E’ tempo di pretendere vaccini nuovi

Cambieranno le quarantene per gl’immunizzati. Il commissario offende la gente in coda per i test: “Fanno le file ai negozi pure per i capi griffati…”. La linea del governo è sempre: “Vaccinatevi e non disturbate”. Intanto è saltato il tracciamento, gli ospedali sono in difficoltà e i contagi in crescita con la variante Omicron possono moltiplicare le persone in quarantena fino a mettere in crisi i servizi pubblici e la stessa sanità […]

(DI ALESSANDRO MANTOVANI – ilfattoquotidiano.it) – La linea del governo è sempre: “Vaccinatevi e non disturbate”. Intanto è saltato il tracciamento, gli ospedali sono in difficoltà e i contagi in crescita con la variante Omicron possono moltiplicare le persone in quarantena fino a mettere in crisi i servizi pubblici e la stessa sanità. Così dalla comunità scientifica sale la richiesta alle case farmaceutiche di aggiornare i vaccini, che hanno ridotto i rischi del Covid, assicurano profitti miliardari ma sono stati concepiti molto prima della variante Delta e della Omicron. Ha cominciato ieri mattina Francesco Vaia, il direttore dello Spallanzani di Roma: “Non consentire a tutto il mondo di vaccinarsi, superando la logica del brevetto e del profitto fuori controllo, e non aggiornare ancora i vaccini alle varianti si sono dimostrate scelte tragiche e sciagurate. E molti governi ne portano la responsabilità”, ha scritto su Facebook. Poi Massimo Galli, ex direttore delle Malattie infettive al Sacco di Milano: “Questo virus ci ha dimostrato, nell’arco di un anno solare, di aver tirato fuori tre varianti una più diffusiva dell’altra”. Se “i prodotti a vettore virale sono più o meno usciti di scena come vaccini strategici – ha ricordato ­– per rimanere tali quelli a mRna hanno bisogno di aggiornamento”. Ancora più netta Maria Rita Gismondo, direttore della Microbiologia sempre al Sacco: i vaccini attuali sono stati pensati per “il virus ‘nonno’, quello di Wuhan”, ora invece “dobbiamo pretendere vaccini nuovi” perché “le nuove varianti non sono coperte come dovrebbero”. Del resto Ugur Sahin, numero 1 della tedesca Biontech, partner di Pfizer, ha dichiarato nei giorni scorsi che la terza dose protegge al 70/75% dall’infezione: vuol dire che il 25-30% dei vaccinati può infettarsi con Omicron.

In quasi tutta l’Europa la variante scoperta per la prima volta in Sudafrica fa impennare i contagi. Il ministro della Sanità francese Olivier Véran prevede “oltre 250 mila casi al giorno entro l’inizio di gennaio” e anche lì si accelera sui vaccini: la terza dose detta booster può essere anticipata a tre mesi dalla seconda (qui siamo a quattro). In Italia ieri sono stati registrati 30 mila contagi, con un aumento del 63 per cento rispetto a lunedì 20 dicembre. Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ne prevede “centomila nei prossimi giorni”. I morti sono stati 142 e risalgono quasi tutti a contagi da variante Delta, come i pazienti nei reparti ordinari aumentati di 503 unità (il totale è 9.723) e quelli nelle terapie intensive cresciuti di 37 (totale 1.126). In due settimane la Omicron è salita dallo 0,2 al 28 per cento dei contagi, secondo Sileri potrebbe essere al 50-60 per cento.

L’impennata dei contagi ha spinto diversi scienziati e i presidenti delle Regioni, guidate dal leghista Massimiliano Fedriga, a chiedere la riduzione, se non l’abolizione, della quarantena per i vaccinati entrati in contatto con soggetti positivi, che attualmente è di sette giorni. Domani se ne occuperà il Comitato tecnico scientifico. L’ipotesi è ridurla a tre giorni con tampone per chi ha fatto tre dosi e forse per chi ne ha fatte due da meno di cinque mesi. Il passaggio è stretto. La variante Omicron ha tempi di incubazione più brevi (gli esperti dicono 3 giorni contro i 5 della Delta), infetta più facilmente i vaccinati e però, secondo i primi studi, provoca quadri clinici meno gravi della Delta. Non è chiaro, però, in quale misura la minor gravità dipenda dalle vaccinazioni. E soprattutto, riducendo la quarantena si rischia di far circolare anche la Delta.

Infuria la corsa ai tamponi, le code si allungano ovunque ma il commissario Francesco Paolo Figliuolo ironizza: “Bisogna avere tanta pazienza. Spesso i cittadini fanno file e file ai Black Friday per acquistare il capo griffato…”. Poi però promette: “Faremo il massimo”. Speriamo che basti.

3 replies

  1. Temo che Il Miglior Figliuolo sia rimasto indietro. Da tempo le file per gli abiti griffati non si fanno più. In compenso si sono allungate quelle alle mense della Caritas.
    Occorre un urgente reset , per carità di patria ( è proprio il caso di dirlo…)

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    • Figliuolo ogni tanto se ne esce con frasi, battute che ti fanno cadere le braccia. Diciamo che è anche normale: è un militare e come tutti i militari di professione è ben dotato.di paraocchi e monopensieri.

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  2. c’é anche da considerare che, in tempi di oligarchie liberiste predatorie, certi personaggi scialbi si arrampicano fin dove arrivano non per meriti prori… rubardo il posto e carriere ai veramente capaci di dare soluzioni ai problemi…!!!
    i migliori sono li a dimostrare la tesi…!!!

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