La stampa, Roma e il potere

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Mentire, nascondere, assecondare il potere. I nuovi comandamenti sulle tavole di Mosè del giornalismo italiano non lasciano scampo a una professione che da cane da guardia della democrazia s’è ridotta a scodinzolare col Gran Visir di turno. Facciamo un esempio a caso, ma c’è l’imbarazzo della scelta.

A Roma negli ultimi cinque anni quasi tutti i giornali e le televisioni hanno raccontato senza sosta della città invasa dai rifiuti, dei cinghiali in libertà e degli autobus in fiamme per colpa della sindaca Raggi, dei 5 Stelle. I cittadini ci hanno creduto e si sono affidati al Pd Gualtieri, che piace alla gente che piace, a partire dagli editori dei giornali, e quindi di chi ci lavora e vuole far carriera, o per lo meno tenersi il posto.

Così il neo sindaco promette di pulire la città prima di Natale, e nonostante alcuni squallidi trucchetti – come i bonus al personale e l’assunzione di addetti giusto per qualche settimana – fallisce in larga parte l’obiettivo (leggi l’articolo). I cronisti d’assalto che perseguitavano la vecchia Giunta avrebbero formato un plotone d’esecuzione, ma Gualtieri è perdonato. Poi capita che in poche settimane brucino tre autobus del Comune, ma anche qui la notizia non fa gola, e nessuno ne parla.

Più clamorosa di tutte è però la morte di due ragazze in un incidente stradale, pare a causa di un cinghiale. Non qualche residente che protesta, ma due giovani morte, anche queste silenziate da carta stampata e telegiornali. Un gioco sporco, insomma, che se copre così accuratamente fatti tanto plateali chissà come ci nasconde bene i grandi affari.

9 replies

  1. “I cittadini ci hanno creduto e si sono affidati al Pd Gualtieri”

    Ma chi? Quando? Dove? Come?
    Lo hanno votato giusto i parenti!

    P.s. Come al solito grandissimo Gaetano!

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  2. il popolo romano, possiamo dirlo tranquillamente, si è fatto abbindolare ancora una volta da qualcuno che conosceva perfettamente avendo governato Roma per decenni. Evidentemente non merita di più. Chi è lontano da Roma non può giudicare ma loro ci vivono e hanno potuto fare un minimo di paragone visto il poco tempo che ha avuto a disposizione la precedente amministrazione.

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  3. Gualtieri deve ringraziare i cosiddetti big cinquantini ( falsi grillini,) diventati contiani), che, grazie alla loro azione sabotatoria nei confronti di Virginia hanno indotto 200 mila romani non di destra né di sinistra, che nel 2016 avevano fatto vincere la Raggi, a non andare a votare. Gualtieri è diventato sindaco pur avendo preso meno voti di quanti ne prese Giacchetti nel 2016.

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  4. L’unico paradosso è che forse quelle due ragazze avevano votato Gualtieri… forse. O forse erano grilline deluse.

    In ogni caso, con tutti gli articoli sulla paccata sul deretano di Greta, mi sembra fuori da ogni logica che di una roba del genere non se ne parli. Quante dovevano essere a morire? 3? 4? Boh. I femminicidi causati dai cinghiali valgono meno delle manate sul sedere.

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  5. Vergogna l’informazione non esiste è morta e defunta da quando c’è Gualtieri ..ma per cosa sono pagati i giornalisti se non fanno il loro mestiere? ..

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