Abolire le elezioni in nome della post-democrazia

Urge un breviario minimo per i commentatori quirinalizi che negli ultimi giorni, complice la variante Omicron, danno evidenti segni di disorientamento: su giornali e tv stanno dicendo e scrivendo di tutto con la disinvoltura dell’emergenza. Ogni scorciatoia è consentita, fuorché quello che è scritto nella Costituzione. Potremmo sorriderne, solo che a forza di FantaQuirinale si rischia di fare danni permanenti alla democrazia […]

(di Silvia Truzzi – ilfattoquotidiano.it) – Urge un breviario minimo per i commentatori quirinalizi che negli ultimi giorni, complice la variante Omicron, danno evidenti segni di disorientamento: su giornali e tv stanno dicendo e scrivendo di tutto con la disinvoltura dell’emergenza. Ogni scorciatoia è consentita, fuorché quello che è scritto nella Costituzione. Potremmo sorriderne, solo che a forza di FantaQuirinale si rischia di fare danni permanenti alla democrazia.

Due giorni fa Repubblica ha interpellato il professor Gaetano Azzariti per capire come la variante Omicron possa influire sul voto. Per esempio, dato che ci saranno i positivi e i contatti di positivi, perché non si riducono i numeri dei quorum previsti? Il professore prova a spiegare che no, proprio non si può: “La Costituzione espressamente prevede all’articolo 64 che le deliberazioni del Parlamento siano adottate ‘a maggioranza dei presenti’, ma aggiunge ‘salvo che la Costituzione prescriva una maggioranza speciale’ com’è richiesto, nel nostro caso, dall’articolo 83”. Ma insomma, obietta l’intervistatrice, “quando è stata scritta la Carta nessuno immaginava una pandemia come questa…” Che sarà mai un’aggiustatina ai numeri? “Guardi che c’è un valore costituzionale di fondo che non può venir meno in nessun caso. Deve essere eletto il rappresentante ‘dell’unità nazionale’. Dunque una persona che deve quantomeno essere espressione della maggioranza assoluta di tutti i nostri rappresentanti, del Parlamento nonché delle Regioni”. E via così finché Azzariti, armato di Costituzione e buon senso, ricorda che semmai sono le forze politiche a dover trovare al più presto un accordo.

Stesso giorno, sulla Stampa, nell’analisi della possibile candidatura di Giuliano Amato, si sostiene che chi ha parlato con il dottor Sottile “giura che nelle sue intenzioni non ci sia quella di portare a termine il mandato”. Speriamo di no, perché è un’affermazione quasi eversiva per un giudice costituzionale: la stabilità delle istituzioni dipende anche dalla precostituzione dei tempi. E come mai? “Ha 83 anni, potrebbe decidere di andar via in anticipo (favorendo proprio un passaggio del testimone con Draghi). Ma non prima che il Paese venga messo al sicuro sia dal punto di vista della pandemia che da quello dei mercati, con la rinegoziazione – l’anno prossimo – del Patto di Stabilità”. E chi decide quando il Paese è al sicuro? I mercati? Il Cts? L’oroscopo? Sono solo due esempi tra mille, ma val la pena ricordare che se ieri si accusava Giuseppe Conte di violare la Costituzione con il ricorso ai Dpcm, oggi il combinato disposto di pandemia e aspirazioni del nonno d’Italia induce il sistema dei media trasformare la più importante elezione del Paese in una seduta dell’assemblea di condominio (in cui tra un po’ andrà bene anche la delega alla signora Pina). Basta che Mario Draghi sia contento, sennò “governo militare” come incautamente è stato scritto qualche mese fa.

Detto ciò, noi speriamo che che se alle prime tre votazioni non si troverà una maggioranza qualificata tra i grandi elettori, dalla quarta e in fretta si arrivi a quella assoluta possibilmente su un nome che non sia quello del bisnonno di Arcore. E soprattutto: proviamo a farlo senza acrobazie che getterebbero una sinistra luce di legittimità sulla presidenza della Repubblica e senza costringere Sergio Mattarella a restare, adducendo scuse ridicole (il parlamento è rimasto aperto anche durante il lockdown). L’inutile rielezione di Giorgio Napolitano ha fatto danni a lungo termine: li vediamo bene adesso che tutto sembra possibile, fuorché la strada maestra. La prossima boutade sarà abolire le elezioni in nome della post-democrazia. Anzi in realtà è già stato scritto anche questo…

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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5 replies

  1. Covid e Quirinale, Azzariti: “Bisogna accelerare i tempi, la scelta avvenga al primo scrutinio”
    di Liana Milella

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  2. Vabbè ragazzi, allora se non capite la necessità di Repubblica di eleggere Marione al primo scrutinio abbassando il quorum, ditelo!
    E che hanno perso 10 mesi così? Senza manco vederlo pdr? E il Financial Times?
    Buttiamo tutto?

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  3. La soluzione è semplicissima: riunione plenaria e votazioni in un posto sufficientemente ampio ed aperto, tipo Stadio Olimpico o Piazza del Popolo, ben osservati dalla comune gente pacifica accorsa sul posto solo per pura e semplice curiosità.
    Pronti con il canotto per il prossimo Presidente.
    Avrebbe detto qualcuno in altri tempi: “Siete circondati!!!”

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  4. Con le elezioni potrebbero vincere i ” populisti” , quindi … Oligarchi forever…
    Come scriveva Da Ponte e cantava Mozart; ” La nobiltà ha dipinta negli occhi l’onestà”
    Solo che loro erano ironici…

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