Rabbia e orgoglio

Sembriamo un po’ così. Dei robot che inseguono i tamponi rapidi (inaffidabili, perché ormai è chiaro che i falsi negativi sono tantissimi) e ogni ogni tanto cerchiamo disperatamente di farci un molecolare. Che è ormai un miraggio e, quando per miracolo lo raggiungiamo, lo vediamo come se incontrassimo Stephen Hawking e Rita Levi Montalcini in persona […]

(DI CINZIA MONTEVERDI – ilfattoquotidiano.it) – Difficile descrivere l’incubo che stiamo vivendo. Siamo fondamentalmente un gregge di pecore lasciate libere per festeggiare il Natale e il nuovo anno che arriva senza alcuna certezza, ma in nome dell’economia. Il virus avanza, dunque la natura fa il suo corso e noi, poveretti, seppur in gran parte vaccinati, siamo vittime di contagi che si moltiplicano, con conseguenti quarantene e vuoto delle istituzioni.

Mi viene naturale pensare a un grande film: Il Dormiglione di Woody Allen, dove chi cercava modestamente un senso nella vita – il nostro Woody e la meravigliosa Diane Keaton – era considerato un rivoluzionario e tutti gli altri erano robot che applicavano procedure quotidiane prestabilite fino ad arrivare all’orgasmometro. Sembriamo un po’ così. Dei robot che inseguono i tamponi rapidi (inaffidabili, perché ormai è chiaro che i falsi negativi sono tantissimi) e ogni ogni tanto cerchiamo disperatamente di farci un molecolare. Che è ormai un miraggio e, quando per miracolo lo raggiungiamo, lo vediamo come se incontrassimo Stephen Hawking e Rita Levi Montalcini in persona.

Intanto, se solleviamo (o abbassiamo) lo sguardo sulla politica, non abbiamo la più pallida idea se – in base a promesse o a desideri – il nostro presidente del Consiglio sarà ancora al governo o diventerà presidente della Repubblica. In mezzo alla guerra dei tamponi che non funzionano, siamo in attesa di capire chi ci guiderà e la decisione è dettata da un altro gregge, quello che siede in Parlamento. Siamo messi bene? Non mi pare proprio. Siamo forse convinti di esserlo. Siamo solo pecore. Io credo fortemente nella scienza. Sono vaccinata già con terza dose, anche se per un errore di registrazione ancora non mi è arrivato il Green pass aggiornato: poca cosa. Però registro code infinite per il tampone rapido (ripeto: inaffidabile) al costo di 10 euro (come minimo) e per il tampone molecolare privato al costo di 90-100 euro. Ma cosa stiamo facendo? Stiamo ingrassando un sistema che non ha la minima idea di dove va e dove ci porta. I tamponi molecolari arrivano palesemente in ritardo. C’è un plotone di gente positiva che vaga in giro festeggiando sui rapidi falsi negativi. E gente positiva al rapido che attende giorni e giorni una chiamata delle istituzioni per capire la procedura da seguire (e spesso continua a esibire il Green pass che nessuno le revoca).

Il governo e il supercommissario Figliuolo non hanno la più pallida idea di che diavolo ci sta capitando e ci capiterà: annunciano piani straordinari che resteranno lettera morta. Il presidente del Consiglio non sa neppure chi sarà e cosa farà a febbraio. Nel contempo la Sanità è al collasso: se vi sembra giusto che i medici curanti non rispondano o facciano diagnosi da remoto, vuol dire che siamo già nel film Il Dormiglione.

La Sanità è al collasso, ma non per colpa dei professionisti che ci lavorano e molto spesso sono eccellenze. Bensì per colpa di chi non ha investito come si sarebbe dovuto nonostante il Covid. Una banda di incompetenti (altro che Migliori) ci sta portando all’esasperazione. Ditecelo che ci dobbiamo ammalare tutti, così smettiamo di fare la fila per tamponi inutili, pagandoli uno sproposito, senza che il governo pensi neppure a calmierarne il prezzo. E la guerra ai no-vax come pensano di combatterla? Io non li tollero: seguo pedissequamente ogni indicazione della Scienza. Ma come pensano di convincerne qualcuno, in questo casino? Cosa gli dicono, senza uno straccio di dato serio che dimostri che hanno torto? Io lo so che sbagliano: ma come pensano i politici di dimostrarlo? Assicurando che gli ambienti riservati ai titolari di Green pass sono “sicuri” dai contagi e poi imponendo i tamponi anche ai vaccinati con Green pass e tripla dose per partecipare a eventi oppure per entrare o rientrare in Italia? La gestione dei tamponi è in mano al business. Quelli rapidi fatti in casa fanno ridere: non siamo medici o infermieri, non ce la facciamo a infilarci un tampone fino alla fronte. Eppure ce lo vendete, anziché investire su molecolari più diffusi, riducendo tempi e costi per i cittadini. Ma è molto meglio lasciare libera l’economia, cioè gli affari dei privati, farci ammalare tutti e lasciare che la natura faccia il suo corso. Vero?

4 replies

  1. dunque per la scrivente il problema è il contagio e non finire in ospedale intubato
    o, alla meglio, ammalato per 10-15-20 gg (se non sei vaccinato) con lo spettro del long covid dietro le federe?

    ma chi si preoccupava, prima, delle epidemie di influenza (influenza non polmoniti) che mettevano a letto
    una parte degli italiani e non?
    nessuno, al massimo un pezzo di colore sui giornali e qualche lamentela degli industriali
    che vedevano quelli a casa come dei renitenti alla leva, opps, al lavoro, e poco altro

    ma non era uno della categoria dei giornalisti che aveva scritto che il virus si sarebbe adattato
    come ha fatto in passato?

    ho scoperto ieri che questa è una teoria fatta da tal Theobald Smith, batteriologo americano, nel 1904
    ora, dato che di dati sperimentali che la confermino non ce ne sono, altri hanno ne hanno proposta un’altra,
    negli anni ’70 (non proprio ieri, eh!), i biologi Roy Anderson e Robert May, che utilizzando un approccio matematico,
    hanno mostrato che il ‘mondo amichevole’ che Smith ha costruito è in realtà solo una parte di un quadro più complesso.

    Anderson e May sono partiti dal fatto che la selezione naturale non supporta nessun parassita
    che sia morto con l’ospite, ma solo quelli che sono in grado di riprodursi e lasciano che la loro prole
    salti a quella successiva, aumentando il loro numero riproduttivo Rzero
    ed hanno postulato la seguente formula
    Rzero=Beta per N fratto alfa+b+v

    dove
    Beta è il tasso di diffusione dell’infezione (cioè la frequenza delle infezioni)
    N è la densità della popolazione ospite
    alfa è la virulenza (ovvero frequenza di morte per infezione)
    b è mortalità naturale (tasso di morte non associato a infezione)
    v è tasso di guarigione

    Se tutti questi parametri non dipendono in alcun modo l’uno dall’altro,
    sarà più redditizio per il parassita spostare semplicemente il suo alfa a zero e quindi il denominatore sarà più piccolo
    di conseguenza Rzero aumenterà per questo motivo
    ed in questo caso, le previsioni di Smith si avvereranno, ovvero vincerà il più innocuo.

    Ma nella vita reale, sostenevano Anderson e May, il parassita raramente riesce a usare questa strategia
    perché i parametri di questa equazione sono correlati tra loro.
    Spesso si scopre che se un agente patogeno non causa sintomi gravi (si tratta di alfa, virulenza),
    quindi è più difficile che si diffonda (e si tratta di Beta, infettività).
    Ciò significa che insieme all’alfa nel denominatore della frazione, anche la beta nel numeratore diminuirà
    e in questo caso, Rzero potrebbe non crescere, ma, al contrario, calare e il patogeno in maturazione
    non ne riceverà un vantaggio.

    gli scienziati quindi hanno proposto una teoria del compromesso (o teoria del trade-off)
    che limita l’evoluzione di un patogeno.
    Questi limiti possono essere pensati come una curva di plateau dove all’aumentare della Rzero,
    è utile per il parassita aumentare l’infettività – questo supporta la selezione naturale.
    Ma nel caso in cui la virulenza sia associata all’infettività e la seconda cresca più velocemente della prima,
    a un certo punto la virulenza si trasformerà in un fattore limitante.
    Quando la curva si avvicina a questo plateau, ogni piccolo aumento dell’infettività inizia a costare caro,
    perché gli ospiti iniziano a morire.
    E a questo punto, ci si può aspettare che la crescita dell’infettività si fermi.
    E la virulenza alla fine non si rivela necessariamente minima o massima, molto probabilmente si rivelerà ottimale,
    la più redditizia.

    questa è una teoria che ovviamente non presuppone volontarietà pregressa nel virus come se fosse
    un organismo unico che in un qualche modo pensa, ottiene informazioni e risponde ad esse con gli altri organismi
    (ne ha scritto Frank Schätzing in “il quinto giorno” in tedesco “lo sciame” ma è un romanzo di fantascienza)
    sono meccanismi casuali che possono o meno avverarsi (non c’è certezza sul tipo
    di mutazioni che possono avvenire in modo casuale) e i cui tempi d’esecuzione sono lunghi e non certi
    (una mutazione che facilitasse il discorso sopra potrebbe pure arenarsi e non diffondersi)
    senza contare le risposte immunitarie dell’ospite che potrebbero o meno ‘sconclusionare’ la formula

    quindi è quasi impossibile confermare o confutare la teoria di Anderson, May e Ivald (un terzo scienziato che s’è aggiunto).
    Tuttavia, non lo hanno creata per fare previsioni, ma solo per spiegare perché il mondo
    delle persone e delle loro infezioni non è sempre così amichevole come Smith lo ha dipinto.

    tratto da un articolo (più articolato e lungo) di Polina Loseva

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  2. Draghi disse un paio di settimane fa che grazie al gp avremmo avuto un Natale normale. Alla faccia!

    Da vaccinato, inoltre, dico che sarebbe ora di piantarla con la storia dei novax: hanno introdotto il super green pass il 6 dicembre con 9.500 contagi giornalieri e sebbene siano stati esclusi dalla vita sociale, il 24 dicembre di contagi ne avevamo 50.500. Li usano come scaricabarile per mascherare la loro incapacità (o malafede?)

    Se volete un responsabile per la diffusione del virus in italia quello è proprio il green pass e la fuorviante informazione fatta di “immunizzati” e “garanzie di non contagiarsi” (cit)
    Il punto è che stanno ricattando TUTTI, i non vacc segregandoli in casa, togliendogli il lavoro ecc. e i bivax o trivax con assurde misure restrittive che non dovrebbero più avere. Sicuramente la vita di prima non ce la vogliono più ridare.

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    • Che poi anche questa frase è un pò assurda:

      E la guerra ai no-vax come pensano di combatterla? Io non li tollero: seguo pedissequamente ogni indicazione della Scienza. Ma come pensano di convincerne qualcuno, in questo casino? Cosa gli dicono, senza uno straccio di dato serio che dimostri che hanno torto? Io lo so che sbagliano: ma come pensano i politici di dimostrarlo?

      Ma se non sei in grado, non sei in grado.

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      • Più che altro, in caso di “obbligo” all’Italiana, come verrebbero individuati? Il green pass non è certo obbligatorio ( io non lo uso e mi.pento di averlo scaricato) quindi? Occorrerà portarsi dietro il foglietto della vaccinazione? Facile da farlo farlocco.
        Inseguiranno i non vaccinati con i droni? Un bracciale elettronico? Un adesivo sulla giàccà?
        Chissà…

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