambini, torturare e deportare, o per lei lo è? Lei potrà anche non credere che i galantuomini dell’esercito russo possano fare queste porcherie, ma io si…”:

        ma si può essere più cordialmente insulsi?

        Ecco invece cosa ne pensa il diretto interessato e non una nullità ammuffita come Mr Cordialità:

        «Il discorso di Putin e la pazzia occidentale

        Francamente non avrei mai pensato di dover surrogare quell’informazione istituzionale che i media non danno più e per questo sono quasi costretto a pubblicare il discorso di Putin di due giorni fa che nel suo complesso è fondamentale per comprendere quali saranno le future mosse russe, ma che non è stato ripreso praticamente da nessuna o quasi fonte di informazione per evitare che la gente pensi che magari non è Putin ad essere pazzo, ma proprio quelli che lo affermano con tanta stupida sicumera. Eccone una sintesi abbastanza ampia.

        “L’operazione militare speciale procede secondo i piani. Naturalmente sono molto attento alle discussioni che si svolgono nella nostra società e anche all’estero, non dobbiamo nascondere nulla al pubblico, ma dobbiamo esaminare le operazioni militari con obiettività. E prima di tutto vorrei ringraziare i soldati e gli ufficiali russi, per il coraggio che dimostrano al servizio della Patria. D’altronde uno scontro con le forze neonaziste e nazionaliste innescate e promosse dall’Occidente in Ucraina, era inevitabile. Era solo questione di tempo. Si sono preparati e hanno aspettato la loro ora. Ma non lo permetteremo. Questa è la logica delle nostre azioni ricordando però che quello ucraino è un popolo nostro fratello, anche nelle tragiche circostanze di oggi.

        Il nazionalismo ucraino, come sappiamo, fu sostenuto nel periodo che precedette la prima guerra mondiale, principalmente dallo stato maggiore austriaco. Per quale scopo? Divide et impera, questa è la logica: dividi il popolo russo e poi mangialo a pezzi. Esattamente la stessa cosa è successa nella seconda guerra mondiale. Come sappiamo, i pogrom di polacchi ed ebrei non furono commessi dai tedeschi stessi, ma da questa divisione delle SS Galizia, dai Banderisti e da altre formazioni naziste: tutta questa feccia filofascista ha annientato la popolazione civile, i russi, gli ebrei e i polacchi. Tutti lo sanno. E ora vediamo nelle immagini della cronaca che nelle zone di combattimento del Donbass ci sono persone con insegne della Divisione SS Galizia. Ciò dimostra che abbiamo agito tempestivamente e correttamente avviando questa operazione e per quanto riguarda quest’ultima sento spesso persone che chiedono se non potrebbe essere condotta più velocemente. Sì, potrebbe, ma questo ha a che fare l’intensità dei combattimenti. E l’intensità dei combattimenti è purtroppo sempre accompagnata da vittime: il nostro compito è raggiungere tutti gli obiettivi prefissati riducendo al minimo queste perdite e si procederà al ritmo stabilito fin dall’inizio dallo Stato Maggiore.

        Le attività in alcune regioni dell’Ucraina sono esclusivamente legate al blocco delle forze nemiche, all’esecuzione di attacchi contro le infrastrutture militari e a creare le condizioni per azioni più attive sul territorio del Donbass. L’obiettivo di tutta la nostra operazione è aiutare le persone che vivono nel Donbass, che sentono stretti legami con la Russia e che sono state sottoposte a genocidio per otto anni. E adesso? Dopotutto, sia prima della prima guerra mondiale che durante la Grande Guerra Patriottica, una certa parte della società e del popolo ucraino, in particolare quella associata all’ideologia occidentale, fu usata contro la Russia. E anche oggi, di questi tempi, cercano di usarla in questo modo. Quelli che indossano la divisa con i simboli della Divisione SS Galizia, beh, sono dei bastardi, ma c’è anche chi simpatizza con loro e che non si vede come un nazista, ma come nazionalista. A costo bisogna far capire che l’obiettivo principale dell’Occidente non è sostenere l’Ucraina: essa è solo un mezzo per raggiungere obiettivi che non hanno nulla in comune con gli interessi del popolo ucraino. Questo è il problema e questa è alla base delle nostre azioni in Donbass e in Ucraina nel suo insieme.

        Per quanto riguarda Bucha, ho parlato molto con i miei colleghi dei paesi occidentali fino ad ora. E ogni volta che mi parlano di Bucha, chiedo loro se sono mai stati a Raqqa. Hanno visto come questa città siriana è stata completamente rasa al suolo dall’aviazione americana? E lì, infatti, i corpi giacevano tra le macerie e si decomponevano per mesi. A nessuno importava, nessuno se ne accorse. Proprio come nessuno ricorda le centinaia di civili uccisi in Afghanistan quando un attacco aereo ha ucciso centinaia di persone a un matrimonio. Silenzio. Ma non c’è stato silenzio quando hanno avviato le provocazioni in Siria, quando hanno simulato l’uso di armi chimiche da parte del governo di Assad che successivamente si è rivelato essere un falso. È Bucha è altrettanto falso. I documenti consegnati al Servizio di sicurezza federale hanno intercettato conversazioni importanti che dicono chi, come, con quali mezzi di trasporto hanno raggiunto le loro posizioni e hanno creato le condizioni per l’organizzazione di questa provocazione e di questo falso.

        Ora, per quanto riguarda i colloqui di pace abbiamo ottenuto alcuni accordi a Istanbul, che prevedevano che le garanzie di sicurezza per l’Ucraina – e l’Ucraina rivendica garanzie di sicurezza molto estese – non sarebbero state estese al territorio della Crimea e dell Donbass. A ciò sono seguite, come sapete, le nostre azioni per creare le condizioni per il proseguimento dei colloqui di pace. Dopo di che abbiamo visto la provocazione a Bucha e abbiamo capito che la parte ucraina ha rinunciato agli accordi di Istanbul. Ma finché non sarà stato raggiunto un accordo l’operazione militare proseguirà fino al suo completo completamento e alla soluzione di tutti i compiti che erano stati fissati all’inizio dell’operazione.”

        Come si può notare il tono è fermo ma molto lontano dalle assurde isterie occidentali, che sono tanto più vistose quanto più si avvitano nel torto e nella mistificazione: faccia fede per tutte le accuse di genocidio dei giornaloni a libro paga della segreteria di Stato Usa. Putin con questo discorso ha voluto assicurare agli Usa che gli obiettivi che Mosca si era data non verranno ridotti e che più continua la guerra, più essi verranno estesi. Che insomma il dado è tratto.».

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      • Gentile gatto, ha ragione lei. Non stia dietro alla mia insulsaggine, non ne vale la pena. Non sprechi il suo tempo prezioso dietro a me, non me lo merito, lei punti ai livelli ben più alti che le sono più consoni. Cordialità.

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      • Il New York Times ha confermato, ieri, l’autenticità di un video che è stato trasmesso sui social network lunedì, dove si vedono militari ucraini che massacrano soldati russi feriti.

        Si ritiene che il filmato, verificato dal quotidiano statunitense, “sembra mostrare un gruppo di soldati ucraini che uccide i soldati russi catturati alla periferia di una città a ovest di Kiev”. Il media indicano che gli eventi sono stati documentati intorno al 30 marzo a circa 11 chilometri a sud-ovest della città di Bucha durante il ritiro delle truppe russe dall’area vicino alla capitale ucraina.

        Nel video si può vedere come l’esercito ucraino spara due volte contro un soldato russo presumibilmente ferito che “apparentemente è vivo e respira ancora”. Quando vedono che è ancora vivo gli sparano di nuovo e poi il soldato smette di muoversi. Accanto a lui si possono vedere i corpi di almeno altri tre soldati, presumibilmente assassinati; uno di loro ha un evidente trauma cranico e le sue mani sono legate dietro la schiena. Inoltre, tutti i defunti indossano uniformi mimetiche e tre di loro hanno sulle braccia i caratteristici segni bianchi usati dalle truppe russe, riporta il New York Times, aggiungendo che alcuni sembrano essersi tolti giacche, scarpe o stivali ed elmetti.

        Il giornale indica che le vittime giacciono su una strada a pochi metri da un BMD-2, un veicolo da combattimento di fanteria utilizzato dalle unità aviotrasportate russe. Più lontano si possono vedere altri veicoli distrutti. “Questi non sono nemmeno umani “, dice un soldato ucraino nel video mentre cammina tra i veicoli distrutti, aggiungendo che due luogotenenti russi erano stati fatti prigionieri, secondo il quotidiano statunitense.

        Il New York Times spiega che i soldati ucraini sono identificabili dalle toppe della bandiera e dai nominativi blu ; ripetono anche più volte “gloria all’Ucraina”. “La loro divisione non è chiara, ma nel video degli omicidi, uno degli uomini si riferisce ad alcuni di loro come ‘ragazzi Belgravia’, probabilmente riferendosi a un complesso di appartamenti chiamato Belgravia, situato a poche centinaia di metri dall’accaduto”, si aggiunge.

        Le uccisioni sono state il risultato di un’imboscata ucraina , presumibilmente perpetrata il 30 marzo, scrive il giornale, citando il giornalista freelance Oz Katerji, che ha scritto su Twitter il 2 aprile che i soldati ucraini gli avevano raccontato che i russi erano caduti in un’imboscata ore prima, e postato video e immagini della colonna distrutta. Anche il ministero della Difesa ucraino ha twittato della distruzione del convoglio russo, definendolo “un lavoro preciso” da parte delle forze ucraine.

        https://t.me/voenacher/14106

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      • Abbiamo armato l’apocalisse, da entrambe le parti.

        Non voglio evidenziare aspetti oggettivi tra questa mattanza e quella di Buča.

        Resta solo l’inferno in terra.

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    • Fabrizio, “risulta anche a me che la Russia abbia appostato truppe al confine con la Finlandia, ma lo prendo come un semplice avvertimento” (🤭). Ma dimmi un pó, la tua specialità è darti il martello sulle dita?

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  11. “per tutti i quelli che non sono attenti (tipo Davide), o si avvalgono solo dei racconti dei media nostrani,
    farei presente che in realtà sono in corso due operazioni separate, ma nello stesso tempo intrecciate
    per la finalità.”

    Spiegato ampiamente da generali ex Nato italiani e spariti anche loro dalle tv nostrane .

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    • Gentile Tracia, tempo fa consigliai la lettura di una intervista illuminante del Generale Angioni sul Riformista. Può sempre recuperarla, se interessata. Cordialità.

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    • @Tracia
      “per tutti i quelli che non sono attenti (tipo Davide), o si avvalgono solo dei racconti dei media nostrani…”
      La devi smettere con la tua arroganza.
      Non hai nessuna autorità per dare patenti di “attenzione” o “mainstream” a nessuno.

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      • Questo era commento di Marco non mio , io ho aggiunto il resto.

        Alcuni mesi fa ti risposi che scambi sempre pér per póm ( pera per mela)

        Stammi bene Fede

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    • Sì Tracia, la devi smettere.
      Segui l’esempio suo, che si è affacciato sul blog due mesi fa e ha iniziato a insultare a destra e a manca, finendo per dare a noi dei troll, cioè lui è arrivato ora carico di Conchita e Gramellini e i troll sono gli altri.

      Fai come lui e sarai sicura di non sbagliare, affidati un po’ a Floris e Vermigli.
      E poi te lo dice lui con la sua autorità (e i suoi insulti), quindi non può che essere così.
      Forza, fila dietro la lavagna!

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      • GUarda che qui l’unico imbucato sei tu, hai capito? Anche se ti ritieni il padrone di casa che dà ordini: devi finirla Tracia.
        Ma chi ti credi di essere? Buffone maleducato!

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      • Io dibatto con chi mi pare e piace, certamente non con te, buffone.
        E maitresse lo dici a quella che ti ha partorito, hai capito?
        SPARISCI

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      • A proposito della metafora del traffico: Empio LoGuasto ha tutta l’aria di rappresentare l’indipendenza di un semaforo rotto: lampeggia!

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      • Caro @Gatto

        TU sei più CONFORMISTA di tutti quelli che definisci conformisti.
        TU hai preso posizione, un secondo dopo lo scoppio della guerra, per CONFORMISMO.
        Hai scelto, per CONFORMISMO, di stare dalla parte dei complottisti di quart’ordine con cui andavi a braccetto sul tema Covid (battaglia, mi sembra, in cui invece credevi).
        Indi per cui (cit.) non credo a una sola parola di quello che scrivi.
        Sugli aspetti psicologici del tutto preferisco soprassedere.

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      • Con pardon grad…

        “Hai scelto, per CONFORMISMO, di stare dalla parte dei complottisti di quart’ordine con cui andavi a braccetto sul tema Covid…”.

        Ah ah ah!

        Tipo Anail, Gsi e perché no, anche paolapci?

        “Indi per cui (cit.) non credo a una sola parola di quello che scrivi.”:

        “Ah ah ah! Questo pensa che qualcuno se lo fili. Patetico!” (cit.)

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  12. “significato di genocidio a parte, resta il fatto che il primo è documentato, il secondo puzza di Paramount Pictures con un’annaffiatina di Coca cola, lontano un miglio!” Documentato da chi? Questa frase è così sporca di ideologia che fa il paio con chi nega le foibe o peggio ancore nega ll’olocausto senza paragoni e con tutto il rispetto per la ebraica

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  13. Com’è bravo Travaglio a dare un colpo al cerchio ed uno alla botte. Come fu per i vaccini, adesso è per la guerra Russia Ucraina.

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  14. Gli Usa hanno sempre meno leve per spingerci TUTTI in un conflitto militare attivo, però con la questione genocidio possono obbligare ONU e UE (forse Nato – e non varranno veti di qualche membro) a intervenire con dispiegamento di uomini e mezzi.

    Segnalo, a titolo informativo ma non esaustivo:

    ________________
    Pubblicazioni Centro Studi per la Pace http://www.studiperlapace.it
    ________________
    Speciale:
    STRUMENTI NORMATIVI SUL DELITTO DI GENOCIDIO
    Legge 11 marzo 1952, n. 153 – Adesione dell’Italia alla Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio, approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite (in Gazz. Uff., 27 marzo, n. 74)
    Preambolo
    La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; Il Presidente della Repubblica:
    Promulga la seguente legge:
    Articolo 1
    Il Governo della Repubblica è autorizzato ad aderire alla Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e portante la data del 9 dicembre 1948.
    Articolo 2
    La Convenzione suddetta, avrà piena ed intera esecuzione dalla data di entrata in vigore della legge che sarà emanata secondo quanto è prescritto dall’Articolo 5 della Convenzione stessa.

    Articolo 3
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    La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .
    ***
    Convenzione per la Prevenzione e la
    Repressione del Delitto di Genocidio
    General Assembly Resolution 260 A (III) New York, 9 dicembre 1948
    Le Alte Parti contraenti
    considerando che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nella Risoluzione 96 (1) dell’11 dicembre 1946 ha dichiarato che il genocidio è un crimine di diritto internazionale, contrario allo spirito e ai fini delle Nazioni Unite e condannato dal mondo civile;
    riconoscendo che il genocidio in tutte le epoche storiche ha inflitto gravi perdite all’umanità;
    convinte che la cooperazione internazionale è necessaria per liberare l’umanità da un flagello così odioso,
    convengono quanto segue: Articolo I:
    Le Parti contraenti confermano che il genocidio, sia che venga commesso in tempo di pace sia che venga commesso in tempo di guerra, è un crimine di diritto internazionale che esse si impegnano a prevenire ed a punire.
    Articolo II:
    Nella presente Convenzione, per genocidio si intende ciascuno degli atti seguenti, commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religiose, come tale:
    (a) uccisione di membri del gruppo;
    (b) lesioni gravi all’integrità fisica o mentale di membri del gruppo;
    (c) il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare
    II

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    la sua distruzione fisica, totale o parziale; (d) misure miranti a impedire nascite all’interno del gruppo;
    (e) trasferimento forzato di fanciulli da un gruppo ad un altro.
    Articolo III:
    Saranno puniti i seguenti atti:
    (a) il genocidio;
    (b) l’intesa mirante a commettere genocidio; (c) l’incitamento diretto e pubblico a commettere genocidio;
    (d) il tentativo di genocidio;
    (e) la complicità nel genocidio.
    Articolo IV:
    Le persone che commettono il genocidio o uno degli atti elencati nell’articolo III saranno punite, sia che rivestano la qualità di governanti costituzionalmente responsabili o che siano funzionari pubblici o individui privati.
    Articolo V:
    Le Parti contraenti si impegnano ad emanare, in conformità alle loro rispettive Costituzioni, le leggi necessarie per dare attuazione alle disposizioni della presente Convenzione, e in particolare a prevedere sanzioni penali efficaci per le persone colpevoli di genocidio o di uno degli altri atti elencati nell’articolo III.
    Articolo VI:
    Le persone accusate di genocidio o di uno deal altri atti elencati nell’articolo III saranno processate dai tribunali competenti dello Stato nel cui territorio l’atto sia stato commesso, o dal tribunale penale internazionale competente rispetto a quelle Parti contraenti che ne abbiano riconosciuto la giurisdizione.
    Articolo VII:
    Il genocidio e gli altri atti elencati nell’articolo III non saranno considerati come reati politici ai fini dell’estradizione.
    Le Parti contraenti si impegnano in tali casi ad accordare 1’estradizione in conformità alle loro leggi ed ai trattati in vigore.
    III

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    Articolo VIII:
    Ogni Parte contraente può invitare gli organi competenti delle Nazioni Unite a prendere, ai sensi della Carta delle Nazioni Unite ogni misura che essi giudichino appropriata ai fini della prevenzione e della repressione degli atti di genocidio o di uno qualsiasi degli altri atti elencati all’articolo III.
    Articolo IX:
    Le controversie tra le Parti contraenti, relative all’interpretazione, all’applicazione o all’esecuzione della presente Convenzione, comprese quelle relative alla responsabilità di uno Stato per atti di genocidio o per uno degli altri atti elencati nell’articolo III, saranno sottoposte alla Corte internazionale di Giustizia, su richiesta di una delle parti alla controversia.
    Articolo X:
    La presente Convenzione, di cui i testi cinese, inglese, francese, russo e spagnolo fanno ugualmente fede, porterà la data del 9 dicembre 1948.
    Articolo XI:
    La presente Convenzione sarà aperta fino al 31 dicembre 1949 alla firma da parte di ogni Membro delle Nazioni Unite e di ogni Stato non membro al quale l’Assemblea generale abbia rivolto un invito a tal fine.
    La presente Convenzione sarà ratificata e gli strumenti di ratifica saranno depositati presso il Segretario generale delle Nazioni Unite.
    Dal l gennaio 1950, alla presente Convenzione potrà aderire qualsiasi Membro delle Nazioni Unite e qualsiasi Stato non membro che abbia ricevuto l’invito sopra menzionato.
    Gli strumenti di adesione saranno depositati presso il Segretario generale delle Nazioni Unite.
    Articolo XII:
    Ogni Parte contraente potrà, in qualsiasi momento, mediante notificazione indirizzata al Segretario generale delle Nazioni Unite, estendere l’applicazione della presente Convenzione a tutti i territori o ad uno qualsiasi dei territori dei quali diriga i rapporti con l’estero.
    IV

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    Articolo XIII:
    Nel giorno in cui i primi venti strumenti di ratifica o di adesione saranno stati depositati, il Segretario generale ne redigerà un processo verbale e trasmetterà una copia di esso a ciascun Membro delle Nazioni Unite ed a ciascuno degli Stati non membri previsti nell’articolo XI.
    La presente Convenzione entrerà in vigore il novantesimo giorno successivo alla data del deposito del ventesimo strumento di ratifica o di adesione.
    Qualsiasi ratifica o adesione effettuata posteriormente a quest’ultima data avrà effetto il novantesimo giorno successivo al deposito dello strumento di ratifica o di adesione.
    Articolo XIV:
    La presente Convenzione avrà una durata di dieci anni a partire dalla sua entrata in vigore.
    In seguito essa rimarrà in vigore per successivi periodi di cinque anni fra quelle Parti contraenti che non l’avranno denunciata almeno sei mesi prima della scadenza del termine.
    La denuncia sarà effettuata mediante notificazione scritta indirizzata al Segretario generale delle Nazioni Unite.
    Articolo XV:
    Se, in conseguenza di denunce, il numero delle Parti alla presente Convenzione diverrà inferiore a sedici, la Convenzione cesserà di essere in vigore dalla data in cui l’ultima di tali denunce avrà efficacia.
    Articolo XVI:
    Una domanda di revisione della presente Convenzione potrà essere formulata in qualsiasi momento da qualsiasi Parte contraente, mediante notificazione scritta indirizzata al Segretario generale.
    L’Assemblea generale deciderà le misure da adottare, se del caso, in ordine a tale domanda.
    Articolo XVII:
    Il Segretario generale delle Nazioni Unite notificherà a tutti i Membri delle Nazioni Unite ed agli Stati non membri previsti nell’articolo XI:
    a) le firme, ratifiche ed adesioni ricevute in applicazione dell’articolo XI;
    V

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    b) le notificazioni ricevute in applicazione dell’articolo XII;
    c) la data in cui la presente Convenzione entrerà in vigore, in applicazione dell’articolo XIII;
    d) le denunce ricevute in applicazione dell’articolo XIV;
    e) l’abrogazione della Convenzione, in applicazione dell’articolo XV;
    f) le notificazioni ricevute in applicazione dell’articolo XVI.
    Articolo XVIII:
    L’originale della presente Convenzione sarà depositato negli archivi delle Nazioni Unite.
    Una copia certificata conforme sarà inviata a tutti i Membri delle Nazioni Unite ed a tutti gli Stati non membri previsti nell’articolo XI.
    Articolo XIX:
    La presente Convenzione sarà registrata dal Segretario generale delle Nazioni Unite alla data della sua entrata in vigore.
    ***
    Legge 9 ottobre 1967, n. 962 (in Gazz. Uff., 30 ottobre, n. 272). – Prevenzione e repressione del delitto di genocidio.
    Preambolo
    La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; Il Presidente della Repubblica:
    Promulga la seguente legge:
    Articolo 1
    (Atti diretti a commettere genocidio).
    Chiunque, al fine di distruggere in tutto o in parte un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso come tale, commette atti diretti a cagionare lesioni personali gravi a persone appartenenti al gruppo, è punito con la reclusione da dieci a diciotto anni.
    Chiunque, al fine di distruggere in tutto o in parte un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso come tale, commette atti diretti a cagionare la morte o lesioni personali gravissime a persone appartenenti al gruppo, è punito con la reclusione da ventiquattro a trenta anni. La stessa pena si applica a chi, allo stesso fine, sottopone persone
    VI

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    appartenenti al gruppo a condizioni di vita tali da determinare la distruzione fisica, totale o parziale del gruppo stesso.
    Articolo 2
    (Deportazione a fine di genocidio).
    Chi, al fine indicato nel precedente articolo, deporta persone appartenenti ad un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, è punito con la reclusione da quindici a ventiquattro anni.
    Articolo 3
    (Circostanza aggravante).
    Se da alcuno dei fatti preveduti negli articoli precedenti, deriva la morte di una o più persone, si applica la pena dell’ergastolo.
    Articolo 4
    (Atti diretti a commettere genocidio mediante limitazione delle nascite). Chiunque impone o attua misure tendenti ad impedire o a limitare le nascite in seno ad un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, allo scopo di distruggere in tutto o in parte il gruppo stesso, è punito con la reclusione da dodici a ventuno anni.
    Articolo 5
    (Atti diretti a commettere genocidio mediante sottrazione di minori). Chiunque, al fine indicato nell’articolo precedente, sottrae minori degli anni quattordici appartenenti ad un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, per trasferirli ad un gruppo diverso, è punito con la reclusione da dodici a ventuno anni.
    Articolo 6
    (Imposizione di marchi o segni distintivi).
    Chiunque costringe persone appartenenti ad un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, a portare marchi o segni distintivi indicanti l’appartenenza al gruppo stesso è punito, per ciò solo, con la reclusione da quattro a dieci anni.
    Ove il fatto sia stato commesso al fine di predisporre la distruzione totale o parziale del gruppo, si applica la reclusione da dodici a ventuno anni.
    Articolo 7
    (Accordo per commettere genocidio).
    Qualora più persone si accordino allo scopo di commettere uno dei delitti preveduti negli articoli da 1 a 5 e nel secondo comma dell’Articolo 6 della presente legge, e il delitto non è commesso, ciascuna di esse è punibile, per il solo fatto dell’accordo, con la reclusione da uno a sei anni.
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    Qualora più persone si accordino allo scopo di commettere il delitto preveduto nel primo comma dell’Articolo 6 della presente legge, e il delitto non è commesso, ciascuna di esse è punibile, per il solo fatto dell’accordo, con la reclusione da tre mesi a un anno.
    Per i promotori la pena è aumentata.
    Articolo 8
    (Pubblica istigazione e apologia).
    Chiunque pubblicamente istiga a commettere alcuno dei delitti preveduti negli articoli da 1 a 5, è punito, per il solo fatto della istigazione, con la reclusione da tre a dodici anni.
    La stessa pena si applica a chiunque pubblicamente fa l’apologia di alcuno dei delitti preveduti nel comma precedente.
    Articolo 9
    (Competenza per materia).
    La cognizione dei delitti, consumati o tentati, preveduti nella presente legge appartiene alla Corte d’assise.
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    • Il Bel Paese ripudia “il lago dei Cigni” perché è Russo dal 1877. Ecco il perché di alcuni “commenti”.
      《Dimmi una cosa soltanto sbagliata di quello che ho detto》 …….ma Bobtail non ha replicato, è del Bel Paese.

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      • Mi spiace, con tutta la buona volontà: non parlo la sua lingua!
        Provi a argomentare un po’ di più, e a contestualizzare il suo appunto nei riguardi del documento che ho voluto metterete a disposizione, se vuole.
        Non è polemica, la mia, un invito a rendere più comprensibili i suoi appunti.
        Mi scuso per non essere all’altezza del suo eloquio,
        grazie.

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  15. «Da guerra e (sic, ndr.) guerriglia

    La guerra pende sempre più dalla parte della Russia. Ieri più di 1350 soldati ucraini in gran parte appartenenti alle truppe di elite si sono arresi in una delle ultime sacche di Mariupol, eppure Kiev continua a negare e a fare in modo che la notizia non circoli fra le truppe per evitare che la resa diventi contagiosa mentre anche l’informazione occidentale cancella i video della resa perché la narrazione deve escludere assolutamente che l’Ucraina stia per essere sconfitta altrimenti i cittadini potrebbero cominciare a chiedersi perché mai continuare a mandare armi (anche se spesso solo robaccia arrugginita) rischiando un conflitto globale e fare sacrifici per qualcosa che è soltanto un miraggio. Ascoltando i media americani si potrebbe addirittura avere l’impressione che le truppe di Kiev stiano circondando Mosca e questo è un record persino per disinformazione di guerra. In tutto questo non si capisce bene perché gli ucraini debbano sacrificare le proprie vite: per aderire alla Ue o alla Nato, ammesso ci sia una qualche differenza? Di certo non possono morire per un Paese che non esiste, assemblato con pezzi estranei l’uno all’altro, ma al massimo per un’ideologia dell’odio, per una fede feroce. Mi chiedo cosa diranno i servi dell’informazione tra un mese quando tutto sarà presumibilmente finito e cominceranno ad emergere le esecuzioni, le torture, le stragi commesse dal regime di Kiev per il quale dovremmo indossare dei maglioni a letto o subire una crisi alimentare drammatica per i ceti popolari. Cosa diranno dopo aver provocato decine di morti inutili quelle carcasse morali che direbbero qualsiasi cosa per uno stipendio.

    Probabilmente ricominceranno a molestarci con la pandemia e i vaccini perché nel frattempo i sudditi europei non si accorgano che l’Ucraina è solo un pretesto dell’Egemone per distruggere economicamente l’Europa ed evitare che essa si inserisca nel traffici dell’Asia, lasciando gli Usa al palo; che la guerra per la quale gli sciocchi e i venduti (o sarebbe meglio dire i comprati) hanno fatto il tifo odiando la Russia era in realtà una guerra contro di loro. Così potrebbe anche cadere il velo sugli occhi della mente, tessuto nei decenni da un infimo culturame che ha visto in una sorta di globalismo a guida di mercato e non più politica, nel potere mondiale unipolare emerso dopo la dissoluzione dell’Unione sovietica, la formula per trovare pace e stabilità. Una idiozia più che un’utopia in nome della quale rinunciare a qualsiasi sovranità. Sì, siamo governati non più dalle idee e dalle prospettive politiche, ma dal mercato finanziario, ma questo non ha portato affatto alla pace: soltanto nei primi due decenni di questo secolo ci sono state 24 guerre sanguinose e circa 100 mila bombardamenti, 5 milioni di morti accertati e probabilmente il doppio nella realtà, 20 milioni di rifugiati, intere città e interi Paesi distrutti . L’intervento russo in Ucraina contesta la pretesa che questo potere di mercato a guida americana abbia alcuna legittimità nell’imporre il proprio volere a tutti gli altri attori della scena geopolitica, ma anche a tutte le persone schiacciate da un potere che ha ridotto la democrazia a una mera farsa.

    Dunque si può arguire che il tentativo dei nazisti ucraini i quali sanno benissimo che la guerra è perduta di trasformarla in una sorta di guerriglia terroristica di stampo nazista con l’aiuto della Nato, ovvero degli Usa il cui obiettivo è di continuare ad libitum con le sanzioni economiche in maniera che l’Europa non si possa risollevare. Se si leggono attentamente le varie dichiarazioni dei personaggi di spicco degli Ukies si vede che ormai la tendenza è cambiata da dateci le armi che per sconfiggere la Russia, a dateci le armi per resistere alla Russia, a dateci le armi per continuare la battaglie dopo che i russi avranno raggiunto i loro obiettivi. Che ci riescano è un altro paio di maniche anche perché la maggioranza degli ucraini ne ha abbastanza di costoro e probabilmente anche abbastanza dei loro suggeritori.».

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    • @Gatto
      “Tipo Anail, Gsi e perché no, anche paolapci?”.
      Contente loro di averti come nuovo compagno di strada…

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      • Non penso affatto che siano contenti, prova ne sia che non ho smesso di litigarci, ma appunto per questo: “Hai scelto, per CONFORMISMO, di stare dalla parte dei complottisti di quart’ordine con cui andavi a braccetto sul tema Covid” è un’altra delle tue inutili scempiaggini lampeggianti!

        Speriamo si bruci in fretta anche la lampadina del semaforo, così ti levi dai coglioni definitivamente…

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  16. “Ieri più di 1350 soldati ucraini in gran parte appartenenti alle truppe di elite si sono arresi in una delle ultime sacche di Mariupol, eppure Kiev continua a negare ”

    e rilancia
    “Ci sono ora più di 1.500 soldati russi morti nell’obitorio di Dnipro che nessuno vuole portare via”. Lo dice il vicesindaco di Dnipro, Mykhailo Lysenko, aggiungendo che i cadaveri “stanno giacendo nelle celle frigorifere”. Lysenko si augura che “alcune delle madri russe possano venire a prendere i loro figli, che hanno allevato per tutta la vita”

    Non è consentito ai giornalisti verificare per adesso

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      • Sulla conta dei morti non c’è nessuna affidabilità. Sul fronte Russo pare stiano “dando” i numeri anche sui prigionieri.
        Sarà dura riavvolgere il bandolo della matassa. Probabilmente finirà come in Argentina con i desaparecidos, le madri, i familiari andranno a chiedere dei loro figli e parenti in una straziante e inutile processione.
        Anche con WW2 la conta dei morti è avvenuta con un conteggio a posteriori.

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  17. Scusatemi, sono ignorante, quindi mi limito a fare una domanda: qualcuno è in grado di postare il documento giuridico, internazionale, trattato, insomma una qualche ” pezza” formale che legittimi la presenza degli Usa in Ucraina, l’ invio di armi, ecc, esiste un obbligo contrattuale stipulato e formalizzato secondo cui Zelensky possa chiedere, con l’ insistenza del non è abbastanza, sostegno bellico da parte di Usa e Nato? Perché il trattato, quindi stipula formale di un accordo fra i paesi Nato, prevede l’ intervento dei paesi alleati nel caso di aggressione o invasione di un componente, oppure che ci sia una consultazione fra i paesi Nato, se qualche paese aderente al trattato si sente minacciato. …l’ Ucraina non fa parte della Nato! Quindi non esiste alcuna legittimità giuridica/contrattuale né alla richiesta di aiuto di Zelensky né all’ aiuto bellico/militare da parte di Usa/Nato! Da cui mentre è assolutamente legittima la presenza Usa in Polonia, ed il rafforzamento militare al confine, secondo l’ art IV della Nato, cioè possibile minaccia, per la questione ucraina, in mancanza della formalità che regola i rapporti fra nazioni e potenze, si assume come superiore il valore, umano, etico e civile ,secondo cui un paese aggredito debba essere aiutato, rispetto a quello contrattuale , che non esiste! Bene sono completamente d’accordo, la vita degli esseri umani viene prima delle scartoffie, allora mi si spieghi perché questo valore superiore, in grado di derogare a quello formale/contrattuale, non sia stato perseguito e applicato ad altri paesi e popoli, aggrediti, invasi, bombardati? Perché non sono state inviate armi alla Libia o all’ Iraq, solo perché il presupposto era che l’ aggressione fosse giusta? Si rinnega quello stesso valore, l’ unico in causa per l’ Ucraina, per gli altri, a comodo e per convenienza dei rapporti economici e di forza fra nazioni e potenze, in barba ad etica ed umanità! Alla fine, gratta, gratta, viene il dubbio che ” l’ etica” occidentale sia profondamente razzista, il valore umano riguarda solo chi è bianco e cristiano! Quanto poi al pericolo che l’ aggressione/invasione russa possa riguardare paesi Nato, mi si dica quando è successo, da dopo la seconda guerra mondiale, perché il richiamo storico all’ invasione della Polonia, si porta dietro l’ invasione di tutta l’ Europa da parte della Germania, da cui in un’ottica di tutela per il precedente storico, la Germania non avrebbe potuto fare parte della Nato né dell’ UE e tantomeno riarmarsi come è in procinto di fare. …….Perché disturbare valori etici, in cui qualche sciocco coerente pacifista, come la deficiente , gentilmente definita, crede ancora, quando è in ballo solo la vecchia ipocrita convenienza di rapporti di forza fra potenze?

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  18. Segnalo (articolo da incorniciare):

    I DOCUMENTI ENI: DANNOSO RINUNCIARE A MOSCA

    Lo stato del gas
    Altre fonti non sono disponibili
    a breve, chiudere con Gazprom creerebbe “danni non prevedibili né quantificabili, ma certo rilevanti”

    VirginiaDellaSala

    È uno di quei casi in cui Eni indica la luna e tutti la guardano quando invece sarebbe molto interessante guardare il dito. Il Cane a sei zampe in queste set- timane è stato, ovviamente, protagonista della pianificazione alternativa dei rifornimenti di greggio e gas alternativi (a Mosca) per l’Italia. Addirittura l’ad Claudio Descalzi, a metà marzo, aveva annunciato che nel “breve e medio periodo” Eni sarà in grado di fornire 400 triliardi di piedi cubi di gas (circa 400 miliardi di metri cubi): un numero che non è mai stato ben spiegato, ma che si immagina sia spalmato su un buon numero di anni, inclusi quelli di durata delle concessioni in essere (che arrivano anche quasi al 2050).
    IL DITO, DICEVAMO. Nell’immediato, infatti, Eni appare molto meno spavalda. Nel suo rapporto 20-F depositato l’8 aprile alla Sec (Securities and Exchange Commission) – la Consob americana – traccia infatti un dettagliato quadro dei propri timori in caso di rinuncia al petrolio e al metano russi. Intanto di che parliamo: il 20-F è il modulo utilizzato dalle società le cui azioni sono scambiate sul mercato Usa, ma i cui azionisti statunitensi possiedano il 50% o meno dei diritti di voto. “Il Gruppo ha deciso di cessare la sottoscrizione di nuove forniture di greggio russo – si legge in uno dei testi – ma si prevede che questa decisione influirà negativamente sul nostro sistema di raffinazione”. Nel 2021, l’acquisto di greggio dalla Russia ha rappresentato il 18% dei volumi totali di petrolio scambiati da Eni. Le compagnie petrolifere russe, spiega il r e p o r t , s o n o “ a ttualmente coo- peratori in alcuni progetti up-stream nei quali abbiamo un interesse” e “ogni possibile decisione sulla partecipazione delle controparti
    russe a tali progetti spetta alle società statali dei Paesi ospitanti in cui tali progetti sono ubicati” dice l’azienda.

    Decidere di staccarsi sarebbe un suicidio: con Gazprom, Eni ha contratti di fornitura a lungo termine con clausole take or pay, significa che il quantitativo concordato va pagato anche se non lo si consuma. Nel 2021 da Mosca ha comprato il 43% del gas che corrisponde a 30 miliardi di metri cubi (praticamente quasi metà dell’import italiano) e ha “assunto impegni di consegna che dipendono in parte da tale fornitura di gas
    naturale ”.
    E le altre fonti? Non paiono nel breve termine così sicure. “Sebbene abbiamo accesso a maggiori forniture da altre aree geografiche nel nostro portafoglio e da paesi produttori con cui abbiamo stabilito relazioni, se le forniture di Gazprom e di altri fornitori di gas naturale russi dovessero essere interrotte (anche a seguito di sanzioni che vietano o limitano gli acquisti di gas naturale dalla Russia) potremmo subire effetti negativi che attualmente non possiamo prevedere o quantificare, ma potrebbero essere rilevanti”. La concorrenza poi non aiuta e l’aumento di costi e pressioni potrebbe mettere il Cane a sei zampe in una posizione più debole rispetto ad operatori molto più grandi. Non resta che l’Africa a cui tutti, secondo Descalzi, avremmo dovuto guardare già da tempo. Di che regimi andremo a finanziare Il Fatto ha già parlato, così come dell’accordo algerino che nel breve termine è molto ridimensionato (3 miliardi di metri cubi di gas nel 2022) rispetto all’interpretazione mainstream iniziale (9 miliardi). Dai documenti si può evincere quanti problemi, sia quantitativi, sia temporali, presentino le possibili fonti alternative a non dire che in alcuni casi Eni lavora spalla a spalla proprio con la Russia .
    PARTIAMO DAL NORD AFRICA.
    Qui le operazioni di Eni hanno l’Egitto come capofila, poi Algeria, Libia e Tunisia. Nel 2021 ha prodotto il 15% del gas e del petrolio. E se dall’Algeria il metano aggiuntivo arriverà anche grazie alle nuove scoperte della concessione Zemlet el Arbi (Eni 49%), la Libia (da cui arriva il 10% della produzione) non sarà altrettanto fiorente e affidabile. “Attualmente – si legge nel report – nonostante gli stop temporanei, le attività produttive in Libia stanno procedendo in maniera stabile, anche se il quadro istituzionale resta incerto. Andando avanti, l’azienda ritiene che la situazione geopolitica della Libia continuerà a rappresentare una fonte di rischio e incertezza”.
    Diversa è la situazione dell’Egitto. Nel 2021 ha rappresentato il 22% della produzione di petrolio e gas. A gennaio 2022 Eni si è aggiudicata cinque licenze esplorative (4 come operatore) e ha investito nel potenziamento di pozzi produttivi che dovrebbero partire dal 2022. Ieri, poi, è stata annunciato un accordo per l’arrivo di 3 miliardi di metri cubi di gas nel 2022. Ma l’Egitto è tutt’altro che lontano dalla Russia: qui la concessione Shoruk per lo sfruttamento del gigantesco giacimento di Zohr ha tra gli stakeholkders (al 30%) la russa Rosneft.
    Un ragionamento analogo riguarda alcune attività in Kazakistan, seconda all’Egitto per riserve Eni. Non solo buona parte dei nuovi progetti di au- mento della produzione in corso non partiranno a breve, ma circa il 45% del gas che viene dal giacimento di Karachaganak (gestito insieme alla russa Lukoil) è consegnato all’impianto di gas russo di Orenburg. Eni ritiene “che questa transazione non violi
    l’attuale regime sanzionatorio imposto alla Russia in seguito all’invasione dell’Ucraina”. La quasi totalità della produzione di liquidi è poi stabilizzata al Karachaganak Processing Complex (KPC) ed esportata nei mercati occidentali attraverso il Caspian Pipeline Con- sortium (di cui Eni è al 2%) e il Gasdotto Atyrau-Samara, ri- spettivamente controllato e legato alla Russia.
    INFINE, CI SONO LE ATTIVITÀ di Eni nell’Africa Sub-Sahariana, condotte principalmente in Angola, Congo, Ghana, Mozambico e Nigeria. Nel 2021 questa parte del mondo ha rappresentato ancora il 18% della produzione mondiale di petrolio e gas di Eni. Il 7% è arrivato ad esempio dall’Angola. A marzo Eni e BP hanno firmato un accordo per unire i portafogli upstream nel Paese per costituire una nuova joint venture, la Azule Energy. I tempi, però, appaiono lunghi. “Il perfezionamento dell’operazione è subordinato a determinate condizioni sospensive, tra cui l’approvazione degli enti locali preposti”. E molti dei progetti e degli investimenti sono recentissimi: solo nella migliore delle ipotesi si partirà nel 2022. In Congo, invece, sono previsti nuovi progetti per l’e-xport (si è parlato di un paio di miliardi di metri cubi di gas aggiuntivi) ma con avvio nel 2023 e un ampliamento produttivo che vedrà la luce a metà del 2022. Stessi tempi per l’avvio in Mozambico del mega progetto Rovuma Gnl in cui Eni è coinvolto.”

    Il Fatto

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  19. Purtroppo Travaglio continua a usare i numeri del conflitto impropriamente. Per esempio, dice: “Per definire i massacri ucraini contro i russofoni e russofili in Donbass (15 mila morti circa in 7 anni) ..”. Ma questo numero è fuorviante se riportato in questo modo. La stima, corrisponde alle perdite subite da entrambe le parti in conflitto ed assomma civili e forze armate. Paragonarla all’altra stima, di 2000 ucraini, che comprende solo civili è impreciso. Qui la fonte ONU: https://ukraine.un.org/sites/default/files/2022-02/Conflict-related%20civilian%20casualties%20as%20of%2031%20December%202021%20%28rev%2027%20January%202022%29%20corr%20EN_0.pdf

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