Mattarella, i fan del bis non mollano

Sergio Mattarella parla per un quarto d’ora e lo snodo politico centrale del suo messaggio è questo, in vista della tormentata successione al Quirinale, prevista nell’ultima settimana di gennaio: “Credo che ciascun presidente della Repubblica, all’atto della sua elezione, avverta due esigenze di fondo: spogliarsi di ogni precedente appartenenza e […]

(DI FABRIZIO D’ESPOSITO – Il Fatto Quotidiano) – Il venerdì delle Palme, in una sobrietà che richiama quasi l’intimità natalizia del presepio. Il capo dello Stato è in piedi, nel suo ultimo discorso di San Silvestro. Nessuna scrivania, nessuna poltrona. Le bandiere e poi, appunto, le palme presepiali “inquadrate” dalla finestra alle spalle del presidente.

Sergio Mattarella parla per un quarto d’ora e lo snodo politico centrale del suo messaggio è questo, in vista della tormentata successione al Quirinale, prevista nell’ultima settimana di gennaio: “Credo che ciascun presidente della Repubblica, all’atto della sua elezione, avverta due esigenze di fondo: spogliarsi di ogni precedente appartenenza e farsi carico esclusivamente dell’interesse generale, del bene comune come bene di tutti e di ciascuno. E poi salvaguardare ruolo, poteri e prerogative dell’istituzione che riceve dal suo predecessore e che – esercitandoli pienamente fino all’ultimo giorno del suo mandato – deve trasmettere integri al suo successore”. In pratica, il capo dello Stato riassume il suo settennato di garante della Costituzione, passato anche per i cinque governi che si sono succeduti durante il mandato (Renzi, Gentiloni, Conte I, Conte II, Draghi), e ne trasmette il senso pieno al suo successore. Non dimentichiamo che a Mattarella è toccato ricostruire il ruolo di presidente dopo i nove anni della monarchia interventista di Giorgio Napolitano, un presidenzialismo di fatto.

Facile quindi scorgere nell’identikit tracciato dal capo dello Stato il profilo del premier Mario Draghi, che resta l’unico nome al momento in grado di ottenere un’elezione “condivisa”. Ma dal Colle invitano più di una volta a non leggere in filigrana il testo. È tutto molto più “semplice” e lineare. Non solo. In vari punti, qualora ce ne fosse ancora bisogno, Mattarella fa capire per l’ennesima volta di non essere disponibile a un bis del mandato. A parte la trasmissione dell’integrità istituzionale al successore, esplicita ammissione che andrà via, c’è anche un altro passaggio in cui specifica la condizione a tempo di chi è impegnato nella vita pubblica del Paese, laddove Mattarella si sofferma sul “patriottismo volto reale di una Repubblica unita e solidale”: “Questo legame (tra istituzioni e società, ndr) va continuamente rinsaldato dall’azione responsabile, dalla lealtà di chi si trova a svolgere pro-tempore un incarico pubblico, a tutti i livelli”. Eppure, nonostante l’evidenza, in taluni ambienti di Pd, 5S e destra che tifano per il Mattarella bis (e Draghi prigioniero a Palazzo Chigi) questo discorso viene tradotto con speranza e non con rassegnazione, in sofisticate esegesi del testo. Per la serie: oltre a Draghi, quel profilo tratteggiato ce l’ha solo l’attuale capo dello Stato. Difficilissimo però considerare questo testo prodromico di un bis. Anche perché d’ora in poi il presidente, salvo un paio di appuntamenti già in agenda, si “inabisserà”. Non a caso, nella Lega salviniana la lettura è opposta: “Prendiamo atto dell’indisponibilità, ripetuta più volte, di Mattarella al bis”.

Ovviamente, il capo dello Stato ha dedicato ampio spazio alla pandemia. Forti le parole sui vaccini: “Cosa avremmo dato, in quei giorni (“le bare trasportate dai mezzi militari”), per avere il vaccino? Sprecare questa opportunità è anche un’offesa a chi non l’ha avuta e a chi non riesce oggi ad averla”.

Una sola citazione, infine, nell’ultimo San Silvestro del settennato e riservata alla “commovente lettera” di Pietro Carmina, il professore morto nel crollo di Ravanusa. Siamo nella consueta parte rivolta ai giovani e Mattarella fa sue le parole del docente di filosofia e storia: “Infilatevi dentro, sporcatevi le mani, mordetela la vita”.

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4 replies

  1. Gli scenari che la èlite al potere vuole tracciare sono due:
    1) mattarella al bis
    2) eventualmente draghi ma col nuovo pdc cooptato da lui
    Perché in qualsiasi altro caso la fine del governo e della legislatura sono certi quasi al 100%.
    Neanche le due varianti possono eliminare il ricorso ad elezioni, sia chiaro, però si tratta delle forme più robuste di assicurazione affinché ciò non avvenga.
    Vediamo se i mercati si esprimeranno: sono loro che ci insegnano tempi e modalità per votare, e questo aiuta parecchio. Due banchieri in dieci anni ne sono la prova.

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  2. E mozzarella-bis sara’, conoscendo queste marionette dell’alta finanza, e’ gia scritto. Per il bene del paese, ovviamente (non questo di sicuro).

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  3. “Cosa avremmo dato, in quei giorni (“le bare trasportate dai mezzi militari”), per avere il vaccino? Sprecare questa opportunità è anche un’offesa a chi non l’ha avuta e a chi non riesce oggi ad averla”.

    Eccerto, magari le bare potevano requisire un campo coltivabile ed espropriarlo facendone un cimitero, come si usa in tutti i paesi del mondo più o meno civili. Lo fanno per una condotta idrica o fognaria, e non lo fanno per un’emergenza?

    A proposito: ma delle 1.000 salme da inumare a Palermo, Mattarella non ha niente da dire?

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