Variante Omicron, i cinque sintomi lievi segnalati

Simili a volte a quelli di un raffreddore, ecco perché il tampone è fondamentale

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– (Afp)

(adnkronos.com) – Sintomi lievi, simili a volte a quelli di un raffreddore. La variante Omicron si diffonde, i contagi aumentano. Molti soggetti, però, sembrano mostrare una forma lieve covid, soprattutto se paragonata a quella causata dalla variante Delta. Negli Stati Uniti, i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) hanno segnalato anche un aumento dei casi di influenza: il rischio di confondere i sintomi, quindi, aumenta e un tampone diventa determinante per stabilire la causa e distinguere il SARS-CoV-2 dai virus che possono causare altri virus stagionali.

Il professor Tim Spector, scienziato di riferimento dell’app ZOE COVID molto nota nel Regno Unito, a Newsweek ha tracciato un quadro della situazione: “E’ chiaro al momento che se ci soffermiamo su aree con alto tasso di contagi Omicron, ma anche a livello nazionale, vediamo un quadro in cui non dominano i classici sintomi covid”.

Sulla base di casi covid registrati a Londra tra ottobre e dicembre, i sintomi più comuni riportati e archiviati dall’app sono stati naso che cola, mal di testa, stanchezza, starnuti e mal di gola. Sintomi, insomma, associabili ai malanni non-covid accusati in ogni paese da milioni di persone, in particolare tra i bambini nel periodo invernale e primaverile. Il recupero dalle comuni malattie da raffreddamento avviene nel giro di 10 giorni, secondo i CDC. Le persone immunodepresse o affette da asma e patologie respiratorie, però, rischiano di arrivare a sviluppare malattie più serie, come la polmonite.

9 replies

  1. Ma se il Covid con Omicron si è trasformato in un normale raffreddore, perché si sta facendo su di esso un terrorismo politico uguale a quello del primo Covid se non maggiore? Che senso ha? Lo stesso Bassetti ha detto che Omicron si evolve in raffreddore e la mutazione lo ha indebolito. In fondo anche prima c’erano dei raffreddori che in alcuni soggetti producevano complicazioni polmonari e anche la morte. Nel 2017 in Italia il raffreddore colpì 8,7 milioni di italiani con e 160 morti ma non ci fu nessun allarme e nessuna proibizione.
    E’ ovvio che potrei rispondermi da sola, considerando il potere immenso che l’alibi del Covid dà ai Governi e l’enorme giro di affari che c’è dietro il Covid.
    Quello che non capisco è perché la gente cade lo stesso in inganno e non si fa la stessa domanda.

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    • Siamo in estate, afa cittadina notturna, poco traffico, vai in motorino. Il casco lo indossi?

      Oppure: lavori in un ospedale, hai giusto trascorso una settimana normale, senti di una nuova variante, senti che in effetti provoca il disagio di “un normale raffreddore”. Ti dici “meno male” e basta?

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    • E quale allarme ci dovrebbe essere su una stima di mortalità di 160 decessi su 8,7 milioni di persone, in un anno? Se non erro la percentuale di mortalità è dello 0,02%! Certamente non è allarme sanitario neppure una mortalità di 130.000 decessi Covid su una stima, ipotetica , di 13 milioni di contagi in un anno! Ma per 130.000 morti su 13 milioni in un anno , cifra ipotetica solo per esempio, la percentuale di mortalità dovrebbe essere 1%! Fra una mortalità dello 0,02% e del 1% c’è molta differenza, soprattutto quando una malattia estremamente contagiosa e diffusibile può arrivare a colpire l’ intera popolazione, cioè 60 milioni di persone, da cui quella mortalità dell’ 1% si traduce in un numero elevato di pazienti da ricoverare in reparti ordinari e terapie intensive, di cui poi una parte morirà! Il SSN non è in grado di far fronte ad un elevato numero di richieste di assistenza come ricoveri medici ed intensivi, e l’ allarme è solo nei grandi numeri, e l’ unica strategia possibile è ,da una parte, che vaccino e farmaci siano in grado di diminuire la percentuale di rischio di ricovero, abbattendo la gravità clinica, e dall’ altra che l’ uso di presidi di protezione e distanziamento, contrastino la diffusione del contagio per evitare di arrivare ad un numero di malati da maxiemergenza, cioè quando le richieste di assistenza superano le risorse disponibili! Senza entrare in panico, l’ unico dato da considerare è il numero di ricoveri ed ovviamente anche di morti, ma la discriminante fra situazione sotto controllo o allarme è la stima dei posti letto occupati nei reparti ordinari ed intensivi da Covid, anche perché tutto il resto dell’ assistenza medica ospedaliera rischia di fermarsi, mentre le altre varie patologie, oncologiche, cardiovascolari, infettive, neurologiche, traumatiche o chirurgiche vanno avanti anche con il Covid! Io eviterei di arrivare per quanto possibile ad una condizione di allarme!

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  2. 1) Aumento del chiacchericcio senza basi empiriche

    2) Sovvertimento delle regole logiche che altrimenti guidano scelte quotidiane

    3) Voglia di non essere sposati

    4) Tendenza alla coazione a ripetere

    5) Aumento del profitto personale altrui, e della percezione del proprio

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  3. @Viviana

    Forse per a) amore del quieto vivere, b) massima permeabilità al bombardamento dei media, c) conformismo figlio dello spirito di gregge , d) l’ essere vaccinati come alibi per non fare le altre pratiche di prevenzione.( Mascherina fp2, arieggiamento dei locali, distanziamento vero, isolamento ai primi sintomi e tampone immediato)
    .
    Gianni

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    • Il *mio* gregge e’ piu’ probabile del tuo. Il *mio* gregge attinge ad ingormazioni piu’ probabili delle tue. *Io* mi distanzio e due mascherine FFP2 e quattro test gratuiti me li ha dati il Governo. Pregasi legger sul New York Time, “We’re Locked Down Again in the Netherlands. Here’s a Warning.”, di Senay Boztas.

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