Figliuolo: “Le scuole sono luoghi sicuri…”

Oggi si torna in classe, in teoria. Nella pratica, stamattina, tra i banchi non ci saranno tutti gli studenti e nemmeno tutti i docenti e i collaboratori scolastici. Secondo le stime del presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, potrebbero mancare anche centomila dipendenti mentre gli alunni contagiati potrebbero essere trecentomila.

(DI ALEX CORLAZZOLI – Il Fatto Quotidiano) – Oggi si torna in classe, in teoria. Nella pratica, stamattina, tra i banchi non ci saranno tutti gli studenti e nemmeno tutti i docenti e i collaboratori scolastici. Secondo le stime del presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, potrebbero mancare anche centomila dipendenti mentre gli alunni contagiati potrebbero essere trecentomila. A nulla è valso l’appello al premier Mario Draghi dei 2500 dirigenti che chiedevano di rinviare l’avvio in presenza di due settimane. Inascoltata anche la voce di molti Governatori tant’è che il presidente del Veneto Luca Zaia ha parlato di “una grande finta riapertura” e il collega della Puglia, Michele Emiliano ha promesso di sostenere le famiglie che vorranno impugnare davanti al Tar l’eventuale rifiuto di richiesta di didattica a distanza per i figli. Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha tirato dritto fino alla fine. L’unico ad opporsi è stato il presidente della Campania, Vincenzo de Luca, che con un’ordinanza (impugnata dal governo) ha rimandato a fine mese le lezioni dal vivo. Con lui alcuni sindaci e la Regione Sicilia che riaprirà giovedì 13.

Ieri il commissario per l’emergenza Covid Francesco Figliuolo a “Mezz’ora in più” (Rai3), intervistato da Lucia Annunziata ha detto: “Le scuole sono luoghi sicuri, con le mascherine, con il distanziamento, ed è importantissimo dal punto di vista sociale. È importante il tracciamento, il testing, noi ci siamo già attivati prima di Natale”. Peccato però che le mascherine Ffp2, ormai necessarie per combattere Delta e Omicron, stamattina non ci saranno per tutti perché il ministero ha deciso di darle solo ai maestri della scuola dell’infanzia e a quelli dove vi sono alunni esentati dai dispositivi.

E proprio dal fronte Figliuolo, arriva anche la resa sui tamponi: dopo gli annunci delle scorse settimane sull’arrivo dei militari a dare un mano alle Asl per i tamponi nelle scuole ora il generale ha deciso di affidarli ai medici di famiglia e ai pediatri che si sono ritrovati a subire la scelta. Alla prova del nove, la decisione che era stata presa da palazzo Chigi di far intervenire l’esercito per potenziare il lavoro dei distretti sanitari che si erano trovati a dover gestire i testing delle scuole non ha funzionato. La struttura commissariale si era presa l’impegno pur sapendo di non avere un plotone di medici e infermieri a disposizione. Risultato? I distretti sono in tilt e ora il generale ha pensato di coinvolgere altri operatori sanitari.

Sabato, infatti, in una nota ufficiale, Figliuolo ha scritto che “a seguito di accertata positività dell’alunno se frequenta la secondaria di primo o secondo grado, si deve provvedere a contattare immediatamente il pediatra di libera scelta o il medico di medicina generale che, ove ritenuto necessario, procederà ad effettuare immediatamente il tampone ovvero a rilasciare idonea prescrizione medica per ill test gratuito presso una farmacia”.

Un’ammissione del fallimento del piano annunciato i primi di dicembre con ampia eco sulla grande stampa. La Repubblica, per dire, scriveva: “La struttura di Figliuolo lavorerà per incrementare l’attività di verifica rapida di eventuali casi di infezione all’interno di classi/gruppi. Si useranno i militari messi a disposizione della Difesa e si impiegheranno gli 11 laboratori presenti in otto Regioni per processare tamponi molecolari effettuati a domicilio da team mobili militari”. Anche Il Foglio titolava “Draghi e Figliuolo metteranno in sicurezza la scuola in presenza”. Abbiamo visto com’è finita: in Emilia Romagna, ad esempio, la Regione ha chiesto 108 militari e ne sono stati mandati otto. Ora, il commissario si affida a medici di famiglia e pediatri, che non sono proprio contenti: “È un ulteriore carico – spiega Giacomo Caudo, presidente della Federazione dei medici di medicina generale – in un momento di estrema difficoltà. Non siamo certi di essere nelle condizioni di poter fare anche i tamponi”.

9 replies

  1. Capito finalmente???? Si esce dalla pandemia con la infame tessera verde per tutta la vita…. ecco dimostrato che era ed è tutto un gioco per fare accettare al popolino la dittatura… Ma il popolino giustamente chiede chi ha spostato tutte le fabbriche!!
    Risposta …..il dio dell’ economia il più bastardo che ci sia!!

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  2. ”’A nulla è valso l’appello al premier Mario Draghi dei 2500 dirigenti che chiedevano di rinviare l’avvio in presenza di due settimane. Inascoltata anche la voce di molti Governatori tant’è che il presidente del Veneto Luca Zaia ha parlato di “una grande finta riapertura” e il collega della Puglia, Michele Emiliano ha promesso di sostenere le famiglie che vorranno impugnare davanti al Tar l’eventuale rifiuto di richiesta di didattica a distanza per i figli. ””

    E io guarda caso, ieri dicevo che servivano due settimane di lockdown.

    Ma secondo i pazzi con lo scolapasta in testa, mi invento cose inestistenti, eh?

    Adesso becchiamoci i contagi che zomperanno a 300.000 entro fine settimana, e poi date la colpa ai novax!

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  3. Non hai notato che anche la crisi climatica oltre che l economia spolpata da decenni di delocalizzazioni per guadagnare di più( onore a questi imprenditori di merda!!! Tutti cavalieri??) sarà addossata ai mitici novax!
    E i libri di storia scriveranno che anche le carestie e le guerre erano sempre da additare ai pericolosissimi e disarmatissimi novax… miscredenti del cazzo che minano le certezze allucinate degli ipnotizzati dall elettrodomestico luminoso!!

    Piace a 1 persona

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