Le convergenze parallele di Fatto e Verità, giornali di opposizione a Draghi

Il Fatto Quotidiano e La Verità: agli estremi opposti dello spettro politico ci sono due testate capofila dell’opposizione al governo Draghi

(Andrea Muratore – true-news.it) – I nuovi equilibri nei media italiani vedono saldarsi, agli estremi opposti dello spettro politico-culturale, due testate qualificabili come i capofila dell’opposizione al governo DraghiIl Fatto Quotidiano La Verità. Lontani su tutto, distanti negli ideali e spesso critici l’uno dell’altro. Ma convergenti nell’individuare tre dinamiche chiare su cui concentrarsi per scaricare, a modo loro, un fuoco di fila su Palazzo Chigi: la gestione emergenziale del potere anti-pandemico, il commissariamento della politica dei partiti e, soprattutto, la volontà di sostenere l’Ucraina.

Fatto e Verità

Da un lato, il Fatto Quotidiano, testata “orfana” dell’era di Giuseppe Conte e che della volontà del presidente del Movimento Cinque Stelle di regolare, presto o tardi, i conti con Draghi è esplicito interprete e ideologo. L’avversione a Draghi è in grado di unire pentastellati, radicali di sinistra, indipendenti di centro-sinistra e critici del sistema costruito nell’ultimo anno nell’espressione del disagio per una convivenza forzata al governo tra la propria area di riferimento e la destra.

Dall’altro, La Verità, la testata più in ascesa del panorama di destra, animata dagli opinionisti critici dei compromessi siglati dalla propria area con Matteo Renzi (Forza Italia ai tempi del Nazareno), Giuseppe Conte (la Lega nel 2018-2019), infine Mario Draghi. Il quotidiano è oggi vicino a Fratelli d’Italia ma mai al livello di essere un house organ.

Stampa di opposizione

Stampa di opposizione come non si vedeva dai tempi del referendum renziano del 2016: due testate influenti hanno di fatto dichiarato guerra al draghismo e allo schema consociativo che prevede, nelle intenzioni di molti partiti (PD, Forza Italia, settori pentastellati e leghisti) un proseguimento dell’attuale assetto di governo in caso di stallo nel 2023.

Sotto attacco Draghi, sotto attacco il Piano nazionale di ripresa e resilienza, troppo pro-imprese e anti-keynesiano secondo la testata di Marco Travaglio, un cedimento all’Unione Europea e alla logica del rigore per quella di Maurizio Belpietro. Sotto attacco la gestione della pandemia, ritenuta inutilmente stravolta da Travaglio e pessima fin dall’inizio per Belpietro. Sotto accusa il deus ex machina che ha permesso la nascita del governo Draghi, Matteo Renzi, su cui le due testate hanno fatto in passato le prove della silenziosa convergenza promuovendo inchieste e analisi sugli scandali che hanno toccato, finora senza condanne processuali, l’ex presidente del Consiglio.

Redazioni convergenti

Convergenze parallele che si ritrovano in una comune sintonia nel rifiuto della logica dell’austerità da parte delle rispettive redazioni economiche (dove Marco Palombi e Giuseppe  Liturri svolgono un’interessante disamina economica) e in quest’ottica hanno il trovato il loro climax ascendente nel conflitto ucraino.

Mario Giordano e Alessandro Orsini, Andrea Scanzi e Francesco Borgonovo, Barbara Spinelli e Alessandro Rico, ai vertici delle due testate Travaglio e Belpietro, ma in generale le loro intere redazioni hanno attaccato duramente la linea del governo e di molti media “con l’elmetto”.

Il Fatto e La Verità sono sottratti – e va loro riconosciuto – alla caccia al filorusso difendendo a inizio marzo il corrispondente Rai Marc Innaro e, a volte con qualche forzatura, hanno doppiato la reductio ad  Hitlerum contro Vladimir Putin. L’anti-draghismo ha consentito di pensare che, in fin dei conti, la situazione è “un po’ più complessa”, parafrasando Giulio Andreotti.

Linea editoriali

Nell’attuale partita mediatica la posta in palio è il controllo della geopolitica della mente, dei territori del conscio e dell’inconscio su cui si plasmeranno le visioni politico-sociali di domani.

Il futuro immediato presenta un anno elettorale, in vista del quale Travaglio e Belpietro hanno indubbiamente colto un elemento fondamentale: il mondo politico-culturale, i media e l’intellighenzia italiani sono arrivati a portare lo spin sulla guerra un livello tale da farlo rimbalzare.

Poche testate si difendono nel mantenere una linea precisa slegata dal giudizio al governo: tra questi Avvenire e il Manifesto non nascondono la loro posizione pur alimentando un santo realismo, e la loro posizione ideologica glielo consente.

Il gioco dei due quotidiani anti-Draghi, invece, mira a costruire due cordate di opposizione con narrative diverse che di fatto creano il medesimo set narrativo. Draghi è fondamentalmente presentato come antidemocratico, la guerra la continuazione della pandemia con altri mezzi per imporre la via dell’emergenza (La Veritào rispondere ad agende esterne (Il Fatto) diplomatiche, corporative, istituzionali che tirano le fila del governo nato dal “Contecidio”.

Curioso anche il richiamo di entrambe le testate al mondo cattolico: Travaglio ammicca da tempo al mondo cattolico democratico-progressista nel cui alveo Conte si riconosce e che fa del pacifismo perorato da Papa Francesco un perno sistemico; Belpietro non fa mistero di privilegiare il mondo cattolico conservatore, specie nelle frange che oggigiorno hanno preso una posizione chiara su pandemia e ordine mondiale. Dietro Draghi, sono ben identificati anche i rivali: Renzi, ovviamente, ma anche Luigi Di Maio, pecorella smarrita di Travaglio e simbolo dei mali del grillismo per Belpietro, e, in forme diverse, Enrico Letta. “Soldato Enrico” per Belpietro, nemico del M5S a guida Conte e delle sue strategie per Travaglio.

Dove condurranno queste convergenze parallele?

Fatto e Verità mirano a costruire una critica politica del draghismo, interiorizzata dall’opposizione palese (Fdi) e quella velata (l’ala contiana) per muoversi contro la tentazione di una cristallizzazione di un equilibrio che oggigiorno appare comunque già precario. Il limite di questo approccio? Il richiamo a alternative già spese come il campo largo progressista a guida Conte o il sovranismo, che hanno dimostrato di lasciare il tempo che trovano. Ma la guerra in Ucraina ci ha ridato una vera stampa di opposizione. Agguerrita, spesso semplificatrice, ma necessaria: per ricordarci, con tutti i suoi limiti, il valore del dibattito in democrazia.

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6 replies

  1. IL CIMITERO DEL GIORNALISMO – 9 April 2022

    Nel corso della trasmissione, che fino a quel momento si manteneva faticosamente in bilico, a mio giudizio, fra una evidente propensione verso una specifica narrazione di alcuni fatti, tristemente occorsi recentemente in Ucraina a causa della guerra in atto e il tentativo da parte di un paio di ospiti, tra cui Toni Capuozzo, di guadagnare il permesso di pronunciare dubbi e perplessità sugli stessi fatti senza essere mediaticamente linciati o zittiti oltre che insultati sotto traccia da altri ospiti, ecco, mentre accadeva tutto ciò ho assistito alla manipolazione di un servizio giornalistico a me già noto, vale a dire la vera ed integrale intervista alla modella blogger protagonista suo malgrado delle vicende occorse alla clinica ostetrica mentre partoriva sotto i bombardamenti.

    Per correttezza giornalistica, avrebbe dovuto essere mandata in onda ieri sera su Dritto e Rovescio la versione integrale o quanto meno una versione abbreviata, ma commentata in diretta dell’intervistatore che ha realizzato lo scoop.

    Invece la stessa è stata tagliata e “riassunta” in modo indecente. Ieri sera è stato addirittura omesso il nome di Giorgio Bianchi (reporter sul campo) che ha effettuato l’intervista stessa e realizzato il video mandato in onda a spezzoni e rimontato ad arte nei punti dove evidentemente qualcuno in redazione ha ritenuto essere necessario farlo.

    L’intervista, rimaneggiata dalla trasmissione televisiva e riassunta per sommi capi da un commentatore fuori campo, è stata accompagnata da una a dir poco astrusa, raffazzonata e del tutto maldestra e perciò ridicola analisi psicologica da bar, che addirittura si è soffermata, fotogramma per fotogramma a rallentatore, sul colore e la qualità estetica del divano su cui sedeva la ragazza, attribuendo allo stesso un aspetto dimesso e perciò sicuramente parte di un scenografia artefatta dove i momenti di commozione per le vicende vissute (e sfiderei chiunque a non mostrare ansia ed agitazione e paura nel ricordo di un avvenimento simile che ha coinvolto tuo figlio appena nato sotto la guerra e le esplosioni) sono invece imputabili a fantomatiche pressioni ricevute da parte dei russi, che l’avrebbero addirittura rapita e costretta a ritrattare le sue dichiarazioni riguardanti il bombardamento della clinica ostetrica così come riportate dai media ucraini prima e da quelli occidentali subito dopo…..
    Senza minimamente prendere In considerazione l’evidente lucidità con cui la ragazza espone il suo racconto nel video originale (facciamo notare che la voce della ragazza quasi non viene fatta ascoltare al pubblico nella versione della trasmissione) , la voce narrante del servizio fa passare alcune smentite della ragazza ai fatti raccontati dal mainstream come ad esempio:
    – la negazione di un bombardamento aereo alla clinica,
    – l’affermazione della presenza di militari ucraini nell’ospedale,
    – la smenita quasi totale dello story telling così come rappresentato dal main stream
    – la subitanea presenza dei giornalisti dopo il bombardamento e il racconto dei due momenti dello scatto della foto che ha fatto il giro del mondo e del video della successiva evacuazione della clinica,
    come frutto delle pressioni ricevute dai russi, dimostrate senza alcun dubbio da un “evidente” sospetta movimento degli occhi mentre la ragazza rivolge uno sguardo fuori campo, evidenziato addirittura con un ingrandimento della pupilla in stop motion con evidenti sgranataure dell’immagine per altro….
    Una analisi, quella fornita dalla voce narrante, assolutamente pretestuosa e ridicola, ricca soltanto di teorie e dimostrazioni cervellotiche che si reggono alla fine soltanto sulla tesi del rapimento russo, che da ipotesi diventa tesi dimostrata e tautologica senza un vero passaggio logico, tesi per altro fermamente smentita dalla ragazza che invece racconta di essere tornata a casa con il suo compagno e la bambina appena avuta…

    Ciò che è inveve del tutto evidente e senza possibilità di smentita è la mancanza di dichiarate qualifiche medico scientifiche in posseso del narratore o sue personali competenze tecniche specifiche su cui basare le cervellotiche elucubrazioni tanto meno la citazione di eventuali consulenti chiamati a valutare le immagini e i contenuti del video.

    Riassumendo ieri sera abbiamo assistito alla proiezione di:
    – un evidente scoop giornalistico quale l’intervista a una dei protagonisti più noti della guerra in Ucraina
    – scoop non dichiarato così come non è stato dichiarato il suo autore che ripeto è Giorgio Bianchi che di scoop in questa guerra ne ha fatti diversi
    – dichiarazioni fatte dalla viva voce della protagonista che non vengono fatte ascoltare nè tanto meno tradotte al pubblico
    – il commento o meglio la libera interpretazione del video fatta da un illustre sconosciuto senza alcun titolo dichiarato per poter sostenere le tesi che abbiamo ascoltato, in cui si cerca sotto traccia di far passare la ragazza per una persona sconvolta e senza senso della realtà
    – la rappresentazione di un racconto basandosi su fatti ed immagini reali ricombinate e risistemate con tanto di voce narrante che cita per sommi capi una intervista fatta in prima persona, così da poter evidentemente distorcere il senso della stessa e la validità del racconto fatto dal testimone dei fatti stesso che guarda caso non viene fatto ascoltatare, contrariamente all’ ampio spazio fornito agli ospiti del pubblico in studio (gli ospiti di un lato dello studio preminentemente) o di altri servizi ascoltati in quella e in altre puntate della stessa trasmissione in cui si è dato ampio spazio a voce ed emozioni degli intervistati sia in studio che nei servizi proiettati…

    Perchè in questo caso particolare si è impedito al pubblico di sentire con le sue orecchie e di vedere distintamente la genuina emozione che traspariva dalle immagini e dalle parole della ragazza ?
    Uno squallore giornalistico che fa scempio del rispetto della verità dei fatti e del fatto in sé stesso che è l’intervista, un insieme di scorrettezze professionali nel non citare l’autore del video anzi facendolo passare per un anonimo reporter.
    Tutto nel penoso tentativo di far passare un evidente scoop giornalistico per un fatterello di scarsa importanza visto che l’ “evidente” scarsa qualità del video (dopo tutti i rimaneggiamenti) assieme all’altrettanto “evidente” scarsa attendibilità del testimone sono state illustrate da una voce narrante che evidentemente viste le sue approfondite analisi deve essere stato un esperto psicologo, interprete della fisiognomica e traumatologo oltre che esperto nelle tecniche di “persuasione” russe, altrimenti non si possono ingoiare le stupidaggini che ha affermato nel tentativo riuscito di sostituirsi alla voce autentica della ragazza e dell’intervistatore originale che è Giorgio Bianchi esperto giornalista di guerra inviato in Ucraina.
    Perchè negare così decisamente e pervicacemente le parole di un testimone tra i più importanti nelle vicende ucraine?
    Perché non citare e quindi negare la valenza di scoop al servizio originale?
    Perchè negare al pubblico il nome dell’autore? Perchè mostrare l’esistenza di questa intervista se la validità dei suoi contenuti è nulla?

    Mi chiedo a che è servita tutta la spazzatura prodotta ieri sera dalla trasmissione Dritto e Rovescio su questa vicenda e su questo video?
    Forse che la tesi precostituita valida è soltanto quella delle testate ucraine e nel dubbio che qualcuno possa riflettere sull’esistenza di un racconto diverso depistare con tesi artefatte addirittura di rapimento, indimostrate e negate anche dall’interessato?

    Davide Scomazzon.

    https://www.giorgiobianchiphotojournalist.com/blog/il-cimitero-del-giornalismo/

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  2. Stiamo assistendo ad una continua escalation di notizie scioccanti, con la complicità della stampa che è stata foraggiata ancora una volta da Draghi. Notizie che vengono quasi a sponsorizzare la guerra, attraverso fatti che suscitano sdegno e riprovazione con un crescendo da inferno dantesco o da cavalcata delle valchirie.(Ai tecnici poi stabilire la veridicità dei fatti).
    Basta aprire la pagina di “Giornalone.it” e rendersi conto che i titoli dei giornali esaltano tutti l’orrido della guerra in Ucraina quasi a dire che “la guerra è bella anche se fa male”…come la nota canzone di De Gregori.
    E’ vero sono solo due, i giornali di opposizione al pensiero unico, creato dal governo e portato avanti dai partiti che non hanno più colore politico, perchè la politica è stata messa a tacere dal “Credere, Ubbidire , Combattere”.
    Questo sta succedendo anche in altri paesi dell’EU.L’Europa si è posta fuori dal grande gioco. Come tanti lemuri ci stiamo gettando nel baratro, ci stiamo suicidando economicamente da soli e in men che non si dica ci ritroveremo a vivere una vita da miserabili, senza avere scusanti.
    Il vile affarista impostoci dal capo dello stato fa parte di un disegno del deep state occidentale, degno di un film di fantascienza, che dovranno sperimentare su di noi europei costi quel che costi….
    Uomini di buona volontà dovrebbero manifestare all’unisono in tutti i paesi d’Europa, e dire il no alla guerra, tutti insieme nello stesso giorno alla stessa ora in qualsiasi città…. No alla guerra. Ora con internet si può!

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  3. “Mi chiedo a che è servita tutta la spazzatura prodotta ieri sera dalla trasmissione Dritto e Rovescio su questa vicenda e su questo video?”

    A questo

    Paolabl
    3 hr. agogmail.com

    Tracia, forse perché mu sembrava impossibile cge un generale potesse dire puttanate simili? Che cosa ha guardato in questi giorni? C’è veramente ancora qualcuno in giro (tra gli esperti) che crede a quello che dice Putin e alle sue intenzioni? Io commento quelli che posti come voglio dato che ieri sei pure finita nella “fossa della mariana” pubblicando la imbecille pagata…..

    “la fossa della mariana”

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  4. Anche il missile alla stazione… ahi voglia a dubitare che l’hanno lanciato gli ucraini come è già stato a Donetsk, per i media itagliani è stata la Russia…

    Mentre l’altra sera a Zona bianca il generalissimo a 4 stelle Graziano diceva addirittura che la Russia ha aggredito Georgia e Siria (come no).

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  5. A me pare che le semplificazioni siano una specialità di Repubblica, Coriere di una Se… e degli altri filo Draghiani a prescindere da quello che fa e dice (a volte cavolate spaziali tipo “scegliete la pace o i condizionatori”), filo Ucraini che cancellano le notizie scomode e prendono per oro colato quello che arriva da Kiev, filo USA ora che c’è un democratico (come se sta parola addosso ha quel vecchietto avesse ancora un significato) guerrafondaio, filo Confindustria perché se non fai il bravo poi ti licenziano…

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