
(Marcello Veneziani) – Se non era ancora chiaro che viviamo sotto una Cappa, la guerra in Ucraina, ne offre una vistosa conferma. Siamo passati dal piano sanitario al piano militare, dove sono più espliciti e brutali i contorni della Cappa. Non è possibile dire o pensare altro di quello imposto dalla Cappa: la storia a senso unico, senza letture critiche né interpretazioni, senza considerare precedenti, presupposti e mancate trattative su un piano di pari dignità, con l’intenzione vera di raggiungere un punto d’incontro. La guerra in Ucraina non ha un colpevole ma almeno due; ha un aggressore, ma ha anche un corresponsabile. Non si può pensare che la Nato possa allargarsi a dismisura fino ai confini della Russia e la Russia non possa richiedere di avere una zona neutra davanti ai suoi confini. Invece tutti devono ripetere, senza minimamente discostarsi, la verità ufficiale, e definire propaganda la versione opposta. Ma in guerra le campagne di propaganda non sono mai da una parte sola.
In una vera civiltà di unanime vi dovrebbe essere non l’allineamento al canone corretto, ma la pietà per le vittime e il soccorso; sulle cause che hanno scatenato la guerra, sui ruoli e sulle responsabilità dovremmo mantenere la libertà di capire altri punti di osservazione, anche perché solo così si potrà arrivare a un esito positivo della trattativa. Macché, nella Cappa tutto resta uniforme, opprimente e impedisce di vedere il cielo.
Incredibilmente ti ho votato, Veneziani.
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Anail, altrettanto incredibilmente l’ho votato anche io !
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Condivido la riflessione di Veneziani. E’ preoccupante il coro monocorde che l’Europa intona senza roflettere in modo acritico sulla reale situazione di quell’area geopolitica.
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Un briciolo di dignità ritorna nella penna di Veneziani. Forse perché è politica estera e ritrova un po’ di libertà intellettuale. Quella che ha perso da almeno 15 anni quando si è “venduto” al paraculismo berlusconiano, confondendo un rispettabile conservatorismo con la cialtroneria della destra “definizzata”.
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