
(Di Marco Travaglio – ilfttoquotidiano.it) – Alcuni fatti documentati per difenderci dalle balle del Circo Barnum detto “commissione Covid” e dei suoi trombettieri a mezzo stampa e tv. “Monopolio cinese sulle mascherine”. A inizio pandemia (febbraio 2020) ne servono milioni al giorno, ma l’Italia non ne fabbrica mezza. Tutta Europa le cerca: prezzi alle stelle. Il premier Conte nomina commissario Arcuri per riallestire la produzione nazionale e intanto trovarle all’estero. Solo 1/4 arriva […]
Pandemia di balle
(Di Marco Travaglio) – Alcuni fatti documentati per difenderci dalle balle del Circo Barnum detto “commissione Covid” e dei suoi trombettieri a mezzo stampa e tv.
“Monopolio cinese sulle mascherine”. A inizio pandemia (febbraio 2020) ne servono milioni al giorno, ma l’Italia non ne fabbrica mezza. Tutta Europa le cerca: prezzi alle stelle. Il premier Conte nomina commissario Arcuri per riallestire la produzione nazionale e intanto trovarle all’estero. Solo 1/4 arriva dalla Cina e le forniture cinesi contestate sono 800 milioni di pezzi su 10,5 miliardi (il 7,6%). Poi a fine luglio l’Italia diventa autosufficiente, producendo 20 milioni di mascherine al giorno.
“Mascherine cinesi farlocche e pericolose”. No, tutte validate da Cts e Dogane. La Procura di Gorizia, su denuncia anonima e analisi di laboratori privati non abilitati, ne sequestrò 60 milioni perché non erano Ffp2: infatti erano Kn95, protettive come le altre secondo le norme e il Cts. Farlocche erano le analisi: usavano prove tecniche previste per Ffp2. Il Tribunale le dissequestrò e il gup di Roma archiviò: “Il fatto non sussiste”.
“Pagate 2, 3, 4 volte i prezzi di mercato”. Falso. Per Eurostat, l’Italia pagò le mascherine cinesi meno della metà rispetto alla Germania e 2/3 rispetto alla Francia.
“Conte favorì il suo socio di studio Di Donna”. Falso: Di Donna, docente alla Sapienza, collaborava allo studio Alpa, come Conte finché non divenne premier. Poi zero rapporti. I Carabinieri intercettano Di Donna e concludono: “Non sono state rilevate conversazioni intrattenute dal Di Donna con l’ex Presidente del Consiglio”. Il Gup archivia Di Donna nel merito, non per le modifiche di Nordio al traffico di influenze.
“Mascherine cinesi preferite a quelle meno care di Bianchi”. È la tesi di FdI e del “supertestimone” Dario Bianchi, ad di JC-Electronics a Colleferro, che nel 2020 fattura 4 milioni in materiali elettrici e s’improvvisa importatore di mascherine: a 2,20 euro (quelle cinesi costano 2,16). La Protezione civile gli fa un contratto da 22 milioni (il quintuplo del suo fatturato) per 10 milioni di Kn95. Poi arriva il commissario e scopre che la ditta in tre mesi ha consegnato solo il 15% dei pezzi, in parte non validati dal Cts o importati senza permessi: contratto rescisso per “inadempimenti”. Arcuri viene archiviato, anche su questo punto. Ma il Tribunale civile di Roma riconosce a Bianchi un risarcimento-monstre di 203 milioni (per un contratto di 22 onorato al 15%). L’Avvocatura di Stato chiede la sospensiva e appella l’incredibile verdetto. Ma prima che la Corte si pronunci il governo Meloni fa un decreto che dà 110 milioni a Bianchi e due giorni dopo firma la transazione. Bianchi va in tv e in commissione, ma tace sulla sommetta. Ora urge una commissione d’inchiesta sulla commissione d’inchiesta.
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egregio direttore la comica è che Bignami FDI, replica abbiamo fatto risparmiare 130 milioni allo stato.. speriamo che Meloni prenda il 99,99% nel 2027, quando si parla di capaci, qui non li batte nessuno.. almeno ho il sorriso garantito per i prossimi 5 anni, salute permettendo…
Porro mi raccomando a quando la prossima intervista a Conte?
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No Fabio, ti prego… Se mai Porro ci riprovasse, entro nel televisore e lo schiaffeggio personalmente, prima di sputargli il ciuffo ossigenato, forse per osmosi, a forza di stare chino come l’amica…
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